di Francesca Blesio
Corriere di Bologna, 13 febbraio 2025
“È sovraffollato, così si perdono i percorsi rieducativi”. Anche l’assessora al Welfare e alla Sicurezza Matilde Madrid chiede il ritiro del provvedimento. “Il primo interesse deve essere quello della rieducazione dei ragazzi e della sicurezza della città”. Dall’incontro con il capo dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità Antonio Sangermano è arrivata la conferma che si temeva: il Dipartimento “intende collocare fino a 50 giovani adulti negli spazi detentivi del carcere di Bologna dati in uso al circuito minorile, tenendoli separati dai detenuti adulti” hanno certificato il garante regionale dei detenuti Roberto Cavalieri e quello del Comune di Bologna Antonio Ianniello. E sul provvedimento è arrivata la firma del ministro Carlo Nordio.
di Andreina Baccaro
Corriere di Bologna, 13 febbraio 2025
“Comunità educanti contro il sovraffollamento. In Regione un tavolo di crisi sui percorsi alternativi”. La consigliera regionale forzista: “Abbiamo tra le mani una situazione molto problematica: questi giovani, anche se separati, alla Dozza rischiano di non avere volontari che li seguano”. “L’uomo non è il suo peccato” era il mantra di don Oreste Benzi, fondatore della Papa Giovanni XXIII che, tra le tante attività di accoglienza di persone con disagio, disabilità, ai margini della società, ha portato in Italia anche il modello brasiliano del “Carcere senza sbarre”, nelle Comunità educanti con i carcerati (Cec).
parmatoday.it, 13 febbraio 2025
Marco Boschini, presidente della VI Commissione: “Potenziamo la differenziata in carcere, oggi è al 20%. Risparmio di 80 mila euro all’anno e attivazione di tirocini per alcuni detenuti”. Nel corso del pomeriggio di mercoledì 12 febbraio si è svolta la VI commissione consiliare ‘Welfare, politiche abitative e del lavoro’ sul tema dell’emergenza in carcere, alla presenza del Vice Direttore dell’Istituto Penitenziario di Parma Andrea Romeo, dell’Assessore Ettore Brianti, la Garante comunale dei detenuti Veronica Valenti e il Garante regionale, Roberto Cavalieri.
lavocedeltrentino.it, 13 febbraio 2025
“Il Consiglio comunale di Trento impegna il Sindaco e la Giunta a mettere a disposizione alcuni alloggi (nel numero di 2 o 3 per cominciare, individuandoli se possibile tra quelli che nei prossimi mesi saranno restituiti nella disponibilità da parte di Itea successivamente alla loro rigenerazione) per progetti dedicati a pene alternative o reinserimento nella società”. Una proposta destinata a suscitare accese polemiche è stata presentata in Consiglio comunale di Trento dal Partito Democratico del Trentino. La mozione 5.595/24, depositata con il primo firmatario il consigliere Federico Zappini, chiede infatti che le case Itea possano essere assegnate ai detenuti del carcere di Spini di Gardolo al termine della loro pena. L’iniziativa, che punta a favorire il reinserimento sociale degli ex carcerati, ha già sollevato reazioni contrastanti all’interno della comunità trentina. Il tema dell’assegnazione degli alloggi pubblici è da sempre un argomento sensibile, soprattutto in un periodo caratterizzato da un forte fabbisogno abitativo e da liste d’attesa per l’accesso alle abitazioni popolari.
di Alessandra Serio
tempostretto.it, 13 febbraio 2025
La direzione scrive e la Garante dei detenuti risponde. Esiste una ottima collaborazione tra Garante dei detenuti e direzione del carcere di Gazzi, sottolineata da entrambi, una proficua collaborazione di entrambi con l’Asp di Messina per la gestione del centro clinico all’interno delle mura del penitenziario. Lo precisa la direttrice della casa circondariale Angela Sciavicco, all’indomani dell’audizione della Garante dei detenuti Lucia Risicato in consiglio comunale. La direzione smentisce i casi più drammatici indicati dalla Garante nella relazione (leggi qui) “…rispetto alle quali non si comprende - scrive la Sciavicco - considerati i pochi elementi desumibili dall’articolo in oggetto, se si tratta, in verità, di affermazioni del tutto decontestualizzate, che, in quanto tali, restituiscono al lettore una sintesi mistificata delle condizioni di vita dei detenuti presenti nella Casa Circondariale di Messina”.
di Francesco Curzio
rossetorri.it, 13 febbraio 2025
Medici indagati, giornali e progetti bloccati, Consiglio Comunale in carcere azzoppato, inizia male il 2025 della casa Circondariale di Ivrea. Mentre continuano le polemiche sulla chiusura forzata del giornale la Fenice ad opera della Direzione, è stata diffusa la notizia della fine delle indagini della Procura sulla morte di Andrea Pagani, detenuto e redattore della Fenice, il 4 gennaio 2024, indagini nate proprio dalle proteste dei compagni di redazione della Fenice.
di Chiara Roncelli
L’Eco di Bergamo, 13 febbraio 2025
Nel 2004 nacque il Centro all’interno della Caritas, nel 2022 l’associazione. Ha 10 mediatori. “Diffondere la pratica nei vari ambiti della vita sociale”. Nel 2022 l’ordinamento giuridico italiano ha introdotto ufficialmente la pratica della giustizia riparativa. Ma, come spesso accade, la legge porta a compimento un percorso in atto già da lungo tempo: infatti, in Italia si parla e si praticano esempi di giustizia riparativa dagli anni ‘90, in altri Stati europei addirittura da più tempo. Questo è accaduto anche nella nostra provincia, dove da vent’anni esiste un Centro di giustizia riparativa: nato nel 2004 all’interno di Caritas grazie alla sensibilità di don Virgilio Balducchi, allora cappellano della Casa circondariale, che iniziò a coltivare “il sogno di una giustizia “che renda l’uomo più maturo interiormente e socialmente” e permetta di “percorrere strade di riconciliazione” per il territorio”.
di Rachele Stroppa*
L’Unità, 13 febbraio 2025
Oggi e domani a Roma il convegno di Antigone con studiosi ed esperti della pena in Italia. E le testimonianze di chi il carcere l’ha vissuto in prima persona. Sono passati 50 anni dal momento in cui venne attuata la grande riforma penitenziaria con la Legge 354 del 26 luglio 1975 recante le “Norme sull’ordinamento penitenziario e sull’esecuzione delle misure privative e limitative della libertà”. Uno dei propositi principali della Legge penitenziaria era quello di colmare un’enorme lacuna esistente sotto il profilo giuridico rispetto all’esecuzione penale; all’epoca, infatti, era ancora vigente il regolamento fascista del 1931, contenente una serie di disposizioni tramite le quali ci si limitava a regolare la condotta delle persone private della libertà negli istituti di pena. Con la legge del 1975, il detenuto finalmente acquisisce una specifica soggettività giuridica, in quanto viene identificato e definito come un soggetto titolare di diritti ed aspettative. Di pari passo viene anche istituita la Magistratura di Sorveglianza come organo giurisdizionale con funzioni di controllo e di tutela dei diritti delle persone detenute.
ideawebtv.it, 13 febbraio 2025
“In Italia sette detenuti su dieci rientrano in carcere. Questa percentuale si abbassa notevolmente - in pratica, solo uno su dieci - se durante la detenzione hanno seguito un percorso inclusivo studiato per il reinserimento nella società”. Bruno Mellano, dal 2014 Garante dei detenuti e delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà della Regione Piemonte, esprime soddisfazione per l’apertura di un negozio nella casa di reclusione di Fossano, uno dei pochi istituti penitenziari in Italia situati nel centro storico di una città. “Perla, una via di fuga” è il nuovo progetto della Cooperativa Perla - racconta con entusiasmo la responsabile Grazia Oggero - in una sfida lanciata dalla direzione del carcere di Fossano che vuole, con l’apertura di un negozio di prodotti realizzati all’interno dell’istituto e del mondo “made in carcere” in generale, abbattere simbolicamente i muri del pregiudizio”.
di Marco Belli
gnewsonline.it, 13 febbraio 2025
Prosegue la proficua e profonda collaborazione fra Santa Sede e Amministrazione Penitenziaria in occasione del Giubileo 2025. Fra le iniziative legate al “Giubileo degli Artisti e del Mondo della Cultura”, presentato questa mattina presso la Santa Sede, alcune riguardano il mondo penitenziario. Alla conferenza stampa sono intervenuti il Cardinale José Tolentino de Mendonça, prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione; Lucia Borgonzoni, sottosegretario di Stato al ministero della Cultura; Barbara Jatta, direttore dei Musei vaticani; Lina Di Domenico, capo del dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria facente funzioni; Cristiana Perrella, curatrice dello spazio “Conciliazione 5” per l’Anno Santo 2025; Raffaella Perna, curatrice della mostra “Global Visual Poetry: traiettorie transnazionali nella Poesia Visiva”.
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