di Stefano Fabbri
Corriere Fiorentino, 29 gennaio 2025
Un carcere non è mai un posto tranquillo. Ma quello di Sollicciano sembra essere senza pace. Non solo per la complessità di una popolazione carceraria di centinaia di persone in un istituto le cui criticità si trascinano da anni e la situazione gestionale fatica a trovare stabilità. Da tempo è in malattia la direttrice Antonella Tuoni, al centro di un duro confronto con il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria del ministero della Giustizia che le ha mosso contestazioni disciplinari e critiche alla sua gestione, durata tre anni sotto la pesante eredità di una situazione strutturale drammatica. Ora, secondo quanto riportato ieri da La Nazione, per lei c’è il mancato rinnovo dell’incarico che scadrà il 3 febbraio e ci sarebbe la direzione del carcere di Arezzo: circa 50 detenuti. Ma la novità di oggi sta nella nomina a “reggente” di Sollicciano di Alessandro Monacelli, attuale direttore dell’istituto aretino che però ancora deve completare il suo mandato. Monacelli, giovane ma già apprezzato dirigente, da oltre un mese era applicato al carcere fiorentino per tre giorni alla settimana, alleggerendo così il caleidoscopio di turnazione quasi giornaliera di direttori prestati alla guida di Sollicciano. Ora il suo mandato è stabile (relativamente) in attesa che le procedure consentano la nomina di un direttore titolare. Quantomeno chi busserà alla porta degli uffici di direzione di via Minervini sarà certo di trovare la stessa persona.
agensir.it, 29 gennaio 2025
Un luogo destinato ad accogliere i detenuti in permesso premio con le loro famiglie. Nasce ad Augusta, nel Siracusano, Casa Zaccheo. Un’iniziativa dell’Ufficio diocesano di Pastorale penitenziaria di Siracusa e della Caritas cittadina di Augusta che sarà presentata oggi, mercoledì 29 gennaio, presso la parrocchia Sacro Cuore di Gesù. La cerimonia sarà presieduta dall’arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto, e vedrà la partecipazione di don Helenio Schettini, referente della Caritas cittadina di Augusta, e don Andrea Zappulla, direttore dell’Ufficio di Pastorale penitenziaria, del sindaco di Augusta Giuseppe Di Mare, del direttore del carcere di Augusta, Angela Lantieri, del comandante della polizia penitenziaria della casa di reclusione di Augusta Dario Maugeri, e dei rappresentanti di polizia e carabinieri. La Casa Zaccheo sarà gestita dai volontari che accoglieranno i detenuti in permesso premio (solitamente dai tre agli otto giorni) per buona condotta o per il percorso rieducativo intrapreso.
primalecco.it, 29 gennaio 2025
Un dato positivo è costituito dal fatto che non si sono mai verificati episodi suicidari. La Commissione speciale Tutela dei diritti delle persone private della libertà personale di Regione Lombardia, presieduta dalla consigliera regionale Alessia Villa, ha effettuato oggi, martedì 28 gennaio 2025, un sopralluogo nella casa circondariale di Lecco. Attualmente il carcere ospita 78 detenuti. Un dato positivo è costituito dal fatto che non si sono mai verificati episodi suicidari. Presenti al sopralluogo anche i componenti della Commissione e il consigliere regionale lecchese Giacomo Zamperini.
di Laura Aldorisio
Corriere della Sera, 29 gennaio 2025
Lavori di sartoria nel carcere di Secondigliano con il progetto “Aprire una finestra sull’orizzonte”. L’omaggio a papa Francesco. Spazio anche a falegnameria, meccatronica, digitalizzazione. “Aprire una finestra sull’orizzonte”. È il lavoro di Giulia Russo, direttrice del Centro Penitenziario “Pasquale Mandato”, per tutti il carcere di Secondigliano. Una sfida per uno spazio invalicabile che occupa 40 ettari e ospita 1480 detenuti in 12 reparti. Dallo scorso maggio, poi, tra le stesse mura ci sono anche le detenute del carcere di Pozzuoli, evacuato per questioni di sicurezza. Imprevisti, problemi e responsabilità a non finire, ma la direttrice sa quale ritmo vuole dare al tempo del carcere, il battito di “occasioni perdute”. Da quando sette anni fa ha assunto la direzione, ha inaugurato quattro lavorazioni penitenziarie: falegnameria, meccatronica, digitalizzazione e sartoria.
baritoday.it, 29 gennaio 2025
L’assessora Romano: “La popolazione carceraria in dialogo con gli studenti per colmare almeno in parte la distanza e il silenzio che troppo spesso avvolgono l’esistenza delle persone private della libertà personale”. Il carcere di Bari ospiterà un laboratorio che coinvolgerà i detenuti in un percorso di scrittura autobiografica, narrazione ad alta voce e storytelling digitale. Il laboratorio ‘Autori!’, realizzato grazie alla collaborazione tra il Comune di Bari - assessorato alle Culture e Puglia Culture, è curato da “Senza Piume” con Damiano Nirchio e in collaborazione con “Omero su Marte” e la consulenza scientifica della cooperativa sociale Crisi. (esperta in giustizia riparativa e mediazione penale). Il progetto ha una duplice finalità: favorire il processo di riflessione e responsabilizzazione dei detenuti attraverso la scrittura, e diffondere un messaggio educativo che possa arrivare anche alle nuove generazioni. Il laboratorio si concluderà con la pubblicazione di un podcast, in programma per la primavera del 2025.
casertanews.it, 29 gennaio 2025
Un ponte tra cultura, rieducazione e inclusione sociale. È questa la missione di “Pensieri di Libertà”, il ciclo di incontri organizzato presso il Centro Penitenziario “Pasquale Mandato” di Secondigliano, in programma dal 17 febbraio al 4 luglio 2025. L’iniziativa si inserisce nell’ambito delle attività di Terza Missione del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” ed è organizzata in collaborazione con il Provveditorato dell’Amministrazione Penitenziaria della Regione Campania. Il ciclo di seminari offre ai detenuti del penitenziario la possibilità di confrontarsi con illustri accademici e studenti del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Unicampania su temi che spaziano dalla cultura alla scienza, dall’arte alla filosofia. Ogni appuntamento, dunque, rappresenta un’occasione unica per esplorare il potere della conoscenza come strumento di emancipazione sociale e riflessione civile.
di Massimiliano Panarari
L’Espresso, 29 gennaio 2025
La manipolazione politica usa schemi consolidati. Oggi, però, i nuovi media ne espandono il raggio d’azione. Sul tema un esperto di comunicazione rilegge il pensiero di un grande sociologo. Guardando al tema della propaganda secondo una prospettiva anche temporale e storiografica, come invita a fare McQuail, si nota che tra i caratteri che contraddistinguono le fake news moderne va annoverata in primo luogo “la capacità di impattare sui soggetti e sui gruppi sociali con una velocità e un coinvolgimento mai visti prima nella storia della disinformazione”; nondimeno, per l’appunto, la loro facoltà di alterare e distorcere la realtà nella percezione individuale ha conosciuto passaggi di indiscutibile rilievo anche nelle epoche passate […].
di Elisabetta Soglio
Corriere della Sera, 29 gennaio 2025
Secondo i dati della Fondazione Openpolis un giovane su due non ha competenze digitali almeno di base. Partiamo dalla definizione: “Forme di aggressione, molestia e discriminazione favorite dai nuovi strumenti di comunicazione, condivisione e scambio di informazioni via Internet, ovvero social network, chat, piattaforme di gioco…”. Stiamo palando di cyberbullismo, un fenomeno preoccupante con la progressiva crescita delle tecnologie. Un’emergenza che tocca tutti. Ma soprattutto i giovani, gli utilizzatori più sensibili e fragili di smarthphone, device e computer. Nello specifico i rischi maggiori sono in ambito scolastico. I dati confermano l’allarme. “Uno studente su 10 delle scuole secondarie, durante la pandemia, ha subìto episodi di bullismo o cyberbullismo”, spiega la Fondazione Openpolis Ets. E la quota “sale al 18,2% tra gli alunni stranieri”, viene spiegato sulla base di una ricerca presentata in occasione dell’11 febbraio, in cui si celebra il Safer internet day, giornata promossa a livello europeo per sensibilizzare a un uso consapevole di Internet.
di Angela Nocioni
L’Unità, 29 gennaio 2025
Il luogo del naufragio era a 52 miglia da Lampedusa: una motovedetta della Guardia costiera ci impiega un’ora e mezzo a coprire quella distanza. Ma i nostri pattugliatori vengono usati per caricare le persone da imprigionare in Albania. A 52 miglia nautiche a sud ovest di Lampedusa è stata fatta l’altra notte l’operazione di salvataggio raccontata dal comandante della Sea Punk 1, il marinaio italiano Arturo Centore con un passato nella Guardia costiera che soccorre naufraghi con la nave di una ong. Una motovedetta della Guardia costiera italiana salpando da Lampedusa ci mette un’ora e mezza a coprire 52 miglia. Ma nessuno l’altra notte ha ordinato a una motovedetta italiana di salpare.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 29 gennaio 2025
A Gjader rinchiusi solo egiziani e bangladeshi. Per la prima volta la loro sorte sarà in mano alla Corte di appello di Roma. “In questo nuovo round l’aspetto più problematico è la mancanza di terzietà del soggetto che valuta quali persone sono vulnerabili e quali no”, dice la dem Rachele Scarpa, in visita a Shengjin. Cinque dei 49 cittadini stranieri deportati ieri in Albania sono risultati non compatibili con il trattenimento. La nave militare Cassiopea li ha sbarcati a Brindisi. Durante gli accertamenti nell’hotspot di Shengjin quattro hanno detto di avere meno di 18 anni, un adulto è stato giudicato vulnerabile. Due sono del Gambia, due della Costa d’Avorio e uno del Bangladesh. Tutti gli altri migranti sono stati portati dietro le sbarre a Gjader: otto egiziani e 36 bangladeshi.
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