di Eleonora Demurtas
sardegnareporter.it, 14 maggio 2023
Inascoltate le istanze al Dap. Regime AS3 impedisce accesso a benefici penitenziari. È in carcere dal 2009. Dopo essersi costituito a Roma, ha conosciuto 7 Istituti Penitenziari. Nel 2013, processato per concorso esterno viene condannato a 6 anni e 8 mesi e passa dal regime della media sicurezza e quello dell’alta sicurezza. Nel 2023, nella Casa Circondariale di Cagliari-Uta, è ancora ristretto in AS3. Nonostante diverse istanze al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, non riesce ad ottenere risposta.
di Rosario Di Raimondo
La Repubblica, 14 maggio 2023
“Lei è giovane e voglio darle una possibilità, non la sprechi”. L’uomo era stato arrestato in flagranza di reato a Milano. Il giudice in direttissima ha convalidato l’arresto ma non ha dato nessuna misura cautelare. Lui: “Lo faccio solo da qualche mese per arrotondare”. Lontano dalle luci di San Siro e dai suoi euroderby, corre dietro al pallone nei campi di provincia come calciatore dilettante, e in cambio rimedia i rimborsi per la benzina. Durante la settimana, invece, da un annetto fa l’apprendista operaio e porta a casa quasi 600 euro al mese di stipendio. “Prendo qualcosa, ma i soldi non mi bastano”, racconta questo ragazzo milanese di 26 anni, felpa, tuta e sneaker, pusher (quasi) per caso catapultato nell’Aula 1 per i processi in direttissima in un grigio sabato mattina di maggio.
di Lorena Loiacono
leggo.it, 14 maggio 2023
Il polo universitario carcerario della Capitale è il terzo in Italia. Gli indirizzi più seguiti per conseguire la laurea? Filosofia e Giurisprudenza. Stanno scontando la loro pena in carcere ma, nel frattempo, si preparano al futuro che li aspetta fuori. Come? Studiando all’università. E possono farlo grazie all’ateneo di Roma Tre che, con i suoi 90 studenti detenuti iscritti, si colloca al terzo posto in Italia tra le strutture di alta didattica che hanno un Polo Universitario Penitenziario, preceduta solo dalla Statale di Milano e dalla Federico II di Napoli. Un bel risultato visto che nel Belpaese sono 40 le università dotate di un Polo Universitario Penitenziario, con oltre 1450 studenti detenuti.
catanzaroinforma.it, 14 maggio 2023
Stipulato ieri un protocollo di Intesa tra l’Ufficio interdistrettuale di esecuzione penale esterna, la Casa Circondariale “Ugo Caridi” e la Caritas diocesana. È stato stipulato ieri un protocollo di Intesa tra l’Ufficio interdistrettuale di esecuzione penale esterna di Catanzaro, la Casa Circondariale “Ugo Caridi” e la Caritas diocesana di Catanzaro-Squillace per avviare il progetto “Casa Mia”, finalizzato a realizzare interventi di accoglienza residenziale in favore di soggetti in esecuzione penale intramuraria ed esterna.
toscanaindiretta.it, 14 maggio 2023
No all’ipotesi di dismissione: “Grave danno ai rapporti familiari, specie per i figli minorenni”. Le previsioni di non riapertura della sezione femminile del carcere ‘Le Sughere’ di Livorno al centro dell’appello lanciato in occasione della Festa della mamma dalla presidente della commissione Pari opportunità Francesca Basanieri, insieme alla titolare della Difesa civica Lucia Annibali al Garante dei detenuti Giuseppe Fanfani e il Garante dei detenuti di Livorno, Marco Solimano.
di Amalia Apicella
Il Resto del Carlino, 14 maggio 2023
Il carcere diventa palcoscenico. Lo sarà per tre serate di teatro e musica, le prime presentate nell’ambito del cartellone di ‘Bologna Estate’, dal 6 all’8 giugno. Si intitola ‘E state alla Dozza!’ il progetto nato dall’idea della direttrice della Casa circondariale, Rosa Alba Casella, a cura del Teatro del Pratello in collaborazione con Teatro dell’Argine, l’associazione Bologna in musica (che organizza il Bologna Jazz Festival) e sostenuto dal Comune. Da un lato, la rassegna vuole offrire ai detenuti un’offerta culturale di qualità, dall’altro aprire le porte del carcere ai cittadini, rendendolo uno dei luoghi che ospitano gli eventi dell’estate bolognese.
di Luigi Manconi
La Stampa, 14 maggio 2023
Pubblichiamo un brano di Luigi Manconi tratto dal libro “Poliziotto-Sessantotto”, in uscita per Il Saggiatore. Nel nuovo saggio del sociologo, scritto con Gaetano Lettieri, l’analisi delle radici della società di oggi: “Il rito della successione non si è compiuto e ha rinnovato un’epoca di guerre fratricide”.
di Giuseppe De Marzo
L’Espresso, 14 maggio 2023
“L’assenza di una controffensiva culturale e politica mette a rischio la condizione materiale di milioni di persone”. Associazioni e forze politiche d’opposizione elaborano un’Agenda sociale.
di Enzo Risso
Il Domani, 14 maggio 2023
Il pieno benessere mentale è in calo rispetto al 2021 in Germania di 4 punti (dal 27 per cento del 2021 al 23), di 5 punti in Svizzera (dal 36 al 31), in Italia di 2 punti (dal 20 al 18). A livello globale i fattori che alimentano maggiormente il disagio giovanile sono: l’incertezza sul futuro (62 per cento), la solitudine (59) e l’immagine corporea (46). Tra i giovani italiani pesa anche il tema dei cambiamenti climatici (43). Incombenze familiari, commenti indesiderati, capacità messe in dubbio, generano tensioni e stress nel 55 per cento delle donne; stati di ansia nel 19 per cento e forme di depressione nel 7 per cento.
di Elena Stancanelli
La Stampa, 14 maggio 2023
Sempre più adolescenti scelgono il ritiro volontario da ogni interazione sociale. Boom di crisi d’ansia, autolesionismo e depressione: si comincia già dai nove anni. Hikikomori. È il termine giapponese per gli adolescenti che rifiutano il mondo e si rinchiudono nella propria stanza. In italiano si dice “ritiro sociale prolungato”, un’espressione assai meno fascinosa ma forse è meglio così. L’incubo della psichiatria è ancora l’effetto Werther, chiamato così dall’epidemia dei suicidi che seguì la pubblicazione del romanzo di Goethe. Se infatti la diminuzione dello stigma sociale legato al disagio mentale, soprattutto dei minori, è una conquista, dall’altra il pericolo è sempre quello di trasformare il dolore in un modello da imitare, una moda. Ai ragazzi e le ragazze deve essere chiaro quanto è dannoso confondere la diagnosi con l’identità, quanto questo ostacoli la guarigione, o peggio ancora la faccia apparire poco attraente. Sono a Roma, in via dei Sabelli, nel famoso reparto di neuropsichiatria infantile del Policlinico Umberto I, quello del film di Francesca Archibugi, “Il grande cocomero”. Fondato da Giovanni Bollea e animato a lungo da Marco Lombardo Radice. Pensatore geniale, medico, scrittore (autore di “Porci con le ali” insieme a Lidia Ravera), morto a quarant’anni: era la meglio gioventù. Si festeggiano in questi giorni i cinquant’anni della legge Basaglia, che servì a chiudere i manicomi e cambiò per sempre la psichiatria. È bene ricordarlo e non abbassare la guardia dal momento che c’è nell’aria una celeste nostalgia per tutto, persino le idee più spaventose.
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