di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 23 settembre 2022
A fronte di indici di stabile rieducazione il giudice se nega il beneficio deve motivare se ritiene che la restrizione subita non è congrua. Il pentito di mafia, che abbia collaborato con la giustizia alla scoperta di gravissimi reati e alla condanna dei responsabili, per ottenere il beneficio della liberazione condizionale deve comunque dimostrare il proprio “sicuro ravvedimento”. E non può solo far rilevare l’entità dei risultati di repressione criminale, raggiunti grazie alla propria collaborazione.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 23 settembre 2022
Ostacoli materiali non giustificano sospensioni e la competenza passa allo Stato che non ha potuto provvedere al passaggio. Lo stop imposto dal Covid ai trasferimenti dei richiedenti asilo all’interno dell’Ue non ha bloccato il decorso del termine di 6 mesi entro cui lo spostamento nel Paese membro competente deve essere effettuato. E, chiarisce la Corte Ue, che una volta decorso il termine la competenza sulla richiesta di asilo passa allo Stato che doveva provvedere al trasferimento dello straniero.
di Andrea Pagnotta e Marco Proietti
Il Sole 24 Ore, 23 settembre 2022
Nota a sentenza, Cassazione Civile Sezione L. n. 27125/22.”Deve ritenersi insussistente il requisito della subordinazione nel rapporto di lavoro istauratosi per finalità sociali e di recupero disciplinato dalla normativa in tema di impiego in lavori socialmente utili”.
Ristretti Orizzonti, 23 settembre 2022
Un detenuto nuovo giunto si è impiccato nella notte nella casa circondariale di Crotone dopo poche ore in cella. Si tratta di un giovane del Crotonese (con problemi psichici e che già aveva tentato il suicidio in libertà) appena giunto in carcere per il reato di maltrattamenti in famiglia, che si è impiccato al letto della cella nella quale era rinchiuso, durante il cambio turno degli Agenti, utilizzando i lacci delle scarpe. Inutili i tentativi di rianimazione dei sanitari e dei poliziotti. A dare la notizia è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, il primo e più rappresentativo dei Baschi Azzurri.
di Andrea Oleandri
Ristretti Orizzonti, 23 settembre 2022
Antigone: “grazie alla Procura di Torino per le indagini dopo anni di disinteresse”. Sarebbero 25 gli avvisi di garanzia recapitati ad agenti penitenziari, funzionari e medici in servizio al carcere di Ivrea e accusati, a vario titolo, di lesioni e falsi aggravati per le presunte violenze su alcuni detenuti.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 23 settembre 2022
Agenti penitenziari e sanitari accusati di violenze sui detenuti e falsificazione di referti. Interviene la Procura generale. “Grazie alla Procura generale di Torino, dopo anni di disinteresse, le indagini sui fatti accaduti nel carcere d’Ivrea dal 2015 al 2016 hanno ora portato a 25 avvisi di garanzia recapitati ad agenti penitenziari, funzionari e medici in servizio alla Casa circondariale eporediese e accusati, a vario titolo, di lesioni e falsi aggravati per le presunte violenze su alcuni detenuti”. L’associazione Antigone, che accoglie così la notizia diramata ieri da La Stampa, segue da anni i casi di presunte violenze e, come spiega l’avvocata Simona Filippi che per l’associazione segue il contenzioso legale, a suo tempo aveva già “presentato alcuni esposti alla Procura di Ivrea, anche a seguito delle denunce presentate dal Garante comunale della città piemontese. Nei mesi successivi - continua Filippi - abbiamo registrato un sostanziale immobilismo da parte della Procura eporediese che portò a ben due richieste di archiviazione a cui ci opponemmo. Proprio a seguito di quello che, a nostro rilievo, era un mancato esercizio dell’azione penale, chiedemmo l’avocazione delle indagini al Procuratore generale presso la Procura di Torino”. Ora, due anni dopo, arriva la notizia degli avvisi di garanzia emessi dai Pg Giancarlo Avenati Bassi e Carlo Maria Pellicano.
di Andrea Bucci e Irene Famà
La Stampa, 23 settembre 2022
Le voci dall’incubo: la stanza delle torture era definita “acquario”. Il carcere è pensato per scontare una pena, non per espiare i peccati come se fosse un girone dell’inferno. E Taufic, che stava scontando la sua condanna nel penitenziario di Ivrea, voleva solo poter sentire i propri familiari, i suoi figli e la moglie. “Vorrei fare una chiamata, ma non è possibile”. Ha fatto richiesta agli agenti di custodia, ma “ho preso calci e schiaffi. Ho domandato di poter fare una telefonata e per punizione sono finito in isolamento per dieci giorni”. E no, “non è successo solo a me. È capitato a tanti altri. Hanno preso botte gratuite, io li ho visti”. Taufic, nel 2016, raccontava tutto questo alla garante dei detenuti di Ivrea e all’associazione Antigone. Come lui, Gerardo che è finito con “uno zigomo tumefatto e un labbro rotto”. E ancora Hamed: “Mi hanno immobilizzato e trasportato di peso”.
di Federica Cravero
La Repubblica, 23 settembre 2022
Dagli atti dell’indagine sul carcere di Ivrea i primi dettagli sui pestaggi. Avvisi di garanzia a 24 uomini della polizia penitenziaria e un sanitario.
palermotoday.it, 23 settembre 2022
L’iniziativa di Antigone. Obiettivo: “Richiamare l’attenzione delle istituzioni sul drammatico fenomeno”. Richiamare l’attenzione delle istituzioni sul drammatico fenomeno dei suicidi nelle carceri. È l’obiettivo del sit-in di Antigone Sicilia che si terrà a Palermo davanti al Tribunale, domenica 25 settembre, alle 24.
di Valentina Reggiani
Il Giorno, 23 settembre 2022
L’uomo ha raccontato l’episodio tramite il suo legale. Il direttore del penitenziario: avviata un’indagine interna. Sarebbe stato sottoposto a violenze sessuali da parte di un medico del penitenziario in cui si trova ristretto.
- Ancona. A ruba caciotte e miele del carcere: i prodotti dei detenuti al mercato di piazza Mazzini
- Arienzo (Ce). “Girone”, nel carcere sono di scena i detenuti
- Airola (Bn). All’Ipm di “musica, ritmo, parole e lingua”
- Ucraina. Il rapporto Onu: “Commessi crimini di guerra. Scosse elettriche e botte ai detenuti”
- Stati Uniti. Storia di Adnan Syed, scarcerato grazie alla stampa che non teme i Pm











