di Roberto Lodigiani
La Stampa, 17 settembre 2023
“Il carcere non si racconta, lo devi vedere”: è la motivazione che ha portato una delegazione di Radicali italiani a visitare le carceri piemontesi, dando la possibilità di partecipare anche ai cittadini. Ieri mattina l’iniziativa ha fatto tappa nella casa circondariale di via Sforzesca a Novara mentre oggi sarà il carcere di Verbania.
di Susy Malafronte
Il Mattino, 17 settembre 2023
Il sottosegretario di Stato Andrea Delmastro Delle Vedove e il vice del Dap - dipartimento corpo di polizia penitenziaria - Lina Di Domenico hanno trascorso una giornata con i minori a rischio camorra accolti nella comunità minorile “A’ voce d’e creature”, di don Luigi Merola. “Si sono lasciati trasportare dalla gioia dei nostri bambini e sono andati via carichi di entusiasmo. Grazie di cuore per questa graditissima visita”, ha detto il prete anticamorra che, tra le sedi della fondazione di Pompei e Napoli, toglie dalla strada 250 minori potenziali baby camorristi.
di Giulia Giaume
artribune.com, 17 settembre 2023
La mostra si chiama “Rinascita” e gli autori dei lavori in mostra al Palazzo Arese Borromeo di Cesano Maderno sono i carcerati di Bollate, Opera, San Vittore e Beccaria. Che fanno dell’arte uno strumento di speranza e dialogo con la società civile. Sono i detenuti delle quattro carceri milanesi - Beccaria, Bollate, Opera e San Vittore - gli autori delle opere in mostra al Palazzo Arese Borromeo di Cesano Maderno.
di Cristina Morini
Il Manifesto, 17 settembre 2023
A proposito di “Le grandi dimissioni”, l’ultimo volume di Francesca Coin di recente pubblicato da Einaudi. Il salario minimo è una misura che appare necessaria, compresa la critica alla cultura antisindacale. Le donne sono oggi le più penalizzate dai processi di inclusione differenziale del neoliberismo. Sono anche le più disposte a scommettere sull’altrove e a ricominciare da capo. Il libro di Francesca Coin da poco uscito per Einaudi, “Le grandi dimissioni. Il nuovo rifiuto del lavoro e il tempo di riprenderci la vita” (pp. 288, euro 17.50), è innanzitutto un testo sulla “libertà”. Un concetto complesso, spesso deformato da questi tempi di democrazie illiberali e di libertà neoliberiste. Addentrarci troppo ci porterebbe lontano, ma si può notare che esso si confronta da sempre, nelle letture che ci appassionano, con i rapporti di potere, di produzione e sociali sui quali si fondano le forme dell’oppressione.
di Antonio Maria Mira
Avvenire, 17 settembre 2023
Il magistrato Alfonso Sabella, che indagò a Palermo: don Pino faceva quello che lo Stato non faceva. A tutti diceva che un altro mondo era possibile. “Don Pino Puglisi è stato ucciso perché era un’alternativa a “cosa nostra”. E lo faceva a Brancaccio, dove per tutto dovevi passare per “cosa nostra”. Anche aprire un negozio o comprare una casa. Invece don Pino spiegava che c’era un altro mondo possibile, che in quel quartiere ti potevi diplomare, potevi imparare a fare l’idraulico o l’elettricista senza passare da loro. Tutto questo non era tollerabile da “cosa nostra”, minava la stessa radice del suo potere. Era molto più pericoloso don Pino di mille magistrati, di diecimila carabinieri”.
di Francesca Barra
L’Espresso, 17 settembre 2023
Il Parco verde, quartiere del comune campano, è una delle più grandi piazze di spaccio e di violenze. Ma ci sono associazioni che strappano i più piccoli alla camorra. Nel silenzio dell’opinione pubblica e delle istituzioni. Parco verde è un quartiere di Caivano nato per dare casa agli sfollati dopo il terremoto del 1980, ma che si è trasformato anche in una piazza di spaccio di droga, una delle più grandi d’Europa. Torna sotto i riflettori perché è qui che si è consumata una violenza su due cuginette di dieci e dodici anni. Da tempo viene descritto come un non luogo, la porta dell’inferno da non varcare.
di Luca Caglio
Corriere della Sera, 17 settembre 2023
Da senzatetto a Milano chiede l’elemosina sul metrò. A marzo ha subito l’amputazione e ora si muove con l’aiuto delle stampelle. “Facevo le fiere e i mercati con papà. Ho scoperto la droga da adolescente in discoteca”. Reduce dagli inferi della tossicodipendenza ma i giorni son brutti uguale, in strada a Milano, senza dimora né lavoro. Anche se da anni ha smesso di farsi, lui che adesso vorrebbe rifarsi. Una vita. Anche se da marzo non ha più una gamba e la protesi è ancora un po’ ballerina: tre giri di scotch dal ferramenta in via Pacini. Scene mai viste. Anche se oggi è un ex zombie, presentabile e presente a sé stesso, un’anima in pena confinata a Lambrate in attesa del “treno” giusto.
di Rinaldo Frignani
Corriere della Sera, 17 settembre 2023
Alla Difesa l’incarico per i nuovi Cpr (attualmente sono dieci), anche se poi la vigilanza sarà affidata alle forze dell’ordine. Rimpatri rapidi da strutture più snelle anche dentro gli hotspot per chi proviene da Paesi considerati “sicuri”. Lunedì il Consiglio dei ministri. La prima struttura a moduli è pronta a entrare in servizio vicino a Maganuco, nella zona industriale fra Modica e Pozzallo, in provincia di Ragusa. Muri di cemento, container, reti di protezione. Ha 84 posti e sarà utilizzata per i rimpatri veloci di chi non ha titolo per rimanere sul territorio nazionale. A fine agosto è stata ultimata dai vigili del fuoco su ordine del ministero dell’Interno: si tratta di un complesso sorvegliato dalle forze dell’ordine dal quale non è semplice evadere. Altri simili saranno costruiti nelle prossime settimane, insieme con aree riservate con la stessa funzione ma all’interno degli hotspot già esistenti. Anche se l’annuncio-video della premier Giorgia Meloni di un deciso cambio di marcia nelle procedure di espulsione degli stranieri irregolari risale all’altro ieri, in realtà la macchina organizzativa si è messa in moto da settimane. E ieri le proteste a Lampedusa per i timori di un nuovo hotspot hanno ritardato lo sbarco della tendopoli della Croce Rossa destinata al personale delle forze dell’ordine.
di Liana Milella
La Repubblica, 17 settembre 2023
Intervista al costituzionalista. Meloni sui migranti? “Priva di senso d’umanità”. La difesa a oltranza dei confini? “I decreti Salvini assurti a paradigma”. La premier con Von der Leyen a Lampedusa? “Ma a fare che?”. Chiusi per 18 mesi nei centri di trattenimento? “La libertà personale è inviolabile dice la Costituzione, e questo vale per tutti, migranti compresi”. Il costituzionalista della Sapienza Gaetano Azzariti ascolta il video di Meloni e dice subito: “C’è un incredibile scarto tra la consapevolezza del dramma migratorio e le misure esclusivamente sicuritarie”.
di Lodovico Poletto
La Stampa, 17 settembre 2023
Una neonata muore tra le braccia della madre dopo la traversata dalla Tunisia. Ma sull’isola c’è la grande rivolta. Si può morire anche così, restando vivi. Tenendo in braccio per due giorni un corpino senza vita, pur di non affidarlo al mare. Si può morire dentro mentre la tua Terra Promessa, Lampedusa, cambia linguaggio e gesti e si ribella dopo settimane di pressione degli sbarchi. Blocchi stradali proteste, inseguendo voci e indiscrezioni. Ma giù al molo Favaloro c’è chi piange. La donna del Camerun che ha partorito su un barchino la stanno portando in ospedale con un elicottero. Lei è viva, tutto sommato sta bene. La sua bimba, nata su quella carretta del mare, le è invece spirata tra le braccia qualche ora dopo il parto. E lei l’ha custodita per tutta la traversata. L’ha protetta come si protegge un sogno, anche se ti sta andando in pezzi tra le mani.
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