di Eleonora Martini
Il Manifesto, 26 novembre 2022
A Regina Coeli la pièce teatrale “Ad ogni passo” tratto dall’epistolario tra i coniugi Emma e Giulio Turchi, comunisti perseguitati dal regime fascista che li tenne separati per 17 anni. Alla prima lettera dal carcere Giulio le scrisse: “Coraggio Emma, due o ventuno fa lo stesso!”. Arrestato a Roma l’8 aprile 1927 con l’accusa di aver continuato a far parte di un partito (comunista) disciolto per ordine della Pubblica autorità, Giulio Turchi aveva 26 anni quando, nel 1928, venne condannato a ventun anni di reclusione dal Tribunale speciale fascista. Si erano sposati solo il 2 maggio 1926, lui e Emma, giovanissima sarta conosciuta nella comune città natale, Firenze, appena cinque mesi prima del matrimonio. Ma il loro amore sarebbe durato tutta la vita, malgrado il carcere fascista li abbia tenuti separati per diciassette lunghissimi anni. Separati ma non distanti, in continuo confronto e conforto attraverso lettere, cartoline e telegrammi.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 26 novembre 2022
C’è un buco nero che ha cittadinanza sulla terra da vent’anni esatti, e non c’è verso di chiuderlo. È un buco nero che risucchia diritti e vite umane, lontano dagli sguardi indiscreti, a Guantanamo bay. Dal 2002 ci hanno messo piede 780 persone, ora ne restano 35. Prigionieri, “nemici combattenti”, quasi tutti rilasciati nel corso degli anni, e sparpagliati in 59 paesi. Per un totale di 8 condanne emesse. Sì, otto.
di Marta Ghezzi
Corriere della Sera, 26 novembre 2022
Torna sabato 26 novembre in tutta Italia la Giornata Nazionale della Colletta. Oltre 140mila persone impegnate a raccogliere i prodotti davanti a 11mila supermercati. testimonial è il calciatore Giorgio Chiellini.
di Marco Fattorini
linkiesta.it, 26 novembre 2022
Il 26 novembre è il giorno della colletta alimentare, il gesto più semplice per capire i bisogni delle persone. C’è la signora Anna, 82 anni, che riempie una busta nonostante la sua pensione minima: “Sono stata aiutata e voglio restituire il bene che ho ricevuto”. Poi c’è Armando che ogni anno acquista cento chili di zucchero perché “un po’ di dolcezza serve sempre”. Quindi arriva Edoardo, giacca in pelle e sneakers. All’ingresso del supermercato ferma uno dei volontari con la pettorina: “Vuoi fare un investimento? Dammi un euro per prendere il carrello e io partecipo alla Colletta Alimentare”. Quello, sorpreso, apre il portafoglio e gli porge la moneta. “Adesso vieni con me tra gli scaffali e dimmi cosa vi serve”. Morale della favola: riempie un carrello di alimenti per l’infanzia, biscotti e cibo in scatola.
di Filippo Barbera
Il Manifesto, 26 novembre 2022
Ministro del merito. Con questa “idea” la sfera pubblica diventa una “scena” teatrale dove espiare la colpa; e si vuole recuperare la “credibilità dell’educatore” attraverso strumenti punitivi. Il 21 novembre il Ministro dell’Istruzione e del Merito del governo Meloni, in occasione di un evento pubblico a Milano, ha dichiarato: “Soltanto lavorando per la collettività, umiliandosi anche, si prende la responsabilità dei propri atti. Evviva l’umiliazione”.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 26 novembre 2022
Nei Centri di permanenza per il rimpatrio i migranti sono detenuti senza aver commesso reati. Il sistema alimenta violazioni dei diritti e inutili sofferenze. Una disfatta per tutti. L’articolo 106 della bozza di manovra circolata in questi giorni tratta l’”Ampliamento della rete dei centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr)”. Per il prossimo triennio stanzia 42 milioni di euro per “costruzione, acquisizione, completamento, adeguamento e ristrutturazione di immobili e infrastrutture destinati a centri di trattenimento e accoglienza”. Nei Cpr, però, di accoglienza non c’è nulla. Sono luoghi di detenzione amministrativa, cioè di privazione della libertà personale di chi non ha commesso alcun reato.
di Giovanna Faggionato
Il Domani, 26 novembre 2022
Assumere un esercito di precari in deroga ai limiti previsti per il lavoro in somministrazione o a tempo determinato, per sbrigare le pratiche per gli stranieri da far lavorare nei nostri campi, nelle nostre case, nei nostri alberghi e nei nostri ristoranti. L’articolo 109 della legge di Bilancio del governo Meloni - “Misure per la funzionalità del ministero dell’Interno” - illustra il modo paradossale in cui vengono gestite le questioni del lavoro e dell’immigrazione in Italia, proprio mentre il nuovo ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, annuncia al Consiglio Ue che per il 2023 l’Italia potrebbe accogliere regolarmente 100mila stranieri.
di Anais Ginori e Alessandra Ziniti
La Repubblica, 26 novembre 2022
Darmanin: “L’Italia accolga le navi o niente ricollocamenti”. L’Ue valuta un codice sui salvataggi e chiama le organizzazioni umanitarie al tavolo. Piantedosi sulle confische non farà un decreto. Intesa Parigi-Berlino di sostegno reciproco sull’energia.
di Gianfranco Pellegrino
Il Domani, 26 novembre 2022
Il risultato principale della Cop 27 è stato l’istituzione di un fondo per compensare le vittime dei danni arrecati dal cambiamento climatico. Come hanno detto molti, una parte della giustizia climatica ancora disattesa finalmente è stata riconosciuta. È un risultato positivo in una conferenza difficile, anche se molti elementi dovranno ancora essere chiariti (quanto e chi pagare, dove trovare le risorse e così via). È stata anche una vittoria politica dei paesi africani, delle piccole isole, di alcune economie emergenti.
di Luca Cereda
vita.it, 25 novembre 2022
I suicidi in carcere non sono più un’emergenza, nonostante siano 80 i detenuti ad essersi tolti la vita nel 2022, sono normalità. E nessuna istituzione ne parla.
- La follia di lasciar morire Alfredo Cospito al 41 bis
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