di Francesco Zironi*
L’Unità, 7 giugno 2025
La quarta revisione della Direttiva Europea per l’Efficienza Energetica degli Edifici (EPBD4) introduce un percorso a tappe che metterà alla prova l’Italia e le sue amministrazioni. Un percorso virtuoso, quello stabilito a livello europeo, con l’obiettivo ultimo di avere unicamente edifici a zero emissioni - i cosiddetti ZEmB, edifici con un bassissimo consumo energetico, termicamente isolati, altamente efficienti e in grado di produrre pochissime emissioni di anidride carbonica durante il loro ciclo di vita. Come per tutte le normative sono prescritti obblighi, standard minimi e risultati da raggiungere sia sugli edifici privati che per quelli pubblici.
di Cesare Burdese*
L’Unità, 7 giugno 2025
Lo scorso 23 maggio, davanti al Duomo di Santa Maria Assunta a Cremona, mettevo ordine nella mia mente, reduce dalla visita di Nessuno tocchi Caino e della Camera Penale alla Casa circondariale. Quell’architettura mi parlava mirabilmente, attraverso le sue stratificazioni stilistiche, dell’evoluzione storica, culturale e artistica di una società nella città, ciascuna testimone di valori e di principi del suo momento. Anche il carcere da poco visitato mi è parso come un libro, le cui pagine di cemento raccontano della sua storia, architettonicamente ferma però al periodo dell’emergenza terroristica e mafiosa in Italia, nel quale fu costruito. Esso, in forza di quell’emergenza, è stato concepito per garantire la massima sicurezza e l’isolamento al suo interno e verso l’esterno, e così è stato per tutti i restanti carceri attualmente in uso in Italia.
di Mario Serio*
Corriere della Sera, 7 giugno 2025
Nel parere fornito al Parlamento “erano già state espresse alcune correzione necessarie a garantire chi si trova privato della propria libertà”. La recente, contrastata approvazione parlamentare del cosiddetto decreto sicurezza, che racchiude numerose disposizioni applicabili alle persone private della libertà, ad esempio nelle carceri o nei centri di permanenza per il rimpatrio, è stata preceduta da un diffuso dibattito, di natura tecnico-giuridica, oltre che ovviamente politica. Anche il Garante nazionale delle persone private della libertà ha doverosamente fornito, in coerenza con le proprie attribuzioni di derivazione normativa, il proprio contributo alla discussione fornendo un parere ai rami del Parlamento sui temi direttamente incidenti sulle condizioni materiali e giuridiche delle persone private della libertà.
di Errico Novi
Il Dubbio, 7 giugno 2025
Si cercano consensi immediati, anche se tutto rischia di svanire in fretta. Salvini: “Castrazione chimica subito!”. Al momento nessuno sembra preoccuparsi. Da giorni la maggioranza è impegnata a incassare il “dividendo”, cioè il vantaggio che il decreto sicurezza dovrebbe assicurare in termini di consenso. Ancora ieri Matteo Salvini ha proclamato che la Lega si batte affinché “la castrazione chimica per stupratori e pedofili sia legge”, e ha sollecitato gli alleati a concretizzare la “promessa” evocata, per ora, solo da un ordine del giorno collegato al Dl.
Giorgia Meloni ha maramaldeggiato con qualche gaffe degli oppositori: “L’accusa di alcuni giornalisti di sinistra contro il decreto: ‘Questo governo vuole criminalizzare chi delinque’. Confermo”. Solo Forza Italia è rimasta un po’ in disparte, consapevole che quella sequenza di norme ultrarestrittive - in qualche caso assurde e incostituzionali “anche” nel merito - è uno smacco, per l’anima moderata del centrodestra.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 7 giugno 2025
Intervista a Giuseppe De Cristofaro, capogruppo Avs. Il decreto Sicurezza è legge. E colpisce, come anche voi di Alleanza Verdi e Sinistra avete ribadito più volte, tante libertà diverse, tanti pezzi di società diversi.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 7 giugno 2025
L’istituzione della Direzione distrettuale antimafia si è trasformata in un trofeo sognato dai partiti per guadagnare consenso sul territorio, a discapito del modello concepito da Giovanni Falcone. C’è chi ne chiede l’istituzione a Foggia (Movimento 5 stelle), chi a Verona (tutte le forze politiche, Lega in testa), chi a Latina e a Prato (Fratelli d’Italia), chi in Emilia-Romagna (Partito democratico): tutti vogliono una Direzione distrettuale antimafia. Da struttura concepita per consentire alla magistratura di combattere le associazioni mafiose, la Dda si è trasformata in un trofeo sognato dai partiti per guadagnare consenso sul territorio, senza tenere conto delle conseguenze che scelte del genere avrebbero sull’effettivo contrasto alla mafia.
Il Tirreno, 7 giugno 2025
Una detenuta di poco meno di 40 anni è stata trovata morta ieri mattina nella sua cella nel reparto femminile del carcere Don Bosco di Pisa. Il corpo senza vita dell’italiana è stato scoperto dagli agenti penitenziari durante il giro di controllo. Secondo quanto appreso, la donna era distesa nel letto e non dava segni di vita. Inutili i tentativi di soccorso non c’era ormai più nulla da fare.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 7 giugno 2025
Il 32enne è stato aggredito da un detenuto dello stesso braccio, parente di una delle vittime. Il procuratore Tescaroli: mancano controlli. Via Arenula: giudizio affrettato. Vasile Frumuzache, 32 anni, accusato degli omicidi di due prostitute a Prato e Montecatini Terme, è stato aggredito questa mattina in carcere da un altro detenuto, un parente della donna scomparsa e uccisa nel 2024, Ana Maria Andrei. L’aggressione è stata fatta con olio bollente tirato sul volto del giovane uomo che due giorni fa ha confessato i due delitti.
di Gianni Alemanno*
Il Dubbio, 7 giugno 2025
La lettera dal carcere: “Quale vendetta sociale si deve ancora compiere su questa persona, che fa fatica a camminare, che non ci vede e non ci sente, che rischia di morire in carcere e che ha già scontato quasi la metà delle sua pena?”. Oggi non parliamo di pentole e di coperchi, ma di cose molto più serie Perché è il 2 giugno, Festa della Repubblica e della Costituzione italiana, che all’art. 27 sancisce il divieto di trattamenti contrari al senso di umanità e il dovere di tendere alla rieducazione del condannato. E anche perché così sono stato redarguito (“abbiamo ben altri problemi!”) da una giovane affascinante psicologa, marcatamente de’ sinistra ma molto seria e rigorosa nel suo lavoro di sostegno ai detenuti.
Il Dubbio, 7 giugno 2025
Dopo l’aggressione ai danni di un diciottenne e la protesta dei detenuti, Nessuno Tocchi Caino denuncia: “Il 30% dei carcerati non dovrebbe stare in prigione, servono strutture di cura”. È ancora forte l’eco della violenta rivolta scoppiata mercoledì all’interno del carcere di Marassi, a Genova, dove un centinaio di detenuti ha devastato una sezione penitenziaria in segno di protesta per la brutale violenza sessuale subita da un diciottenne, abusato da quattro compagni di cella. L’episodio ha riportato all’attenzione pubblica le condizioni di sovraffollamento e degrado all’interno dell’istituto, che secondo il più recente report di Nessuno Tocchi Caino ha raggiunto punte del 130% di affollamento.
- Genova. Carcere di Marassi, anche il Dap indaga sul giovane stuprato in cella
- Verona. Detenuta trans, accolto il reclamo. “Non turbò la vita del carcere”
- Bergamo. Io, prete in carcere, dalla montagna ho imparato che in vetta ci si arriva solo legandosi insieme
- “18+1. Diciotto anni e un giorno”. Il grido silenzioso dei giovani reclusi nelle carceri per adulti
- “L’arte rianima la speranza”, presentato il Giubileo degli Artisti









