di Guido Stampanoni Bassi*
Il Foglio, 13 maggio 2023
Illustri giuristi - su tutti il prof. Sgubbi e il prof. Fiandaca - hanno più volte ricordato quanto sia diffusa, tanto nell’opinione pubblica quanto nella politica, la convinzione che il diritto penale sia lo strumento per rimediare a ogni ingiustizia. Facendo apparire queste parole quanto mai attuali, non c’è stata settimana dell’agenda politica degli ultimi mesi - se non degli ultimi anni, essendo l’ossessione repressiva un problema comune a forze politiche di diverso colore (si pensi al ddl Zan) - in cui il diritto penale non sia stato tirato in ballo.
di Liana Milella
La Repubblica, 13 maggio 2023
Un emendamento alla Camera scatena la protesta di Costa di Azione che definisce “indecente” la richiesta. Da Meloni stop alla separazione delle carriere perché due referendum sarebbero “un rischio”. “Indecente” twitta Enrico Costa. Che da fan di Nordio si è trasformato in un fustigatore quotidiano. Un giorno tocca al sogno, ormai destinato a rimanere tale (e vedremo perché), della separazione delle carriere; il giorno dopo alla sorpresa - che si è materializzata ieri alla Camera - di via Arenula che tenta un blitz parlamentare per aumentare il numero dei magistrati fuori ruolo, per giunta con la scusa del Pnrr. Che, com’è noto, chiede di ridurre il numero dei processi del 25% nel penale e del 40% nel civile. E va da sé che se “rubi” altri dieci magistrati - da 65 a 75 - all’organico dei palazzi di giustizia, e li utilizzi al ministero, è come se portassi via le braccia all’agricoltura.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 13 maggio 2023
Più toghe fuori ruolo? Via Arenula smentisce il “blitz” del governo. Giandomenico Caiazza, leader dei penalisti: “L’aria che tira sulla separazione delle carriere è pessima”. Il ministero della Giustizia smentisce il blitz del Governo in merito all’emendamento al decreto sulla Pa che punterebbe a infornare nuovi magistrati a via Arenula, con la scusa del Pnrr, che impone invece di ridurre l’arretrato.
di Giovanni Galli
Italia Oggi, 13 maggio 2023
La Consulta ha dichiarato l’illegittimità di una norma del codice penale. La pena edittale dell’ergastolo non può risultare “fissa” e “indefettibile” per effetto del divieto di prevalenza delle circostanze attenuanti sull’aggravante della recidiva reiterata divieto, introdotto nel 2005 come deroga alla regola generale secondo cui il giudice può fare l’ordinario bilanciamento delle circostanze attenuanti e aggravanti.
di Francesco Patanè
La Repubblica, 13 maggio 2023
“Serve un’assoluta trasparenza nella comunicazione e la massima attenzione al tema dei diritti dei detenuti”. Santi Consolo si è insediato solo ieri mattina nel suo ufficio di garante per i diritti fondamentali dei detenuti della Regione Siciliana e per il loro reinserimento sociale, dopo essere stato nominato dal presidente Renato Schifani per i prossimi sette anni. Settantatré anni palermitano, è stato capo del Dipartimento amministrazione penitenziaria e procuratore generale presso le corti d’Appello di Caltanissetta e Catanzaro.
di Lara Sirignano
Corriere della Sera, 13 maggio 2023
Uno denunciava di essere vittima di un errore giudiziario. L’altro, un russo, protestava contro la mancata concessione dell’estradizione. Il Garante dei detenuti: “Per Cospito trattamento diverso”. Hanno rifiutato il cibo uno per 41 giorni, l’altro per 60. Una protesta estrema che ha portato alla morte due carcerati detenuti nell’istituto di pena di Augusta (Siracusa). Sulla tragica vicenda ha aperto un’indagine la procura di Siracusa. Il fascicolo è ancora a carico di ignoti e il reato ipotizzato è l’omicidio colposo. Protagonisti del caso un siciliano di 45 anni Liborio Zarba e un cittadino russo, Victor Perschachako, morti a distanza di un mese. Entrambi scontavano la condanna all’ergastolo per omicidio.
di Salvo Palazzolo
La Repubblica, 13 maggio 2023
Dopo la morte dei due detenuti in sciopero della fame ad Augusta, altri casi nella crisi delle carceri. All’istituto minorile aggredito un poliziotto. Ad Augusta, due detenuti sono morti dopo un lungo sciopero della fame. Al Malaspina di Palermo, due giovani si sono tagliati in varie parti del corpo con delle lamette e un agente è stato ferito. Si riapre in modo drammatico il fronte delle carceri. O forse, non si è mai chiuso. “C’è solo un grande silenzio sulla questione carceraria in Italia”, continuano a denunciare i sindacalisti della polizia penitenziaria. Un silenzio diventato assordante dopo la morte dei due detenuti di Augusta, che facevano lo sciopero della fame da 41 e 60 giorni. “Una situazione gravissima che a noi non era stata segnalata”, denuncia Daniela De Robert, che fa parte del collegio del Garante dei detenuti. Un silenzio istituzionale. Il primo febbraio, il senatore del Pd Antonio Nicita aveva presentato un’interrogazione al ministro della Giustizia sulle gravi carenze che soffocano le carceri di Augusta, Noto e Siracusa. “La risposta del sottosegretario, il 24 marzo, fu del tutto insoddisfacente - dice oggi Nicita - si limitò ad annunciare l’assunzione di altri poliziotti. Tralasciando invece il tema della preoccupante crescita dei suicidi”.
di Massimo Lorello
La Repubblica, 13 maggio 2023
Tanti detenuti dell’istituto penale minorile di Palermo non avevano il padre, erano figli dei caduti nella guerra di mafia degli anni Ottanta. Sono passati trent’anni da quando varcai per la prima volta l’ingresso dell’Istituto penale minorile di Palermo. Non mi avevano arrestato, semplicemente stavo cominciando il servizio civile che scelsi al posto della leva militare obbligatoria. Nella mia mente scorrevano le immagini del film “Mery per sempre” ed ero certo che avrei trovato adolescenti trattati come scimmie in gabbia e agenti dal facile abuso di potere.
di Valerio Papadia
fanpage.it, 13 maggio 2023
La storia dell’uomo, 75 anni, detenuto nel carcere di Avellino è emersa dal report presentato dall’Unione Camere Penali, dal Garante dei detenuti di Avellino e dall’associazione “Nessuno tocchi Caino”. Amara la storia di un uomo di 75 anni, detenuto nel carcere di Avellino, che potrebbe scontare la sua condanna ai domiciliari ma resta in galera: l’uomo, infatti, non ha una casa e non ha i soldi per poter prendere un appartamento in affitto e scontare lì la condanna. La storia è emersa dal report che conclude il progetto “Viaggio della speranza”, presentato oggi e promosso dall’Unione Camere Penali, dal Garante dei detenuti della provincia di Avellino e dall’associazione “Nessuno tocchi Caino”.
di Sara Benedetti
Corriere Fiorentino, 13 maggio 2023
Dopo il racconto della sua storia sul Corriere Fiorentino, un’associazione di volontariato gli ha offerto un alloggio. E un’azienda gli ha offerto un impiego come operatore di sala di controllo. “Sarò sempre grato a Firenze”. Nel giro di poche settimane, la vita di un ragazzo è cambiata. Youssef Ghaffari - il 25enne programmatore informatico che per giorni ha chiamato “casa” la tenda comprata con i suoi ultimi risparmi, vivendo in un parcheggio nei pressi della stazione fiorentina di Rifredi - ha finalmente trovato il suo lieto fine: un tetto sopra la testa e un lavoro che gli permetterà di crearsi la propria indipendenza.
- Rimini. Carcere. Nella prima sezione “trattamento inumano e degradante”
- Benevento. Open day nel carcere per trovare lavoro ai detenuti
- Padova. Università in carcere, via al ventesimo anno di corsi: “Studio per ritrovare la dignità”
- Padova. Augusto, l’ex boss con due lauree: “Lo studio mi ha reso libero”
- Torino. L’Arcivescovo Repole nel dolore del carcere minorile











