di Dario Crippa
Il Giorno, 13 aprile 2026
Osteopata, biologo e massofisioterapista: “Lancio un appello per trovare attrezzi gratuiti di cui dotare la palestra”. Un personal trainer dietro le sbarre. Quando ha deciso di entrare nella casa circondariale di via Sanquirico a Monza per offrire sostegno pratico alla popolazione carceraria, sapeva che non bastava rivolgersi ai circa 750 detenuti rinchiusi lì dentro. Se si volevano fare le cose per bene, bisognava occuparsi anche di chi fra quelle mura trascorre gran parte della propria vita anche se per lavoro. Massimo Messina, “iron man” nel corpo (ne ha già corsi diversi) e nello spirito, un curriculum sterminato come personal trainer, ma anche una laurea in Scienze motorie, preparatore atletico, osteopata, massofisioterapista, biologo nutrizionista.
di Aniello Palumbo
Gazzetta di Salerno, 13 aprile 2026
“L’Ipm, l’Istituto Penale per i Minorenni, è la misura più grave che può essere comminata a un adolescente. È un tempo, uno spazio, un luogo di custodia dove il minore può permanere quando è stato condannato in via definitiva per un reato che ha commesso o quando è in custodia cautelare”. A spiegare le caratteristiche principali degli Ipm, che a differenza dei carceri ordinari sono focalizzati sul percorso rieducativo dei detenuti, garantendo loro: istruzione, formazione professionale, il mantenimento dei legami affettivi e un trattamento che mira alla responsabilizzazione e alla crescita personale del minore, non solo alla punizione, è stata la dottoressa Eleonora Cinque, Dirigente Penitenziario e Consulente per la Giustizia Minorile e di Comunità - Direzione Generale per la Giustizia Minorile e Riparativa, nata a Bologna, ma di origini salernitane, durante l’incontro organizzato all’Hotel Mediterranea dal “Rotary Club Salerno Picentia”, presieduto dal dottor Lucio Bojano, in interclub con il “Rotary Club Battipaglia” presieduto dall’ingegner Luigi Bisaccia, rappresentato dal Vicepresidente, l’avvocato Vincenzo Cestaro.
parmatoday.it, 13 aprile 2026
Il capogruppo della Lega Tommaso Fiazza denuncia la mancanza di operatori socio-sanitari nella casa circondariale di Parma e chiede interventi urgenti. Proposta anche la formazione per i detenuti. “Nel carcere di Parma si registra da tempo la totale mancanza di operatori socio-sanitari e la Regione non può continuare a far finta di niente, perché l’organizzazione dell’assistenza sanitaria negli istituti penitenziari rientra nelle sue competenze”. Così il capogruppo regionale della Lega, Tommaso Fiazza, annuncia un’interrogazione alla Giunta sulla situazione della Casa circondariale di Parma.
di Simona Ciaramitaro
collettiva.it, 13 aprile 2026
Le restrizioni Dap mettono a rischio le attività in istituti dove vi siano reparti di alta sicurezza. Una recente serie di limitazioni imposte dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) ha creato forti restrizioni alle attività teatrali nelle carceri italiane dove insiste un reparto di alta sicurezza (niente a che vedere con regime di 41bis), con un impatto significativo però su tutti progetti portati avanti. A fare notizia è stato soprattutto il caso del carcere romano di Rebibbia, dove opera il regista, attore, docente universitario, Fabio Cavalli, cofondatore del Teatro Libero di Rebibbia.
di Maresa Palmacci
banquo.it, 13 aprile 2026
Nisida, con il suo carcere, è dipinta come un’enclave, un’isola in cui la bellezza può insinuarsi nella meschinità e nei dolori dell’esistenza e dove la luce può far tornare a splendere il buio, nel film “La Salita”, diretto da Massimiliano Gallo, al cinema dal 9 aprile. Il lungometraggio, prodotto da Panamafilm, F.A.N, Rai Cinema, segna l’esordio alla regia dell’attore partenopeo che fonde la Storia e le storie sullo sfondo di una Napoli di 40 anni fa e del carcere minorile maschile di Nisida, in cui nel 1983 vengono momentaneamente ospitate alcune detenute del carcere femminile di Pozzuoli, chiuso a causa di lesioni dovute al bradisismo. Nello stesso anno, Eduardo De Filippo attua dei progetti a favore dell’istituto penitenziario napoletano, portando il teatro in carcere con gli attori della sua compagnia che metteranno in scena lì con i detenuti, per la prima volta, uno spettacolo teatrale.
di Benedetta Cosmi
Corriere della Sera, 13 aprile 2026
Generalizziamo sui giovani, facendo credere loro che esista solo un modo di esserlo - essenzialmente frivolo - e pensiamo sia congenito alla modernità il loro distacco dalle istituzioni e dall’associazionismo. Le otto generazioni che (co)abitano in Italia, non ci sono dappertutto. E neanche i giovani del mondo che abbiamo inventato: sempre in vacanza con qualche volo low cost, a scattare selfie, il loro dominio e domicilio sul web, senza impegno o “fatica”, che hanno girato le spalle alle istituzioni del passato. Come mai non li vediamo gli altri? Studentesse iraniane che studiano e lavorano da noi, non possono comunicare con le loro famiglie, sono le famiglie che acquistano in loco pacchetti di telefonate solo via “cavo”, e attendono le chiamate, “internet” non esiste più.
di Elisa Forte
La Stampa, 13 aprile 2026
La psichiatra Stefania Andreoli e il romanzo sulla violenza giovanile: “La famiglia dialogante ha falle significative”. Le baby gang seminano paura nelle città. Le coltellate sono arrivate in aula, fino ai banchi di scuola. E le famiglie normali? Dalla realtà alla finzione. Vi portiamo in una storia stile Adolescence. Qui, il coltello viene usato in una villetta con il giardino curato, in una famiglia che tutti avrebbero indicato come la migliore del quartiere. Stefania Andreoli, psicoterapeuta dell’adolescenza tra le più ascoltate d’Italia, ha smesso di aspettare e ha scritto un romanzo. Si chiama Un’ottima famiglia (Rizzoli). Ed è più inquietante della cronaca. Perché i Costa, i protagonisti, sono “esemplari”. Non picchiano. Non trascurano. Amano. Male.
di Nicoletta Labarile
Il Sole 24 Ore, 13 aprile 2026
Contare per rendere visibile ciò che rimane nell’ombra. Contare per indirizzare le politiche e fare dell’inclusione una pratica concreta. La notte del 26 gennaio più di 6mila volontari hanno contribuito alla realizzazione di “Tutti contano”, il primo censimento delle persone senza fissa dimora in quattordici città italiane. Realizzata da Istat in collaborazione con Fio.Psd-Ets, la federazione italiana degli organismi per le persone senza dimora, la rilevazione segna un primato in Italia e restituisce numeri e storie di chi vive ai margini: uomini, donne e giovani che hanno fatto di un portico, un giaciglio di stracci, un cartone o una tenda la loro casa.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 13 aprile 2026
La pena di morte non muore mai. Anzi: in alcuni stati il numero delle esecuzioni continua a crescere. E si allunga persino la lista di Paesi che applicano la condanna più dura. Da ultimo con la legge appena approvata in Israele, che prevede la pena di morte per i soli palestinesi condannati per “terrorismo”. E prima ancora con il cambio di rotta degli Stati Uniti, che dopo la flessione impressa dall’amministrazione Biden hanno rimesso in moto la macchina della morte appena Donald Trump ha messo piede alla Casa Bianca.
di Emilio Minervini
Il Dubbio, 13 aprile 2026
“La pena capitale è uno strumento essenziale per scoraggiare e punire coloro che commetterebbero i crimini più atroci e gli atti di violenza letale contro i cittadini americani”. È così che si apre l’ordine esecutivo pubblicato dalla Casa Bianca il 20 gennaio 2025 dal titolo: “Ripristinare la pena di morte e tutelare la pubblica sicurezza”. “Eppure”, prosegue, “per troppo tempo, i politici e i giudici che si oppongono alla pena di morte hanno sfidato e sovvertito le leggi del nostro Paese”. Il documento quindi si premura di chiarire che “la politica degli Stati Uniti è quella di garantire che le leggi che autorizzano la pena capitale siano rispettate e fedelmente attuate e di contrastare i politici e i giudici che sovvertono la legge ostacolando e impedendo l’esecuzione delle condanne capitali”. In base a questo indirizzo politico “il Procuratore Generale dovrebbe perseguire la pena di morte per tutti i crimini di gravità che ne richiedono l’uso”.
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