di Fulvio Fiano
Corriere della Sera, 10 febbraio 2025
La dichiarata “disponibilità al dialogo” del sottosegretario Mantovano e l’auspicio della ripresa di un “sano confronto” della premier Meloni dopo l’elezione del nuovo presidente dell’Anm Parodi non fermano la protesta dei magistrati, che in tutte le udienze civili e penali, fino a fine mese, indosseranno un coccarda tricolore sulle loro toghe, come già fatto all’inaugurazione dell’anno giudiziario. Troppo avvelenato il clima dalle polemiche stratificatesi in questi giorni, troppo diretti i ripetuti attacchi ai magistrati nei casi Almasri e Caputi per metterseli alle spalle. Il Comitato direttivo centrale dell’Anm ha inoltre deliberato lo sciopero generale il 27 febbraio.
di Giuseppe Legato
La Stampa, 10 febbraio 2025
Il neo presidente dell’Anm: “L’incontro con la premier è un segnale positivo. Il muro contro muro non giova a nessuno. Spiegheremo le nostre preoccupazioni”. “Un momento così complicato nei rapporti tra esecutivo e magistratura, tra poteri dello Stato, non me lo ricordo e non credo vi siano precedenti. Siamo arrivati allo scontro sistemico, cercherò di pacificare - per quanto possibile - ma spiegando anche le ragioni delle nostre posizioni sulle quali non si arretra”. Eccolo qui il neo-presidente dell’Anm Cesare Parodi, 62 anni, procuratore Aggiunto a Torino, da 48 ore al vertice dell’associazione delle toghe. Un moderato, Magistratura Indipendente, che cercherà di ricostruire un dialogo. Pontiere dove i ponti sono saltati, pompiere dove le fiamme si sono prese già il tetto.
di Errico Novi
Il Dubbio, 10 febbraio 2025
La separazione delle carriere dei magistrati nasconde diverse contraddizioni su garanzie, diritti e carcere. Rischia di essere anche la scorciatoia per rimandare di una legislatura l’insidiosa resa dei conti tra Forza Italia, FdI e Lega. E se la separazione delle carriere fosse una scorciatoia? Un compromesso astuto, ingegnoso ma anche un po’ infingardo, per citare un aggettivo adoperato da Giovanni Maria Flick nell’intervista attorno a cui ruota questo numero del Dubbio? È una domanda inevitabile. Non solo alla luce delle considerazioni svolte dal presidente emerito della Consulta, ma anche vista la genesi della riforma, il contesto politico da cui proviene.
di Errico Novi
Il Dubbio, 10 febbraio 2025
“Il mondo forense e la magistratura non devono cedere all’idea secondo cui la separazione delle carriere sarebbe la madre di tutte le battaglie: finirebbero così per non discutere più di giustizia e dei suoi mali, dalla legge al sistema penitenziario”. “Sono sorpreso. Deluso, anche. Avvilito, verrebbe quasi da dire. Davanti abbiamo un sistema giustizia, e un sistema penale in particolare, che è gravato da problemi, da una sedimentazione ormai pluridecennale di problemi. A fronte dell’amara realtà con cui toccherebbe confrontarsi, assisto invece a un conflitto che in alcune fasi degenera in rissa confusa, insensata.
di Barbara Ganz e Valentina Saini
Il Sole 24 Ore, 10 febbraio 2025
In regione gli ospiti degli istituti sono 2.600: di questi 491 lavorano alle dipendenze dell’Amministrazione penitenziaria mentre 270 per imprese o coop. La collaborazione fra amministrazione penitenziaria, Unioncamere e Regione crea opportunità di crescita e reinserimento sociale. Non solo le imprese più grandi e strutturate: anche realtà di dimensioni minori, perfino familiari, possono trovare nella collaborazione con le carceri del territorio una opportunità di crescita, non solo in senso economico. L’assessore regionale veneto allo Sviluppo economico, Roberto Marcato, la definisce “una sfida di civiltà”.
di Barbara Ganz e Valentina Saini
Il Sole 24 Ore, 10 febbraio 2025
Nelle carceri venete si lavora in una molteplicità di settori. Dalla gastronomia e pasticceria all’assemblaggio nell’ambito di occhialeria, minuterie metalliche e plastiche, carta, componenti meccaniche ed elettriche, imballaggi; legatoria e cartotecnica artigianali; dalle cuciture e assemblaggio componenti di valigie al contact center per prenotazioni di attività sanitaria; dall’assemblaggio, verniciatura e regolazione di chitarre e bassi elettrici alle fattorie sociali. È una molteplicità di settori quella che ha trovato posto nelle carceri. “Attività di lavoro stanno nascendo in Italia un po’ ovunque: il modello Veneto resta un esempio per intensità e qualità”. Angela Venezia è direttrice dell’Ufficio III - Detenuti e trattamento del Provveditorato regionale Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige.
di Sara Tirrito
Il Fatto Quotidiano, 10 febbraio 2025
Vietato inviare ai detenuti anche indumenti di pile, farina e lievito. “In un carcere come il Pagliarelli, in cui non c’è l’impianto di riscaldamento, proibire coperte e pile significa limitare l’unica possibilità di scaldarsi”, spiega il Garante dei diritti dei detenuti del comune di Palermo, Pino Apprendi. Antigone: “Così limitano i pochi momenti di ‘normalità’ in grado di attenuare quel senso di distacco dal mondo esterno”. Nelle carceri siciliane, sovraffollate, spesso fatiscenti e senza riscaldamento, da metà gennaio è vietato ricevere alcuni viveri (come la farina) e indumenti (come i tessuti in pile) per effetto di una normativa nazionale. Fuori dall’Ucciardone di Palermo, sabato 8 febbraio, associazioni e familiari dei detenuti hanno indetto un sit-in per chiedere che le nuove regole siano riviste. In alcuni istituti - come al Pagliarelli, sempre nel capoluogo siciliano - ci sono state proteste pacifiche, con pentole battute sulle grate, rinunce a vitto e sopravvitto (il cibo che si può acquistare dentro i penitenziari).
ottopagine.it, 10 febbraio 2025
Decesso nel carcere di Bellizzi Irpino: saranno le cartelle cliniche e le relazioni mediche a stabilire perché il 36enne C.P. detenuto nella Sezione comuni del carcere Antimo Graziano è deceduto dopo aver perso i sensi all’interno della sua cella. Autopsia e cartelle cliniche che dovranno far luce sul decesso del 36enne e far comprendere se ci sono responsabilità mediche. Perché a distanza di 48 ore dal decesso del giovane napoletano, stroncato da un arresto cardiocircolatorio, l’ipotesi più probabile resta quella collegata alla patologia di cui il trentaseienne era affetto, una grave forma di diabete mellito. La Procura di Avellino avrebbe già acquisito tutto il carteggio medico e le relazioni redatte dal personale in servizio nel pomeriggio di venerdì, quando il trentaseienne ha avuto il malore fatale. Sul corpo del trentaseienne non c’erano segni di violenza. Nelle prossime ore il pm che coordina la prima fase di accertamenti, il sostituto procuratore Cecilia Annecchini, conferirà l’incarico per l’esame medico legale sulla salma del giovane.
di Giovanni Sgobba
difesapopolo.it, 10 febbraio 2025
Venerdì 24 gennaio, è stato inaugurato un nuovo reparto con 50 posti letto (che possono salire a cento) utile anche per allentare la pressione del sistema penitenziario non solo locale. Dignità delle persone detenute Bagno privato, fornelli a induzione, pulsante per le chiamate d’emergenza sono alcuni accorgimenti introdotti. È stata inaugurata anche la nuova infermeria che permetterà la presa in carico diretta. Un tasso di sovraffollamento nazionale superiore al 132 per cento. Basterebbe questo numero per fotografare l’urgenza della situazione delle carceri italiane.
di Francesco Panasci
ilmoderatore.it, 10 febbraio 2025
Sabato 8 febbraio 2025, il Comitato “Esistono i Diritti” ha organizzato un sit-in davanti alla casa di reclusione dell’Ucciardone di Palermo per denunciare le condizioni disumane in cui vivono i detenuti. Un tema che da anni è al centro della battaglia del comitato e del suo presidente, Gaetano D’Amico, che ha ribadito l’urgenza di un intervento istituzionale per fermare la deriva del sistema carcerario italiano. L’iniziativa ha visto la partecipazione di diverse figure del mondo politico e dell’associazionismo, tra cui Gaspare Nuccio, Pino Apprendi, Giorgio Bisagna, Valentina Chinnici, Alberto Mangano, Eleonora Gazziano, Floriana D’Amico e Marco Traina. Presenti anche il garante dei detenuti della città di Palermo, Pino Apprendi, e il presidente di Antigone, Giorgio Bisagna, che hanno portato il loro contributo in difesa dei diritti fondamentali dei detenuti.
- Verona. Carcere di Montorio: “Sovraffollamento e mancanza di lavoro i problemi”
- Siena. Una delegazione di Forza Italia in visita nel carcere Santo Spirito
- Roma. Accoglienza, coffee break e catering affidati a detenuti in fase di formazione
- Forlì. La vita nell’Istituto penale minorile raccontata da don Domenico Cambareri
- Potenza. “In-Out. Libertà Aumentata”, detenuti e nuove tecnologie











