di Alessandra Serio
tempostretto.it, 11 febbraio 2025
Malati gravi abbandonati nei propri escrementi, detenuti senza indumenti invernali. Lo spaccato più tragico del penitenziario messinese. Essere ammalati gravemente in carcere è una condanna nella condanna alle peggiori condizioni di umanità. Lo spiega la Garante dei detenuti del Comune di Messina Lucia Risicato, oggi ascoltata dal Consiglio comunale sui suoi 7 mesi di mandato. La Garante incontra i detenuti almeno una volta a settimana, raccogliendo le loro richieste. Poter incontrare i familiari, essere trasferiti in penitenziari più vicini ai propri cari o potersi curare sono le principali richieste raccolte dalla Garante.
di Nicoletta Tempera
Il Resto del Carlino, 11 febbraio 2025
Il capo dipartimento della giustizia minorile Sangermano ha risposto ai sindacati sul trasferimento “Soluzione temporanea della durata di tre mesi rinnovabili”. Assicurata la separazione dai detenuti adulti. La creazione, alla Dozza, di una sezione per giovani adulti provenienti dal minorile attende solo la firma del Guardasigilli Carlo Nordio. Lo ha comunicato alle organizzazioni sindacali della penitenziaria, che erano insorte negli scorsi giorni appena appreso della possibilità, il capo dipartimento per la giustizia minorile Antonio Sangermano, che ha specificato l’”assoluta separatezza logistica, funzionale e personale” dei detenuti in arrivo dal minorile con il resto della popolazione ristretta. “Separatezza che si estrinsecherà - dice Sangermano - sia nel contesto propriamente detentivo che nelle attività educativo-trattamentali e ricreative”.
La Voce di Rovigo, 11 febbraio 2025
Dal Ministero evidenziano necessità di intervenire con una variante nel cantiere. L’apertura del nuovo carcere minorile, in fase di allestimento in via Verdi, slitta di qualche mese. Il via libera alla struttura, che sorge dove c’era il vecchio carcere rodigino, tra via Verdi e via Mazzini, arriverà, quindi, poco prima della prossima estate e non entro il mese di marzo come era stato annunciato nei mesi scorsi. Uno slittamento dovuto ad una variante legata all’esecuzione dei lavori. Sono fonti del ministero della giustizia a far sapere che i lavori per la realizzazione del nuovo istituto per minorenni di Rovigo procedono. Secondo quanto riferito dal Provveditore alle opere pubbliche del Triveneto, Tommaso Colabufo, “i cantieri saranno consegnati prima dell’estate, a causa della necessità di intervenire con una variante. Il ritardo è stato contenuto grazie all’impegno del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti”.
di Antonella Cortese
Ristretti Orizzonti, 11 febbraio 2025
Il 28 gennaio alla Casa circondariale Rocco D’Amato di Bologna si è tenuto un incontro-evento che ha dato spazio a tutte le forme di espressività possibili all’interno di un carcere: “Parole in libertà e…” con una congiunzione che si è aggiunta al titolo delle precedenti edizioni che intende creare legami e spazi nuovi per accogliere tutte le forme d’arte. La rassegna, non competitiva e aperta a tutti, è stata realizzata grazie al lavoro di persone detenute dei diversi bracci, sia del Maschile che del Femminile, che, in gran parte, hanno partecipato ai laboratori attivati dai volontari. L’iniziativa è promossa e organizzata dal Consiglio di Zona soci di Coop Alleanza 3.0 che ha provveduto a consegnare a tutti i partecipanti un sacchetto con alimenti e beni per la cura della persona, e da AVoC (Associazione volontari carcere) presenza stabile da anni in Dozza. Presente all’appuntamento Alessandro Bergonzoni, l’artista rivoltoso sempre in prima fila nelle battaglie sociali-umane-civili, con la giacca rovesciata, anche in carcere. Ha letto alcuni testi di persone detenute non presenti in sala cinema a causa del regime ostativo e ha coinvolto i detenuti e le detenute presenti, invitando a leggere e a raccontare. Liberi dentro Eduradio & Tv ha ripreso i lettori e le lettrici e gli estratti vengono mandati in onda sulle 3 TV grazie alle quali, quotidianamente, propone una “mezz’ora d’aria” dedicata al carcere e alla città (IcaroTv 18, Teletricolore 97, Giovanni Paolo 79) e su Radio Città Fujiko.
di Laura Nasali, Maria Dessole e Maria Selene Clemente
ilducato.it, 11 febbraio 2025
Tra i corridoi del carcere si stringono legami difficili da immaginare, si celano storie e speranze di riscatto. In una realtà che spesso isola dal mondo esterno, il teatro può rappresentare uno spiraglio di luce. Lo sa bene l’Istituto superiore Luigi Donati. Sei anni fa, per la prima volta, un gruppo di studenti ha superato quel confine che divide il carcere dal resto del mondo: nasceva il progetto teatrale tra la scuola e la casa di reclusione di Fossombrone.
di Bianca Caramelli
futura.news, 11 febbraio 2025
Il 2024 è stato tristemente un anno record per i suicidi nelle carceri italiane. Sono stati infatti 90 i casi registrati: si tratta del numero più alto degli ultimi 30 anni, da quando cioè è iniziata la raccolta di questo dato. Anche sotto la spinta di questi ultimi avvenimenti, Juri Nervo, dell’associazione Essere Umani ha scelto, in collaborazione con i professori dell’Accademia Pierpaolo Rovero e Maurizio Quarello, di usare l’arte per non lasciare sotto silenzio questa realtà. E così lunedì 10 febbraio è stata inaugurata presso i locali del Museo dell’ex carcere Le Nuove la mostra “Dietro il silenzio”. Si tratta di opere realizzate dagli studenti dell’Accademia albertina di belle arti di Torino su questo difficile tema, che sfida le democrazie e la loro dichiarata aspirazione al recupero umano, civile e sociale del detenuto.
di Enrico Mattia Del Punta
La Nazione, 11 febbraio 2025
Dalla collaborazione con il volontariato penitenziario alla pet therapy per i bambini malati, fino a una marcia sportiva che promuove il benessere psicofisico, l’associazione Barbara Capovani, nata nel 2024 su iniziativa di familiari, amici e colleghi, porta avanti il suo lascito con azioni concrete, con iniziative che riflettono il suo impegno professionale e umano. Uno dei progetti avviati riguarda la collaborazione con Controluce, per l’acquisto di condizionatori destinati alle strutture carcerarie. “Barbara credeva che la riabilitazione passasse anche dal garantire condizioni di vita dignitose”, spiega Michele Bellandi, presidente dell’associazione e compagno di vita della psichiatra.
di Stefano Anastasia e Cecilia D’Elia
Il Dubbio, 11 febbraio 2025
Domenica pomeriggio, dopo tre giorni in cui abbiamo sperato e disperato nel vecchio Policlinico universitario romano, ci ha lasciato Grazia Zuffa, amica, sorella, compagna, maestra di una moltitudine transgenerazionale di attiviste, scienziate, ricercatrici, professioniste e professionisti di ogni settore socio-sanitario che potesse avere a che fare con la vita, il corpo, la libertà delle persone, e delle donne in particolare. Psicologa di formazione, femminista per scelta, attraversa gli anni Settanta e Ottanta a Firenze tra movimenti e partito. In relazione con le compagne di sempre, Maria Luisa Boccia, Tamar Pitch, Ida Domnijanni, pratica la politica dentro e fuori dalle istituzioni.
di Andrea Pugiotto
L’Unità, 11 febbraio 2025
Quando una persona muore si dice, pudicamente, che è scomparsa. È vero, ma non è del tutto esatto perché le persone che sono state generose di sé, congedandosi dalla vita, non scompaiono. Lasciano, semmai, orme profonde del loro cammino che molti compagni di strada continueranno a percorrere e che tanti altri, prima o poi, incroceranno saltando di carreggiata. Vale certamente per Grazia Zuffa, che in una manciata di giorni terribili - tra giovedì e domenica scorsa - è stata strappata alla vita, tradita da un cuore crepatosi all’improvviso. Il suo cammino racconta molto di Lei, perché la biografia di ciascuno si rispecchia nelle cose di cui ci occupiamo e nelle persone di cui ci preoccupiamo.
di Pino Di Biasio e Paolo Russo
La Stampa, 11 febbraio 2025
Anche Emilia, Friuli, Lombardia e Puglia pronte a muoversi. Il sì della Toscana alla prima legge regionale sul fine vita arriverà oggi, dopo i due voti che ieri hanno respinto gli assalti di una destra tutt’altro che unita: quello sulla pregiudiziale di costituzionalità e la richiesta di procedere con voto segreto. Proposte presentate in entrambi i casi da Forza Italia. Ma il via libera è scontato e sembra destinato ad aprire la corsa delle Regioni a una legge che metta fine al calvario di tanti malati senza speranza. L’esempio Toscano potrebbe infatti essere seguito da almeno quattro regioni dove un testo analogo è stato presentato e i numeri dei parlamentini locali dicono che si può fare: l’Emilia-Romagna, il Friuli Venezia Giulia guidato dal leghista “laico” Massimiliano Fedriga, la Lombardia e la Puglia. Mentre in Veneto, dopo la bocciatura dello scorso anno in aula della legge promossa dal governatore Luca Zaia, lui stesso annuncia di voler tornare alla carica. Questa volta puntando ai tempi brevi di un regolamento. “Ci stiamo lavorando, a prescindere dal fare una legge. Lo vogliamo fare perché in applicazione della sentenza della Corte Costituzionale ci siano tempi certi per la trattazione delle pratiche”, ha affermato ieri Zaia agganciandosi al treno lanciato dal collega toscano Eugenio Giani.
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