di Liana Milella e Giuseppe Colombo
La Repubblica, 19 settembre 2023
Due emendamenti al decreto Asset replicano il tentativo già fallito a marzo e ampliano da uno a due anni il termine per rientrare in ruolo e concorrere ad incarichi di vertice negli uffici. Due emendamenti nel decreto Asset a palazzo Madama per aggirare la legge Cartabia del giugno 2022 sulle toghe in politica. Con l’obiettivo di avvantaggiare i capi di gabinetto, i loro vice, e i magistrati che lavorano nei ministeri del governo Meloni con incarichi di vertice. Ci avevano già provato, a fine marzo, Lega e Fratelli d’Italia. Ma non erano riusciti a superare l’ammissibilità, perché Repubblica l’aveva scoperto.
di Gianni Barbacetto
Il Fatto Quotidiano, 19 settembre 2023
Nicola Gratteri è appena stato nominato procuratore della Repubblica a Napoli: “Sono onorato. Si tratta di una realtà complessa. Il mio impegno è quello di dare il massimo per proseguire il percorso fatto dai miei predecessori e di valorizzare al meglio tutte le professionalità e le risorse presenti”.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 19 settembre 2023
I parlamentari di Forza Italia contro la proposta di castrare chimicamente gli stupratori: “L’ennesima prova di panpenalismo. Allora dovremmo atrofizzare le dita a chi spara...”. Il no di Nordio del 2019: “Un ritorno al Medioevo”. “Una proposta indecente”. “Siamo assolutamente contrari”. “Se vogliono farci passare pure questa roba qua non hanno capito niente…”. A parlare, lontano dai microfoni, sono i parlamentari di Forza Italia, sorpresi, a tratti sdegnati, dalla decisione della Lega di rilanciare la proposta di castrazione chimica per stupratori e pedofili. Un vecchio pallino del partito di Matteo Salvini, riesumato nelle ultime settimane in seguito ad alcuni fatti di cronaca (in particolare lo stupro di una diciassettenne a Palermo), nella migliore tradizione del populismo forcaiolo. Il primo a rievocare l’intervento è stato proprio il vicepremier Salvini tre settimane fa: “Se stupri una donna o un bambino hai evidentemente un problema: la condanna in carcere non basta, meriti di essere curato. Punto”, ha scritto il leader della Lega sui social, annunciando la prossima approvazione di una legge in Parlamento che preveda la castrazione chimica per i responsabili di violenze sessuali.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 19 settembre 2023
La senatrice leghista Giulia Bongiorno rilancia da Pontida la misura per gli stupratori. Ma Nordio in passato ne parlò come di una “punizione corporale”. “Ci sono quelli che violentano donne e minori. Entrano in carcere, poi escono e riviolentano donne e minori. Ci dicono: “non riesco a frenare i miei impulsi”. Io non ho dubbi: se uno stupratore non riesce a tenere i propri impulsi vuol dire che ha bisogno di un aiuto e questo aiuto si chiama in un modo: castrazione chimica”. Lo ha affermato la senatrice della Lega Giulia Bongiorno, dal palco di Pontida. “Non è una operazione chirurgica, non è una tortura - ha precisato - è applicata in molti Paesi europei, è un trattamento farmacologico che agisce sulla libido e con il vostro aiuto questa sarà la nostra prossima battaglia”. Applausi dal pratone dei militanti del Carroccio. Ma sarà davvero una battaglia condivisa dalla maggioranza che sorregge il Governo? Sicuramente troverà l’appoggio di Fratelli d’Italia.
di Luigi Ferrajoli
Il Manifesto, 19 settembre 2023
Riprende, domani, il giudizio d’appello contro la condanna in primo grado, il 30 settembre 2021, a 13 anni e due mesi di reclusione per l’ex sindaco di Riace. C’è una nuova figura penalistica creata in questi anni dalla demagogia populista: quella dei reati di solidarietà. Le persone che salvano migranti in mare, coloro che danno lavoro a un clandestino, oppure una casa in locazione dove poter vivere umanamente, sono i nuovi delinquenti creati dalla legislazione d’emergenza.
di Luciano Onnis
La Nuova Sardegna, 19 settembre 2023
Lo ha reso noto Maria Grazia Caligaris, referente e portavoce dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme” che si occupa dei problemi dei detenuti e del sistema carcerario sotto l’aspetto umanitario. Un cagliaritano di 25 anni, detenuto nel carcere di Bancali a Sassari, si è suicidato la scorsa notte impiccandosi nella sua cella. Padre due bambini, Erik Masala, stava scontando un cumulo di pene per numerosi reati compiuti a Cagliari. Lo ha reso noto Maria Grazia Caligaris, referente e portavoce dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme” che si occupa dei problemi dei detenuti e del sistema carcerario sotto l’aspetto umanitario. “Un gesto estremo, per molti versi inspiegabile - sostiene Caligaris, che ha gettato nello sconforto tutti gli operatori penitenziari di Bancali. Sono infatti risultati inutili i tentativi di salvarlo. Un atto estremo di autolesionismo che nessuno però può ignorare. Occorre una seria riflessione su quanto sta avvenendo dentro le carceri italiane e mettere mano a una seria azione riformatrice in grado di dare risposte ai bisogni reali della società”.
Gazzetta di Modena, 19 settembre 2023
Aperto un fascicolo: l’uomo era stato trovato senza vita nella sua cella. La Procura di Modena vuole vederci chiaro e, tramite gli inquirenti, ha deciso di avviare un’indagine sulla morte del detenuto 36enne tra le mura del carcere di Sant’Anna. Per farlo, ha disposto ed effettuato l’autopsia sul corpo dell’uomo, trovato morto martedì scorso all’interno della sua cella.
di Nicola Munaro
Il Gazzettino, 19 settembre 2023
Si era tolto la vita in cella dopo un’ordinanza di custodia cautelare per fatti risalenti al 2018. “Bob” è un pupparino azzurro-giallo restaurato dalla Remiera Serenissima e che solcherà le acque della laguna. Porta il soprannome con cui i colleghi di lavoro chiamavano Bassem Degachi, il trentottenne tunisino che il 6 giugno si è impiccato in cella dopo aver ricevuto un’ordinanza di custodia cautelare per fatti di spaccio in via Piave del 2018. Quelle carte erano rappresentavano per lui - già in semilibertà - un macigno insormontabile che calava sull’orizzonte di una nuova vita fuori dal carcere ormai vicina fatta, anche, di un lavoro in remiera.
di Attilio Nettuno
casertanews.it, 19 settembre 2023
La testimonianza nel corso del processo all’aula bunker. Depositate le foto delle lesioni e i referti medici. Le foto delle lesioni ma anche i referti medici che le descrivono entrano nel processo per le torture avvenute nel carcere di Santa Maria Capua Vetere il 6 aprile 2020 per le quali sono imputate 105 agenti della polizia penitenziaria e 2 medici (questi ultimi accusati di falso).
di Anna Maria Dello Preite*
Il Dubbio, 19 settembre 2023
Con riferimento ai fatti riportati nell’articolo apparso il 13 settembre 2023 dal titolo “Il grido dei detenuti di Viterbo: qui è un gulag staliniano”, preme precisare che il detenuto cui si fa riferimento nella prima parte dell’articolo, è stato ricoverato presso il reparto di Medicina Protetta nei mesi di maggio e luglio dove ha eseguito tutti gli esami previsti i cui risultati hanno dato esito negativo. Il 7 settembre scorso ha rifiutato di essere condotto in infermeria pretendendo di essere trasferito direttamente in Ospedale senza la necessaria preventiva valutazione medica.
- Civitavecchia (Rm). Istituto Calamatta, in cinque anni 30 detenuti diplomati
- Crotone. Opere dei detenuti consegnate a Papa Francesco e al Presidente Mattarella
- “Producevo le mine antiuomo, poi mio figlio mi disse ‘tu sei un assassino’ e ora le tolgo”
- Migranti. Il decreto legge Frankenstein al cubo
- Aumento della detenzione dei migranti nei Cpr: un ritorno al passato?









