di Giuseppe Guastella
Corriere della Sera, 6 gennaio 2023
Il legale: “Volevano spingerla a confessare, ma non sapeva nulla di quei soldi”. Per la prima volta dopo 28 giorni, tempo terribilmente infinito per una mamma, oggi pomeriggio Eva Kaili potrà stare per tre ore con la sua bambina di 22 mesi nel carcere di Haren, dove l’ex vicepresidente del Parlamento europeo è rinchiusa con l’accusa di associazione criminale, corruzione e riciclaggio di denaro nell’inchiesta sui presunti “interventi politici” organizzati a pagamento da Antonio Panzeri dietro la ong Fight impunity per conto del Marocco e del Qatar. Ad accompagnare la piccola dentro sarà il nonno che fu arrestato e subito rilasciato perché fermato con una valigia con dentro 600 mila euro in contanti. Da allora con la moglie accudisce la piccola.
Iran. Manifestante 18enne condannato a morte. Funzionario giustizia: “Indagare su stupri in carcere”
di Chiara Ammendola
fanpage.it, 6 gennaio 2023
Il 18enne Arshia Takdestan è stato condannato a morte dal regime iraniano per aver partecipato alle manifestazioni di protesta in Iran. Intanto alti funzionari della giustizia chiedono che venga fatta luce sulle violenze nelle carceri nei confronti dei detenuti.
di Fabio Fazio
Oggi, 5 gennaio 2023
Ottantaquattro è il numero che ha chiuso il 2022. Un detenuto bengalese di 30 anni, che si è impiccato nel carcere di Rebibbia, era l’ottantaduesimo suicida dall’inizio dell’anno. Sarebbe uscito a luglio, gli mancavano pochi mesi. Ma non è un fatto inusuale.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 5 gennaio 2023
La corte d’Appello di Torino richiama la necessità di una sanzione proporzionata alla effettiva portata lesiva delle condotte. L’anarchico al 41 bis è in sciopero della fame da 77 giorni e rischia l’ergastolo. Se la Consulta dovesse accogliere la questione di illegittimità costituzionale sollevata dalla corte d’Assise d’Appello di Torino, gli anarchici Alfredo Cospito e Anna Beniamino non rischiano più l’ergastolo per aver collocato di notte del 2 giugno 2006 (così come ritiene l’accusa con tanto esito di condanna) due ordigni nei pressi di uno degli ingressi della scuola allievi di Fossano.
di Frank Cimini
Il Riformista, 5 gennaio 2023
Nei giorni in cui vengono rese note le motivazioni con cui la corte d’assise di appello di Torino rivolgendosi alla Corte Costituzionale sostiene che l’ergastolo a Alfredo Cospito per un’azione che non ha fatto morti e feriti non si può dare, il Questore di Torino dotato evidentemente di una sfera di cristallo in conferenza stampa dice di non escludere il passaggio degli anarchici in clandestinità.
di Alberto Cisterna
Il Riformista, 5 gennaio 2023
“Il decadimento etico e morale della società civile, soprattutto di quella del mondo occidentale, è palese e riguarda tutte le categorie”. A recitare il de profundis della nostra società, anzi dell’intera società occidentale, non è stato né Putin né qualche ayatollah iraniano né qualche patriarca ortodosso filorusso. Vedremo alla fine a chi appartenga la frase, ma un nome e un cognome in fondo non hanno alcuna importanza.
di Gianni Barbacetto
Il Fatto Quotidiano, 5 gennaio 2023
Pene più dure per droga e immigrazione clandestina. Colletti bianchi sempre salvi. L’ultima proposta in tema di giustizia è quella di aumentare le pene per chi imbratta i muri. È la reazione di esponenti della maggioranza all’azione degli attivisti di Ultima Generazione, che hanno gettato vernice sulla facciata del Senato per protestare contro l’inerzia nei confronti della crisi climatica.
di Paolo Frosina
Il Fatto Quotidiano, 5 gennaio 2023
Il ddl di Forza Italia per punire i giornalisti che pubblicano intercettazioni non più segrete. La proposta dei deputati Annarita Patriarca e Tommaso Antonio Calderone chiede di introdurre una nuova “fattispecie tipica di reato punibile da due a cinque anni”, per impedire di “pubblicare con leggerezza atti di indagine fino all’udienza preliminare”.
di Pieremilio Sammarco*
Libero, 5 gennaio 2023
Cosa c’è dietro la volontà del ministro Nordio di ridimensionarne l’uso. Il Ministro Nordio giustamente ha dichiarato di voler limitare l’uso delle intercettazioni come mezzo della ricerca della prova.
di Valeria Pacelli
Il Fatto Quotidiano, 5 gennaio 2023
I lenti aggiornamenti telematici e la mancata ricezione delle notizie di reato. Sistemi informatici non aggiornati. E impossibilità per i magistrati di ricezione delle notizie di reato. Nei primi giorni di entrata in vigore della riforma Cartabia è successo anche questo in molte Procure italiane. Alcune di queste si trovano in Puglia, altre in Abruzzo, altre ancora nelle Marche.
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