di Eleonora Martini
Il Manifesto, 6 febbraio 2025
Il calendario del Senato prevede che il Ddl Sicurezza arrivi in Aula nella prima settimana di marzo, sempre che le commissioni Affari costituzionali e Giustizia concludano il loro iter. Che nelle ultime settimane prosegue a ritmo lento, in attesa che il governo decida se e come intervenire per correggere i punti giudicati incostituzionali sui quali si è concentrata la moral suasion del Quirinale. Il lavoro delle commissioni, che anche ieri si sono riunite per il voto degli emendamenti, ha superato i due terzi circa del fascicolo. Nessuno sa però ancora cosa succederà in Aula: se le modifiche preannunciate dal ministro Ciriani arrivino con un maxi emendamento governativo (rinviando il testo alla Camera in terza lettura), o se seguiranno altre vie legislative. La Lega preme per snobbare il Colle e approvare subito il ddl. In caso contrario, come ha ribadito anche ieri il capogruppo Romeo, “vorremmo anche noi introdurre delle proposte migliorative”. Nel senso leghista del termine, ça va sans dire.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 6 febbraio 2025
L’ipotesi di rivedere il testo, auspicata dall’ex segretario di “Mi” Racanelli, non seduce neppure il suo gruppo. Musolino, “Md”: “No a trattative al ribasso”. La partita sulla separazione delle carriere non è affatto chiusa. Fonti parlamentari riferiscono che Forza Italia sarebbe pronta a riproporre l’emendamento che sopprime dal testo il sorteggio per la scelta dei componenti laici nei due Csm, previsti dalla modifica dell’ordinamento giudiziario. L’emendamento era stato già proposto alla Camera ma poi le altre forze di maggioranza e lo stesso guardasigilli Carlo Nordio avevano indotto il partito di Antonio Tajani a ritirarlo. Adesso gli azzurri sarebbero pronti anche ad allungare di un mesetto il processo riformatore (qualora ci fosse una modifica a Palazzo Madama, bisognerebbe ritornare alla Camera e poi terminare con gli altri due passaggi previsti per le riforme costituzionali) pur di portare a casa il risultato. Avrebbero l’appoggio anche di FdI, come ci spiega il senatore Sergio Rastrelli: “Il sorteggio è l’unico sistema valido per superare definitivamente il verminaio correntizio che ha caratterizzato fino ad oggi il sistema giudiziario italiano, determinando una intollerabile mortificazione della giurisdizione. Solo il sorteggio - prosegue - può infatti restituire autonomia e indipendenza ad ogni singolo magistrato, e sottrarlo alla morsa del condizionamento dei centri di potere e di pressione che hanno sinora caratterizzato il Csm. È evidente che questo ragionamento vale solo per la componente togata, mentre per quanto attiene alla componente laica si tratta di una scelta assolutamente non obbligata, né sul piano della legittimità costituzionale né sotto il profilo della valutazione politica”. Conclude quindi Rastrelli: “Nella proficua dialettica interna al centrodestra, si è scelto sinora di blindare il testo per evitare uno slittamento nei tempi di una riforma che è tanto essenziale quanto urgente per il futuro dell’Italia. Anche in Senato valuteremo attraverso quale formula tecnica raggiungere il punto di equilibrio: personalmente, ritengo vada ribadita con forza la funzione irrinunciabile del Parlamento nella individuazione dei membri laici”.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 6 febbraio 2025
Il Presidente del Consiglio nazionale forense esprime le preoccupazioni della categoria su: digitalizzazione, AI, sinteticità atti, costi di accesso alla giustizia ed applicazione dell’equo compenso. Ferma contrarietà dell’Avvocatura ai modelli digitali obbligatori per gli atti; limiti stringenti all’utilizzo della IA da parte dei giudici e forte preoccupazione della categoria per le sanzioni previste in caso di sforamento dei limiti agli atti difensivi. Ma anche un grido d’allarme per i costi eccessivi dell’accesso alla giustizia amministrativa, che, per esempio, in materia di appalti non ha eguali nel mondo, arrivando ad alterare la concorrenza tra imprese. E ancora prudenza nel passaggio al nuovo portale telematico, mantenendo più a lungo un doppio binario e partecipazione degli avvocati al governo della giurisdizione amministrativa. Infine, un altro cavallo di battaglia dei legali che continua a trovare degli inciampi: l’equo compenso va applicato in tutti i contratti pubblici. È breve ma denso di contenuti l’intervento del Presidente del Consiglio nazionale forense, Francesco Greco, alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario e di presentazione della “Relazione sull’attività della Giustizia Amministrativa”, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, e delle più alte cariche dello Stato.
di Silvia Trovato
cesvot.it, 6 febbraio 2025
Il lavoro svolto dai detenuti in Toscana rappresenta una leva fondamentale per il reinserimento sociale, contribuendo a restituire dignità e a ridurre il rischio di recidiva. In Toscana, grazie alla collaborazione tra istituzioni, associazioni e imprese locali, il lavoro carcerario sta assumendo un ruolo sempre più centrale nel percorso di riscatto di molte persone private della libertà. Questo sistema si basa sulla Legge Smuraglia (n. 193/2000), che incoraggia le aziende ad assumere detenuti mediante sgravi fiscali e agevolazioni, rendendo vantaggiosa l’assunzione sia a livello economico sia etico. Un attore fondamentale di questo processo è “Seconda Chance”, associazione che lavora attivamente per presentare alle imprese i benefici della Legge Smuraglia e le opportunità di inserimento dei detenuti, promuovendo un approccio di sensibilizzazione “porta a porta”. Tra il 2022 e oggi, grazie agli interventi dell’associazione “Seconda Chance” in Toscana più di 40 detenuti hanno avuto opportunità lavorative, con una dozzina di aziende che hanno accolto i lavoratori provenienti dalle carceri regionali. Molte imprese hanno risposto positivamente, non solo per le agevolazioni, ma anche per l’opportunità di rafforzare il valore etico della loro attività e contribuire al reinserimento sociale dei detenuti. Queste iniziative si concentrano spesso nelle aree vicine ai centri di detenzione, favorendo una maggiore facilità di accesso e logistica per i detenuti ammessi al lavoro esterno.
di Andreina Baccaro
Corriere di Bologna, 6 febbraio 2025
Cavalieri e Ianniello incontreranno il capo del Dipartimento della giustizia minorile. Dopo l’allarme dei sindacati della penitenziaria, si fanno sentire anche i garanti delle persone private della libertà personale sull’ipotesi di allestire in un’area del carcere della Dozza, una sezione separata dove convogliare una settantina di giovani detenuti, cioè reclusi tra i 18 e i 25 anni, da vari istituti penali minorili, per liberare spazio in questi. “Si è appreso da fonti sindacali di un’inedita soluzione organizzativa per fronteggiare a livello nazionale l’attuale sovraffollamento negli istituti penali per i minorenni che consisterebbe nel concentrare 60-70 ragazzi giovani adulti all’interno di una sezione detentiva della casa circondariale di Bologna, separati dalla popolazione detenuta adulta”. Lo scrivono in una nota congiunta Roberto Cavalieri e Antonio Ianniello, garanti delle persone private della libertà personale rispettivamente dell’Emilia - Romagna e di Bologna, esprimendo “enormi perplessità e grave preoccupazione” se questa opzione venisse confermata. I due garanti hanno già incassato la fissazione di un incontro con il capo del dipartimento della giustizia minorile del Ministero Antonio Sangermano, per la prossima settimana. Segno che la prospettiva è tutt’altro che remota, e anzi sarebbe imminente, visto che il direttore del Pratello avrebbe già avuto mandato di lavorare a una possibile squadra di operatori (educatori e polizia penitenziaria).
Il Fatto Quotidiano, 6 febbraio 2025
Nordio ha inviato il Provveditore regionale nel carcere di Parma dopo la denuncia di uno stomizzato su gravi carenze di cure e condizioni di vita inadeguate, oltre a difficoltà nell’uscire dalla cella con la carrozzina. Pasquale Quagliariello, 68 anni, lo aveva raccontato al Fatto. La Garante dei detenuti, Veronica Valenti, evidenzia che si tratta di un paziente oncologico che ha chiesto di essere trasferito a Bologna per ricevere cure dai medici di fiducia e garanzie di riabilitazione, richiesta negata. “Un anno fa la Cedu ha condannato l’Italia per la mancanza di fisioterapia intensiva nel carcere di Parma, un altro ricorso è pendente. Le stesse criticità sull’insalubrità dei luoghi di cura sono state segnalate da altri detenuti della stessa sezione per ben due volte, anziani e pluripatologici, ora all’attenzione della magistratura di sorveglianza”. Parma conta più di 250 detenuti in carico al Ssn, a fronte di una sezione Sai che può ospitare 16 persone e una per paraplegici da 9 posti. Vi sono poi 54 malati oncologici e i casi acuti sono in aumento.
Palermo. Al Pagliarelli vietati pacchi alimentari e giacche in pile, detenuti in sciopero della fame
palermotoday.it, 6 febbraio 2025
L’associazione Yairahia Onlus, attiva per i diritti dei reclusi, spiega i motivi della “rivolta”: “In una situazione carceraria disastrosa che l’anno scorso ha registrato il record di suicidi, ed in cui il sovraffollamento è una costante, appare assurdo gravare in maniera ancora maggiore sulla vita quotidiana di chi sta dietro le sbarre”. Scoppia la protesta al Pagliarelli: 400 detenuti in sciopero della fame contro le nuove restrizioni. I ribelli sono coloro che si trovano in regime di Alta Sicurezza. L’associazione Yairahia Onlus, attiva per i diritti dei detenuti, spiega i motivi della protesta: “Il 19 novembre del 2024, alle porte dell’inverno, con provvedimento regionale si è dato avvio ad una circolare del Dap, il dipartimento amministrazione penitenziaria, che - con il pretesto ufficiale di prevenire il rischio di incendi nelle celle - prevede importanti restrizioni sui beni che possono ricevere i detenuti. Le restrizioni riguardano principalmente la ricezione di pacchi postali, che non potranno contenere più alimenti, se non con qualche piccola eccezione, ma anche, per far solo un esempio, coperte e maglioni in pile”.
di Marco Benvenuti
La Stampa, 6 febbraio 2025
Il monito della Garante cittadina dei detenuti, Nathalie Pisano, all’incontro “La vita, dentro” organizzato dal Pd. “La città deve accorgersi che ha un carcere. Anche gli imprenditori locali dovrebbero: occorre dare un futuro a chi ha scontato la pena. Sul carcere bisogna fare rete, fra enti, istituzioni, associazioni, volontari: deve essere soprattutto un luogo di rieducazione e risocializzazione, non solo di detenzione. Occorre lottare perché certe situazioni, come il sovraffollamento, le carenze, la mancanza di servizi, il disagio economico ma anche quello psichico, non prendano mai il sopravvento”.
sardegnareporter.it, 6 febbraio 2025
Attivati i primi cinque Patti Educativi Partecipati, operativo lo sportello di supporto psicologico e avviato il primo tirocinio lavorativo. “Liberi dentro per crescere fuori” alla Casa circondariale di Uta: nel progetto rivolto a genitori detenuti e figli minori, attivati i Patti Educativi Partecipati per cinque famiglie, operativo lo Sportello di supporto psicologico che sostiene i primi 16 adulti nel percorso di supporto alla genitorialità, e avviato il primo tirocinio socio-lavorativo di sei mesi nella lavanderia industriale del carcere. Uta - Attivati i primi Patti Educativi Partecipati, lo Sportello di supporto psicologico alla genitorialità e il primo tirocinio lavorativo all’interno della lavanderia di Uta per i destinatari di Liberi dentro per crescere fuori, il progetto selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile in riferimento al bando nazionale Liberi di crescere.
di Annamaria Braccini
chiesadimilano.it, 6 febbraio 2025
Il rapporto tra pena, comunità e speranza al centro di un convegno con studiosi e operatori del settore e l’intervento dell’Arcivescovo su “visitare i carcerati”: “Non sono persone a noi estranee, visitarli contribuisce a riconoscerne la dignità”. “Non ho mai capito se il carcere abbia un senso e se la forma di pena nella detenzione sia una cosa giusta. Le condizioni attuali del carcere, certamente, rendono ancora più problematico tutto questo”. A dirlo, con i cronisti, è l’Arcivescovo che poco dopo partecipa al convegno “Ricostruire la speranza: pena e comunità in dialogo” presso l’Università Cattolica.
- Bari. All’Ipm Fornelli la piccola scuola di teatro (in) carcere
- Milano. I detenuti di San Vittore canteranno davanti a papa Francesco
- Asti. Sport e socializzazione tra le iniziative per il benessere dei detenuti
- Cuneo. Studenti e detenuti a fare il pane insieme oltre i pregiudizi
- Santa Maria Capua Vetere (Ce). Sulla facciata del carcere nascerà il murales più grande al mondo











