di Viviana De Vita
Il Mattino, 9 febbraio 2025
La consegna in settimana, l’iniziativa di Radicali, Nessuno Tocchi Caino, Fondazione di comunità salernitana e patronato Acli. In arrivo quattro lavasciuga e quaranta phon per i detenuti del carcere di Salerno. Alla cerimonia di consegna, in programma martedì, parteciperanno la direttrice dell’istituto penitenziario, Gabriella Niccoli, l’onorevole Franco Picarone, l’esponente dei Radicali Donato Salzano e i rappresentanti dell’associazione “Nessuno Tocchi Caino”, da sempre impegnata nella tutela dei diritti umani all’interno delle carceri italiane.
di Gigliola Alfaro
agensir.it, 9 febbraio 2025
Don De Luca: “La sfida più grande è far emergere la bellezza dell’umanità dei ragazzi e portare speranza”. All’istituto minorile il Festival della vita ha compiuto una tappa, il 31 gennaio, con una messa e l’ostensione di una reliquia del beato Carlo Acutis. A incontrare i giovani detenuti c’erano pure Massimo Monzio Compagnoni e don Enrico Garbuio del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica della Cei. Con l’8x1000, infatti, si sostengono anche i sacerdoti impegnati in tante attività in carcere. “Portare un messaggio di speranza ai ragazzi che cercano un riscatto dalle loro scelte sbagliate e presentare la figura del beato Carlo Acutis, che mostra come si possano fare scelte diverse”. Nelle parole di don Ampelio Crema, direttore del Centro culturale San Paolo, il senso della visita organizzata all’Istituto penale minorile di Nisida, il 31 gennaio, nell’ambito delle attività del Festival della vita, con una messa, l’ostensione di una reliquia di Carlo Acutis, che sarà canonizzato da Papa Francesco il 27 aprile, durante il Giubileo degli adolescenti, e doni per i minori detenuti. Tra i presenti il cappellano di Nisida, don Fabio De Luca, Massimo Monzio Compagnoni, responsabile del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica della Cei, e don Enrico Garbuio, assistente pastorale e spirituale del medesimo Servizio.
di Antonella Cilento
La Repubblica, 9 febbraio 2025
Lo spazio del carcere è un topos frequentatissimo dalla nostra letteratura: se penso a un libro prezioso di venti anni fa, “Luoghi della letteratura italiana” di Giorgio Anselmi, dove si osservavano, fra le altre, le ricorrenze romanzesche di banca, chiesa, fabbrica, mi rendo conto che se il carcere è certo stato un protagonista di sempre, da Dumas a Silvio Pellico, oggi ha assunto nell’immaginario collettivo un peso diverso. Da luogo della vendetta, dell’ingiustizia, si è mutato in luogo del rispecchiamento dei destini, specie nella scrittura delle donne.
di Edoardo Sassi
Corriere della Sera - La Lettura, 9 febbraio 2025
In occasione del Giubileo il 15 febbraio apre Conciliazione 5, “window gallery” proprio in via della Conciliazione, a due passi da San Pietro, con una mostra di ritratti ad acquerello di detenuti e operatori del carcere di Regina Coeli. Li ha realizzati Yan Pei-Ming.Uno spazio non grandissimo, circa trenta metri quadrati, ma visibile 24 ore su 24, illuminato anche di notte e direttamente affacciato sulla strada simbolo del pellegrinaggio, quella via della Conciliazione che da piazza Pia - da poco rinnovata - immette direttamente nel grande “catino” del colonnato berniniano e da lì nella Basilica di San Pietro. Una strada nella quale stanno transitando e transiteranno, così dicono le stime, trenta milioni di persone in occasione del Giubileo in corso.
di Riccardo Maccioni
Avvenire, 9 febbraio 2025
Dal 1998 Dale Recinella, ex avvocato di successo, accompagna spiritualmente i detenuti nelle carceri della Florida che attendono di essere giustiziati. La sua testimonianza raccolta in un libro. Se non è l’inferno, gli somiglia molto. Un posto che d’inverno fa freddo e d’estate così caldo che ti strapperesti via la pelle. Un luogo dove anche solo sperare è una scommessa, perché chi entra sa che non ne uscirà più. Eppure, persino lì è possibile seminare futuro, quello almeno che trova senso nella fede, che vive nella prospettiva dell’eterno presente che sarà. Dale Recinella, 73 anni, dal 1998 presta servizio come cappellano laico nel braccio della morte in Florida, cioè accompagna nell’ultimo tratto di vita chi decide di avvalersi del suo aiuto mentre attende di essere giustiziato.
di Risso Enzo
Il Domani, 9 febbraio 2025
Un morbo si aggira per il mondo. Un virus infettivo sta colpendo le principali nazioni occidentali. È la malattia del secolo, quella della democrazia. Un morbo che colpisce non solo le istituzioni, ma anche la cultura democratica, che alimenta ulteriori dinamiche di disfacimento del demos. Per il 52 per cento degli italiani la democrazia è lenta, ci vuole decisionismo e il 41 per cento ritiene le elezioni un rito ormai inutile. Per un altro 52 per cento non è importante partecipare alla vita politica e la grande maggioranza del paese preferisce soluzioni semplici, perché dietro quelle complesse ci sono sempre delle fregature (77). Metà del paese (50 per cento) predilige più ordine anche se significa meno libertà e il 39 avverte il bisogno di un leader forte disposto a infrangere le regole. Il 31 per cento giudica il parlamento un freno all’agire e auspica più poteri all’esecutivo e il 53 ritiene che l’Italia abbia bisogno di un leader vigoroso.
di Simona Forti
La Stampa, 9 febbraio 2025
È inevitabile che in questi tempi bui, in un passaggio d’epoca senza precedenti per chi è nato dopo la seconda guerra mondiale, il linguaggio per nominare ciò che sta accadendo sia incerto. Tentiamo di coniare nuovi termini, ma spesso i concetti che cercano di esprimere non mordono ancora. Eccoci allora a recuperare le espressioni che il Novecento ha usato per spiegare il proprio male politico. L’idea di male ha una storia lunga e complicata. È un’idea controversa, a ragione contestata. Non da ultimo perché è stata impugnata spesso come un’arma per demonizzare l’avversario e squalificarlo moralmente. Tuttavia, puntualmente, a quella parola facciamo ritorno, quasi che solo essa potesse rispondere a una radicale domanda di senso. Quasi che solo essa riuscisse a dar voce all’intensità della nostra indignazione e della nostra paura, a nominare qualcosa che accade, ma che sentiamo che non sarebbe dovuto accadere.
di Andrea Segre
Il Domani, 9 febbraio 2025
Le democrazie occidentali sono sotto attacco, la breccia nei diritti è sempre più larga. La politica securitaria registra solo immani fallimenti (lo dicono i numeri): è tempo che partiti, associazioni e cittadini si uniscano per costruire un programma di svolta sul tema dei flussi migratori. Prima che sia troppo tardi. Il caso Almasri e il fallimento dei centri in Albania aprono una breccia e offrono una grande occasione. È ormai evidente sia che l’epocale questione delle migrazioni è la ferita inevitabile che sta scuotendo il mondo sia che le destre globali hanno deciso di usarla per attaccare il corpo sociale e politico delle democrazie occidentali e costruire il loro nuovo potere in difesa dei privilegi e delle oligarchie.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 9 febbraio 2025
Sei nuovi rinvii pregiudiziali in Europa. Ma stavolta dalla Corte d’appello. D’accordo anche Angelo Piraino, ex segretario di Magistratura indipendente, la corrente di destra delle toghe. Altre sei richieste di convalida del trattenimento di richiedenti asilo sono finite davanti ai giudici del Lussemburgo. Si vanno ad aggiungere alle decine di quesiti analoghi sollevati negli ultimi mesi. Questa volta, però, a rinviare in Europa è stata la Corte d’appello di Palermo. La data in calce ai provvedimenti, che riguardano cittadini stranieri rinchiusi nel centro di Porto Empedocle per le “procedure accelerate di frontiera”, è il 4 febbraio scorso.
di Luigi Simonelli e Federica Tessari
L’Espresso, 9 febbraio 2025
Il Pnrr stanzia quasi 54 milioni di euro per dire addio all’accampamento lager dei braccianti nel Foggiano. Fondi finora non spesi per le beghe tra Comuni e governo. In assenza di un vero progetto. Lo scorso 24 gennaio c’è stato l’ultimo incontro istituzionale tra la sindaca di Foggia, Marida Episcopo, e il sindaco di Manfredonia, Domenico La Marca, per trovare la quadratura del cerchio all’impiego dei quasi 54 milioni di euro di fondi Pnrr per il “superamento degli insediamenti abusivi per combattere lo sfruttamento dei lavoratori in agricoltura”. Fondi assegnati, dal 2022, al Comune di Manfredonia per il “ghetto” abitato dai braccianti di Borgo Mezzanone (che sta, appunto, tra le due città).











