di Lidia Ginestra Giuffrida
Il Manifesto, 17 settembre 2023
Situazione esplosiva sull’isola. Morta una neonata. Trasferimenti, nuovi arrivi e il “no alla tendopoli”. Oggi von der Leyen e Meloni in visita. A Lampedusa riprendono gli sbarchi, continuano i trasferimenti e sale la tensione. E si deve registrare l’ennesima vittima: una neonata. “Non mangio da ieri mattina, nell’hotspot siamo come animali lì, la spazzatura ci arriva alle costole. Continuiamo a dormire fuori perché dentro non si può neanche respirare”, racconta Alì, ragazzo tunisino. Fuori dal centro di Contrada Imbriacola la gente continua a dormire accasciata a terra o in qualche brandina. È stanca, affamata e ha bisogno di andare in paese. La tensione sale a ogni annuncio di pasti o trasferimenti.
di Antonella Napoli*
L’Espresso, 17 settembre 2023
L’ambasciatore italiano in Congo voleva vederci chiaro. “Non è stato un sequestro. Bisogna indagare sul traffico all’interno dell’ambasciata di Kinshasa”, accusa un testimone. Non posso più tacere perché i responsabili della morte dell’ambasciatore Luca Attanasio, del carabiniere Vittorio Iacovacci e dell’autista Mustapha Milambo sono ancora liberi”. A parlare, per la prima volta, è un imprenditore italo congolese, “sponsor” dell’ambasciata italiana nella Repubblica democratica del Congo. La sua è una denuncia precisa che getta una nuova luce sul contesto dell’agguato a Goma, il 22 febbraio 2021.
di Chiara Sgreccia
L’Espresso, 17 settembre 2023
Le manifestazioni delle prime settimane sono cessate, ma il cambiamento dei costumi e la ribellione a questa imposizione sono entrate nel sentimento comune e nella vita di tutti i giorni. Più di 500 persone sono morte. Quasi 20 mila sono state arrestate: a un anno dalla morte di Mahsa Amini, il 16 settembre 2022, che ha dato il via all’enorme ondata di proteste che ha scosso l’Iran, forse le più pericolose per la tenuta Governo dalla Rivoluzione islamica del 1979, il bilancio della repressione è triste. Ma controverso.
di Simone Alliva
L’Espresso, 17 settembre 2023
Strasburgo ha deciso per un risarcimento di 52mila euro per danni morali a Maxim Lapunov: “Le prove dimostrano chiaramente che le accuse di gravissime violazioni”. All’Espresso aveva dichiarato: “È un male che ti entra dentro e non esce più”.
di Filippo Barbera
Il Manifesto, 16 settembre 2023
Meloni: “Lo Stato ci mette la faccia”. Non lo fa però ricucendo il tessuto sociale e personale strappato, ma con il “daspo urbano” e con sanzioni collettive alle famiglie come in guerra. Periferia est di Palermo, Istituto Ics Sperone-Pertini. Dieci anni fa la dispersione scolastica era al 27%, oggi è all’1%. Risultato raggiunto grazie all’impegno di una dirigente scolastica, Antonella Di Bartolo, che ha lavorato per ricucire il legame motivazionale e materiale con le famiglie.
di Vitalba Azzollini*
Il Domani, 16 settembre 2023
Nel commentare il cosiddetto decreto Caivano - daspo urbano agli over 14, divieto di avvicinamento a particolari luoghi pubblici, più carcere per i minori e altro - la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha affermato che non si tratta di “norme repressive, ma di prevenzione”. Gli impatti di scelte fatte nel passato mostrano che il decreto legge va in senso opposto a quella prevenzione che Meloni vanta di perseguire, oltre a non conformarsi a princìpi sovranazionali in tema di minori.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 16 settembre 2023
“La separazione delle carriere? No, non è negoziabile. C’è già un progetto in Parlamento: ci agganceremo. Entro dicembre si raddoppia sulla giustizia. La limitazione dei poteri del pm? Una volta che si è chiusa un’indagine non si riapre”. Chiacchierata con il Guardasigilli.
di Liana Milella
La Repubblica, 16 settembre 2023
Dopo Calenda il Guardasigilli vuole il consenso di Italia viva sulla giustizia e alla festa di Santa Severa incassa applausi a scena aperta. I decreti del governo con l’aumento delle pene? Servono per tenere a bada l’allarme sociale. Il contesto è di quelli favorevoli. La platea pronta all’applauso. I renziani fanno il tifo per il Guardasigilli Carlo Nordio. Non gli fanno mancare la “ola”. E alla fine dello spettacolo, alla festa di Italia viva a Santa Severa, una data da ricordare quella del 13 settembre, Matteo Renzi corre sul palco per salutare con evidente affetto il ministro della Giustizia super garantista che è stato prontissimo a muovere l’azione disciplinare contro i pubblici ministeri di Firenze che indagano giusto sul leader di Italia viva per via dei presunti finanziamenti illeciti in arrivo da Open. In un crescendo, Nordio prima ha annunciato l’invio degli ispettori pubblicamente in aula al Senato in replica a un’interrogazione dello stesso Renzi e poi ha mandato il dossier con la richiesta di mettere sotto “processo” i due pm al procuratore generale della Suprema corte.
di Gian Domenico Caiazza*
Il Riformista, 16 settembre 2023
Se va in porto la riforma della separazione delle carriere, il Pm finisce sotto il controllo dell’esecutivo, dice l’Anm. Ma la norma in questione recita esattamente l’opposto. Quando si è a corto di argomenti, ed hai tutte le evidenze contro, non ti resta che raccontare qualche efficace bugia. Se va in porto la riforma della separazione delle carriere, dice infatti ANM, il Pm finisce sotto il controllo dell’esecutivo. Falso. Ecco come reciterebbe l’art. 104 della Costituzione, come previsto dalla legge di iniziativa popolare dei penalisti italiani, fatta propria da tutte le proposte di legge ora in Parlamento: “L’ordine giudiziario è costituito dalla magistratura giudicante e dalla magistratura requirente ed è autonomo e indipendente da ogni potere”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 16 settembre 2023
Gli azzurri ne uscirebbero sconfitti se non riuscissero a portare a casa almeno alcuni emendamenti, come quelli che prevedono che gli ascolti irrilevanti non siano evidenziate sui brogliacci. Avremmo pensato di titolare questo articolo così: “Forza Italia non ci sta: sulla riforma garantista delle intercettazioni andiamo avanti”. E invece non sarà possibile perché sulla faccenda la nebbia ancora non si è diradata. Ieri vi abbiamo raccontato che una nostra autorevolissima fonte di governo ci aveva detto che a Forza Italia sarebbe stato chiesto di ritirare gli emendamenti presentati al decreto legge 105/2023, quello che estende la disciplina dell’uso delle intercettazioni per reati di criminalità organizzata anche ad altri tipi di delitti, come il traffico illecito di rifiuti e sequestro di persona a scopo di estorsione. “Se il governo ha una linea, deve essere sostenuta da tutti”, è stato riferito al Dubbio. L’altolà da parte di Lega e Fratelli d’Italia deriverebbe dal fatto che la mini riforma delle intercettazioni elaborata dagli azzurri sarebbe troppo garantista. Per alcuni in Forza Italia sarebbe stato più tattico non rendere pubblici gli emendamenti prima del deposito, che comunque è avvenuto, e quindi ora è arrivato il momento di rimediare, o meglio di trattare: Fi ha chiesto per martedì prossimo un incontro al ministro Nordio. Per i forzisti è confermato, per Via Arenula ancora no. “Nulla di strano” ci spiega un colonnello di Fi, “lo hanno chiesto anche Calenda e Costa”. E ha ragione ma sul contenuto dell’incontro le bocche sono cucite. È facile però immaginare che martedì, a due giorni dal voto sugli emendamenti, la rappresentanza forzista vada a Via Arenula per definire la loro linea del Piave.
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