di Alessandra Codeluppi
Il Resto del Carlino, 10 maggio 2023
Venti uomini, allora detenuti nel carcere di Reggio, figurano come imputati per i disordini avvenuti l’8 e il 9 marzo 2020 dentro la struttura penitenziaria. Quella data è rimasta scolpita nella memoria collettiva: si sprofondò nell’emergenza Covid con il lockdown. In diversi penitenziari vi furono sommosse: i reclusi non accettavano la sospensione delle visite dei familiari. Mantenere le distanze poteva sembrare arduo. In qualche caso vi furono conseguenze tragiche, come i nove morti nel carcere di Modena. A Reggio furono necessari rinforzi in aggiunta agli agenti penitenziari. Alla fine vi fu una scia di danni, e non solo: alcuni poliziotti riportarono ferite. Davanti al giudice Dario De Luca, in udienza preliminare, ieri sono sfilate le posizioni di detenuti di variegate provenienze: due italiani, un moldavo, sei albanesi, sei tunisini, un uruguaiano, due nigeriani, un gambiano e un georgiano. I reati contestati sono di resistenza a pubblico ufficiale, aggravata perché commessa durante una protesta in luogo aperto al pubblico: tale viene considerato il carcere. Poi danneggiamento e lesioni come conseguenza di altro reato. A carico di molti risulta la recidiva reiterata e durante l’esecuzione della pena.
aostaoggi.it, 10 maggio 2023
Il 17 maggio nuovo evento della rassegna #VDAlora con le storie di ex detenuti raccontate da Paola Corti e le esperienze della casa circondariale valdostana. Continua la rassegna #VDAlavora, per portare al centro del dibattito regionale il tema del lavoro nelle sue diverse sfaccettature. Il primo appuntamento del 2023 è intitolato “Per un lavoro fuori. Il lavoro in carcere e fuori dal carcere: una leva di riscatto” e si terrà mercoledì 17 maggio alle ore 17.30 presso l'auditorium del Conservatoire de la Vallée d'Aoste, nella Torre dei Balivi di Aosta. L'evento è realizzato in collaborazione con la Casa circondariale di Brissogne e alcuni rappresentanti del Terzo Settore e vuole accendere i riflettori sulla realtà carceraria.
di Giorgia Gambino
aostasera.it, 10 maggio 2023
Prosegue all'interno del carcere anche la coltivazione dello zafferano e il laboratorio di apicoltura. In arrivo un progetto di sostegno psicologico pensato dall’Associazione valdostana volontariato carcerario e dai servizi psicologici dell’Azienda Usl.
di Simona Ballatore
Il Giorno, 10 maggio 2023
Ne “Il Teorema di Pitagora - Esercizi su carcere e cittadinanza” il progetto che ha già coinvolto 750 liceali. Insieme ai reclusi firmano anche una trilogia su errori, redenzione e perdono, tra poesie e arte. Storie di errori e violenza. Storie di redenzione e perdono. Studenti e detenuti si raccontano e guardano negli occhi al liceo artistico di Brera.
di Chiara Saraceno
La Stampa, 10 maggio 2023
Il piano era nato per migliorare le condizioni dei più piccoli, ma non è stato attuato. In Italia circa un minorenne su sette vive in povertà assoluta e per uno su 3 resta alto il rischio di povertà ed esclusione sociale. Il rischio è più alto per le bambine/i e adolescenti che appartengono a famiglie numerose o con un solo genitore presente. O con un background migratorio. Ciò li/le espone anche a situazioni di forte disagio abitativo (sovraffollamento) e a malattie tipiche, nei paesi sviluppati, della povertà, quali l’obesità.
di Leonardo Fiorentini
Il Manifesto, 10 maggio 2023
“Ti abbiamo fermato perché pensavamo che tu fossi come gli altri”. Gli altri sono gli spacciatori, neri, intorno alla Stazione di Ferrara. A pronunciare la frase è stato un poliziotto rivolgendosi ad un ragazzo fermato al ritorno dalla scuola serale. Perché attraversare una zona di spaccio, per una persona di colore, giustifica da parte della polizia una particolare attenzione. Si tratta di profilazione razziale, ovvero quella pratica che a partire da pregiudizi basati sull’appartenenza, etnica o religiosa, sottopone alcune persone a maggiori controlli.
di Goffredo Buccini
Corriere della Sera, 10 maggio 2023
Per governare il problema si dovrebbe collaborare tra schieramenti (e tra nazioni) sapendo che la salita è impervia e ciò che oggi aiuta una fazione domani la penalizzerà. Entro il 2050 avremo un miliardo di sfollati, ha calcolato Michel Agier, un antropologo francese che da trent’anni si dedica a studiare la globalizzazione, le frontiere, l’idea stessa di straniero. Ovviamente non verranno tutti in Europa: questa massa immensa di esseri umani si sposterà da una parte all’altra del mondo, non per turismo o lavoro ma per mera sopravvivenza. Per allora comunque, secondo il network One, l’Africa nostra dirimpettaia raggiungerà i due miliardi e mezzo di abitanti, metà dei quali avrà meno di venticinque anni: i ragazzi africani sopravanzeranno di dieci volte quelli europei, diventati merce rara.
di Giuliano Santoro
Il Manifesto, 10 maggio 2023
Maggioranza schiacciante al Parlamento Ue. Tra i contrari le sinistre del Gue, gli indipendenti Pd e il M5S. Il 31 maggio la sessione plenaria ha l'ultima parola. Mentre la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, si presenta a Kiev per celebrare con il presidente Volodymyr Zelensky la Giornata dell’Europa, il parlamento Ue riunito a Strasburgo in sessione plenaria approvato a larghissima maggioranza la procedura d’urgenza avanzata dal gruppo dei Conservatori e quello dei Popolari sul sostegno militare all’Ucraina.
di Marinella Correggia
Il Manifesto, 10 maggio 2023
Nell’impegno per la sopravvivenza collettiva di persone, popoli, natura, viventi, quali sono gli strumenti più efficaci ma anche tempestivi a disposizione della società civile locale e planetaria? Qualche anno fa il libro collettivo Quelli delle cause vinte (Gaia edizioni), raccontando 80 storie di lotte ambientali riuscite, indicava una “cassetta degli attrezzi”.
di Serena Riformato
La Stampa, 10 maggio 2023
I genitori del ricercatore ucciso contro l’amministratore delegato di Eni per le lodi al Cairo sul gas. “Cosa significa che ci hanno aiutato? A cosa rinunciamo in cambio di questa amicizia con una dittatura?”. “Attoniti”. Paola e Claudio Regeni sono rimasti attoniti davanti alle parole dell’amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi che venerdì, sul palco della convention di Forza Italia, si è speso in parole di gratitudine per il governo di Al Sisi: “L’Egitto ci ha aiutato rinunciando ai suoi carichi quest’estate per mandarli in Italia per riempire gli stoccaggi. Questi sono Paesi a cui se dai, ricevi”. Il Paese da cui l’Italia “riceve” non ha però mai fornito gli indirizzi dei quattro funzionari della National Security egiziana accusati di aver sequestrato, torturato e ucciso il ricercatore 28enne. La prossima udienza, il 31 maggio, dovrà ancora una volta affrontare l’impasse giuridica causata dall’irreperibilità degli imputati.
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