Corriere di Verona, 8 febbraio 2025
L’altro giorno al carcere di Montorio c’è stato un sopralluogo della Camera Penale Veronese a cui ha partecipato anche la capogruppo in consiglio comunale della lista Fare Patrizia Bisiniella. Sopralluogo degli avvocati veronesi al carcere di Montorio, dopo la segnalazione di numerose criticità ed anche, purtroppo, di sucidi nel recente passato. Il presidente della Camera Penale, Paolo Mastropasqua, ha organizzato la visita, invitando anche la capogruppo comunale della Lista Fare, Patrizia Bisinella che ha ricordato come la sua lista si sia “fatta più volte parte attiva per portare all’attenzione del governo i temi caldi della struttura. Proprio lo scorso 5 febbraio - ha detto Bisinella - è avvenuto l’avvicendamento alla direzione della casa circondariale di Montorio e siamo molto lieti del ritorno della dottoressa Maria Grazia Bregoli”. Bisinella ha commentato alcuni lavori svolti nel carcere.
Il Dubbio, 8 febbraio 2025
“Perché non è stato rinnovato l’incarico alla direttrice del carcere fiorentino di Sollicciano Antonella Tuoni? Quando il ministro Nordio prevede di colmare il vuoto per garantire una direzione stabile e iniziative di reinserimento sociale?”. Sono queste le domande poste dai deputati di Italia Viva Maria Elena Boschi e Francesco Bonifazi in un’interrogazione al ministro della Giustizia. I due deputati di Italia spiegano nella loro interrogazione che “La direttrice Tuoni sarà “trasferita nella direzione del carcere di Arezzo, che conta circa 45 detenuti, mentre una struttura chiave del sistema penitenziario toscano come il carcere di Sollicciano viene lasciata senza un direttore titolare”.
diocesilocri.it, 8 febbraio 2025
Presentato al Porto della Grazie di Roccella Jonica il bilancio del progetto Pro.Me. della Caritas Diocesana di Locri-Gerace, che trasforma la pena in opportunità concrete, grazie alla sinergia con Tribunale, Casa Circondariale e realtà imprenditoriali locali. Al Porto delle Grazie di Roccella Jonica si è svolto con grande partecipazione l’evento dedicato al percorso di assunzione di un detenuto beneficiario del progetto di Giustizia Riparativa ideato dalla Caritas Diocesana di Locri-Gerace Pro.Me.: Profeti di speranza, Mendicanti di riconciliazione. Nel 2024 tale iniziativa ha già permesso l’assunzione di 6 detenuti nella casa circondariale e di 3 reclusi o già tali in aziende esterne, con la prospettiva di includerne altri due.
di Timothy Dissegna
Messaggero Veneto, 8 febbraio 2025
L’intento è quello di avvicinare la cittadinanza alle problematiche legate alla detenzione: si parte il 13 febbraio con doppia proiezione per studenti e pubblico. Il cinema per raccontare il carcere. È questo l’obiettivo dell’inedita rassegna Cinemadentro che farà presto il suo debutto a Udine. Si è tenuta questa mattina nel Salone del Popolo del municipio la presentazione dell’iniziativa promossa dal Garante per i diritti delle persone private della libertà personale, Andrea Sandra, in collaborazione con il cinema Visionario, il Comune e altri partner.
di Paola Pioppi
Il Giorno, 8 febbraio 2025
Una collettiva di arte contemporanea all’interno della Casa Circondariale Bassone di Como. È il progetto nato dalla collaborazione tra Como Arte Ets e la direzione della struttura penitenziaria, sfociato in “Corpo a corpo”, la mostra che sarà aperta al pubblico e visitabile su prenotazione fino a fine marzo. “L’obiettivo della Fondazione - spiega Paola Re di Como Arte - è stato innanzitutto il coinvolgimento dei detenuti con un ruolo attivo nell’iniziativa, sia da un punto di vista artistico, sia come accompagnatori dei futuri visitatori agli spazi detentivi”.
di Nicola Ciuffoletti
La Nazione, 8 febbraio 2025
La psicologa Francesca Mugnai spiega come funziona il progetto apuano: “Si crea uno stacco, un momento positivo che rompe la quotidianità. Gli educatori individuano le persone che possono trarre più beneficio”. “Un sentimento di gratitudine e leggerezza, perché durante le nostre attività con i cani da pet therapy si crea una speciale bolla all’interno della quale vigono regole diverse da quelle della quotidianità del carcere. Un momento prezioso anche per i detenuti, autentico”. Francesca Mugnai, psicologa, filosofa, specializzata in psicologia nella natura, è presidente di Antropozoa, realtà che da oltre 25 anni collabora a livello regionale e nazionale con strutture pubbliche e private, ospedali, case di riposo, centri di salute mentale, scuole e Università, con IAA, interventi assistiti con gli animali (la cosiddetta pet therapy) racconta il progetto nella casa circondariale massese: “E’ iniziato nel 2023; dopo una breve interruzione è ripartito in queste settimane e prevede una durata almeno iniziale di circa 8 mesi, fortemente voluto dalla direttrice del carcere Antonella Ventura con incontri di due ore ogni quindici giorni”.
di Michela Di Biase
huffingtonpost.it, 8 febbraio 2025
Le mani dell’una in quella dell’altra a testimoniare il loro incontro che è stato possibile grazie alla giustizia riparativa. Di come questa sia riuscita ad occuparsi dell’irreparabile ne siamo stati testimoni ieri durante il convegno “parole della giustizia”. Nella Sala del Refettorio della Camera dei Deputati Agnese Moro e Adriana Faranda hanno dialogato insieme al Prof Adolfo Ceretti. Di questo racconto di umanità ci parla il “Libro dell’incontro-Vittime e responsabili della lotta armata a confronto”. Qui la verità dei vissuti e delle emozioni ha cercato, per dirla con Claudia Mazzucato, le parole per raccontarsi, consegnando a noi, “secondi” tra i “terzi”, anche noi parte della comunità che è stata toccata dalle vicende di quegli anni, questo lavoro di incontro, di ricomposizione e riconoscimento reciproco. Un percorso che ci viene consegnato, perché nuovi ed ulteriori orizzonti possano aprirsi.
di Marina Lomunno
La Voce e il Tempo, 8 febbraio 2025
In tutte le carceri italiane ci sono sezioni femminili e maschili ma solo alcuni penitenziari - come quello di Venezia Giudecca - è esclusivamente femminile. Ma si tratta di detenute adulte. L’unico Istituto penitenziario per minorenni (Ipm) destinato solo alle ragazze è dal 2010 quello di Pontremoli, in provincia di Massa Carrara, una piccola struttura (17 posti) che ospita le giovani provenienti da tutte le regioni settentrionali tra cui il Piemonte che, prima della sua apertura, venivano ristrette al “Ferrante Aporti” di Torino. Alle ragazze di Pontremoli è dedicato un libro che Mario Abrate, per molti anni direttore dell’Ufficio di Servizio sociale per Minorenni di Torino, ha scritto per raccontare “la sua esperienza umana e professionale” di direttore dell’Ipm di Pontremoli per 5 anni, prima della pensione dopo 40 anni dedicati alla giustizia minorile.
di Luca Iacovone
vita.it, 8 febbraio 2025
La storia di G. racconta una catena del male che si ripete: prima vittima di bullismo, poi carnefice. Allontanato dalla scuola, ha cercato riscatto tra le persone sbagliate. Condannato per tortura, ha vissuto l’isolamento anche dietro le sbarre. Eppure, dice, io volevo solo un amico. Questa storia è stata pubblicata nel numero di dicembre di S-Catenati, il periodico scritto insieme ai detenuti della Casa circondariale di Matera. Un giornale che esiste solo su carta e arriva solo agli abbonati. S-Catenati è edito dall’associazione di volontariato penitenziario Disma. Ogni numero del periodico ospita un pezzo di fondo, sempre frutto di un incontro tra un volontario e un detenuto in una piccola stanza del carcere di Matera.
di Beatrice Andreose
Il Manifesto, 8 febbraio 2025
“Il muro di via Anelli. Frammenti di vita e di lotta per la casa”, il nuovo graphic novel di Giuseppe Zambon e Paolo De Marchi, BeccoGiallo editore, è un racconto per immagini che ne contiene molti altri, gremito di soggetti collettivi e individuali, pratiche, movimenti: in altre parole è un affresco generale su una lotta che coinvolge l’intera città solidale e riesce a fare il ‘miracolo’, come lo definì Moni Ovadia, ovvero ad assicurare a Padova, tra il 1998 e il 2006, la ricollocazione di centinaia di famiglie in alloggi dignitosi, distribuiti nel tessuto cittadino. Stranieri prima costretti, tra razzismo e speculazione, a vivere assiepati in condizioni miserabili nel cosiddetto ‘ghetto’ di via Anelli, andato alla fine smantellato. Il volume ricostruisce quella esperienza, che riempì i media nazionali ed europei, e restituisce alla memoria collettiva lotte dimenticate dai più, per discutere del presente. Gli autori, entrambi ex docenti ed attivisti di ADL Cobas, si inseriscono a pieno titolo nel filone della working class history.
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