imperiapost.it, 1 febbraio 2025
Progetti, obiettivi e sfide per ottenere il pieno reinserimento dell’individuo all’interno della società. Si è tenuto questo pomeriggio presso la Biblioteca Civica “Lagorio” di Imperia il convegno “Il carcere incontra la cittadinanza”, un’occasione per riflettere e mettere in contatto due realtà che si trovano per forza di cose separate: i detenuti e la cittadinanza. Tra gli argomenti affrontati ci sono la condizione della detenzione e le cause che possono condurre una persona verso l’illegalità, ma anche - e forse soprattutto- gli obiettivi e le sfide per far sì che si annulli il rischio di una recidiva e si ottenga il pieno reinserimento dell’individuo all’interno della società. Per questo è fondamentale che la cittadinanza sia al corrente della vita che si svolge all’interno di una casa circondariale, comprese le attività che vengono svolte dai detenuti.
centritalianews.it, 1 febbraio 2025
Lunedì 10 febbraio, alle ore 17, nel salone d’onore del Palazzo Arcivescovile di Siena, nell’ambito delle iniziative giubilari dell’arcidiocesi, si terrà l’evento “Pena e speranza, La vita in carcere, le riforme necessarie”, promossa dalla Fondazione Derek Rocco Barnabei in collaborazione con l’Arcidiocesi di Siena, Colle Val d’Elsa, Montalcino. L’obiettivo dell’iniziativa è quello di focalizzare l’attenzione sulle tante criticità che coinvolgono le persone che scontano una pena all’interno del carcere ed anche a sostegno della moratoria e dell’abolizione della pena di morte. Un tema di grande attualità soprattutto in vista del prossimo Giubileo dei detenuti che si terrà a dicembre di quest’anno. Intervengono: il card. Augusto Paolo Lojudice, arcivescovo di Siena - Colle di Val D’Elsa-Montalcino; Anna Carli, presidente della Fondazione D. R. Barnabei; Mario Marazziti della Comunità di Sant’Egidio; Giuseppe Fanfani, Garante dei detenuti per la Regione Toscana.
ansa.it, 1 febbraio 2025
La struttura è gestita dalla Fondazione Falcone a Palermo. È stato firmato giovedì pomeriggio, presso la sede della Fondazione Falcone di Palazzo Jung, a Palermo, un accordo pilota che vede coinvolta la stessa Fondazione, l’amministrazione penitenziaria, il Comune di Palermo ed il ministero della Giustizia, per l’impiego dei detenuti provenienti dalla casa di reclusione Ucciardone ad attività socialmente utili all’interno del Museo del presente. Il progetto avrà inizio domani ed un gruppo di detenuti si occuperà della manutenzione del verde all’interno della struttura e della cura del museo.
di Alessandra Stoppini
santalessandro.org, 1 febbraio 2025
Minori in carcere: “Con i percorsi giusti possono cambiare e avere un futuro migliore”. “Sono tra quelli che non si stancano di sognare un futuro fuori per i ragazzi che hanno sbagliato, nessuna concessione alla superficialità quindi, ma duro lavoro di educazione alla responsabilità”. Domenico Cambareri, parroco in provincia di Bologna e cappellano dell’Istituto Penale per i Minorenni del capoluogo, ha scritto “Ti sogno fuori” (Edizioni San Paolo 2024, Prefazione di Susanna Marietti, pp. 149, 16,00 euro), che raccoglie “Lettere da un prete da galera”, come recita il sottotitolo del testo.
di Beppe Donadio
La Regione, 1 febbraio 2025
Almeno a Volterra, dove la Compagnia della Fortezza di Armando Punzo vive il teatro, utopia realizzabile. Gianfranco Pannone la racconta in “Qui è altrove”. “Nel momento in cui io entro a teatro non sto in carcere, inizio a nuotare in un altro mondo, che è il mondo in cui vorrei vivere. Poi alle nove si accende una lampadina, girano le chiavi, chiudono la porta e torni in cella”. Forse nessuna delle dichiarazioni contenute in ‘Qui è altrove - Buchi nella realtà’, documentario scritto e diretto da Gianfranco Pannone, spiega da un lato il progetto di Armando Punzo, regista, attore e drammaturgo italiano che dal 1988 porta il teatro tra i detenuti di Volterra, e dall’altro realizza lo scopo del regista, quello di raccontare il lavoro di Punzo senza che si vedano le sbarre. Le parole iniziali sono di uno degli attori-detenuti della Compagnia della Fortezza, uno dei primi progetti di teatro in carcere nati in Italia, facente capo a Punzo.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 1 febbraio 2025
Il sociologo: “Osservo il rischio di una palese violazione del principio di eguaglianza, a causa dell’introduzione, solo per i pubblici agenti, di un regime processuale speciale”. Luigi Manconi, docente di Sociologia dei Fenomeni Politici, Presidente di “A Buon Diritto Onlus”, è stato presidente della Commissione per la tutela dei diritti umani del Senato. Nel suo libro più recente - “La scomparsa dei colori”, edito da Garzanti - racconta la progressiva perdita della vista e la cecità. Ma oggi con lui vogliamo parlare di uso e abuso della forza da parte di chi dovrebbe garantire la nostra sicurezza, a prescindere dalla nostra innocenza o colpevolezza, nelle regole di uno Stato di Diritto.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 1 febbraio 2025
La Corte, inoltre, ha deciso di rimettere ancora una volta gli atti alla Corte di Giustizia dell’Unione europea. La Corte d’Appello di Roma - Sezione Persona, famiglia, minorenni e protezione Internazionale -, ha sospeso ieri il giudizio di convalida dei trattenimenti dei 43 migranti portati, martedì scorso, in Albania nel centro di Gjader. La Corte, inoltre, ha deciso di rimettere gli atti alla Corte di Giustizia dell’Unione europea ponendo un quesito pregiudiziale: “Se il diritto dell’Unione Europea e, in particolare, gli articoli 36, 37 e 46 della Direttiva 2013/32/Ue, debbano essere interpretati nel senso che essi ostano a che un Paese terzo sia definito di origine sicuro qualora, in tale Paese, vi siano una o più categorie di persone per le quali non siano soddisfatte le condizioni sostanziali di tale designazione, enunciate nell’allegato I della Direttiva”.
di Filippo Miraglia
Il Manifesto, 1 febbraio 2025
La presidente del Consiglio ha puntato tutto sul “modello albanese”, anche sapendo che le probabilità di perdere erano molto alte. Difficilmente il risultato nel nuovo anno avrebbe potuto essere diverso, rispetto alle bocciature con cui si era chiuso il precedente. Forse Giorgia Meloni aveva già pronti due video da postare sui social. Uno con la parte della vincitrice, il suo esempio funziona e diventerà il modello dell’Unione europea. L’altro con quella della vittima, i soliti magistrati che impediscono al governo di lavorare, che non collaborano. Entrambi i casi funzionali alla propaganda. Quella che evidentemente rappresenta l’unico reale obiettivo di questa maggioranza che, come tutte le nuove destre autoritarie del cosiddetto occidente, puntano le loro carte sull’odio e sulla criminalizzazione degli stranieri.
di Monica Guerzoni
Corriere della Sera, 1 febbraio 2025
Per il Governo non serve aspettare la decisione della giustizia Ue. Avanti tutta, “a testa alta” e col timone puntato verso le coste dell’Albania. Giorgia Meloni è più infuriata che mai e non darà alle opposizioni la soddisfazione di mettere i sigilli ai centri di Shenjin e Gjader. La premier va avanti, perché è sempre più convinta che “il governo è nel giusto”. La Corte d’appello non ha convalidato il fermo di 43 migranti e lei ha già deciso la linea: ricorso in Cassazione. Anche perché tra Palazzo Chigi e Viminale la decisione di sospendere il giudizio in attesa del verdetto della Corte di giustizia Ue è stata letta come un segnale di debolezza dei magistrati.
di Alessandro De Angelis
La Stampa, 1 febbraio 2025
La prima volta, lo scorso ottobre, i migranti erano una ventina, i trattenimenti in Albania furono bloccati, e si disse: colpa dei giudici. La seconda volta, a novembre, erano sette. Stesso copione, recitato con qualche decibel in più, per traferire il messaggio: non è il modello in sé che non funziona, è il pregiudizio delle toghe che lo blocca. Ad integrare il racconto fu varato, a mo’ di toppa riparatrice, il decreto migranti presentato come sfida, sempre ai giudici e come segnale di “efficienza”. Decreto piuttosto farraginoso, che interveniva sulla famosa lista dei Paesi sicuri, con l’idea di ridurre i margini interpretativi dei giudici. Fino a un certo punto però perché, per evitare l’incostituzionalità, quella funzione interpretativa non poteva essere tolta. Si poteva solo intervenire sulla lista dei Paesi sicuri, trasformandola da decreto interministeriale in legge. Ma è rimasta la discrezionalità di applicare la norma europea. Poiché anche quel decreto era solo uno spot per mostrare la non arrendevolezza sul tema, ma del tutto inutile nella sua applicazione pratica, altro intervento legislativo: i giudici dei tribunali sono ostili, allora trasferiamo la competenza alle corti d’Appello. Peccato che, per assenza di personale, vengono chiamati a decidere quelli che stavano nei tribunali ordinari. E patatrac: nuovo pronunciamento, medesimo esito, ieri, per quarantadue migranti.
- Neanche il peggiore dei criminali può essere definito spazzatura
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