di Giorgio Paolucci
Avvenire, 4 febbraio 2025
Le storie di Karim e Jurgen, che fuori dal carcere hanno intrapreso un cammino di trasformazione personale e recupero del senso del bene. Come funziona il metodo CEC. Le ferite inferte dalla vita a volte si rimarginano, a volte rimangono aperte e continuano a generare sofferenza. Non solo a chi ne è rimasto vittima, ma anche a chi le ha procurate e non sa trovare pace per il male che ha compiuto. Non basta scontare la pena se alla pena non si affianca un percorso per rielaborare il reato. Ci vuole un luogo, ci vogliono persone che aiutino a guardare quelle ferite, ad approfondirne le ragioni, a intravedere che la vita può sempre ricominciare. Che dall’abisso è possibile risalire.
di Angelo Panebianco
Corriere della Sera, 4 febbraio 2025
Ci sono due ragioni per le quali il governo ha buone probabilità di uscire vincitore nel braccio di ferro ingaggiato con i vertici della magistratura. La prima riguarda il grado di compattezza/coesione della coalizione di governo nel difendere la riforma. La seconda ragione ha a che fare con la natura di tale progetto. Comprensibile. Se per decenni hai potuto constatare che facendo la voce grossa sei sempre riuscito a bloccare le iniziative a te sgradite, forse cadrai in una trappola, sottovaluterai i cambiamenti intervenuti e non riterrai pertanto di dover mutare strategia: continuerai a fare la voce grossa. Col risultato di andare incontro a una secca e dura sconfitta. È possibile che i vertici della magistratura si accorgano ben presto che, di fronte alla riforma voluta dall’esecutivo della separazione delle carriere, scegliere di andare allo scontro frontale con la maggioranza di governo sia stato un errore (tattico e strategico insieme).
di Alessandro De Angelis
La Stampa, 4 febbraio 2025
In principio, dopo che furono bloccati i primi trattenimenti in Albania, ci fu il decreto che interveniva sulla lista dei “Paesi sicuri”. L’idea era di eliminare i margini interpretativi dei giudici. Poi però, per evitare l’incostituzionalità, ci si limitò solo a trasformare quella lista da decreto ministeriale in legge. Bene lo spot, ma essendo il provvedimento del tutto inutile nella sua applicazione pratica, ecco l’intervento per trasferire le competenze alle Corti d’Appello. Medesime le intenzioni, medesimo l’esito.
di Francesco Grignetti
La Stampa, 4 febbraio 2025
La proposta del forzista Costa piace a Fratelli d’Italia. Delmastro in pressing: “C’è stata un’invasione di campo, sui migranti decide l’esecutivo”. È ancora il tempo dell’ira contro i magistrati. La maggioranza di destra-centro non ha affatto digerito le ultime decisioni dei giudici, tanto l’azione penale avviata dal procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi contro mezzo governo quanto la mancata convalida del trattenimento dei 43 migranti portati in Albania.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 4 febbraio 2025
Il j’accuse del pm Racanelli. Il procuratore di Padova, ex segretario di Magistratura indipendente: “La separazione delle carriere non lede la nostra indipendenza. L’Associazione nazionale magistrati ha sbagliato a scegliere la strada di una frontale contrapposizione al governo” “Sappiamo benissimo che viviamo in un momento storico nel quale la magistratura e in genere il sistema giustizia non godono della fiducia dei cittadini e quindi la politica è in una posizione di vantaggio rispetto alla magistratura. In questa situazione non ha alcun senso andare alla ‘guerra’. Per questo non ho assolutamente condiviso la posizione dell’Associazione nazionale magistrati di totale contrapposizione e di rifiuto di ogni dialogo di fronte alle proposte di riforma. Si tratta di una strategia suicida”.
di Irene Famà
La Stampa, 4 febbraio 2025
L’ex magistrato Gian Carlo Caselli: “Chi non la pensa come loro diventa un pericolo. Così si minano i pilastri fondamentali dello Stato di diritto”. “Siamo ad un livello intollerabile”. Gian Carlo Caselli, alle spalle una lunga carriera da magistrato, riflette sui delicati equilibri politici e sul rapporto tra governo e toghe. La richiesta di accelerare i tempi per una commissione d’inchiesta sui magistrati, l’ipotesi di un ritorno all’immunità parlamentare, le critiche continue. “Da parte del governo sta crollando in modo evidente e clamoroso il rispetto dovuto, in ogni ordinamento democratico, alla sua magistratura e alla sua indipendenza. E io sono preoccupato”.
di Riccardo Radi
terzultimafermata.blog, 4 febbraio 2025
Per la giustizia disciplinare l’esposto è da cestinare “con atto di segreteria” perché: “non integra illecito disciplinare la condotta del Magistrato di sorveglianza che rigetta ripetutamente le istanze difensive per la concessione di misure alternative al carcere nei confronti di detenuto affetto da gravi patologie, poi deceduto, a fronte dell’assenza di idoneo luogo in cui disporre la detenzione domiciliare, nel caso in cui le istanze siano state tempestivamente esaminate e il detenuto sia stato sottoposto alle idonee terapie in sede ospedaliera”. C’è poco da scandalizzarsi per la decisione del Procuratore Generale presso la Cassazione, al magistrato di sorveglianza non si può muovere alcun appunto: formalmente nulla da eccepire.
di Luca Rampazzo
milanopost.info, 4 febbraio 2025
L’avvocato Marco Tavernese: “Al nostro cliente era stato fatto firmare un foglio, senza data, in cui si dichiarava che una parte importante del suo lavoro era svolto sotto forma di volontariato. Questa dichiarazione era stata corroborata da generiche testimonianze, assunte in maniera irrituale, come riporta la sentenza, di alcuni agenti di polizia penitenziaria”. Quindi il Ministero si era rifiutato categoricamente di pagare il dovuto. Il giudice ci ha dato ragione, riconoscendo che tutto il lavoro andava pagato, che quella dichiarazione non era rilevante e che le testimonianze erano inammissibili.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 4 febbraio 2025
La II Sezione civile, sentenza n. 2425/2025, affermando quattro principi di diritto, ha distinto le due ipotesi di sospensione come “sanzione accessoria” e come “misura cautelare”. Arrivano i chiarimenti della Cassazione su guida in stato ebbrezza e sospensione della patente in funzione di sanzione accessoria o misura cautelare. La sospensione, ex art. 186 del codice della strada, infatti consegue a titolo di sanzione accessoria del reato ed è disposta dal giudice penale, anche se applicata in concreto dal Prefetto. La sospensione cautelare e preventiva, invece, è disposta dal Prefetto ai sensi dall’art. 223 del medesimo codice - entro un tempo ragionevole, la cui valutazione in concreto è rimessa al giudice del merito - e risponde alla necessità di impedire che, nell’immediato, il destinatario possa continuare a tenere una condotta pericolosa.
di Lara Boccalon
rainews.it, 4 febbraio 2025
Le novità dell’accordo tra Regione e amministrazione penitenziaria. Il protocollo d’intesa quinquennale tra Regione e Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria per il Triveneto appena deliberato dalla giunta Fedriga impegna aziende sanitarie e direzioni penitenziarie a operare all’interno di una più chiara, concreta e coerente cornice di azioni, per rispondere alle criticità finora registrate nell’assistenza sanitaria in carcere, prestando grande attenzione non solo alle persone detenute e alle loro aspettative di salute, ma anche alla sicurezza del personale sanitario che opera nelle carceri.
- Modena. Quarto detenuto morto in carcere in poco più di un mese
- Modena. Emergenza suicidi in carcere, la maledizione del Sant’Anna
- Belluno. Incendio al carcere di Baldenich, ustioni gravi per due detenuti
- Palermo. Stretta sui pacchi alimentari in carcere, protesta al Pagliarelli
- Palermo. L’allarme di Antigone: “Detenuti avvolti nelle coperte per il freddo”











