di Viviana Lanza
Il Riformista, 23 settembre 2022
“Mai più bambini in carcere”, aveva detto la ministra Marta Cartabia quasi un anno fa. Il governo si era impegnato a votare la proposta di legge presentata dal deputato napoletano Paolo Siani, una proposta che è stata lasciata per tanto tempo chiusa in un cassetto e poi rispolverata a fine maggio quando finalmente alla Camera c’è stata la prima approvazione con 241 voti favorevoli e 7 contrari. La proposta di legge è finalizzata a promuovere il modello delle case famiglia protette per detenute madri con figli piccoli al seguito, in modo da escludere che donne e figli conviventi di età inferiore ai sei anni siano costretti a vivere da reclusi. Una soluzione per porre rimedio a un orrore italiano, quello dei bambini dietro le sbarre.
di Viviana Lanza
Il Riformista, 23 settembre 2022
Il lavoro nobilita l’uomo, recita un antico proverbio. La mancanza di lavoro è tra le cause del degrado e della criminalità, sostengono quelli che studiano le dinamiche sociali. Il lavoro sarà la priorità, promettono i politici salvo poi non riuscire quasi mai a mettere in pratica quello che dicono. L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, recita la nostra amata e a volte dimenticata Costituzione. Già, il lavoro. Un tema centrale nella vota di ognuno. Anche di chi vive dietro le sbarre, se è vero che è l’ago della bilancia negli equilibri della vita di ogni cittadino. In Campania, regione con i più alti livelli di disoccupazione, sembra quasi un’incongruenza parlare di lavoro per i detenuti, perché ci sono migliaia di disoccupati nel mondo fuori dal carcere.
di Ginevra Lamberti*
Il Domani, 23 settembre 2022
Non esiste letteratura scientifica sul lutto vissuto da chi è in carcere. La scelta di partecipare oppure no a un rito funebre è molto personale e soggettiva: ma questa possibilità per chi sta scontando una pena di reclusione dipende da molti (e variabili) fattori esterni. Le persone carcerate spesso vengono completamente escluse dagli ultimi momenti di vita dei loro cari e non hanno modo di piangerne la morte.
di Veronica Gennari
thebottomup.it, 23 settembre 2022
L’estate 2022 è stata particolarmente problematica per gli istituti carcerari italiani e francesi. In Italia si denuncia l’anno con il più alto tasso di suicidi (59 fino ad ora, superando i 57 totali del 2021), mentre in Francia i detenuti nella prigione di Fresnen, nella periferia sud di Parigi, vivono in condizioni malsane, come mostrato dalla tv BFMTV. Alla luce di questi avvenimenti, The Bottom Up ha ha cercato di capire la condizione della salute mentale dei detenuti nelle carceri italiane e francesi, e quanto le attività proposte dagli istituti (prima fra tutte la possibilità di seguire lezioni scolastiche e diplomarsi) possano in parte prevenire l’aggravarsi di fenomeni depressivi.
di Vincenzo R. Spagnolo
Avvenire, 23 settembre 2022
Mancano oltre 1.600 magistrati. A Roma il Tribunale ha annunciato la sospensione delle udienze collegiali da metà ottobre per sei mesi.
di Simona Musco
Il Dubbio, 23 settembre 2022
I due berlusconiani farebbero dormire sonni più tranquilli al fronte garantista, interessato più diritto di difesa nel processo che a ordine e sicurezza.
di Pierpaolo La Rosa
Il Tempo, 23 settembre 2022
Giulia Bongiorno, senatrice della Lega e responsabile Giustizia del partito, candidata alle elezioni Politiche di dopodomani. Quali sono le priorità della Lega, in materia di giustizia, per la prossima legislatura?
di Stefano Bigolaro
Il Dubbio, 23 settembre 2022
C’è una domanda che non ti devi porre: a che cosa servono le mozioni approvate in un Congresso nazionale forense. Già presentarle è un gioco con le sue regole; ma dopo? Andrà fatto, certo, ogni sforzo per valorizzarle. Ma lo so per esperienza, quanto sia improbabile che mozioni splendide, approvate plebiscitariamente, portino a dei risultati concreti e misurabili. Lo so, ma non importa. Ciò che importa è impegnarsi nella ricerca di una giustizia migliore.
di Fabio Falbo
Il Riformista, 23 settembre 2022
La condanna, per una patente falsa, risale al 2007, quella definitiva a marzo 2018. Ad agosto è stata arrestata per l’esecuzione della pena. Ora la vita che aveva ricostruito nella legalità si sta sgretolando.
di Federica Orlandi
Il Resto del Carlino, 23 settembre 2022
Un 24enne aveva rubato nel 2020 da una lavanderia a gettoni a Bologna. L’iter giudiziario va avanti da mesi. Tre udienze (almeno) per un episodio di furto aggravato, con tanto di testimoni. Fin qui, nulla di strano. Peccato che a occupare le aule di giustizia, il tempo e il lavoro di avvocati, giudici e pm, in questo caso, è la vicenda di un ladro che ha rubato... un euro. E ottanta centesimi, per la precisione.
- Per la liberazione condizionale del pentito non basta la collaborazione ma va provato il sicuro ravvedimento
- Il termine di sei mesi per il trasferimento del richiedente asilo non è stato sospeso dall’emergenza Covid
- Lavoratore socialmente utile, insussistenza del requisito di subordinazione
- Crotone. Muore suicida in carcere dopo poche ore in cella
- Ivrea (To). Avvisi di garanzia per le presunte violenze in carcere











