leccenews24.it, 24 gennaio 2023
Il sostituto procuratore Francesca Miglietta che sta coordinando le indagini, nelle prossime ore, conferirà l’incarico al medico legale Alberto Tortorella, per accertare le cause del decesso di Francesco Novellino, 42 anni, di Taranto, che fra pochi mesi avrebbe finito di scontare la pena per fatti legati alla droga. L’esame autoptico servirà anche a stabilire se i soccorsi siano stati tempestivi. Intanto, la Procura ha delegato la polizia giudiziaria, per l’acquisizione della documentazione relativa al detenuto e l’identificazione di chi doveva eventualmente intervenire per evitare la tragedia. E non è escluso che nelle prossime possano essere notificati i primi avvisi di garanzia.
quotidianopiemontese.it, 24 gennaio 2023
Approvato in Sala Rossa, questo pomeriggio, un ordine del giorno firmato dal consigliere Silvio Viale che, senza entrare nel merito della vicenda giudiziaria, chiede al ministro della Giustizia Carlo Nordio di rispondere in tempi brevissimi all’istanza presentata per ottenere la revoca del 41 bis ad Alfredo Cospito, il detenuto in sciopero della fame dal 20 ottobre scorso. Per il firmatario del documento, è una soluzione necessaria per evitare un ulteriore peggioramento delle condizioni di salute di Cospito, attraverso la concreta applicazione dell’articolo 27 della Costituzione che sancisce in modo inequivocabile come: “le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità”.
Il Giorno, 24 gennaio 2023
Non c’è pace per il Beccaria. Domenica sera, la tensione è tornata a salire ben oltre il livello di guardia: una decina di detenuti dell’istituto minorile, stando a quanto risulta al Giorno, ha tentato di forzare lo sbarramento di un braccio della struttura di via Calchi Taeggi. L’obiettivo: scontrarsi con un altro gruppo di reclusi, che si trovavano in un’altra ala e con i quali evidentemente non corre buon sangue.
di Susanna Marietti*
Il Fatto Quotidiano, 24 gennaio 2023
Nella notte tra venerdì e sabato due ragazzi reclusi nel carcere minorile Beccaria di Milano hanno dato fuoco a un materasso nel reparto infermeria dell’istituto. Sembra che i due ragazzi fossero tossicodipendenti e abbiano avuto una crisi di nervi dovuta all’astinenza. Un comportamento grave, non c’è dubbio. Così come grave è stato quello che ha portato sette ragazzi detenuti nello stesso carcere a evadere lo scorso dicembre. Faccio però due considerazioni.
di Elena Mittino
novaratoday.it, 24 gennaio 2023
Rosalia Marino, direttrice del carcere di Novara da 10 anni, racconta la realtà locale. In città ci sono 178 detenuti, 70 nel 41 bis. “È bene parlare del carcere, ci sono tante false verità e spesso se ne parla a sproposito. Si pensa molte volte che sia quello che vediamo nei film americani. Non è così”. Nei giorni scorsi, ospite a una serata organizzata dallo Stampa Club di Novara, è stata Rosalia Marino, la direttrice del carcere di Novara ormai da dieci anni, che si occupa anche di quello di Biella.
di Selina Trevisan
Gente Veneta, 24 gennaio 2023
Tanti sacerdoti si occupano di realtà “silenziose”, fatte di luoghi e persone che, pur essendo proprio davanti ai nostri occhi, spesso “scompaiono” alla nostra vista, finendo quasi con il dimenticarci di loro, finché qualcosa di eclatante non accade.
professionedocente.com, 24 gennaio 2023
Riceviamo e pubblichiamo una lettera del dirigente scolastico dell’IC Mozart di Roma Giovanni Cogliandro sull’istruzione scolastica in carcere. “All’inizio dello scorso anno scolastico mi è stato proposto di assumere la reggenza dell’Istituto John Von Neumann di Roma. Sono tanti i docenti di questo Istituto, la cui sede principale è ubicata nel quartiere di San Basilio nella periferia est di Roma, e che ha tra le sue peculiarità quella di avere più di 500 dei suoi studenti detenuti nei quattro Istituti penitenziari di Rebibbia.
di Silvia Fumarola
La Repubblica, 24 gennaio 2023
Torna la serie ambientata in un Istituto di detenzione minorile di Napoli. Con Carolina Crescentini, Carmine Recano, Massimiliano Caiazzo. La famiglia e l’amicizia, l’amore e la libertà. Sono i temi principali della terza stagione di Mare fuori, la serie che ha appassionato il pubblico young adult italiano e internazionale, tra le più apprezzate degli ultimi anni, che debutterà su RaiPlay l’1 febbraio (sulla piattaforma verranno riproposte le prime due stagioni) e approderà in prima serata su Rai 2 il 15 febbraio.
di Corrado Augias
La Repubblica, 24 gennaio 2023
Saturazione? È possibile. Tra le ultime uscite editoriali natalizie ho contato cinque titoli che rievocavano storie di ebrei scampati, o non scampati, alla Shoah. Qualcuno può cominciare a pensare che si stia esagerando, che un’eccessiva insistenza nuoccia.
di Michela Marzano
La Stampa, 24 gennaio 2023
Da tre anni, la senatrice è sotto tutela a causa delle minacce ricevute. Non ha mai smesso di ricordarci la forza dell’onestà e della libertà. Lei, la conosciamo tutti. La senatrice Liliana Segre è una delle colonne portanti della memoria del nostro Paese: una grande donna di cui, in tante e tanti, siamo estremamente fieri, ma anche lo specchio di un momento particolarmente vergognoso della nostra storia. Loro, invece, li scopriamo via via: Marco Palmieri, Antonio Bianco, Riccardo Mallozzi e Giovanni Pansera sono le quattro guardie del corpo della senatrice, i suoi angeli custodi. Da ormai tre anni, questi quattro carabinieri seguono ovunque la senatrice Segre, ma ancora non riescono a capacitarsi di come sia possibile che una persona come lei, a 92 anni, sia costretta a vivere sotto protezione per le minacce che subisce ogni giorno e l’odio che le viene vomitato addosso. Sono loro, d’altronde, i veri protagonisti di Liliana siamo noi: storia di mille giorni con la scorta, un podcast di Rai Radio 1 scritto da Paolo Maggioni e Giancarlo Briguglia. In quattro episodi, il podcast racconta cosa significhi seguire la senatrice Segre quando si reca in piazza Safra, al Binario 21 - il luogo dove ebbe inizio l’orrore della Shoah a Milano e dal quale, tra il 1943 e il 1945, partirono venti convogli verso i campi della morte -, essere stati con lei quando, nell’ottobre dello scorso anno (che era poi anche il centenario della Marcia su Roma), Liliana Segre assicurò la presidenza del Senato nel corso della seduta che portò all’elezione di Ignazio La Russa, oppure anche, più semplicemente, cosa vuol dire vivere tanti momenti di intimità, di emozione e di gioia accanto a questa “donna luminosa”, come la definisce a un certo punto Antonio Bianco. La senatrice Segre non ha paura, non l’ha mai avuta, e il messaggio che vuole lasciare ai posteri è proprio questo: vi auguro di essere sempre liberi e senza paura. Nonostante poi si commuova quando, al Memoriale della Shoah, arriva di fronte al muro dei nomi e tra quei nomi, che sono sempre, e soprattutto, storie, persone e famiglie, mostra il nome del padre, forse ancora più importante del proprio: Alberto Segre, morto ad Auschwitz il 27 aprile 1944.
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