di Paolo Frosina
Il Fatto Quotidiano, 4 giugno 2025
Solo il decreto Sicurezza ha introdotto 22 nuove fattispecie penali scavalcando il Parlamento: il contrario delle depenalizzazioni promesse da Nordio a inizio mandato. Undici nuovi reati e 11 aggravanti, totale 22. È il numero “ufficiale” di modifiche alla legge penale introdotte dal decreto Sicurezza, il provvedimento-bandiera approvato a inizio aprile in Consiglio dei ministri. Un profluvio di nuove fattispecie che si va ad aggiungere alle altre sei contenute in decreti legge precedenti, per un totale complessivo di ben 28 interventi in materia penale realizzati dal governo Meloni scavalcando il Parlamento.
di Gian Antonio Stella
Corriere della Sera, 4 giugno 2025
La scelta contestatissima di volere a tutti i costi inquadrare nel decreto sicurezza come un reato penale “anche le condotte di resistenza passiva” è insensata. “Con questo gesto sto scuotendo le fondamenta dell’Impero britannico”. Mette i brividi rivedere oggi il video in bianco e nero del 6 aprile 1930 nel quale Gandhi, dopo una marcia di ventiquattro giorni partita con 78 seguaci da Ahmedabad (a nord di Bombay) e conclusa con un fiume umano di decine di migliaia di partecipanti nel villaggio costiero di Dandi, afferra un pugno di fango salato dicendo quella frase destinata a diventare celeberrima: “I am shaking the foundations of the British Empire”.
di Sergio Segio
Il Manifesto, 4 giugno 2025
Il decreto Piantedosi, che ha già ottenuto il voto di fiducia della Camera, è stato definito “fascistissimo” a rimarcarne intenti ed effetti che superano persino il codice Rocco. Mitridatizzati da un ventennio di enfatizzazione della “sicurezza”, sorretta dalla retorica bipartisan di una “cultura della legalità” declinata in chiave di ordine pubblico e di populismo penale, rischiamo infatti di non cogliere appieno l’involuzione autoritaria imposta dall’attuale governo. A differenza dei precedenti (utilmente riepilogati da Livio Pepino: Maroni, 23 febbraio 2009, n. 11; Minniti, 17 febbraio 2017 n. 13 e 20 febbraio 2017, n. 14; Salvini, 4 ottobre 2018, n. 113 e 14 giugno 2019, n. 53; Lamorgese, 21 ottobre 2020, n. 130), l’attuale decreto sicurezza (11 aprile 2025, n. 48), ora al Senato, si inscrive con maggiore coerenza ed evidenza in un progetto di forzatura costituzionale e della democrazia.
di Pino Corrias
vanityfair.it, 4 giugno 2025
In tv, sui giornali e sui social spopola il delitto di Garlasco. Nel frattempo, il ministro Carlo Nordio porta avanti le sue riforme. Mentre sullo schermo collettivo lampeggiano le luci stroboscopiche del caso di Garlasco con effetti stordenti su di noi sollecitati a partecipare da mesi al selvaggio tribunale delle illazioni pubbliche, delle verità controverse, degli indizi mai del tutto veri, mai del tutto falsi, dei colpevoli dell’omicidio di Chiara Poggi che diventano innocenti e viceversa, dei testimoni che ricordano e poi dimenticano, delle impronte che compaiono e scompaiono, procede in parallelo lo smantellamento della Giustizia. Quella vera.
Il Dubbio, 4 giugno 2025
Un 30enne è morto a Pescara, in ospedale al Santo spirito, per un arresto cardiaco. Il ragazzo sarebbe stato portato ieri mattina alle 11 in questura, sempre a Pescara, perché coinvolto poco prima in un alterco in strada, per aver opposto resistenza a pubblico ufficiale, motivo per cui sarebbe stato necessario l’uso del taser. Una volta condotto nelle camere d’attesa per compiere gli atti di polizia giudiziaria, il 30enne ha accusato un malore ed è stato dapprima soccorso sul posto dal 118 e poi trasportato in ospedale per le manovre di rianimazione che non sono bastate per impedire il decesso.
di Paola Iandolo
ottopagine.it, 4 giugno 2025
Il 27 giugno inizierà il processo per i dieci imputati accusati di tentato omicidio. Paolo Piccolo, il 26enne picchiato è stato trasferito nel centro di riabilitazione Don Gnocchi di Sant’Angelo dei Lombardi, specifico per le sue condizioni di salute. i familiari il 22 maggio scorso hanno organizzato una protesta civile davanti all’ospedale Moscati di Avellino, per chiedere cure adeguate per il loro congiunto ridotto in fin di vita e che versa, ormai da mesi, in uno stato vegetativo all’ospedale Moscati di Avellino. Affianco ai familiari di Piccolo, anche Carlo Mele e il legale della famiglia, Costantino Ciardiello.
di Carlo Antonio Di Vece
torinocronaca.it, 4 giugno 2025
Le vittime furono nove detenute e due agenti di custodia. A causare le fiamme il rogo di trecento materassi altamente infiammabili. Ivana, Rosa, Paola, Lauretta, Lidia, Morsula, Ediita, Beatrice e Radica. Questi i nomi delle nove detenute che, il 3 giugno 1989, persero tragicamente la vita nell’incendio della sezione femminile del carcere Lorusso e Cutugno di Torino, soffocate dai fumi tossici presenti nel settore. Insieme alle ristrette, anche Rosetta e Maria Grazia, due agenti di custodia, morirono nel drammatico incidente. A distanza di 36 anni dalla tragedia, il ricordo delle 11 donne è ancora vivo, nella speranza che gli incidenti nelle carceri italiani diminuiscano, infatti sono ben 31 quelli accaduti a partire dal 2025 ad oggi.
di Elisa Barresi
ilreggino.it, 4 giugno 2025
Un vertice inedito per costruire un sistema penitenziario più equo, trasparente e rispettoso dei diritti di tutti guardando alle emergenze e le richieste che arrivano da “dentro le mura”. Per la prima volta in Calabria, si è tenuto un incontro ufficiale tra la Garante regionale dei diritti delle persone private della libertà personale, avvocato Giovanna Russo, e le sigle sindacali della Polizia Penitenziaria. L’incontro ha segnato l’inizio di un dialogo costruttivo volto a migliorare le condizioni di lavoro degli agenti e la tutela dei diritti dei detenuti.
di Claudia Milani Vicenzi
ilgiornaledivicenza.it, 4 giugno 2025
Un altro progetto punta a trovare nuovi spazi per i detenuti in permesso con le famiglie. Quattro incontri: un’opportunità formativa “per poter agire in modo più consapevole e quindi incisivo”. Il carcere Del Papa, che secondo l’ultimo rapporto di Antigone a fine aprile contava 357 detenuti (un sovraffollamento ormai cronico visto che la capienza sarebbe di 276) ha bisogno di volontari. Ecco dunque che sta per partire un percorso formativo rivolto sia a chi già dedica del tempo ai detenuti sia a chi vorrebbe farlo in futuro. Un servizio all’interno della struttura ma non solo: anche nella grande rete che agisce all’esterno. A promuoverlo il cappellano don Gigi Maistrello, con la collaborazione della garante dei detenuti Angela Barbaglio e il magistrato di sorveglianza Michele Bianchi.
di Viola Mancuso
gnewsonline.it, 4 giugno 2025
La Casa circondariale di Locri ha ospitato un intenso momento di preghiera e riflessione ecumenica, rivolto alla popolazione detenuta. L’incontro, promosso dal cappellano don Crescenzo Demizio con il sostegno dell’area educativa e della Polizia Penitenziaria, ha visto la partecipazione di rappresentanti di diverse confessioni religiose, a testimonianza di un cammino condiviso di fede e umanità. Tra i presenti, don Raffaele Grimaldi, ispettore generale dei cappellani delle carceri italiane, il monaco ortodosso del Monastero di San Giovanni Theristis di Bivongi e padre Enzo Chiodo, delegato diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso.
- Lecce. “Quartetti dal Carcere”: quando il Dolore diventa Speranza
- Lucca. Studente e reporter: “Nel carcere non si vive. Si resiste soltanto”
- Genova. Sport e riabilitazione sociale, la voglia di riscatto dei detenuti di Marassi alla ViviCittà
- Roma. L’AIGA e i detenuti: a Rebibbia lo sport come veicolo di reinserimento
- Trieste. Presentazione libro “44 Quarantaquattro 44. La consapevolezza dei diritti in carcere”









