agi.it, 12 febbraio 2025
“La Regione Emilia-Romagna esprime forte preoccupazione per le notizie di stampa secondo cui il ministero della Giustizia starebbe valutando il trasferimento di detenuti appena maggiorenni dagli istituti penali per minori alla Casa circondariale della Dozza di Bologna, e segnala lo stato di degrado e sovraffollamento della struttura, totalmente inidonea ad ospitare minori”. E’ quanto rende noto l’ente in un comunicato il quale specifica “una posizione di contrarietà” in una “richiesta urgente” di chiarimento formalizzate nella lettera inviata oggi al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, dall’assessora al Welfare Isabella Conti, che proprio nelle scorse settimane ha visitato l’istituto penitenziario di Modena e, assieme al presidente Michele de Pascale, quello bolognese ‘Rocco D’Amato’ (della Dozza, ndr), verificando - come ricorda nella missiva - “una struttura vetusta e degradata, una promiscuità degli spazi evidente anche a un occhio non esperto e un problema di sovraffollamento ormai insostenibile, con 853 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 507”. “Ho scritto al ministro Nordio- spiega Conti- per verificare la veridicità delle informazioni pubblicate sulla stampa, poiché una tale ipotesi sarebbe gravemente lesiva dei diritti dei detenuti, soprattutto dei più giovani. La Dozza è una struttura già oggi in grave emergenza, con un sovraffollamento drammatico e condizioni di detenzione che non possono garantire un percorso rieducativo adeguato. L’eventuale trasferimento di detenuti minorenni o appena maggiorenni in tale contesto non farebbe che aggravare ulteriormente le condizioni di detenzione, rendendole ancor meno compatibili con i principi di dignità e recupero sanciti dal nostro ordinamento. Dai nostri sopralluoghi- aggiunge l’assessora- abbiamo constatato infatti una situazione strutturale critica, con spazi promiscui e degradati: un ulteriore aggravamento della condizione carceraria non sarebbe degno di un Paese civile”. Da qui, la richiesta immediata di delucidazioni al ministero: “La Regione Emilia-Romagna- conclude l’assessora- è fermamente contraria a questa prospettiva, chiediamo al ministero di fornire urgentemente chiarimenti in merito”.
di Monica Zicchiero
Corriere del Veneto, 12 febbraio 2025
Ok del gip ai domiciliari: non trova accoglienza. L’avvocato: così non viene curato. Ha una cancrena da gelo, gli deve essere amputato il piede destro per evitare che la necrosi dei tessuti si propaghi al resto della gamba. Ma non si riesce a trovare un luogo dove farlo stare ai domiciliari in attesa dell’intervento chirurgico e il provvedimento del gip di Venezia Benedetta Vitolo resta inattuato. È l’avvocato Daniele Marchiori a raccontare uno di quei cortocircuiti tra norme e realtà che rendono difficile le interazioni tra detenuti e mondo di fuori. Il cliente del quale riferisce la vicenda è un uomo di 41 anni e che ha bruciato tutti i ponti dietro di sé. Moglie, parenti, amici: nessuno è disposto ad accoglierlo.
di Monica Zicchiero
Corriere del Veneto, 12 febbraio 2025
I bambini delle detenute non escono mai dal carcere (a custodia attenuata Icam) perché non c’è nessuno che li accompagni all’asilo. Gli stranieri che scontano l’ultimo anno in esecuzione esterna non possono ottenere la residenza quindi non hanno carta d’identità né cure mediche. Il fine della pena getta in prostrazione chi non ha alloggio e prospettive di lavoro, ricorda la neo garante per i diritti delle persone private della libertà personale Rita Bressani. E c’è chi finisce alla mensa della Caritas, testimonia il direttore Franco Sensini. Con l’audizione della decina tra onlus e istituzioni che si occupano dei detenuti, la commissione Sociale presieduta da Paolo Tagliapietra ha acceso un faro sul lavoro che svolgono educatori, religiosi, professionisti e volontari e sono emersi cortocircuiti normativi e regolamentari.
di Letizia Barbera
Gazzetta del Sud, 12 febbraio 2025
La relazione della Garante Lucia Risicato al consiglio comunale. Il dramma dei suicidi, prima causa di morte in carcere, la condizione dei detenuti tossicodipendenti, le donne recluse, con poca istruzione, a volte apatiche e depresse, il sovraffollamento che non riguarda la casa circondariale di Gazzi. Sono tanti i temi toccati dalla relazione della garante dei detenuti Lucia Risicato presentata al consiglio comunale. La garante si sofferma sia sulla struttura che sulle condizioni di vita dei detenuti di Gazzi. Emergono questioni già messe in luce, prima fra tutte la carenza di personale penitenziario. Mancano una ventina di agenti di polizia penitenziaria, una carenza aggravata dalla recente sospensione di nove agenti a seguito degli sviluppi dell’indagine condotta dalla Dda di Messina sullo spaccio di droga in carcere e sull’ingresso di telefoni cellulari. Un discorso analogo vale per gli educatori: ce ne sono tre ma cosi come previsti in pianta organica, ma sono pochi rispetto alle esigenze specifiche del penitenziario. La garante evidenzia la buona collaborazione con la direttrice Angela Sciavicco, gli educatori, il garante per l’infanzia Giovanni Amante.
di Antonella Barone
gnewsonline.it, 12 febbraio 2025
Amir avrebbe potuto lasciare il carcere e lavorare per uno stipendio iniziale di 1.600 euro alle dipendenze di una prestigiosa impresa specializzata nel restauro di edifici storici. Invece ha preferito restare in carcere per poter concludere, insieme ai suoi compagni, i lavori della nuova caserma agenti. Nell’istituto veneziano di Santa Maria Maggiore, Amir (nome di fantasia, come gli altri che seguiranno) non è, però, l’unico ad avere fatto una scelta controcorrente. Anche Giulio, 27 anni, impegnato in un percorso di formazione archivistica, avrebbe potuto accedere a un impiego ma ha voluto rimandare per concludere il tirocinio interno.
veneziatoday.it, 12 febbraio 2025
Ca’ Farsetti riceve per la prima volta cooperative e associazioni che lavorano con detenuti e detenute di Venezia. “Meritano di tornare a essere cittadini reali. Lavorare non può essere un privilegio”. Oggi le commissioni consiliari hanno ricevuto a Ca’ Farsetti gli enti del terzo settore (associazioni, cooperative e altro) che lavorano negli istituti penitenziari di Venezia, e più in generale con le persone recluse nella città. Un momento importante, come hanno riconosciuto tutti i rappresentanti degli enti intervenuti, anche perché si trattava della prima volta che venivano ascoltati in Comune. “Non pensavo fosse la prima, spero che i miei successori vi riconvocheranno” ha ammesso il presidente della III commissione Paolo Tagliapietra.
di Walter Medolla
Corriere del Mezzogiorno, 12 febbraio 2025
Nel carcere di Carinola venti detenuti coinvolti nel progetto “Crea”, acronimo di “Coltivare responsabilità e alternative in agricoltura”. I prodotti con certificazione biologica. Sono letteralmente quaranta braccia prestate all’agricoltura. E sono quelle dei venti detenuti del carcere di Carinola coinvolti nel progetto “Crea”, acronimo di “Coltivare responsabilità e alternative in agricoltura”. L’iniziativa promossa è dal Provveditorato regionale amministrazione penitenziaria per la Campania, in collaborazione con le cooperative sociali Terra Felix, La Strada, L’uomo il legno, oltre alle aziende agricole Naturiamo e Rusciano col supporto della Federazione provinciale di Coldiretti Caserta e finanziato da Cassa delle Ammende. Il progetto, avviato già da alcuni mesi nell’Istituto penitenziario in provincia di Caserta, prevede la coltivazione di oltre sette ettari in campo aperto dell’Istituto e la trasformazione dei prodotti nel laboratorio attivo presso la casa di reclusione di Carinola.
La Repubblica, 12 febbraio 2025
A Roma il 13 e il 14 febbraio il convegno di “Antigone”, a 50 anni dal varo del nuovo ordinamento che regola la vita interna nelle 191 case di reclusione. Quest’anno ricorrono i 50 anni dell’approvazione della legge n. 354, che contiene le norme sull’ordinamento penitenziario. Nella ricorrenza di questa tappa fondamentale nella riforma del sistema carcerario italiano, Antigone - l’Associazione che dal 1991 si occupa dei diritti e delle garanzie per i detenuti, promuovendo metodi reclusori in linea con la Costituzione - ha convocato a Roma alcuni dei principali studiosi italiani per due giorni di riflessioni culturali, giuridiche, politiche e sociali sul carcere.
di Mattia Tridello
lavoce-nuova.it, 12 febbraio 2025
Attività, vicinanza ma anche concretezza verso gli “ultimi della società”. Al via, il 27 febbraio alle 18 nella sede della Caritas diocesana, il nuovo corso di formazione per volontari del carcere. Organizzato dalla cappellania della casa circondariale di Rovigo, in collaborazione con il coordinamento dei volontari e la Caritas, patrocinato dal Comune di Rovigo, il nuovo percorso formativo è rivolto a tutti coloro che desiderano impegnarsi nel volontariato penitenziario della città, una realtà spesso poco conosciuta ma che riveste un ruolo fondamentale, essenziale, per migliorare la vita sia dentro che fuori dal carcere ai detenuti di ogni età. “Spesso le istituzioni faticano ad arrivare, per un supporto concreto, e molti aspetti della vita delle persone recluse, quali contatti con la famiglia di origine, prospettive di lavoro future e il percorso di reinserimento sociale, vengono date in capo ai volontari. Il loro supporto diventa indispensabile” ha sottolineato Nadia Bala, assessore alle politiche sociali del Comune, durante la presentazione tenutasi a palazzo Nodari. “Non inchiodiamo queste persone - ha continuato - al loro passato, ricordiamoci che sono residenti nel Comune, sono nostri concittadini. Accogliere con il volontariato diventa un modello di inclusività che trasmette i valori del bene civile e sociale”.
liguria.bizjournal.it, 12 febbraio 2025
Stabilire una positiva relazione di accompagnamento nella transizione all’età adulta, ma soprattutto nell’impostazione di un percorso volto all’integrazione sociale e alla prevenzione della recidiva, per sostenere i percorsi di ragazzi sottoposti a procedimenti di giustizia. È questo l’obiettivo di “Adulto Amico”, l’iniziativa di mentoring di Defence for Children Italia, in collaborazione con il dipartimento di Giustizia Minorile e di Comunità e l’ufficio per i Servizi Sociali per Minorenni (Ussm) del ministero della Giustizia, rivolta a tutti i cittadini interessati a diventare parte attiva di questa ambiziosa esperienza pilota di integrazione.
- Padova. “Zona rossa”, sanzioni a raffica ai fragili. Giordani: “C’è bisogno di umanità”
- Pesaro. Rap e cinema d’animazione nel carcere femminile
- Saggi. “Oltre la vendetta”: la giustizia riparativa è un’occasione per tutti. A partire dalle vittime
- “Il traffico degli stupefacenti”, un libro per scoprire i segreti del narcotraffico
- Grazia Zuffa, donna autorevole. Amica e maestra











