di Liana Milella
La Repubblica, 14 settembre 2022
Si apre la successione. Ultima udienza per il presidente della Corte costituzionale che si rivolge al Parlamento: “Da lì arriva il silenzio oppure voci discordi al suo interno che bloccano le decisioni”.
di Andrea Fabozzi
Il Manifesto, 14 settembre 2022
L’addio preoccupato di Giuliano Amato: “Sistemi radicalizzati, tendenza ad alzare barriere nazionali contro il diritto comune”. La Corte costituzionale ha resistito in questi anni in cui “i sistemi politici si sono radicalizzati in particolare sui temi valoriali e identitari” e in Europa sono state “minacciate o innalzate barriere nazionali contro il diritto comune”.
di Liana Milella
La Repubblica, 14 settembre 2022
La Commissione Giustizia del Senato ha dato il parere positivo ai decreti legislativi di attuazione delle riforme del processo civile e penale. Ma il M5S si mette di traverso. E vota contro il decreto attuativo della riforma penale di Marta Cartabia. Decreto che scade il 19 ottobre. E a rischio ci sono i miliardi - 2,7 per la giustizia - del Pnrr. Ok unanime invece sulla delega civile.
di Antonella Mascali
Il Dubbio, 14 settembre 2022
Il Movimento 5 Stelle ha votato no in commissione Giustizia del Senato al parere sul decreto legislativo di attuazione della riforma del processo penale, approvato da tutte le altre forze della maggioranza ormai agli sgoccioli, senza alcuna osservazione. I pentastellati, però, hanno votato a favore del parere sui decreti attuativi alla riforma del processo civile, come gli altri partiti del governo dimissionario.
di Davide Varì
Il Dubbio, 14 settembre 2022
Il Guardasigilli da Milano: “Io mi auguro che questo corso possa essere di buon auspicio per la conclusione di un percorso già avanzato ma non compiuto”.
di Tiziana Maiolo
Il Riformista, 14 settembre 2022
“Delenda Cartabia”, non pare essere una parola d’ordine che ha stuzzicato solo il candidato Scarpinato. Ben altri candidati, in una tornata elettorale che tiene in ansia il mondo delle toghe, hanno il batticuore perché è in gioco non solo la loro elezione ma anche il loro potere.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 14 settembre 2022
In un incontro elettorale il giudice Tullio Morello, candidato per la corrente di sinistra Area al rinnovo del Consiglio superiore della magistratura, ha definito “canaglia” la riforma della ministra della Giustizia. “Palamara? Un pezzo di m...”.
di Simona Musco
Il Dubbio, 14 settembre 2022
Sfuma l’ultima occasione per approvare la legge al Senato. La presidente Casellati chiude i lavori, ma un voto dopo le elezioni è tecnicamente possibile. “Il ddl sull’equo compenso è definitivamente sepolto”. Non c’è margine di speranza tra i parlamentari dopo la conferenza dei capigruppo di ieri, durante la quale tutti i provvedimenti rimasti in sospeso a causa della caduta del governo Draghi sembrano finiti in un cassetto. E a chiudere definitivamente le porte ci ha pensato la presidente del Senato Elisabetta Casellati, che ha terminato l’ultima seduta a Palazzo Madama annunciando la convocazione solo per questioni urgenti. “Il Senato è convocato a domicilio”, ha sottolineato prima di dare il via all’ultima votazione, di fatto mettendo una pietra tombale sul provvedimento.
di Milena Gabanelli, Cesare Giuzzi e Simona Ravizza
Corriere della Sera, 14 settembre 2022
La sicurezza è uno dei temi politici dominanti delle campagne elettorali, e non solo, da almeno 15 anni. Un’emergenza che ritorna, in un circolo infinito, dopo ogni fatto di cronaca. In vista del voto del 25 settembre Lega e Fratelli d’Italia ne fanno una delle bandiere del loro programma: “Riportare la sicurezza nelle città italiane”. Eppure, le forze dell’ordine parlano di reati in calo e di indici sulla criminalità mai così bassi. Ma com’è davvero la situazione? Per capirlo vediamo l’andamento dei reati legati alla microcriminalità nelle 6 più importanti città in 10 anni (2009-2019) e lo mettiamo a confronto con il 2021. Lo facciamo con i dati forniti a Dataroom dal ministero dell’Interno su Milano, Roma, Torino, Firenze, Bologna e Napoli. Dai dati abbiamo escluso il 2020, perché tra lockdown e pandemia non può avere un reale valore statistico.
di Giorgio Meletti
Il Dubbio, 14 settembre 2022
La notizia secca è che Autostrade per l’Italia (Aspi) e la sua società controllata per l’ingegneria Spea hanno chiesto al tribunale di Genova di essere escluse come responsabili civili del processo per il crollo del ponte Morandi che sta muovendo i primi passi. Cioè di non essere chiamate a pagare i danni in solido con gli imputati eventualmente condannati.
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