di Stefania Carnevale*
doppiozero.com, 18 settembre 2023
Continua a cadenze inesorabili, come se fosse un fatto naturale, una legge statistica da accogliere nella sua nuda oggettività, l’ondata di suicidi nelle nostre prigioni. Tra il 1992 e il 2022 si sono tolte la vita 1655 persone e quest’anno sono già 51 i casi registrati, gli ultimi tre proprio in questi giorni. L’anno scorso è stato il più nero della nostra recente storia carceraria: 85 persone si sono uccise negli stabilimenti penitenziari. Mai negli ultimi trent’anni si era raggiunta una soglia così alta di perdite di persone che lo Stato aveva in custodia. Il fenomeno dei suicidi, al ritmo inquietante di uno ogni pochi giorni, tocca trasversalmente tutte le categorie di detenuti: i condannati, gli appena arrestati, gli imputati che attendono una sentenza, le donne e gli uomini, i giovani e i vecchi. Le donne e i giovani, nell’ultimo anno e mezzo, sono stati particolarmente rappresentati nel macabro inventario e gli ultimi due mesi ne hanno dato drammatica riprova, con le due detenute morte quasi contemporaneamente nel carcere di Torino e i detenuti appena scomparsi a Milano, Roma e Busto Arsizio. Il ripudio costituzionale della pena capitale e delle violenze fisiche e morali sulle persone private della libertà non riesce a impedire supplizi autoinflitti da detenuti e detenute per cui la reclusione varca il limite della tollerabilità. Vi si pone allora fine con gesti deliberati, ora impulsivi, ora meditati, ora perseguiti con disperata convinzione: impiccandosi alle grate delle finestre, al blindo, soffocandosi con il gas, lasciandosi morire di fame, inascoltati. C’è poi un numero incalcolabile di persone che compie quotidianamente atti di autolesionismo (più di 13.000 nel solo 2021 secondo i dati del Garante nazionale), tagliandosi, cucendosi le labbra, ingoiando pile, detergenti, quel che c’è sottomano, e una quantità enorme di casi in cui i propositi suicidari vengono sventati dall’intervento della polizia penitenziaria.
di Angela Stella
L’Unità, 18 settembre 2023
Un suicidio ad Avezzano. Un detenuto morto nel carcere di Terni, dopo aver dato fuoco alla cella nella quale era recluso. Dalle prime ricostruzioni l’uomo sarebbe morto rimanendo intossicato dal fumo. Nell’accaduto sarebbero rimasti lievemente intossicati anche altri detenuti. Sono in corso le indagini da parte della polizia penitenziaria di Terni, con il coordinamento della procura della Repubblica.
di Tommaso Romeo*
Ristretti Orizzonti, 18 settembre 2023
Il recente decreto legato ai fatti di Caivano e ai reati e alla violenza dei minori secondo la mia esperienza rischia di essere un regalo alla criminalità. Il criminale che è “sul campo di battaglia” ha bisogno di giovani, e se questi poi muoiono o finiscono in carcere non gli importerà più di tanto, perché non porteranno sofferenza alla propria famiglia. Si tratta infatti spesso per lui di perfetti sconosciuti, ma dove li trova questi cavalli da macello? principalmente in quei giovanissimi che finiscono in carcere per qualche piccolo reato. Perché poi il carcere minorile fa da banco di prova e una volta fuori il criminale adulto basta che si informi di che comportamento ha avuto quel ragazzino in carcere e va sul sicuro, è già pronto per fargli fare reati più gravi.
ilpost.it, 18 settembre 2023
Quattro “colonie agricole”, su isole o in posti molto remoti, ospitano ancora detenuti che vivono lavorando la terra o con gli animali. Ci sono solo due tipi di imbarcazioni che raggiungono l’isola di Gorgona, nell’arcipelago toscano. Una è un battello turistico, parte una volta la settimana e porta amanti del trekking a scoprire i sentieri di quest’isola per lo più disabitata. L’altra è la motovedetta della Polizia penitenziaria: trasporta agenti carcerari, familiari e nuovi detenuti, e parte una volta al giorno verso l’ultima isola in Europa ad avere come unico insediamento umano un carcere.
Intercettazioni, Forza Italia è divisa e nervosa sul tema. E, intanto, Antonio Tajani fa retromarcia
di Paolo Pandolfini
Il Riformista, 18 settembre 2023
La spaccatura fra il garantismo degli azzurri e le spinte giustizialiste di FdI e Lega è quanto mai evidente. “Purtroppo si confermano i sospetti: Giorgia Meloni non vuole andare contro i magistrati e ha timore di finire sotto il tiro dei giornali pro pm”, dice a microfoni spenti un parlamentare azzurro.
di Nicoletta Gigli
Il Messaggero, 18 settembre 2023
Il Garante dei detenuti: “Violati i diritti umani, indaghino le procure”. Un detenuto marocchino di 28 anni, in cella per rapina, si è impiccato mentre aspettava di essere trasferito nel penitenziario di Perugia dopo una rissa con altri tre connazionali. La tragedia sabato alle 23, dopo una serata di fuoco per la rissa andata in scena nel padiglione della media sicurezza.
di Alessandra De Filippis*
L’Unità, 18 settembre 2023
La storia di Giuseppe, detenuto psichiatrico. Il Tribunale ne ha ordinato il trasferimento in una Rems o in una comunità per pazienti autori di reato. Troppo scomodo, è finito al centro di uno scaricabarile. Giuseppe Pepe è un detenuto psichiatrico. Tecnicamente non è neanche un detenuto, poiché dichiarato parzialmente incapace di intendere e di volere e incompatibile con il regime carcerario. Quindi è semplicemente un cittadino, fragile, del quale lo Stato si deve prendere cura, avendo commesso reati a causa della sua patologia. Per ordine del Tribunale dovrebbe stare, sin dal lontano 4 luglio, in una Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza (REMS), struttura presente in solo quattro città, ovvero, in attesa della REMS, in una Comunità Riabilitativa Assistenziale Psichiatrica (CRAP) dedicata a pazienti autori di reato.
reportageonline.it, 18 settembre 2023
Il 20 settembre la visita nella Casa circondariale con una delegazione della Camera Penale, il pomeriggio una conferenza su “Carcere e tossicodipendenza”. Ascoltare la voce dei detenuti, verificare le loro condizioni di vita materiale, e soprattutto, infondere fiducia e speranza in chi rischia di prevalere sfiducia e disperazione, come testimonia il numero dei suicidi che anche in questo anno aumenta giorno dopo giorno. Sono gli obiettivi di fondo del “Viaggio della speranza - Visitare i carcerati” l’iniziativa promossa da Nessuno tocchi Caino in collaborazione con l’Osservatorio Carcere dell’UCPI e le Camere Penali territoriali che mercoledì 20 settembre farà tappa nella città di Castrovillari con un doppio appuntamento.
Ristretti Orizzonti, 18 settembre 2023
Il 19 settembre 2023 alle ore 11:00, presso il cortile esterno della Chiesa grande della C.C. “Giuseppe Salvia di Poggioreale”, nell’ambito dell’iniziativa “Degni di Nota” l’artista Liberato si esibirà in concerto per le persone recluse tossicodipendenti. L’accesso alla stampa è consentito dalle ore 10:30. Il concerto vuole portare alla luce la questione carceraria, soprattutto per chi è piegato dalla fragile condizione della dipendenza da sostanze che aggrava la già pesante esperienza che rappresenta la reclusione.
di Raffaella De Santis
La Repubblica, 18 settembre 2023
Un riconoscimento a un libro che racconta la lotta di liberazione dal fascismo: “Lo dedico alle ragazze di Teheran ma in generale a tutte quelle che non si sono mai girate dall’altra parte”. Il giorno dopo la vittoria del Campiello, Benedetta Tobagi ci racconta al telefono di essere “stupitissima”. Felice per la vittoria del suo La Resistenza delle donne (Einaudi), libro corale che racconta un pezzo importante della nostra storia democratica attraverso protagoniste forti come Tina Anselmi, Ada Gobetti o Gina Negrini. “Con questo governo, il premio mi sembra un bel segnale”.
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