freepressonline.it, 30 maggio 2026
Nel corso degli ultimi mesi sono stati annunciati grandi cambiamenti per le carceri di Catania, tenendo conto anche di quello che sta succedendo sul piano nazionale. Sempre più frequentemente, infatti, si parla di sovraffollamento e soprattutto di poco personale impiegato nel sostegno e nella gestione quotidiana dei detenuti. Tempo fa, ad esempio, il Comune di Catania ha deliberato la nomina del nuovo Garante dei detenuti. Il suo sarà un compito molto importante: aiutare i detenuti all’interno delle carceri nel tentativo di fornire tutto il supporto di cui hanno bisogno, ascolto e soprattutto accompagnare la persona in questione verso un reinserimento in società, liberandosi del marchio di “ex detenuto”.
di Barbara Calderola
Il Giorno, 30 maggio 2026
Unire la cura del territorio al riscatto sociale, trasformando la pena in un’opportunità concreta sia per chi ha sbagliato sia per la comunità. Concorezzo ha ufficializzato l’adesione al progetto europeo “Reti di inclusione sostenibile-Green jobs e cittadinanza attiva”, un’iniziativa ad ampio raggio che mira ad ammettere nel tessuto lavorativo persone condannate per reati minori o ammesse a misure alternative alla detenzione. I primi inserimenti operativi scatteranno il prossimo autunno e vedranno i partecipanti impegnati in prima linea in attività essenziali per la cittadinanza: dalla manutenzione ordinaria del verde pubblico alla pulizia di strade, parchi e giardini, fino a interventi più ampi a tutela del decoro urbano.
di Camilla De Mori
Il Gazzettino, 30 maggio 2026
Cisint (Lega): “Non si deve fomentare il fanatismo”. Il presidente di Islam è luce: “Un progetto che vorremmo realizzare, non siamo radicali”. Stiamo cercando il modo per entrare anche dentro il carcere a dare assistenza spirituale ai detenuti di fede islamica”. Baba Crachi, presidente dell’associazione Islam è luce, un piccolo centro che ha sede nell’area di viale Ungheria a Udine, enuncia così uno dei progetti del sodalizio, che attualmente conta ufficialmente “cinque soci, ma siamo internazionali. Siamo aperti a tutti: fra di noi ci sono anche italiani oltre ad africani, afghani, pakistani e algerini”.
La Sesia, 30 maggio 2026
Promosso un corso di formazione di base culinaria per favorire il reinserimento sociale. Prosegue con nuove proposte il progetto nazionale “Si sostiene…In carcere”, nato nell’ ottobre 2017 per sostenere donne fragili come le detenute in percorsi di formazione professionale e lavorativa all’interno delle carceri italiane, in collaborazione con le Direzioni degli Istituti Penitenziari e grazie al protocollo sottoscritto con il Dipartimento Amministrazione Penitenziaria del Ministero Giustizia. In coerenza con le finalità del Soroptimist, il progetto intende offrire alle detenute l’opportunità di imparare un lavoro che possa favorire il raggiungimento di un’autonomia economica, in vista del reinserimento sociale una volta terminato il periodo di detenzione.
di Maura Sesia
La Repubblica, 30 maggio 2026
La compagnia Teatro e società diretta da Claudio Montagna porta in scena uno spettacolo dentro il carcere Lorusso e Cutugno. Emozione. Tanta. In platea e sul palco, in questa bella sala nella Casa Circondariale Lorusso e Cutugno, il carcere della periferia di Torino dove da 33 anni la compagnia Teatro e Società diretta da Claudio Montagna conduce laboratori teatrali che sfociano in spettacoli aperti al pubblico, con le dovute cautele. Non si decide all’ultimo di vedere uno spettacolo in carcere. Ci si accredita con settimane di anticipo.
di Paolo Foschini
Corriere della Sera, 30 maggio 2026
Più di mille realtà, oltre 70 mila lavoratori, quasi due miliardi e mezzo di fatturato: sono i numeri di Confcooperative Federsolidarietà Lombardia. E la presidente Maria Grazia Campese commenta: “Non siamo una nicchia profetica. Siamo il modello imprenditoriale per costruire una economia non solo diversa ma migliore per tutti”. Alcuni numeri: 1.092 cooperative sociali, 58.164 soci, 72.658 lavoratori, quasi due miliardi e mezzo di fatturato con una crescita del 33% in sei anni. Altri numeri: 12 mila educatori nelle scuole, più di 6.500 persone svantaggiate inserite al lavoro (sempre negli ultimi sei anni +24%). Il commento: “Non siamo una nicchia profetica. Siamo un modello imprenditoriale che contribuisce a costruire una economia non solo diversa ma migliore per tutti”.
di Cristina Zibellinic
Il Fatto Quotidiano, 30 maggio 2026
A Roma, la cura del paziente psichiatrico è un percorso a ostacoli praticamente insormontabile, anche per i parenti diversamente sani del soggetto. Non esiste una segreteria psichiatrica: se si chiama il centralino risponde, quando risponde, il custode del complesso di edifici in cui è collocato anche il servizio psichiatrico. Non c’è alcuna trasparenza sull’organizzazione del servizio, i suoi responsabili. Non esiste un servizio di accoglienza e i casi di urgenza sono considerati quelli pericolosi per il paziente o per l’incolumità altrui e rinviati al 118, che conduce il paziente al pronto soccorso di un ospedale qualsiasi. Se il disagio non è, al momento, da trattamento sanitario obbligatorio, ma è solitudine psichica, angoscia per un senso di totale vuoto, l’incapacità a modificare la condizione esistente, risponderà con aggressività un/a infermiere/a che dirà che lo/a psichiatra non c’è, di richiamare il giorno successivo e se il parente proverà a chiedere di aiutare in quel momento doloroso il congiunto, la risposta sarà che “non sono badanti h24”.
di Giulia Merlo
Il Domani, 30 maggio 2026
Il testo era stato approvato con la fiducia e in sede di conversione è stata modificata la previsione di dubbia costituzionalità: il compenso rimane, ma non sarà solo per gli avvocati ed è svincolato dal buon esito della pratica. Dopo le moltissime polemiche e lo scontro con l’avvocatura istituzionale, il governo ha corretto la norma contenuta nel decreto Sicurezza che prevedeva di legare un compenso di 615 euro agli avvocati al fatto che coadiuvassero la procedura di rimpatrio volontario per i loro assistiti migranti. L’articolo aveva sollevato profonda indignazione da parte di tutta la categoria forense e anche del Consiglio nazionale forense, che era indicato come l’ente che avrebbe dovuto erogare i pagamenti.
di Fabrizio Geremicca
Il Manifesto, 30 maggio 2026
Gli attivisti: “La sicurezza si costruisce garantendo lavoro, casa e salute”. A Pescopagano, una località a pochi chilometri dal centro di Castel Volturno, c’è la chiesa affidata a Daniele Moschetti, missionario comboniano di origini lombarde, che è approdato in Campania dopo aver vissuto in Sudan e nella baraccopoli di Korogocho, in Kenya. È una delle roccaforti del no al Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr) che il ministro Piantedosi vuol realizzare a Castel Volturno. Una struttura da 120 posti che è figlia di un progetto di 43 milioni messo a bando da Invitalia e che, sulla base del decreto Cutro, è considerata strategica per la difesa nazionale. Significa deroghe a pioggia relativamente alle norme urbanistiche e paesaggistiche.
di Michele Gambirasi
Il Manifesto, 30 maggio 2026
Le risposte entro il 18 settembre: tra le presunte violazioni anche l’immunità dei ministri. Il caso è nato da istanze presentate da vittime del boia libico. “Il governo italiano aveva l’obbligo di cooperare con la Corte penale internazionale nell’esecuzione del mandato di arresto emesso contro Osama Almasri? E se sì, questo obbligo è stato violato?”. A chiederselo, tra i tanti, è anche la Corte europea dei diritti dell’uomo, che ieri ha notificato al governo due ricorsi contro l’Italia presentati da due presunte vittime del boia libico, e ha chiesto conto all’esecutivo di quanto accadde a gennaio 2025, quando Almasri fu rimpatriato a Tripoli su un volo di stato nonostante il mandato spiccato nei suoi confronti.










