di Sbarre di zucchero, Nessuno Tocchi Caino, Voci di dentro, Diritti umani dei detenuti calpestati da uno stato assente, Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia, Ristretti Orizzonti
Ristretti Orizzonti, 27 settembre 2022
Non si ferma la strage nelle carceri italiane. Dall’inizio dell’anno, in questi 8 mesi e 25 giorni, 65 persone si sono uccise nelle loro celle: 16 avevano tra i 20 e i 37 anni, 8 avevano oltre cinquant’anni, tra loro quattro donne. Una persona ogni 4 giorni ha infilato la testa attorno a un cappio o ha inalato il gas del fornellino. Nel solo mese di agosto una persona si è suicidata ogni due giorni. Morti di solitudine, paura, disperazione, angoscia. Perché senza speranza. Morti di galera.
Persone diventate vittime di un sistema carcere mantenuto in piedi, nonostante i suoi risultati spesso fallimentari, da chi non vuole vedere e da chi non sa gestire il disagio con i giusti strumenti di una società civile, che dovrebbero essere innanzitutto medici, educatori, insegnanti. E poi con politiche per l’inclusione e per l’inserimento sociale e lavorativo. Morti di galera (certo sappiamo bene che non tutte le carceri sono uguali, ma il dolore è tanto ovunque, e anche la solitudine, e la scarsa attenzione per gli affetti delle persone detenute). Morti in una galera dove con la morte e la sofferenza si convive giorno dopo giorno.
Per questo motivo ci facciamo portavoce delle compagne e dei compagni di queste 65 persone che si sono tolte la vita e delle persone che soffrono nelle carceri italiane, bollenti in estate e gelide in inverno, dove è pesante il degrado reso ancor più insopportabile dal sovraffollamento, e denunciamo la disumanità di un sistema che non riesce ad avere attenzione e cura degli esseri umani che gli sono affidati.
Chiediamo oggi con forza, come del resto lo facciamo da tanto tempo, che la società non si volti dall’altra parte (non tutta ma tanta parte lo fa) e che si renda conto che, suicidio dopo suicidio, si sta reintroducendo di fatto la pena di morte cancellata con l’entrata in vigore della Costituzione italiana il 1 gennaio 1948. Allo stesso tempo chiediamo che sia finalmente applicato l’articolo 27 della Costituzione al secondo e al terzo comma dove si afferma che “l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva e che le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”.
Vogliamo che il dolore che queste 65 persone hanno manifestato rinunciando alla propria vita sia finalmente ascoltato e sia messa fine a questa strage, che può terminare quando il carcere cesserà di essere una sorta di pattumiera dove gettare tutti assieme malati, disagiati, disoccupati, emarginati, stranieri, dipendenti da sostanze, giovani vittime di chi li ha trasformati in manovali della criminalità per i suoi profitti.
Chiediamo innanzitutto
- che si combatta in tutti i modi l’isolamento del sistema carcere, favorendo sempre di più l’ingresso negli istituti della società civile;
- che le donne in carcere siano rispettate e non schiacciate in un sistema e una organizzazione prettamente maschili;
- che diventi realtà l’affermazione che nessuna mamma con bambino deve più stare in cella; lo si è detto troppe volte, è ora di tradurlo in pratica;
- che sia agevolata l’organizzazione di corsi e laboratori gestiti dalle associazioni di volontariato, e la vita delle carceri non finisca alle tre del pomeriggio, come succede ancora in moltissimi istituti;
- che il sistema sanitario prenda in carico davvero le persone e le curi come meritano tutti gli esseri umani, e che ci si ricordi sempre che chi è malato gravemente non deve stare in carcere;
- che vengano aumentate le ore di colloqui settimanali e liberalizzate le telefonate come accade in molti paesi d’Europa, con telefonini personali per ciascun detenuto abilitati a chiamare parenti e avvocati: non si tratta di un lusso, ma di un po’ di umanità e di rispetto della sofferenza, anche quella delle famiglie;
- che vengano assunti in misura adeguata operatori, come psicologi ed educatori, che oggi sono del tutto insufficienti;
- che venga depenalizzato il consumo di sostanze stupefacenti, perché la legge attuale sulle droghe porta spesso in carcere persone che non ci dovrebbero stare;
- che venga posto un limite all’uso della custodia cautelare - un vero e proprio abuso visto che l’Italia è il quinto Paese dell’Unione Europea con il più alto tasso di detenuti in custodia cautelare, il 31%, ovvero un detenuto ogni tre;
- che venga rispettato lo stesso Ordinamento penitenziario, che a più di quarant’anni dalla sua emanazione è ancora in parte inapplicato, come ad esempio là dove parla di Consigli di aiuto sociale, che dovrebbero occuparsi del reinserimento delle persone detenute nella società e non sono mai stati istituiti;
- che vengano sviluppati e rafforzati programmi per il reinserimento delle persone che escono dal carcere con le misure di comunità, che poi sono l’unico modo vero per porre un freno alla recidiva.
Potremmo continuare all’infinito, perché tante sono le richieste e altrettanti sono i diritti continuamente violati.
Alla base di tutto restano però dei principi di civiltà: la sicurezza si raggiunge facendo prevenzione, la prevenzione si fa migliorando la qualità di vita nelle carceri.
La strage di quest’anno deve cessare. Mai più una/uno di meno.
Aderiscono: Associazione (R) esistenza Anticamorra, Movimento madri doppiamente disperate, Associazione Loscarcere OdV, Happy Bridge Odv, Associazione Recidiva Zero, Associazione il Viandante, Associazione Il Coraggio, Gioco di squadra OdV, Folsom Prison Blues, Comitato Riforma Giustizia
Per adesioni scrivere a:
di Chiara Dama
Corriere della Sera, 27 settembre 2022
Il tasso di chi si toglie la vita nel 2022 sarà il più alto del ventennio. La causa va cercata nell’enorme disagio delle condizioni detentive. Urgente incentivare le misure alternative e di recupero.
di Tiziana Maiolo
Il Riformista, 27 settembre 2022
65 suicidi nel 2022. A Meloni, che si dice garantista nella fase del processo ma giustizialista nella fase di esecuzione della pena, ricordo che c’è chi finisce dentro da innocente. E i colpevoli che dimostrano di saper cambiare.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 27 settembre 2022
Negli ultimi due anni c’è stato un crollo del volontariato in carcere che ha fatto crescere il rapporto tra volontari e detenuti, da 1 a 3,1 del 2019 a 1 a 5,4 nel 2020. La flessione maggiore si è avuta per le attività religiose (- 61,3%) e per le attività di formazione e lavoro (- 60,5%); anche le attività sportive, ricreative e culturali hanno perso una percentuale consistente di volontari (- 56,5%), più bassa è la flessione rilevata tra i volontari impegnati in attività di sostegno alle persone e alle famiglie, diminuiti del 31%.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 27 settembre 2022
Bongiorno e Nordio in pole per il ministero della Giustizia, saltano Pillon e Perantoni: la nuova geografia del Parlamento. Su queste pagine li abbiamo intervistati spesso, ci hanno guidati tra i provvedimenti delle commissioni di competenza, hanno tracciato i possibili scenari su giustizia e carceri: erano - e lo saranno sicuramente ancora per qualche giorno - i deputati e senatori frontman/frontwoman dei partiti sui temi a noi cari. Ma sono stati rieletti? Chi ritroveremo nel nuovo Parlamento? Quali, dunque, saranno i nostri prossimi interlocutori?
di Errico Novi
Il Dubbio, 27 settembre 2022
Siamo proprio sicuri che Meloni potrà ridurre Nordio a un prezioso cameo, “unfit” ad assumere il controllo di via Arenula? Nella storia del centrodestra non esiste un paradigma che venga in soccorso, nella notte della vittoria prevista e straniante. Certamente non c’è un modello a portata di mano sulla giustizia. I primi dati proiettano con una certa chiarezza la coalizione verso il governo del Paese, a 14 anni dall’ultimo successo nelle urne, nel 2008, e a 11 anni dalla caduta dell’esecutivo Berlusconi nella tempesta dello spread, anno 2011.
di Felice Manti
Il Giornale, 27 settembre 2022
Aborto, maternità, Lgbt+, fine vita: da riscrivere la giurisprudenza “creativa”. La sfida più difficile per il centrodestra si gioca nel campo dei diritti civili. Al Paese serve una risposta netta del Parlamento che demolisca la giurisprudenza creativa in materia di omotransfobia, utero in affitto ed eutanasia, le storture sulla schwa e le forzature sullo Ius scholae.
veneziatoday.it, 27 settembre 2022
L’ex magistrato è stato eletto alla Camera dei Deputati con Fratelli d’Italia. Per lui si parla con insistenza del Ministero della Giustizia.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 27 settembre 2022
Il plenum del Consiglio superiore della magistratura interviene sulla riforma del processo penale, ma anche di quello civile con due densi pareri in attesa che il Governo uscente approvi definitivamente i testi dei decreti legislativi.
di Federico Minniti
Avvenire di Calabria, 27 settembre 2022
Pagare una colpa, anche grave, non vuol dire essere costretti a subire costanti mortificazioni e danni, a volte, irreversibili. Due detenuti, due vite. Una spezzata, l’altra piagata dall’abbandono in riva allo Stretto. Per entrambi, giustizia e società civile invocano attenzione. Ma basterà? Pagare una colpa, anche grave, non vuol dire essere costretti a subire costanti mortificazioni.
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- Catania. Fai tua la nostra città con la giustizia riparativa











