di Raffaella Tallarico
gnewsonline.it, 15 aprile 2026
La biblioteca del carcere di Sanquirico a Monza è il cuore pulsante della redazione Oltre i confini Beyond borders. Un gruppo tra i 12 e i 15 detenuti, ogni lunedì da ormai 8 anni, si ritrova con la giornalista Antonetta Carrabs (in foto a destra) tra scaffali di libri, per tirare fuori fatti, idee, racconti da mettere in pagina. Uno spazio creativo che è anche una porta al mondo esterno, grazie a incontri con studenti, personaggi della cultura, istituzioni. Il progetto attivo nella casa circondariale lombarda ha un suo marchio speciale nel panorama delle produzioni editoriali nei penitenziari. I redattori detenuti collaborano dal 2018 con la storica testata locale Il Cittadino, curando un inserto trimestrale. “Da allora sono cambiati i direttori del giornale, ma nessuno ha mai cancellato questo sogno”, dice Carrabs a gNews.
spicgilbologna.it, 15 aprile 2026
Il prossimo 16 aprile 2026, dalle 9.30 alle 12.30, nella Sala Anziani di Palazzo D’Accursio, in Piazza Maggiore 6 a Bologna, si terrà un importante momento di riflessione pubblica dedicato alla storia delle donne, alla memoria democratica e al valore della testimonianza. Al centro dell’iniziativa ci sarà la presentazione del libro “Mimose. 8 Marzo 1955. Le memorie dal carcere di Anna Zucchini”, a cura di Eloisa Betti e Donatella Allegro. Come Spi Cgil Bologna riteniamo che appuntamenti come questo siano preziosi perché tengono insieme memoria, impegno civile e coscienza collettiva. Raccontare oggi la vicenda di Anna Zucchini significa riportare al centro una storia che parla di diritti, partecipazione e libertà, ma anche interrogare il presente attraverso le parole e le esperienze di chi ha attraversato momenti difficili della nostra storia.
di Elisabetta Andreis
Corriere della Sera, 15 aprile 2026
Compagnie da istituti penali diversi che si incontrano e che offrono spettacoli aperti alla città. Prossime date a Monza e a Bollate. Fare teatro in carcere è complicato. Portare i detenuti fuori lo è ancora di più. Dentro gli istituti ci sono regole, permessi, controlli, laboratori che spesso non sono molto attrezzati. Fuori i problemi sono legati a spostamenti e scorte. Ma mercoledì 15 aprile parte il primo Festival di Teatro delle Carceri. Una rassegna che prima non c’era. Compagnie da istituti diversi che si incontrano. Spettacoli aperti alla città. “È un esperimento dedicato al valore sociale e trasformativo dell’arte e anche un grande attestato di fiducia da parte dei penitenziari”, raccontano a una voce i direttori artistici Serena Andreani e Mauro Sironi, registi di due delle compagnie coinvolte, Le Crisalidi e Geni-attori.
di Marco Voleri
Avvenire, 15 aprile 2026
A volte basta una scena, una parola, un applauso, per ricordarsi che il respiro non si perde per sempre. Neanche dietro le sbarre. In questo caso la nota in tasca è tratta da una canzone di Luigi Tenco. Ci sono luoghi dove il tempo non scorre: si deposita. I giorni si appoggiano l’uno sull’altro come strati di sedimento, e quello che rimane, alla fine, è un peso sordo. Nei corridoi di un carcere il silenzio è il ritmo lento delle ore che non passano, più assordante delle chiavi che aprono e chiudono, più pesante dei cancelli. Poi, a un certo punto della settimana, accade qualcosa. Una porta si apre - non verso fuori, non ancora - ma verso un altrove possibile.
quotidianolavoce.it, 15 aprile 2026
“Oltre le sbarre” è una dimensione reale che va oltre l’idealizzazione poetica. Francesco Certo, l’autore della raccolta, sta per toccarla con mano in sette appuntamenti in diverse carceri d’Italia tra aprile e maggio, con l’obiettivo di dare un riscontro definitivo alle sue intuizioni sul tema della reclusione. Nel libro Certo propone l’immedesimazione nella pelle di un detenuto, un uomo che guarda idealmente fuori dalla sua cella e cerca di “evadere”, di entrare in contatto con quella vita da cui è temporaneamente escluso. “La poesia serve a salvare l’anima”, il mantra dell’autore, si riflette sui contenuti delle poesie di questa raccolta. La scrittura in versi si configura come un’opportunità di fuggire dalla quotidianità grigia e di riscattarsi, ma allo stesso tempo di prepararsi al reinserimento nella società, riflettendo sulla vita lì fuori.
di Vincenzo Vita
Il Manifesto, 15 aprile 2026
Qualche giorno fa si è tenuto a Roma un sit-in davanti alla Corte di Cassazione, organizzato dall’associazione italiana dei giornalisti-videomaker (GVpress). L’iniziativa ha inteso protestare contro il rischio che possa diventare definitiva la condanna di Fabio Butera al risarcimento di 33mila euro per non avere rimosso dei post dalla sua pagina Facebook, considerati offensivi da un collega del Giornale di Vicenza in merito ad un articolo su alcuni richiedenti asilo. Sul caso è intervenuta la stessa federazione della stampa. Dove sta l’aspetto che più colpisce? Il giudice aveva ritenuto legittimo ciò che Butera aveva scritto nel post. A causa della mancata rimozione dei commenti si comminava, però, la suddetta multa.
di Angela Stella
L’Unità, 15 aprile 2026
Mario Serio, Professore Emerito dell’Università di Palermo, membro del Collegio del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale, in base al monitoraggio fatto nei Cpr qual è la situazione in generale? Come è noto, sono frequenti le visite che il Garante compie nei centri di permanenza per il rimpatrio disseminati nel territorio nazionale. Quante? Quattro o cinque all’anno in media e altrettante nei locali idonei delle Questure. Lo scorso autunno è stato visitato anche il centro situato in Albania. Limitando, per il momento, lo sguardo all’Italia la situazione è purtroppo molto precaria per una somma di ragioni di ordine strutturale, materiale, psicologico.
di Pietro Barabino
Il Fatto Quotidiano, 15 aprile 2026
33 testimonianze raccontano la tratta di donne migranti tra Tunisia e Libia. Il dossier è realizzato dal team di ricercatori internazionali RR[X] con il sostegno di Asgi, Border Forensics, The Routes Journal, On Borders e Melting Pot Europa. Le interviste sono state raccolte da dicembre 2024 a febbraio 2026. “Vi porteremo in Libia, vi venderemo in Libia”, ridevano le guardie, prima di concretizzare queste loro minacce. Una delle testimoni del nuovo rapporto Women State Trafficking ricorda così i giorni passati in quelle che definiscono “gabbie”, alla frontiera tunisina; tra taser puntati addosso, perquisizioni, insulti e uomini “picchiati fino a quando stavano per morire”.
di Leonardo Fiorentini
Il Manifesto, 15 aprile 2026
Nel 2025 la Risoluzione 68/6, approvata dalla Commission on Narcotic Drugs dell’Onu (CND) su iniziativa della Colombia, ha istituito un panel di 19 esperti per elaborare raccomandazioni “chiare e attuabili” volte a migliorare il sistema internazionale di controllo delle droghe. Questo processo, promosso in vista della riunione di alto livello sulle droghe prevista nel 2029, ha visto lo scorso marzo la stessa CND completare la composizione del panel di esperti con la nomina dell’ultimo dei due co-chair del consesso. Saranno il canadese Allan Rock, già nominato dal Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres, e Natalie Y-lin Morris-Sharma, proposta da Singapore.
di Ernesto Galli della Loggia
Corriere della Sera, 15 aprile 2026
Quando non c’è più un bene comune, le regole vengono stabilite dalla forza. La crisi del diritto internazionale è sotto gli occhi di tutti: con la conseguenza di un sempre più generalizzato e indiscriminato ricorso all’uso dello scontro aperto, alla guerra. Che però tende a dare ragione non a chi ce l’ha ma a chi è più forte, producendo dunque a propria volta un ulteriore aggravamento della crisi del diritto in questione. Se ci chiediamo però perché le regole di questo contano sempre di meno non dobbiamo accontentarci della risposta abituale - perché ci sono dei governi cattivi che non le rispettano - che come si capisce è una finta risposta che non spiega nulla.
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