di Mariangela Mianiti
Il Manifesto, 13 maggio 2023
Cinema. Il documentario di Silvio Soldini e Cristina Mainardi è un’“indagine” tra relazioni tossiche. Storie, vissuti, voci di chi lavora coi maltrattanti per una nuova consapevolezza. In una città, nella sera che scende fra tetti, antenne, lampioni e insegne, spiccano alcune finestre illuminate. È, quella luce, il confine tra un fuori e un dentro dove può esserci di tutto, rapporti felici o relazioni tossiche, quindi un inferno. Comincia con questa immagine fortemente simbolica Un altro domani, documentario diretto da Silvio Soldini e scritto dal regista con Cristiana Mainardi. Il sottotitolo, Indagine sulla violenza nelle relazioni affettive, spiega in che cosa si scava, che cos’è, come si entra e come si può uscire da un rapporto violento, prima che sia troppo tardi.
di Maria Novella De Luca
La Repubblica, 13 maggio 2023
Nel 1973 lo psichiatra e i suoi pazienti dietro la statua di “Marco Cavallo” ruppero il muro del manicomio. Dagli ospedali psichiatrici uscirono centomila pazienti che vivevano in condizioni disumane. Cosa resta oggi di quella riforma che portò alla legge 180 del 1978? Giovanna Del Giudice e Peppe Dell’Acqua: “Senza risorse e operatori rischiamo di tornare alla segregazione dei malati”.
di Donatella Stasio
La Stampa, 13 maggio 2023
Davanti a Consulta e Corte Ue il governo fa orecchie da mercante e tira in ballo la maternità surrogata. La famiglia non è più soltanto quella “naturale” di 70 anni fa ma è una comunità di affetti e di cura. Lealtà e slealtà istituzionale. Da un lato i sindaci, li abbiamo visti ieri sul palco del teatro Carignano di Torino, sono trecento, di ogni colore politico, sentono la responsabilità di rendere effettivo il diritto dei figli delle famiglie arcobaleno di essere uguali a tutti gli altri figli, legittimi, adottivi, naturali, incestuosi. Così vuole la Costituzione, quella “vivente” rappresentata dalla voce della Corte costituzionale, e così stabilisce il diritto europeo, quello applicato dalla Corte di Lussemburgo, vincolante per tutti gli Stati Ue.
di Marco Cappato*
Il Riformista, 13 maggio 2023
“A chi appartiene la tua vita?”. È la domanda dalla quale partire e alla quale tornare in ogni confronto sull’eutanasia. Ci si può addentrare nella selva terminologica dei metodi per far sopravvivere o per lasciar morire. Ma non si può eludere il nodo di fondo, che impone scelte che si ripercuotono sulla pelle delle persone. Per pazienti in condizioni irreversibili di sofferenza insopportabile, che chiedono lucidamente un aiuto per terminare serenamente la propria vita, lo Stato può scegliere se fornire l’aiuto oppure girare la testa dall’altra parte, lasciando che la tortura prosegua. Lo Stato può scegliere tra l’eutanasia legale, fatta di informazione, prevenzione dei suicidi attraverso il potenziamento dell’assistenza psichiatrica e sociale e della terapia del dolore, oppure l’eutanasia clandestina, degli atti nascosti, a volte “pietosi” ma sempre fuori controllo, e dei suicidi di malati terminali nelle condizioni più terribili.
di Viviana Mazza
Corriere della Sera, 13 maggio 2023
Dopo che la norma sulle espulsioni facili per il Covid è scaduta, alle frontiere si sono ammassate 150mila persone. I repubblicani accusano Biden. Una famiglia venezuelana ha abbandonato tutti gli oggetti personali sulla riva del Rio Grande mercoledì scorso, dopo averli portati per oltre 3.000 chilometri, fino a Matamoros, città messicana al confine con il Texas, racconta il New York Times. Avevano attraversato la giungla, incontrato trafficanti che volevano rapirli per ottenere un riscatto e poliziotti corrotti che hanno estorto loro del denaro. Ora dovevano convincere la figlia di 4 anni ad attraversare l’acqua alta. “Non voglio affogare!”, diceva la bambina alla mamma che con le lacrime agli occhi la spingeva sulla riva. “Amore, è tutto ok, dobbiamo entrare in acqua ed è finita”. Nell’ultima settimana la Croce Rossa ha trovato tre migranti annegati nella zona. Ma quella famiglia ha raggiunto il Texas, con la convinzione che, qualunque cosa succeda, dall’altra parte li attende una vita migliore.
di Luca Celada
Il Manifesto, 13 maggio 2023
Da mezzanotte non è più in vigore la legge trumpista: centinaia di persone cercano di attraversare il confine verso “El Norte”. Dozzine di migranti si sono gettai nelle acque del Rio Grande per attraversare al guado il fiume che separa Matamoros, Messico, da Brownsville, Texas. Altre centinaia si sono svegliati ieri sui primi metri di suolo americano, all’ombra della barriera di confine che divide El Paso da Ciudad Juarez, vicino ai rotoli di filo spinato dispiegati di fresco. In Arizona i municipi di Douglas, Nogales, San Luis e Somerton hanno chiesto una dichiarazione di stato di emergenza per far fronte ad un’attesa ondata attraversamenti. Il confine fra Messico e Stati uniti - la linea nella sabbia lunga 3.000 km fra sviluppo occidentale e povertà meridionale - torna a sanguinare, o almeno a farlo sotto i riflettori dell’attenzione mondiale.
di Daniela Borghi
La Stampa, 13 maggio 2023
I gatti entrano in carcere per essere salvati. E migliorano la vita dei detenuti. Succede nel carcere dell’Indiana, negli Usa, dove uno speciale programma consente alle persone recluse di prendersi cura dei mici randagi altrimenti destinati all’eutanasia. I risultati sono entusiasmanti: i detenuti trovano giovamento dalla convivenza con i felini e la maggior parte mantiene una buona condotta perché non sopporta di stare lontano dal proprio gatto.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 12 maggio 2023
on è la prima volta che accade nella più completa indifferenza. Due detenuti sono morti nel giro di un mese a seguito dello sciopero della fame. Nessuno ne sapeva nulla di questo loro atto di protesta. Nel silenzio più totale, confinato dentro le mura del carcere di Augusta, nel siracusano, si consumava questa azione senza che fosse comunicata all’esterno.
di Sergio Segio
vita.it, 12 maggio 2023
Due reclusi nel carcere di Augusta sono morti in seguito a uno sciopero della fame. Il primo, siciliano, addirittura un mese fa. Il secondo, di nazionalità russa, nei giorni scorsi. Sono deceduti all’ospedale dopo il ricovero, evidentemente tardivo, e nel silenzio tombale.
di Salvo Palazzolo
La Repubblica, 12 maggio 2023
Deceduti un russo e un italiano. La notizia resa nota solo grazie alla denuncia del sindacato di polizia penitenziaria Sippe: “Ci facciamo carico di queste situazioni di disagio con organici insufficienti”. Inchiesta della procura di Siracusa. Arriva il nuovo Garante in Sicilia, è l’ex magistrato Santi Consolo.
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