di Daniele Montanari
Gazzetta di Modena, 4 febbraio 2025
Il 27enne Mohamed Doubali è stato trovato senza vita ieri mattina. Si sospetta l’overdose di farmaci. Gli era stato tolto il rischio suicidio. Un’altra morte in carcere, riconducibile con ogni probabilità a un suicidio. Il quarto nel giro di poco più di un mese. E stavolta si parla di un giovane di soli 27 anni. Si chiamava Mohamed Doubali, aveva problemi di droga e in passato aveva già dato segnali di grave malessere che avevano portato a ritenerlo a rischio suicidio. Poi però dopo la visita di uno psicologo l’allarme sembrava rientrato. E invece la situazione è precipitata, nella solitudine della notte. È stato trovato morto ieri mattina. Morto già da tempo: inutili i tentativi di soccorso. La Procura ha disposto subito accurati accertamenti sulla dinamica del decesso, tanto che solo nel primo pomeriggio è arrivato il nulla osta alla rimozione della salma, condotta dalle onoranze di Gianni Gibellini in Medicina legale. Da quanto emerso però sono state subito escluse responsabilità di terzi. La morte, secondo quanto trapelato, è stata dovuta a un’overdose di farmaci.
di Valentina Reggiani
Il Resto del Carlino, 4 febbraio 2025
Non può essere solo un caso. Il fatto che in un mese quattro persone si siano tolte la vita - tra cui ragazzi giovani che, una volta scontata la pena, avrebbero avuto tutto il futuro davanti - è sinonimo di un grande malessere oltre che di una conclamata emergenza. Ieri mattina è stato trovato morto in una cella del carcere Sant’Anna il quarto detenuto. Un ragazzo di 27 anni, di origine marocchina morto - pare - a causa dell’assunzione smodata di farmaci. Il decesso probabilmente risale alla nottata ma “è stato scoperto ore dopo”. A darne notizia è il garante regionale per i detenuti dell’Emilia-Romagna, Roberto Cavalieri. Sicuramente nelle prossime ore sarà disposta l’autopsia ma quello che si sa è che il giovane, lo scorso 29 gennaio - ha fatto sapere il garante - è stato visto da uno psicologo ed era stato escluso il rischio suicidario lieve ‘rilevato’ in precedenza.
di Dimitri Canello
Corriere del Veneto, 4 febbraio 2025
Fiamme in una cella: i marocchini elitrasportati al Centro specializzato di Padova. Protesta o incidente. Ieri pomeriggio un incendio nel carcere cittadino di Baldenich ha causato gravi ustioni a due detenuti marocchini. Il rogo nella cella in cui si trovavano reclusi e le cause dell’episodio sono in accertamento da parte delle autorità penitenziarie. Che ieri non si sono sbilanciate. Resta da chiarire se l’incendio sia stato provocato intenzionalmente, come gesto di protesta o danneggiamento sfuggito di mano o se si sia trattato di un incidente a cui i due non sono riusciti a rimediare. Le prime ricostruzioni propendono per un evento accidentale, degenerato fino a coinvolgere pesantemente i due detenuti che hanno riportato ustioni gravi. Uno, 31 anni, è stato trasferito d’urgenza in elicottero al Centro Grandi Ustionati di Padova. L’altro, un 24enne, dopo un primo ricovero all’ospedale “San Martino” di Belluno, è stato anche lui elitrasportato a Padova - nella stessa struttura del compagno di cella - in prognosi riservata.
di Fabio Greco
agi.it, 4 febbraio 2025
I detenuti in sciopero della fame contro una circolare del Dap a livello regionale che inasprisce il regime di detenzione, a partire dall’ingresso in cella di alcuni prodotti. Docce senz’acqua calda, analisi mediche rinviate di mesi, divieto di telefonate, un taglio drastico ai pacchi di alimenti inviati dalle famiglie e tra qualche mese, lo stop all’ingresso di coperte e indumenti in pile, economici ma urgenti in un edificio “di ghiaccio”: la tensione è altissima nel carcere Pagliarelli di Palermo, dove i detenuti hanno battuto le stoviglie sulle sbarre, come ormai fanno mattina e sera da oltre una settimana, e cominciato uno sciopero della fame per protesta contro una circolare del Dap a livello regionale che inasprisce il regime di detenzione, a partire dall’ingresso di alcuni prodotti.
palermotoday.it, 4 febbraio 2025
Nel penitenziario dei Pagliarelli il riscaldamento manca da quasi 20 anni, costringendo “i detenuti a fronteggiare le basse temperature con mezzi di fortuna, vestendosi a strati e utilizzando coperte insufficienti per garantire un adeguato riparo dal freddo”. Il vicepresidente dell’associazione in difesa dei diritti dei reclusi, Francesco Leone: “Nel penitenziario mancano riscaldamento e acqua calda, mentre l’Amministrazione penitenziaria vieta l’ingresso di vestiti in pile”. “I detenuti girano avvolti nelle coperte per il freddo”. È la situazione all’interno del carcere Pagliarelli descritta dall’avvocato Francesco Leone, vice presidente di Antigone Sicilia, l’associazione in difesa dei diritti dei detenuti che il 29 gennaio 2025 ha ispezionato l’istituto riscontrando gravi criticità. Prima di tutto, la mancanza del riscaldamento. Un problema che rischia di peggiorare a causa della circolare emessa dal provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria che il 19 novembre 2024 ha imposto nuove restrizioni all’ingresso nel penitenziario di generi di prima necessità. Tra cui, i vestiti in pile.
livesicilia.it, 4 febbraio 2025
“L’accesso alle cure specialistiche è fortemente limitato. Una detenuta malata di cancro attende da oltre quindici giorni che l’Asp prenda in carico la sua situazione, mentre i medici del carcere sollevano preoccupazioni sulla possibilità che la malattia possa progredire e divenire fatale”. Lo dicono il presidente dell’associazione Antigone di Palermo, Giorgio Bisagna, e il vicepresidente Francesco Leone. “Nonostante la presenza di un presidio medico interno, l’accesso alle cure specialistiche è fortemente limitato. Le visite e gli esami vengono prenotati attraverso il Cup (Centro unico di prenotazione) come per il resto della popolazione. Pertanto i detenuti devono essere trasportati dalla polizia penitenziaria nelle strutture sanitarie della provincia disponibili”, aggiungono. “La cronica carenza di personale addetto al trasporto rende però impossibile garantire la presenza simultanea di più detenuti nelle strutture mediche, con il risultato che ogni giorno vengono annullate e riprogrammate tra le 10 e le 15 visite. I tempi di attesa possono diventare lunghissimi, mettendo a rischio la salute dei detenuti”.
triesteallnews.it, 4 febbraio 2025
Inclusione sociale per le persone all’interno delle carceri. È questo l’impegno dell’Associazione no profit ‘Seconda Chance’ a cui si aggiunge il contributo di Illycaffè. Conclusi i primi corsi sul caffè tenuti dagli insegnanti dell’Università del Caffè di Illy presso la casa circondariale “Ernesto Mari” di Trieste (via del Coroneo, 26) - nell’ambito del percorso di formazione sulle tecniche base di panificazione e pasticceria - è infatti prevista per marzo una nuova attività didattica sulla caffetteria e pasticceria, nonché nel settore dell’ospitalità e della ristorazione, a prova dell’unione tra le competenze e l’impegno delle due realtà coinvolte.
di Walter Medolla
Corriere del Mezzogiorno, 4 febbraio 2025
Sono letteralmente quaranta braccia prestate all’agricoltura. E sono quelle dei venti detenuti del carcere di Carinola coinvolti nel progetto “Crea”, acronimo di “Coltivare responsabilità e alternative in agricoltura”. L’iniziativa promossa è dal Provveditorato regionale amministrazione penitenziaria per la Campania, in collaborazione con le cooperative sociali Terra Felix, La Strada, L’uomo il legno, oltre alle aziende agricole Naturiamo e Rusciano col supporto della Federazione provinciale di Coldiretti Caserta e finanziato da Cassa delle Ammende. Il progetto, avviato già da alcuni mesi nell’Istituto penitenziario in provincia di Caserta, prevede la coltivazione di oltre sette ettari in campo aperto dell’Istituto e la trasformazione dei prodotti nel laboratorio attivo presso la casa di reclusione di Carinola.
di Francesco Iuliano
lanuovacalabria.it, 4 febbraio 2025
Coinvolgere la popolazione carceraria in un percorso di crescita personale e di riabilitazione dei detenuti attraverso l’arte. È stato soprattutto questo l’obiettivo del progetto denominato “Teatro e Carcere” realizzato dalla direzione della Casa circondariale “Ugo Caridi” di Catanzaro con la collaborazione dell’attore e regista, nonché direttore artistico del Teatro Comunale di Catanzaro, Francesco Passafaro. Un programma che si è concluso nei giorni scorsi con lo spettacolo teatrale dal titolo “Partita a scacchi”, andato in scena nel teatro dell’Istituto carcerario della città capoluogo. Un’iniziativa - è stato detto - che ha permesso ai detenuti che hanno partecipato, di esplorare le proprie emozioni, di affrontare le proprie paure e di sviluppare nuove competenze.
di Giuliano Santoro
Il Manifesto, 4 febbraio 2025
La Rete “A pieno regime” oggi a Bruxelles incontra parlamentari europei e organizzazioni sociali. E il 22 febbraio manifestazioni in tutt’Italia: a Napoli, Roma, Bologna, Milano. Dopo mesi di mobilitazioni, culminate nella grande manifestazione dello scorso 14 dicembre a Roma, la rete nazionale contro il Ddl sicurezza “A pieno regime” arriva a Bruxelles per denunciare la minaccia ai diritti in corso in Italia e confrontarsi con parlamentari europei ed esponenti della società civile e dei movimenti degli altri paesi dell’Unione europea.
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