di Monica Ricci Sargentini
Corriere della Sera, 18 settembre 2023
Sarebbe il primo Stato al mondo ad usare questo metodo che priva il condannato di ossigeno e lo soffoca. In rivolta le associazioni umanitarie. L’Alabama è pronto a diventare il primo Stato nel mondo a uccidere un detenuto costringendolo a respirare azoto allo stato puro. Venerdì l’ufficio del procuratore generale dell’Alabama, Steve Marshall, ha annunciato l’intenzione di eseguire la condanna a morte di Kenneth Eugene Smith, 58 anni, per ipossia di azoto, che priva i detenuti di ossigeno e li soffoca.
di Grazia Zuffa
L’Unità, 17 settembre 2023
La sottrazione o la limitazione della libertà personale non devono annullare tutti gli altri diritti fondamentali delle persone in stato di detenzione: è un dettato costituzionale, eppure l’esercizio dei diritti da parte delle persone detenute, anzi l’idea stessa alla base, è continuamente insidiata.
di Frank Cimini
L’Unità, 17 settembre 2023
I giudici di Torino hanno accolto il reclamo dell’anarchico detenuto a Sassari. “È del tutto ragionevole ritenere che le 29 fotografie di cui si discute siano le stesse che Alfredo Cospito poteva tenere già nel carcere di Milano”. È uno dei passaggi delle motivazioni con cui i giudici di Torino hanno deciso che siano restituite al detenuto anarchico le immagini di genitori e parenti oltre alle cartoline e a varia corrispondenza.
di Daniela Mariotti
L’Altrapagina, 17 settembre 2023
Agosto, mese di vacanze, per il carcere è notoriamente un mese d’inferno. Il caldo soffocante in spazi ridotti, anche per il sovraffollamento, la mancanza di servizi per le ferie, legittime, degli educatori e degli agenti, determinano una esplosione del disagio che pure si respira nei volti, nei luoghi e nelle più diverse situazioni per tutto l’anno. I casi di suicidio fino al 20 agosto di quest’anno sono stati 43 e 85 nel 2022. Ne parliamo con il dott. Enrico Sbriglia, residente dell’Osservatorio Internazionale sulla Legalità di Trieste.
di Alessia La Villa*
Ristretti Orizzonti, 17 settembre 2023
“Il suo nome era Cerutti Gino, ma lo chiamavan drago. Gli amici al bar del Giambellino dicevan che era un mago”. Alzi la mano chi non ha mai canticchiato almeno una volta nella vita questa ballata che l’inconfondibile voce del compianto Giorgio Gaber ha consegnato alla storia della musica leggera italiana. Siamo nella periferia milanese degli anni 60, quella del Giambellino. Il Cerutti Gino ha appena vent’anni, quello che oggi definiremo un giovane adulto. Non ha una lira in tasca e trascorre le sue giornate con gli amici al bar. La storia ce lo consegna come un tipo scaltro sopranominato appunto “il drago”, uno bravo a mettere a segno il colpo giusto al momento giusto, un “mago”.
di Giacomo Salvini
Il Fatto Quotidiano, 17 settembre 2023
Tutti contro tutti. È questo il clima nel governo sulla riforma delle intercettazioni, più volte annunciata dal ministro della Giustizia Carlo Nordio. Venerdì pomeriggio il Guardasigilli ha convocato i suoi sottosegretari Francesco Paolo Sisto (Forza Italia), Andrea Delmastro (Fratelli d’Italia) e Andrea Ostellari (Lega) per parlare del decreto che ha esteso le intercettazioni per i reati di mafia in discussione alla Camera, ma la riunione è diventata l’occasione per un duro scontro tra le forze di maggioranza proprio sul tema degli ascolti.
di Simona Zecchi
L’Espresso, 17 settembre 2023
I lavori guidati dalla meloniana Chiara Colosimo si concentreranno sul filone degli appalti legato a Via D’Amelio. “Ragionamento assurdo nel metodo e nella logica: il biennio 92-94 va valutato nel suo complesso” attacca Scarpinato (M5S). E ad affiancare la maggioranza spunta il generale Mario Mori.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 17 settembre 2023
Per la Consulta dei giudici onorari la richiesta di immediato deferimento dell’Italia alla Corte di Giustizia europea sarà la conseguenza automatica in caso di ulteriori ostacoli ad una riforma ormai improcrastinabile. “Sono scaduti i 60 giorni concessi all’Italia per adeguare la propria normativa al diritto europeo, in materia di Magistratura onoraria”. Lo ricorda al ministro Nordio la Consulta della MO, con una nota che ripercorre “tutte le discriminazioni ancora incidenti sulla categoria, stigmatizzate dall’Unione a luglio, tra cui i livelli retributivi ed il trattamento lavoristico complessivo, lontani dalle condizioni del magistrato professionale, unico soggetto comparabile”.
Il Resto del Carlino, 17 settembre 2023
Giulianelli parla dell’istituto penitenziario di Fermo facendo il punto sulla situazione delle Marche. Ci sono 55 detenuti e 41 posti regolamentari. “Il carcere di Fermo andrebbe chiuso e ricostruito altrove”. Lo ha ribadito ancora una volta il Garante per i detenuti delle Marche, Giancarlo Giulianelli, nel corso di un incontro voluto per fare il punto sulla situazione carceraria nella regione. In generale si parla di poche misure alternative per chi deve scontare pene brevi; poco personale; troppi detenuti in attesa di sentenza definitiva; strutture inadeguate, sono i quattro problemi che accomunano tutte le strutture, con Fermo che ha la situazione peggiore.
di Marco Merlini
Corriere di Bologna, 17 settembre 2023
La situazione al carcere minorile del Pratello non può più essere sottovalutata. Gli agenti della polizia penitenziaria devono essere aiutati, perché il clima rischia di diventare esplosivo. La denuncia arriva dal Sappe, il sindacato autonomo della polizia penitenziaria che ieri mattina ha dato vita ad un presidio davanti all’edificio che ospita i giovani detenuti: “I nostri colleghi stanno vivendo un momento di grande disagio - spiega Giovanni Durante segretario aggiunto del sindacato - negli ultimi mesi dieci agenti sono stati trasferiti e non sono stati rimpiazzati. Questa situazione, oltre a significare un aggravio notevole di lavoro, costringe in alcuni casi gli operatori a turni che superano le otto ore. Non è sostenibile”.
- Novara. Radicali in visita al carcere: “Pochi educatori, un’emergenza da risolvere”
- Napoli. “Mare Fuori? Il carcere minorile non è come la fiction”
- Milano. La mostra con le opere dei detenuti dei quattro carceri cittadine
- Quel “sistema tossico” che innerva il lavoro consumandoci la vita
- “Don Puglisi? Più pericoloso di mille magistrati”









