di Marina Corradi
Avvenire, 7 febbraio 2025
“Ero felice e cantavo lungo la strada del ritorno, ma poi ho raggiunto casa e ho trovato solo distruzione davanti ai miei occhi. Non sarei dovuto tornare”, ha raccontato alla Bbc Imad Ali al-Zain, palestinese, 48 anni. Li si vedeva infatti, dieci giorni fa, dei sorrisi incerti sulle facce delle donne stipate su camioncini, ai margini di Gaza. C’era perfino chi batteva le mani e festeggiava, mentre la folla finora trattenuta dall’Idf, scattato il via libera, quasi di corsa sciamava verso Nord. Verso casa. Come un esodo biblico quell’onda di uomini e donne e bambini in braccio che stracarichi di borse, affannati, marciando verso casa.
di Valeria Parrella
Il Manifesto, 7 febbraio 2025
Pensare di prendere due milioni di persone e di decidere dall’esterno, da fuori, dall’alto di fianco, da sotto, da ovunque fuorché dal punto di vista della loro stessa identità chi e dove debbano essere, ovvero negare la loro esistenza se non riducendola a sopravvivenza è già l’annientamento. Ogni tanto qualcuno nella storia lo dice, non credo che scappi di bocca. L’altra volta, nella precedente amministrazione Trump, lo disse suo genero, Kushner, usò un’espressione sognante da Le mille e una notte, più o meno disse che avrebbe fatto di Gaza una Tel Aviv in stile arabeggiante. Stavolta lo ha detto proprio il presidente: il punto non era blandire Netanyahu, il punto non era neppure immaginare dei resort dove noi abbiamo ascoltato le poesie di Rafaat Alareer, il punto era permettersi di dirlo. Infatti tutti poi a metterci una pezza a colore, i suoi e gli altri, perché queste sono cose che si pensano ma non si dicono. Eppure Kushner citò dei precedenti storici precisi, per esempio il Libano.
forbes.it, 7 febbraio 2025
Nonostante i loro centri di detenzione siano stati accusati di negligenza e di far vivere le persone in cattive condizioni, Geo Group e CoreCivic sono destinate a guadagnare grazie alla stretta di Trump sull’immigrazione. Ma sono in grado di gestire milioni di nuovi carcerati? La prognosi di Dulce Atahuaman Carhuancho era infausta. I medici dell’Oschner Lafayette General Hospital, in Louisiana, avevano detto alla famiglia della 21enne che forse non sarebbe sopravvissuta all’emorragia cerebrale. Nonostante la causa delle ferite e dei lividi sul suo corpo non fosse chiara, i suoi avvocati ritenevano fossero dovuti a un trauma che aveva subito nel South Louisiana Ice Processing Center (Slipc), una struttura di detenzione per immigrati gestita da Geo Group, un’azienda privata di carceri valutata 5 miliardi di dollari.
di Zaccaria Trevi
L’Opinione, 7 febbraio 2025
L’ennesimo atto di propaganda a firma Cuba. Il 14 gennaio scorso, il governo dell’Isola ha iniziato la graduale scarcerazione di 553 detenuti, a seguito di un indulto voluto dal Vaticano. Il regime ha presentato quest’operazione come un gesto di apertura, ma per il rapporto di Prisoners defenders si tratta chiaramente di una frode. Infatti, solo 198 prigionieri politici sono stati rilasciati e il 94 per cento di loro aveva già diritto alla libertà condizionata o a un regime aperto mesi prima. Inoltre, non si tratta di una vera liberazione: i detenuti rimangono sotto un rigido regime carcerario-domiciliare, con severe restrizioni e la costante minaccia di essere nuovamente incarcerati. Dei 1.161 prigionieri politici censiti alla fine del 2024, 931 restano dietro le sbarre e 230 sono agli arresti domiciliari. La maggior parte degli scarcerati ha scontato oltre metà della pena e avrebbe dovuto essere già rilasciata. Tuttavia, Cuba ha trattenuto questi detenuti per includerli nell’accordo con il Vaticano, creando un’operazione mediatica priva di reali concessioni.
di Fulvio Fulvi
Avvenire, 6 febbraio 2025
Dieci detenuti si sono tolti la vita dall’inizio dell’anno. Ancora da accertare le cause degli ultimi 3 decessi. Sovraffollamento: il Governo pensa a 7mila posti in più. Sono stati dieci i suicidi di detenuti dall’inizio dell’anno, mentre in tutto il 2024 ce ne sono stati 90, mai così tanti nella storia recente del sistema penitenziario italiano. Gli ultimi tre decessi sono avvenuti lunedì e martedì scorsi a Livorno, Napoli Poggioreale e Modena, ma le cause devono ancora essere accertate, come per altri 14 casi dal 1° gennaio ad oggi.
di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 6 febbraio 2025
È stata istituita un’apposita commissione di studio, sono in corso sopralluoghi e preventivi, ostacoli pratici vanno contemperati a esigenze di sicurezza, arriveranno indicazioni “dagli Uffici superiori”: con questi argomenti da un anno il Ministero della Giustizia non rende effettivo il diritto all’affettività in carcere, pur sancito dalla Corte Costituzionale che il 26 gennaio 2024 ha dichiarato l’illegittimità della norma che non prevede che la persona detenuta - tenuto conto della sua condotta e sempre che non ostino ragioni di sicurezza o giudiziarie - possa svolgere colloqui con il coniuge o il convivente stabile senza controllo a vista degli agenti.
di Sara Sonnessa
torinocronaca.it, 6 febbraio 2025
“C’è chi dice che non ci sono abbastanza risorse per garantirlo: non è credibile”. “Questo è un diritto, un diritto, un diritto di tutte le persone detenute”, ha ribadito con forza Roberto Capra, avvocato e presidente della Camera Penale Vittorio Chiusano del Piemonte occidentale e della Valle d’Aosta. L’avvocato Capra, in una conferenza stampa tenutasi oggi presso il tribunale di Torino, ha sottolineato l’importanza di un diritto che, nonostante una sentenza chiara della Corte Costituzionale, continua a essere ignorato: il diritto degli individui detenuti di avere incontri intimi, cioè non controllati visivamente, con i propri partner e familiari.
ansa.it, 6 febbraio 2025
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha presieduto ieri a Palazzo Chigi un vertice dedicato al piano carceri. Alla riunione, a quanto si apprende, hanno partecipato il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, il sottosegretario Andrea Delmastro, il Commissario per le carceri, Marco Doglio, rappresentanti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) e del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap). L’incontro, spiegano le stesse fonti, è stato incentrato sulle strategie per il potenziamento del sistema penitenziario, “con l’obiettivo di realizzare 7.000 nuovi posti detentivi, in un’azione determinata per migliorare le condizioni della pena in fase esecutiva e in genere delle strutture carcerarie”.
di Denise Amerini
collettiva.it, 6 febbraio 2025
Prosegue la battaglia della Cgil e della rete nazionale contro il disegno di legge 1236 con un’attenzione per gli articoli che riguardano la detenzione. Il decreto sicurezza, ddl 1236, è attualmente in discussione al Senato. Quali siano i tempi per l’approvazione ancora non si sa con certezza. Intanto proseguono le prese di posizione, gli interventi, le mobilitazioni di tante associazioni e organizzazioni della società civile, del mondo accademico, di cittadini, che da subito si sono espressi, sottolineando come questo sia un decreto che porta misure volte a produrre paure nelle persone, con una svolta giustizialista ed autoritaria che legge la sicurezza solo in termini securitari, e non sociali. Che criminalizza la povertà, il disagio, il dissenso. Con profili di incostituzionalità.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 6 febbraio 2025
Una vicenda agghiacciante, l’ennesima, riaccende il focus sul diritto alla salute negato dal sistema penitenziario e giudiziario. L’associazione onlus “Quei Bravi Ragazzi Family” ha presentato una denuncia che mette in luce il destino crudele di Carmine Tolomelli, detenuto morto a causa della mancanza di cure adeguate, nonostante una grave patologia cronica che avrebbe dovuto garantirgli un luogo diverso dal carcere e assistenza. Il 24 febbraio 2024, Carmine Tolomelli è deceduto presso l’Ospedale San Martino di Genova, a seguito di un trasferimento d’urgenza dal carcere di Marassi (Genova).
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