imagazine.it, 25 gennaio 2023
Ha già dato vita alla mostra ospitata fino al 2 febbraio nell’atrio del Palazzo Municipale la collaborazione del Comune di Monfalcone con la Conferenza Regionale Volontariato e Giustizia, che ora si arricchisce di una nuova occasione di riflessione e confronto, con l’incontro pubblico dal titolo Dal dentro al fuori: l’esecuzione penale oltre le mura.
Gazzetta del Mezzogiorno, 25 gennaio 2023
I primi cinque incontri, ogni mercoledì alle 14 alle 16, partono domani nella prima sezione media sicurezza del carcere circondariale. Altri cinque dal primo marzo. L’arte e la cultura tornano protagonisti in carcere, con l’obiettivo di favorire il riscatto personale e avviare percorsi di reinserimento dei detenuti. Da domani, e poi ancora a partire dal primo marzo, nella Casa circondariale di Bari arriva il laboratorio “Il teatro che ripara. Il teatro che è riparo”, progetto di formazione e accompagnamento alla pratica e alla visione del teatro a cura di Damiano Nirchio-associazione culturale Senza piume, in collaborazione con la cooperativa sociale Crisi. L’iniziativa si inserisce fra le attività del “Laboratorio teatrale urbano”, ideato dal Teatro pubblico pugliese con il Comune di Bari, in collaborazione con la Casa circondariale.
Il Mattino, 25 gennaio 2023
In un periodo in cui, quando si parla di carceri in Italia, si fa riferimento solo a drammatici fatti di cronaca, la notizia che arriva dal penitenziario napoletano di Poggioreale risuona come una piacevole novità. Già, perché grazie all’associazione di volontariato “Carcere Vi.Vo” alcuni dei detenuti hanno avuto modo di scoprire la magia del teatro.
di Francesca Fiocchi
Famiglia Cristiana, 25 gennaio 2023
Il regista premiato dalla Biennale di Venezia per la Compagnia della fortezza, formata da attori detenuti: “Questa esperienza mi ha insegnato che le potenzialità dell’uomo sono enormi. Il prossimo passo? Una sede stabile dentro l’istituto di pena”.
di Ferruccio de Bortoli
Corriere della Sera, 25 gennaio 2023
La “giornata” è stata istituita soltanto nel 2000. Se dovesse trasformarsi in un esercizio rituale, di semplice buona educazione, non avrebbe senso. La memoria è come un giardino. Va curata. Altrimenti si ricoprirà di erbacce. E i fiori dei giusti scompariranno. Divorati. Quei fiori sono persone che hanno lottato anche per la nostra libertà o hanno pagato, con la vita, per la sola colpa di essere nati. Quello che siamo noi oggi lo dobbiamo a loro. Se li dimenticassimo morirebbero una seconda volta. Ma, senza accorgercene, cominceremmo anche noi - fortunati cittadini di una democrazia e di uno Stato di diritto - a svuotarci di valori, a dare poca importanza al coraggio delle idee, al sacrificio personale per un bene collettivo, a impoverirci nella nebbia storica dei fatti. Inerti. Privi di vaccini per difenderci da nuove barbarie.
di Luca Monticelli
La Stampa, 25 gennaio 2023
La scrittrice: “Non sono pessimista come Segre, non posso aver parlato a vuoto per 60 anni. Un dovere ricordare i lager ma moltiplicare gli eventi può avere un effetto controproducente”.
di Adalgisa Marrocco
huffingtonpost.it, 25 gennaio 2023
Intervista al giornalista e scrittore Pierluigi Battista dopo che Peter Pan è stato inserito nella lista dei libri sconsigliati dall’Università di Aberdeen agli studenti per gli “stereotipi di genere” e dopo il “codice di condotta” inviato dallo Scottish Book Trust a 600 scrittori: “Chi pensava che fosse un fenomeno passeggero, sbagliava. È una slavina che fa sempre più danni”.
di Alessandra Ziniti
La Repubblica, 25 gennaio 2023
Il Carroccio infila nelle pieghe del testo sulle navi delle Ong alcune norme già cancellate dal Parlamento. Dalle Ong ai permessi di soggiorno e all’accoglienza dei migranti. La Lega prova a far rientrare dalla finestra alcuni capisaldi del primo decreto sicurezza firmato Salvini spazzati via dalle modifiche apportate successivamente dal Parlamento. E lo fa infilandoli nelle pieghe del decreto immigrazione, presentato dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e approvato dal governo subito dopo Natale, durante l’iter di conversione in legge del provvedimento che dovrebbe arrivare in aula il 2 febbraio.
di Nadia Boffa
huffingtonpost.it, 25 gennaio 2023
Intervista al direttore dell’Institute for Global Studies: “Mancano una leadership e un elemento capace di aggregare”. Sulle sanzioni avverte l’Ue che “assegnare lo status di terroristi ai pasdaran paralizzerebbe i rapporti”, mentre una contromossa iraniana per chiudere il Golfo avrebbe “conseguenze ben più gravi” a livello internazionale.
di Mohsen Makhmalbaf*
La Stampa, 25 gennaio 2023
Cari amici, siete riuniti in solidarietà con la rivoluzione iraniana e per chiedere la scarcerazione dei prigionieri politici, compresi tanti registi. Come sapete, 44 anni fa c’è già stata una rivoluzione contro il regime, che sfortunatamente non ha portato al raggiungimento della democrazia. Anzi, le cose sono via via peggiorate e abbiamo perso le nostre libertà individuali, a causa delle leggi dettate dalla religione. Dopo la rivoluzione in Iran del 1979, al governo si sono radicate le bugie della politica e la propaganda della religione. Contro questa egemonia si è affermato un nuovo corso del cinema iraniano, per mostrare la realtà del nostro Paese e comunicare il sogno della libertà, in particolare la libertà delle donne. Il basilare diritto umano alla libertà, a partire dalla scelta del proprio stile di vita, che è stato rivendicato e gridato nelle strade dell’Iran, non è un desiderio nuovo: lo abbiamo mostrato negli ultimi 40 anni, attraverso i film iraniani, per contrastare la narrazione ufficiale del governo iraniano. Dal punto di vista sociologico, ogni narrazione alternativa, che si oppone a quella egemone, di solito nasce da piccoli gruppi di persone, per poi diventare della maggioranza. Purtroppo, possono volerci generazioni prima che questo sogno si realizzi.
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