di Angela Stella
L’Unità, 8 febbraio 2025
“Tolto di mezzo il processo alle intenzioni, la riforma della separazione delle carriere è consustanziale al processo accusatorio e noi su questo non esitiamo. Voglio dirlo a chiare lettere: possono fare tutte le manifestazioni e tutti gli scioperi che vogliono ma noi su questo andremo avanti. E più si alimenta la polemica che noi non vogliamo e più la nostra determinazione aumenta, perché è un mandato elettorale che ci ha chiesto il popolo di attuare. E noi lo faremo”. Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, conferma che ormai con la magistratura ogni trattativa è chiusa. La “madre di tutte le riforme” s’ha da fare.
di Marcello Sorgi
La Stampa, 8 febbraio 2025
Il capo del servizio segreto interno (Dis), Valensise, che denuncia il procuratore capo di Roma, Lo Voi, per diffusione di documenti riservati, ancora non s’era visto in Italia. E d’altra parte, che altro poteva fare il prefetto dopo che il suo diretto superiore, il sottosegretario Mantovano, che proprio dei servizi di sicurezza ha la responsabilità, il giorno prima aveva depositato la stessa accusa al Copasir, il comitato parlamentare di controllo. Colpisce innanzitutto che due organi vincolati al segreto (il sottosegretario e il responsabile del Dis) rimproverino a un terzo di averlo violato, quando invece si sono premurati subito di far conoscere le loro iniziative, che avrebbero dovuto restare riservate.
di Giuseppe Legato
La Stampa, 8 febbraio 2025
Il segretario di Magistratura democratica: “L’obiettivo è delegittimare”. Il magistrato Stefano Musolino, segretario di Md, va dritto al punto: “È la prima volta che vedo una denuncia a mezzo stampa di questo tenore. Se l’interesse fosse stato quello di accertare un reato se ne sarebbe data comunicazione solo dopo che la Procura di Perugia si fosse espressa. La modalità, perciò, “dice” in modo eloquente che l’obiettivo reale sia indebolire, delegittimare, come peraltro si è provato già a fare per altre vie, la figura del procuratore Lo Voi”.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 8 febbraio 2025
Il sindacato delle toghe rinnova i suoi vertici. I tormenti interni di Magistratura indipendente, che teme di essere schiacciata dalle posizioni più radicali delle correnti di sinistra Area e Magistratura democratica. Tra oggi e domani saranno eletti i nuovi vertici dell’Associazione nazionale magistrati, a partire dal presidente (che sostituirà l’uscente Giuseppe Santalucia) e il segretario. Un appuntamento molto importante sul piano istituzionale, considerate le tensioni che stanno caratterizzando la politica e la magistratura, non solo attorno alla riforma costituzionale della giustizia ma anche in seguito al caso Almasri
di Nadia Somma Caiati*
Il Fatto Quotidiano, 8 febbraio 2025
“L’interesse alla conservazione dell’unità del nucleo familiare non può prevalere rispetto alla necessità di tutelare i diritti fondamentali delle singole persone che ne fanno parte”. Si tratta di una decisione importante per tutte le donne che subiscono violenza nelle relazioni di intimità e che subiscono azioni violente e ritorsive anche dopo la separazione. La Corte Costituzionale il 6 febbraio scorso ha stabilito che non fosse fondata la questione di illegittimità costituzionale del sesto comma dell’articolo 605 del codice penale (sequestro di persona), sollevata da un Gup - giudice per le udienze preliminari di Grosseto.
di Giulia Fabini
antigone.it, 8 febbraio 2025
I fatti sono ormai noti: il 7 gennaio 2025 si è verificato nell’istituto di Modena il terzo decesso in sette giorni, un suicidio per inalazione di gas; il detenuto era un italiano di 50 anni. Il giorno prima era stato dichiarato morto un altro detenuto che aveva tentato il suicidio a metà dicembre ed era entrato in coma irreversibile, era un ragazzo marocchino di 27 anni; il 31 dicembre un altro detenuto era morto a Modena, sempre per inalazione di gas. Era un uomo macedone di 37 anni. Il 30 dicembre si era tolto la vita un ragazzo nel carcere di Piacenza, 27 anni, di nazionalità tunisina, mentre si trovava in isolamento. Il 3 gennaio a perdere la vita un uomo pachistano di 40 anni, a Bologna, che mentre camminava in corridoio “si è accasciato ed è morto”. Da accertare le cause della morte. Il bilancio è dunque quello di tre suicidi e di due morti.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 8 febbraio 2025
In Toscana il lavoro offre alle persone detenute una possibilità concreta di reinserimento, abbattendo il rischio di recidiva. Un esempio concreto arriva dalla Piacenti Spa di Prato, che si occupa di conservazione di beni di interesse storico artistico e ha scelto di offrire un’opportunità di riscatto a chi ha scontato una pena. “Il lavoro dà dignità e fiducia. Permette di essere visti per ciò che siamo oggi, non per gli errori che si sono compiuti”, dice Rachid, che attraverso l’occupazione sta ricostruendo il suo futuro. In Italia il 33% delle persone detenute risulta coinvolto in attività lavorative (19.153 impiegati nel 2023), ma solamente l’1% di essi è impiegato presso imprese private e il 4% presso cooperative sociali.
di Michela Della Rocca
Corriere del Mezzogiorno, 8 febbraio 2025
Disposta l’autopsia, il recluso detenuto aveva 37 anni ed era di Napoli. Un decesso ancora non chiaro, ieri sera 7 febbraio poco dopo le 20, nel carcere di Avellino. Un detenuto 37enne originario di Napoli, è stato ritrovato senza vita all’interno della sua cella. Il ritrovamento ha fatto subito scattare l’allarme da parte delle forze dell’ordine e dell’autorità giudiziaria. Aperta un’indagine da parte della Procura di Avellino che ha disposto sul corpo del 37 enne l’esame medico legale. La salma del detenuto è stata trasferita presso l’obitorio dell’ospedale “San Giuseppe Moscati” di Avellino, dove verranno effettuati gli accertamenti medico-legali.
di Elisa Sola
La Stampa, 8 febbraio 2025
L’ex capo del nucleo investigativo della Polizia penitenziaria, Roberto Streva, ricostruisce i fatti del 2022: “Si erano chiusi in un’area pericolosa, abbiamo dovuto segare i sigilli ma nessun osi è fatto male”. “Il carcere è una specie di Grande fratello. Uno spazio chiuso dove accadono cose che fuori non potrebbero mai succedere. E dove ogni piccolo problema può esplodere generando tensioni fortissime. Di rivolte ne ho viste una cinquantina. Con l’esperienza si impara a gestirle con professionalità: per noi significa restare calmi e lucidi. L’11 febbraio 2022 non si è fatto male nessuno. Quando abbiamo liberato il braccio occupato avevamo in testa un concetto: “Il carcere è lo Stato. Noi siamo lo Stato”.
di Andrea Bucci
La Stampa, 8 febbraio 2025
Nel gennaio 2024 Andrea Pagani Pratis era detenuto a Ivrea, da giorni aveva febbre. La procura: “Il detenuto avrebbe dovuto essere ricoverato in ospedale”. Morì in carcere a Ivrea per un edema polmonare Andrea Pagani Pratis. Era il 7 gennaio di un anno fa, e il decesso avvenne dopo che il detenuto, da sei giorni, lamentava tosse, febbre e un malessere generale. Ora tre medici che lo avevano visitato rischiano il processo. La pm di Ivrea, Valentina Bossi, ha chiuso le indagini sulla morte del 47enne, insegnante di educazione fisica di Casalnoceto (Alessandria), che stava scontando una condanna a 18 anni per aver ucciso a coltellate il padre Antonello il 27 settembre 2019.
- Verona. Montorio, ispezione di avvocati e politici. Maria Grazia Bregoli torna direttrice
- Firenze. Carcere di Sollicciano, Italia Viva: “Nordio spieghi il trasferimento della direttrice”
- Locri (Rc). Il progetto “Pro.Me” e le prospettive della Giustizia ripartiva
- Udine. Il cinema per raccontare il carcere: debutta la rassegna “Cinemadentro”
- Como. “Corpo a corpo”. L’arte entra in carcere e dà spazio alla speranza











