Corriere Adriatico, 23 settembre 2022
Sono andati a ruba caciotte, miele e olio prodotti nel carcere di Barcaglione, presenti per la prima volta al mercato di Falconara grazie all’iniziativa Campagna Amica di Coldiretti. In piazza Mazzini, nella mattinata di ieri, è stato infatti allestito uno stand della Fattoria Barcaglione, una realtà interna al penitenziario anconetano che permette a 60 detenuti di produrre formaggi con il latte delle 20 pecore allevate, olio dai 300 ulivi coltivati e miele dai 30 alveari.
di Raffaele Sardo
La Repubblica, 23 settembre 2022
“Girone”, nel carcere di Arienzo sono di scena i detenuti. “E’ lo spettacolo della vita attraverso cui cercano un riscatto” dice il regista Gaetano Battista. E c’è chi pensa di fare l’attore anche dopo aver scontato la pena.
di Catia Paluzzi
gnewsonline.it, 23 settembre 2022
Il progetto “Ti Leggo” della Fondazione Treccani Cultura ha accompagnato nel percorso rieducativo minori e giovani adulti ristretti nell’Istituto penale per i minorenni di Airola, offrendo loro un’opportunità di reinserimento nella vita sociale. Le attività laboratoriali in cui sono stati coinvolti i ragazzi hanno utilizzato il genere musicale del rap come strumento di partenza, unito a corsi di studio della lingua italiana scritta e parlata, con approfondimenti dedicati al teatro e alla lettura creativa.
Il Fatto Quotidiano, 23 settembre 2022
Il rapporto della commissione d’inchiesta istituita a maggio ha raccolto prove e testimonianze su quanto accaduto dall’invasione dell’Ucraina lo scorso febbraio, senza specificare quale delle parti abbia commesso i crimini.
di Valerio Fioravanti
Il Riformista, 23 settembre 2022
Una diciottenne di origini sudcoreane, Hae Min Lee, venne strangolata a morte nel gennaio 1999 a Baltimora, ordinata e ricca città più o meno a 150 chilometri da New York (a nord) e altrettanti da Washington (a sud). Venne sospettato un suo compagno di liceo, di qualche mese più giovane, con cui aveva avuto un flirt, Adnan Masud Syed. Il giovane Syed, di origini pachistane e famiglia musulmana, dicono fosse uno studente dotato, sportivo, popolare. Secondo l’ipotesi accusatoria aveva litigato con la ragazza perché era disturbato dal fatto di essere stato lasciato. Prove fisiche nessuna, alcuni elementi indiziari, e una telefonata anonima che aveva suggerito alla polizia di “attenzionarlo”. Un altro ragazzo della stessa scuola prima disse di non sapere niente, poi disse di sapere qualcosa, infine disse di aver aiutato Adnan a seppellire, sotto pochi centimetri di terra in un parco pubblico, il cadavere della ragazza. 20 giorni dopo il ritrovamento del corpo, il “pachistano” venne arrestato.
di Vivian Yee, Allison McCann e Josh Holder
Internazionale, 23 settembre 2022
Un’inchiesta del New York Times ha calcolato che sono migliaia le persone in carcere senza prove e senza processo, e spesso senza neanche un’accusa formale.
di Farian Sabahi
Il Manifesto, 23 settembre 2022
Internet rallentato, app bloccate. Mobilitazione ovunque: “No al turbante, sì alla libertà”. Il padre di Mahsa sfida le autorità e parla con la Bbc: “Non mi fanno vedere il suo corpo”.
di Elton Kalica
Ristretti Orizzonti, 22 settembre 2022
È morto Maurizio. Si è tolto la vita nel carcere di Verona. Aveva poco più di settant’anni. Il giudice lo aveva condannato a sette anni per essere entrato in banca con un taglierino e aver rapinato la cassa. Al processo Maurizio ha sostenuto la sua innocenza. Invece l’assoluzione è arrivata solo per i suoi due presunti complici, suoi coetanei. Per lui invece una sentenza dura, che forse non voleva tanto retribuire la società delle poche centinaia di euro sottratte alla banca, quanto invece punire il nonno rapinatore per la sua scelta di vita.
di Maurizio Bertani (scritto nel dicembre 2007)
Ristretti Orizzonti, 22 settembre 2022
Il suicidio credo sia un attimo in cui il buio ti travolge, e non ti fa razionalmente capire cosa stia succedendo: io in carcere a volte ho passato quell’attimo, poi la ragione torna a riprendere il suo posto, e non si arriva più ad un gesto così estremo. Nel “mondo libero” però ci sono più opportunità di recupero del proprio raziocinio, per il semplice fatto che qualunque sia la disgrazia che capita, le persone hanno almeno un forte ambiente sociale e famigliare che fa da scudo e protegge.
di Alessandra Ventimiglia
La Discussione, 22 settembre 2022
Dopo l’ennesimo suicidio di una giovane donna in carcere, quello della ventisettenne Donatella Hodo, avvenuta a Montorio il 18 agosto scorso, un gruppo di detenute ed ex detenute si sono unite dando vita al gruppo social “Sbarre di Zucchero”, con l’unico scopo di denunciare le gravi condizioni degli istituti penitenziari femminili e combattere affinché le detenute siano rispettate e trattate come esseri umani.
- Magistrati in carcere: cari pm, seguite l’esempio dei vostri colleghi in Belgio
- La misurazione delle pene prescinde dalla reale condizione di vita dei detenuti
- Consulta, è l’ora del coraggio: fermate l’ergastolo ostativo
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