di Viola Giannoli
La Repubblica, 13 febbraio 2025
Due sentenze di due magistrati di sorveglianza autorizzano i colloqui intimi senza il controllo della polizia penitenziaria. Sono i primi casi dopo la sentenza della Consulta che ha dichiarato illegittimo il divieto all’affettività in prigione. Nel carcere di Parma e in quello di Terni si potrà fare l’amore dietro le sbarre. Un diritto a lungo negato e che ora sarà garantito con la promessa del rispetto della privacy, lontano dagli occhi della sorveglianza della polizia penitenziaria. A due detenuti di due diverse carceri italiane è stato accordato il permesso di fare colloqui intimi con le proprie compagne, mogli o fidanzate per avere anche rapporti sessuali. Si tratta dei primi due casi da quando, nel gennaio del 2024, una sentenza della Corte costituzionale ha dichiarato illegittima la contrarietà all’affettività e alla sessualità in carcere.
ilpost.it, 13 febbraio 2025
Sono stati accordati a Terni e a Parma, dopo che un anno fa la Corte costituzionale aveva rimosso il divieto all’affettività in carcere. Nelle ultime settimane a due detenuti di due diverse carceri italiane è stato accordato il permesso di fare colloqui intimi con le proprie compagne senza la sorveglianza della polizia penitenziaria, con l’obiettivo di avere rapporti sessuali (lo hanno esplicitato i detenuti nelle rispettive richieste): sono i primi due casi da quando, l’anno scorso, una sentenza della Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo il divieto all’affettività in carcere. Il primo caso riguarda un detenuto del carcere di Terni; il secondo caso, raccontato per primo dal Resto del Carlino, il carcere di Parma.
di Elena Inversetti
buonenotizie.it, 13 febbraio 2025
Sono circa 56.107 i detenuti in Italia con un sovraffollamento medio del 120% e una recidiva che si aggira intorno al 70% secondo gli ultimi dati del CNEL (Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro). La recidiva, ovvero la ricaduta nel reato, si riduce al 2% circa se chi esce dal carcere ha un lavoro. Eppure ci sono persone che stanno lavorando per migliorare concretamente la situazione. E ci stanno riuscendo. Come? Con il lavoro. Il lavoro come elemento fondamentale di recupero, infatti, si può svolgere durante la pena sia in carcere sia fuori. Inoltre chi è in misura alternativa come gli arresti domiciliari, può essere incluso nei progetti di inserimento lavorativo, attraverso le cooperative sociali e le imprese coinvolte, per esempio partecipando a tirocini, contratti di lavoro o percorsi imprenditoriali così da raggiungere l’indipendenza economica e a ridurre la probabilità di recidiva.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 13 febbraio 2025
Maggioranza e opposizione avrebbero raggiunto l’accordo per l’elezione dei quattro giudici mancanti. I nomi: Marini, Luciani, Terracciano e Sandulli. A meno di clamorose novità dell’ultima ora, è destinato finalmente a sbloccarsi lo stallo per l’elezione dei quattro giudici mancanti della Corte costituzionale di nomina parlamentare. Il Parlamento in seduta comune è convocato questa mattina alle 9.30 e i partiti avrebbero raggiunto un accordo in extremis. A confermarlo il messaggio ricevuto ieri sera in serata dai parlamentari di maggioranza: “Domattina si votano i giudici, richiesta la presenza di tutti”. Nessun dubbio sull’elezione dei due nomi certi fin dall’inizio: Francesco Saverio Marini per Fratelli d’Italia, Massimo Luciani per il Partito democratico.
di Dino Giarrusso
L’Identità, 13 febbraio 2025
Il conflittuale e tormentato rapporto fra politica e giustizia è talmente complesso e delicato, in Italia, che da qualunque parte lo si guardi non si può non vedere le lacerazioni, gli scontri, le ferite profondissime che questa frattura ormai pluridecennale ha inferto al Paese. Non si tratta di un argomento banale, ed è tristissimo che quando si parla di giustizia v/s politica, nel 99,99% dei casi ci si trasformi in tifosi. La nostra Costituzione prevede compiti molto ben delineati, limiti decisi e democraticamente assai sensati dell’azione giudiziaria, di quella legislativa e di quella esecutiva.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 13 febbraio 2025
Pronta la “sfiducia”, correnti progressiste contro Parodi. Che scrive tutte le toghe: “Ora unità”. A meno di una settimana dall’elezione a presidente dell’Anm, Cesare Parodi, esponente di Magistratura indipendente, è già “sotto processo”: a criticarlo son o i suoi colleghi, gli altri vertici del “sindacato” delle toghe e i leader delle correnti. Da quanto appreso, sono stati soprattutto i gruppi progressisti dell’Associazione magistrati, AreaDg e Magistratura democratica, ad aver rivolto al neo-presidente Parodi critiche sferzanti per come ha gestito i primi passi successivi all’investitura ufficiale. Innanzitutto sabato sera, appena eletto dal Comitato direttivo centrale, senza prima consultarsi con la sua nuova Giunta, ha chiesto un incontro al governo. Poi, è l’altro “capo d’imputazione”, ha rilasciato troppe interviste, in cui si sarebbe mostrato eccessivamente morbido nei confronti dell’Esecutivo.
di Tiziana Maiolo
Il Riformista, 13 febbraio 2025
L’ex toga è ancora ben inserita nella corrente di Magistratura Indipendente, la stessa del nuovo presidente Parodi. Ed è forse il ministro più politico di tutto il governo. Non a caso ha le deleghe sulla sicurezza. Parole sussurrate, e tutte al diminutivo, come “spiraglino” e “ritocchino”. Il protagonista di questa possibile apertura del governo nei confronti della magistratura associata sulla separazione delle carriere, non potrebbe che essere lui. Alfredo Mantovano, sottosegretario alla presidenza del consiglio, ruolo che conta più di quello di un ministro. Ministro quindi, ma soprattutto magistrato.
di Paolo Delgado
Il Dubbio, 13 febbraio 2025
Negli ultimi decenni il ruolo del Parlamento è stato via via svuotato dal potere esecutivo, che l’ha esautorato a colpi di fiducia e decretazione d’urgenza. Alla fine il Pd si è deciso a presentare la mozione di sfiducia contro il ministro della Giustizia Nordio per il caso Almasri. Lo ha fatto sapendo di non avere alcuna possibilità di vittoria, considerazione che spiega le esitazioni superate due giorni fa. È una mossa dettata dall’impotenza: Elly Schlein non ha trovato altra strada per tenere i riflettori accesi su uno scandalo che la premier mira solo a far dimenticare.
di Vittorio Barosio e Gian Carlo Caselli
La Stampa, 13 febbraio 2025
La “ragion di Stato”. È dietro a questa che si trincerano Meloni e i suoi colleghi sovranisti di fronte all’accusa di aver lasciato libero un soggetto arrestato perché la Corte penale internazionale (Cpi) lo ha ritenuto responsabile di gravissimi crimini contro l’umanità. Si pongono allora, uno di fronte all’altro, due princìpi e due valori. Da un lato - appunto - la ragion di Stato. Ma dall’altro lato il valore etico-morale di non lasciare in libertà e di assicurare alla giustizia un simile delinquente perché possa essere punito. Quale dei due valori prevale? Ce n’è uno che possa porre totalmente nel nulla l’altro oppure occorre valutare caso per caso?
di Annalisa Servadei
modenatoday.it, 13 febbraio 2025
Schede, dati, infografica, video. Tutte le iniziative sul piano sanitario, sociale, formativo, lavorativo e culturale. L’approfondimento dopo le visite del presidente de Pascale e dell’assessora Conti alla Dozza a Bologna e Sant’Anna a Modena, sopralluoghi che proseguiranno negli altri Istituti di pena dell’Emilia-Romagna. Le carceri dell’Emilia-Romagna stanno affrontando una crisi strutturale dovuta al sovraffollamento e alla carenza di personale. Attualmente, nei penitenziari della regione sono presenti 3.820 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di 2.988 posti. Questo significa che 832 persone in più rispetto alla capienza prevista devono condividere spazi ristretti, con tutte le problematiche che ne derivano in termini di vivibilità e sicurezza.
- Bologna. Giovani detenuti al carcere della Dozza, il no del Comune
- Bologna. Valentina Castaldini (Forza Italia) e il caso dei giovani detenuti alla Dozza
- Parma. Emergenza carcere. “Nel 2024 3 suicidi, 44 tentati suicidi e 300 atti di autolesionismo”
- Trento. “Case Itea ai detenuti di Spini di Gardolo”, la proposta del Pd fa discutere
- Messina. Detenuti malati a Gazzi, l’impegno dell’amministrazione penitenziaria e l’Asp











