di Marika Ikonomu
Il Domani, 5 giugno 2025
La professoressa di Filosofia del diritto all’università di Perugia, studiosa della questione criminale: “Un modo per acquisire consenso. Con la teoria della percezione si sterilizzano i territori”. Il decreto Sicurezza è legge, “una legge fascista”. La definisce così Tamar Pitch, professoressa di Filosofia del diritto all’università di Perugia, studiosa della questione criminale e del rapporto tra genere e diritto, e autrice de Il malinteso della vittima. “Da molti anni la politica agisce con pacchetti, leggi, decreti. Ora però si è oltrepassato il limite, perché questo è un provvedimento molto pericoloso”, dice Pitch, “un salto di qualità”.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 5 giugno 2025
Lo ha chiarito la Corte di cassazione, sentenza n. 20658 depositata ieri, ribadendo la differente natura delle misure cautelari reali rispetto a quelle personali. Non è irragionevole una disciplina che prevede soltanto per il bene “libertà personale” e non anche per il bene “patrimonio” la presenza di termini perentori, di fase e complessivi, che ne legittimano la limitazione prima della definitività di una pronuncia di condanna. Lo ha chiarito la Corte di cassazione, con la sentenza n. 20658 depositata oggi, dichiarando inammissibile la questione di costituzionalità proposta dal legale rappresentante di una azienda che aveva subito un sequestro preventivo finalizzato alla confisca disposto a seguito della contestazione del reato di dichiarazione fraudolenta.
ilpiacenza.it, 5 giugno 2025
Malattie croniche, disturbi psichici e comportamentali, rischio sovrappeso e obesità. Sono le principali patologie dei detenuti nelle carceri dell’Emilia-Romagna. Lo dicono i dati presentati oggi in Regione a Bologna, in Terza Torre, durante il convegno “Cure senza confini. Sfide e innovazioni in Sanità Penitenziaria”, un’occasione per i professionisti del settore di condividere esperienze, modelli e risultati, e di lanciare una sfida verso proposte innovative che possano migliorare la qualità della vita delle persone detenute. Un quadro clinico (nella scheda allegata i numeri della salute in carcere) che deve fare i conti anche con un crescente sovraffollamento, 128 detenuti ogni 100 posti disponibili.
di Stefano Origone
La Repubblica, 5 giugno 2025
La protesta scattata per solidarietà al giovane abusato e torturato senza che i poliziotti penitenziari se ne fossero accorti. Una film dell’orrore quello che ha vissuto un detenuto di appena 18 anni che sta scontando una pena per una rapina che ha innescato la rivolta di circa cento detenuti, che hanno preso possesso della seconda sezione del penitenziario, devastando le celle e anche le aule scolastiche (gli operatori sanitari, gli insegnanti e il personale amministrativo sono stati radunati in una stanza per motivi di sicurezza): una decina di loro sono saliti sul tetto dell’istituto e sul camminamento delle mura di cinta, ma sono scesi spontaneamente dopo aver denunciato le sevizie sul detenuto. Nei disordini, durati due ore e terminati verso le 15.30, sono rimasti feriti (in modo non grave) due agenti di custodia, trasportati in codice giallo all’ospedale Galliera, mentre altri due sono stati medicati sul posto.
da Doriano Saracino*
goodmorninggenova.org, 5 giugno 2025
Domata la rivolta del carcere di Genova. Un episodio che ancora una volta fa emergere la situazione drammatica dei penitenziari italiani e in particolare quello genovese. Emergono particolari drammatici della violenza subita dal ragazzo di 18 anni e dalla resa dei conti che avrebbe di conseguenza provocato la rivolta. Abbiamo sentito il Garante dei detenuti della Regione Liguria che ci ha rilasciato il seguente commento che riportiamo integralmente. La domanda che mi faccio è se non si possano trovare alternative al carcere per un ragazzo di 18 anni. Non so se il ragazzo ha compiuto il reato quando era minorenne, e quindi trasferito dal carcere dei minori a quello degli adulti al compimento dei 18 anni, oppure se il reato sia stato commesso già maggiorenne.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 5 giugno 2025
Tre indagati per lesioni aggravate. Il trentenne preso a colpi di bastone in testa. La polizia lo ha trovato già ferito. Da diversi anni era in cura al Centro di salute mentale e a quello per le dipendenze. Il padre: “Potevano chiamare il 118 per un Tso”. Salvini spietato: “Le pistole elettriche salvano vite”. Quando, poco dopo le 11 del mattino di martedì, la volante della polizia con due agenti a bordo è arrivata in Strada Piana, nel quartiere periferico di San Donato a Pescara, Riccardo Zappone era stato appena picchiato. Perdeva sangue dalla testa. Forse, dicono alcuni testimoni, aveva cercato di derubare un passante. Di sicuro era stato preso a bastonate da tre persone, ora iscritte nel registro degli indagati per lesioni personali aggravate.
di Damiano Aliprandi e Giovanni M. Jacobazzi
Il Dubbio, 5 giugno 2025
Quanto accaduto nel carcere di Viterbo nell’estate del 2018, fra cui poi la morte del 21enne egiziano Hassan Sharaf, ha determinato questa settimana la condanna alla censura da parte della Sezione disciplinare del Csm della pm romana Eliana Dolce, all’epoca in servizio presso la Procura della cittadina dell’Alto Lazio. La vicenda riguardava la ‘gestione’ di un esposto che segnalava violenze sui detenuti nel carcere viterbese da parte degli agenti della polizia penitenziaria. Nel mirino, in particolare, la scelta iniziale della magistrata di iscrivere questo esposto a modello 45 e quindi come fatto non costituente notizia di reato.
di Marina Lomunno
La Voce e il Tempo, 5 giugno 2025
Vasta protesta degli operatori - Si chiudono due sezioni del Liceo interno nel penitenziario torinese “Lorusso e Cutugno”, duro colpo alla rieducazione dei detenuti. “Se non aggiustate la scuola, la camorra vincerà sempre, perché la camorra ha paura della scuola”. Questa chiara e forte affermazione di un capo camorrista, ora collaboratore di giustizia, basta a far cogliere la gravità della decisione di chiudere nel penitenziario torinese “Lorusso e Cutugno” le prime due classi della sezione carceraria del Primo Liceo Artistico, a causa del taglio dei finanziamenti resi noti nei giorni scorsi dal ministero dell’Istruzione e del Merito e a cascata dall’Ufficio Scolastico regionale del Piemonte.
di Guglielmo Gallone e Michele Raviart
vaticannews.va, 5 giugno 2025
In occasione del festival della Comunicazione delle Paoline e dei Paolini, sono stati consegnati una serie di libri ai detenuti della Casa di reclusione di Fermo La testimonianza del vescovo emerito e oggi cappellano di Fermo. Il ponte con le scuole. È il tredicesimo anno consecutivo in cui, in occasione del festival della Comunicazione delle Paoline e dei Paolini, vengono consegnati una serie di libri ai detenuti delle carceri italiane. Un gesto di vicinanza che ben si sposa con il tema al centro di questo appuntamento annuale: “accendiamo la speranza” perché “una diversa comunicazione è possibile”.
di Tommaso Giani
Corriere Fiorentino, 5 giugno 2025
Per la prima volta in vita mia arrivo a Pontremoli, ultima propaggine di Toscana che a guardare la cartina sembra quasi un corpo estraneo, incuneata e incastonata com’è fra Liguria ed Emilia. Il paese di 7 mila abitanti, centro nevralgico della Lunigiana, è noto ai più per motivi di viabilità e per essere la casa di Zucchero Fornaciari. Ad accendere il mio interesse invece è uno dei suoi edifici meno appariscenti, il carcere minorile: al suo interno vi abitano 19 detenute minorenni in arrivo da tutta Italia, visto che nel nostro Paese di penitenziari per ragazze al di sotto dei 18 anni ce ne sono appena due, uno a Roma e l’altro per l’appunto a Pontremoli.
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