Il Giorno, 11 giugno 2025
Grido d’allarme nero su bianco dai reclusi nella Quinta Sezione. Appello alla direzione dell’istituto, al ministro Nordio e al Garante. I detenuti della Quinta sezione del carcere di Vigevano lanciano un grido d’allarme, denunciando una “situazione insostenibile” nell’istituto di pena. In una lettera di reclamo indirizzata a numerose autorità - dalla Direzione del carcere al ministro della Giustizia passando per Garanti dei diritti dei detenuti e associazioni umanitarie - chiedono il rispetto della dignità umana e l’applicazione della Costituzione e del regolamento penitenziario.
Il Resto del Carlino, 11 giugno 2025
Stavolta il centrodestra ha presentato una propria mozione, che è passata. Ma non senza polemiche: l’opposizione è uscita dall’aula (come era accaduto a parti invertite). “Così è inutile”. In Consiglio comunale si è tornati a parlare del garante dei carcerati. Nella precedente seduta la maggioranza, uscendo dall’aula, aveva vanificato la richiesta del centrosinistra di istituirlo; ieri il centrodestra ha votato una propria mozione che rinvia il tema alla commissione Welfare, con l’impegno di sentire le associazioni coinvolte alla Rocca. Ma la polemica non si è placata: stavolta è l’opposizione che è uscita dall’aula al momento di votare.
di Silvia Donnini
sky.it, 11 giugno 2025
Le carceri italiane affrontano oggi una fase complessa, tra sovraffollamenti e allarmante aumento dei suicidi da parte dei detenuti. Negli istituti penitenziari, però, nascono anche progetti positivi, come il Gruppo della Trasgressione che, instaurando un dialogo tra detenuti e familiari delle vittime, favorisce il processo di riparazione. Ne hanno parlato a Live In Milano 2025 Angelo Juri Aparo, psicoterapeuta, Paolo Setti Carraro, familiare di vittima di mafia, e Francesco Cajani, pubblico ministero. Le carceri in Italia affrontano oggi una fase molto complessa. Al grande problema del sovraffollamento, si aggiungono le condizioni degradanti nelle celle e, soprattutto, l’allarmante aumento dei suicidi da parte dei detenuti.
di Flavio Nardini
Il Resto del Carlino, 11 giugno 2025
Convegno sul tema della speranza: “Guai a dimenticare i suicidi, l’obiettivo è recidiva zero”. Il garante dei diritti della persona delle Marche: “Sovraffollamento e carenza di personale”. “La speranza è attraversare le difficoltà perché ovunque e per ognuno c’è un diritto alla luce e a un futuro diverso”. Con queste parole il cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo metropolita di Bologna e presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha chiuso ieri nel carcere di Marino del Tronto il convegno sul tema ‘Giustizia e speranza, carcere e territorio’, un momento di riflessione sulla realtà carceraria, organizzato dalla Diocesi di Ascoli, San Benedetto del Tronto, Ripatransone e Montalto. L’ospite d’onore era proprio il cardinale, che ha pazientemente atteso gli interventi di tutti i relatori, prima di sviluppare il suo momento di riflessione.
riminitoday.it, 11 giugno 2025
Complessivamente la Casa circondariale, a maggio 2024, contava 152 persone detenute, il 53% stranieri, su una capienza regolamentare di 118 e tollerabile di 165, con un ulteriore aumento nella stagione estiva. La prima sezione della casa circondariale di Rimini versa in condizioni “inidonee”, tra umidità, muri scrostati e celle anguste, alcune delle quali con il bagno senza aerazione, tanto che diversi detenuti “preferiscono esservi reclusi”. Infatti le condizioni non confortevoli e il pessimo stato di manutenzione determinano “un risarcimento nei termini di diminuzione di un giorno di pena su 10 scontati”. È la situazione che riporta la parlamentare di Fratelli d’Italia Domenica Spinelli in una interrogazione al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, sui Casetti di Rimini. Nella quale la parlamentare chiede conto dei lavori di ristrutturazione della sezione, definita dall’Ausl Romagna “pericolosa per la salute”, una “situazione non risolvibile con ordinaria manutenzione”.
di Manuela Marziani
Il Giorno, 11 giugno 2025
“Il cane ti distrae e ti fa dimenticare i brutti pensieri”. Un detenuto di Torre del Gallo sintetizza così che cosa significhi per lui partecipare a “Qua la zampa”, progetto nato nel 2020 per promuovere lo sviluppo di approcci integrati al problema della detenzione attraverso la relazione con gli animali. “L’idea è portare i cani in carcere - spiega Angela Gregorini, assessore al Benessere aninale che ha lavorato con Giampaolo Anfosso che ha la delega alla Partecipazione e alla Sanità - affinché i detenuti se ne prendano cura, diano un senso alla loro permanenza in carcere e imparino le responsabilità”.
di Andrea Ceredani
Avvenire, 11 giugno 2025
I ragazzi dell’istituto milanese Leone XIII (dove aveva studiato anche Acutis) hanno portato tra i detenuti lo spettacolo “The Greatest Showman”. “Occasione per toccare i cuori e cambiare le vite”. Sul palco cantano e ballano 55 attori tra i 14 e i 19 anni: è il loro Greatest show, tratto dal quasi omonimo musical che nel 2017 ha girato i cinema di tutto il mondo. Dietro le quinte si muovono con loro almeno altrettanti tra aiutanti, costumisti, tecnici e registi. Sulle loro teste, seguendo il ritmo della musica, danza affacciato alla finestra un detenuto. Di fronte agli interpreti, si trova una platea di centinaia di persone recluse nel carcere di Bollate, entusiaste di trascorrere, dopo anni, una serata all’aria aperta.
di Giuseppe Muolo
romasette.it, 11 giugno 2025
Il romanzo “Mio giudice” presentato a San Saturnino. L’autore: “L’emergenza più grave è il sovraffollamento”. La voce dell’ex detenuto Rocca: “La fiducia, primo gradino verso la libertà”. Il magistrato Franco Scala viene colpito da una grave forma di maculopatia degenerativa. Sasha Iannitto conduce invece una vita costellata da esperienze detentive, intramezzate a periodi di libertà. Le loro strade si intrecciano. Due mondi agli antipodi, due modelli di vita, l’uno cresciuto nella devianza e l’altro nella legalità, imparano a confrontarsi e a coesistere. Un giudice dal volto umano e un reo in cerca di riscatto viaggiano, così, all’interno di una varia umanità, tra periferie e quartieri della Roma bene, tribunali e carceri, crimine e legalità, malavita e istituzioni. Un percorso in cui fede e disabilità si confrontano con le difficoltà della vita.
di Giorgio Paolucci
Avvenire, 11 giugno 2025
“Il Sinodo è arrivato anche tra queste mura. Quando papa Francesco l’ha indetto, ho chiesto ai miei amici detenuti cosa si aspettano dalla Chiesa e quale contributo vogliono portare. Ci vediamo qui ogni settimana: oggi è l’incontro numero 142, è una ricchezza per tutti noi”. Padre Gabriele mi accoglie nella cappella della Casa circondariale “Ettore Scalas” di Cagliari Uta, mezz’ora di auto dalla città, un carcere scomodo da raggiungere sia per chi ci lavora sia per i parenti che arrivano in visita. Uno dei tanti costruiti lontano dai centri abitati in ossequio alla logica securitaria che vuole tenere alla larga un mondo che invece ha bisogno più che mai di stringere rapporti con chi vive “fuori”.
di Alex Corlazzoli
scarpdetenis.it, 11 giugno 2025
Raccontare chi ha lottato contro la criminalità organizzata è un dovere civico. Come scriveva Gesualdo Bufalino: “Se un giorno la mafia sarà sconfitta sarà debellata da un esercito di maestri”. “Il film I cento passi è ricco di contenuti e immagini caratterizzati da emozioni negative come rabbia, odio, disprezzo, paura ed angoscia. La proposta del maestro ci sembra piuttosto audace quindi a nostro parere, solo un confronto con tutte le parti guidato dalla competenza di uno psicologo, potrebbe esserci d’aiuto per valutare l’opportunità o meno di fare visionare a bambini di dieci anni questa pellicola”.
- Dopo il referendum. Ora un quesito per tutti: come si ritrova il senso della politica?
- Quell’odioso teatrino sui nostri diritti
- Fine vita, ora il Governo apre: verso una proposta unitaria
- Fine vita, l’idea di un Comitato etico per “dribblare” il Servizio sanitario
- Migranti. Quesito cittadinanza, i no degli elettori dem diventano un caso









