di Riccardo Noury*
Il Fatto Quotidiano, 30 gennaio 2023
Una ricerca di Amnesty International, pubblicata mercoledì scorso, ha fatto luce su una prassi che la dice lunga sulla discriminazione cui sono sottoposte, nello Yemen, le donne che vivono tanto nei territori controllati dal governo riconosciuto a livello internazionale quanto nelle aree sottoposte all’amministrazione del gruppo armato huthi.
di Livio Pepino
volerelaluna.it, 29 gennaio 2023
Alfredo Cospito ha superato i cento giorni di sciopero della fame contro la propria sottoposizione al regime di cui all’art. 41 bis ordinamento penitenziario e, più in generale, contro tale regime e contro l’ergastolo ostativo. Le conseguenze di un digiuno così prolungato variano, com’è ovvio, da persona a persona e, fortunatamente (nonché quasi incredibilmente), non sono state per lui, fino ad oggi, irreparabili. Non per questo le sue condizioni sono tranquillizzanti.
di Liana Milella
La Repubblica, 29 gennaio 2023
Il ministro segue “costantemente” il caso dell’anarchico ora in sciopero della fame. Si aspettano i dottori. Un ministro della Giustizia autorizza il 41bis, ma quello che prende il suo posto non può eliminarne gli effetti con uno spontaneo tratto di penna. Se la ministra Marta Cartabia, il 4 maggio 2022, ha firmato il carcere duro per Alfredo Cospito, adesso Carlo Nordio, che ha preso il suo posto, non può cancellarlo su due piedi. Perché dietro la prima firma, come dietro la seconda, dev’esserci il via libera obbligatorio dei magistrati. Nella fattispecie i pm antimafia di Torino e della Procura nazionale di Roma. Così dice la legge, e non ci sarebbe modo di aggirarla. E quel via libera, ancora oggi, non c’è. Anche se Cospito è in sciopero della fame da 102 giorni.
di Alessandro Barbera
La Stampa, 29 gennaio 2023
Il Guardasigilli resta in silenzio e diserta l’audizione di domani in Commissione giustizia. Attesa per la decisione dei giudici. Il 7 marzo la Cassazione decide sul ricorso della difesa. Sulla matrice anarchica degli ultimi attentati alle sedi e al personale delle ambasciate italiane gli apparati di sicurezza non hanno dubbi. Per questo ieri mattina, mentre volava a Tripoli per discutere di gas e migranti, Giorgia Meloni ha dettato un comunicato senza sfumature: “Ho espresso preoccupazione e attenzione a questa nuova violenza nei confronti dei nostri diplomatici”. Due ore dopo una dichiarazione del sottosegretario alla Giustizia (di Fratelli d’Italia) Andrea Delmastro chiude il cerchio: “I magistrati non si intimoriscono e lo Stato non si piega. La normativa contro il terrorismo non arretra”.
di Massimiliano Smeriglio*
Il Riformista, 29 gennaio 2023
Alfredo Cospito, detenuto nel carcere di Sassari dove sta scontando una pena non ancora determinata in via definitiva, è in sciopero della fame ormai da tre mesi. La sua protesta origina dalla decisione di sottoporlo, dall’aprile 2022, al regime del 41 bis, il carcere duro introdotto in Italia negli anni delle stragi di mafia del 1992. Cospito è stato condannato per l’attentato contro Roberto Adinolfi, ad. di Ansaldo nucleare, e all’ergastolo per strage contro la sicurezza dello Stato. La condanna si riferisce a due pacchi bomba contro la scuola Allievi Carabinieri che non hanno fatto morti, feriti, o danni gravi.
di Diletta Bellotti
L’Espresso, 29 gennaio 2023
Allo scoccare del novantesimo giorno di sciopero della fame un detenuto nel carcere di Sassari, l’anarchico Alfredo Cospito, aveva perso 38 chili. A maggio 2022, al suo decimo anno di carcere, Cospito è stato rinchiuso in una cella di un metro e 52 centimetri di larghezza per due metri e 52 centimetri di lunghezza, cioè uno spazio occupato quasi tutto dal letto. Cospito, sepolto, come altri 749 detenuti in Italia (2021), in un sarcofago di cemento armato, è sotto regime di 41 bis.
di Sergio Gioli
La Nazione, 29 gennaio 2023
Gli attentati non giovano alla causa di Alfredo Cospito. Lui è in carcere al 41 bis, non si è mai pentito per ciò che ha fatto (che, al contrario di quello che si dice in giro, non è poco) e continua a sfidare lo Stato. Lo fa da capopopolo fanatico ma - adesso e solo adesso - in modo legittimo, semplicemente non mangiando. Per quelli fuori, che giocano a una rivoluzione che non c’è, è una specie di icona.
di Claudio Bozza
Corriere della Sera, 29 gennaio 2023
Pescarese, classe 1967, è considerato l’ideologo della Fai-Fri. Detenuto da oltre 10 anni, dallo scorso aprile gli è stato applicato il regime di 41bis nel carcere di Bancali. Dopo cento giorni senza toccare cibo, le sue condizioni di salute sono sempre più precarie.
di Grazia Longo
La Stampa, 29 gennaio 2023
Colpite le sedi diplomatiche di Berlino e Barcellona, azioni anche a Torino e in Umbria. Cortei e tensioni a Roma e Trieste. C’è la galassia anarchica dietro agli atti vandalici che hanno preso di mira, l’altra sera, le sedi diplomatiche italiane in Spagna e Germania. E l’offensiva in solidarietà con Alfredo Cospito, da 101 giorni in sciopero della fame nel carcere di Sassari, dov’è recluso al 41 bis, ha colpito negli ultimi giorni anche in Italia, da Torino a Spoleto.
Caso Cospito, allarme dell’intelligence: “Attentati nel nostro Paese”. A rischio ministeri e carceri
di Giuliano Foschini e Fabio Tonacci
La Repubblica, 29 gennaio 2023
Gli anarchici sono il maggior pericolo terroristico per la sicurezza nazionale. Il legame con le cellule greche, spagnole e sudamericane. Se li aspettavano. E quasi certamente non saranno gli ultimi atti della campagna lanciata in nome di Alfredo Cospito. Se anche i segnali non fanno ritenere di essere prossimi al “salto di qualità”, all’escalation violenta che riporterebbe il nostro Paese in un periodo nero che pareva dimenticato, certo è che il “caso Cospito” è diventato un tema di sicurezza nazionale.
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