di Sergio D’Elia
Il Riformista, 27 aprile 2022
Il Texas non è terra di miracoli. Ma nel caso di Melissa Lucio il miracolo è accaduto. Oggi, 27 aprile dell’anno del Signore 2022, doveva essere il giorno dell’Antico Testamento. È divenuto invece quello della Buona Novella. Al di là della solita storia, della consuetudine e di ogni ragionevole certezza, la Corte d’Appello Penale del Texas ha stabilito la sospensione dell’esecuzione di Melissa, proprio alla vigilia dell’ennesimo evento patibolare, dell’ennesimo primato texano. Nel braccio della morte per l’omicidio della figlia Mariah di due anni avvenuto nel 2007, Melissa sarebbe stata la prima donna latina giustiziata negli Stati Uniti dalla ripresa della pena di morte negli anni 70. Il tribunale ha ordinato alla stessa corte che ha emesso la condanna di riesaminare il caso.
today.it, 27 aprile 2022
Attivista per i diritti umani, difensore delle minoranze, oppositore del presidente Recep Tayyip Erdogan, Osman Kavala, sessantaquattrenne editore e filantropo è stato condannato all’ergastolo in Turchia, scatenando forti proteste in tutto il Paese e anche a livello internazionale. L’uomo era già detenuto dall’ottobre 2017 nella prigione di alta sicurezza di Silivri alla periferia di Istanbul, nonostante i ripetuti appelli per il suo rilascio. Era stato inizialmente perseguito per aver sostenuto le proteste nel 2013, conosciute come il movimento Gezi, contro il governo dell’allora primo ministro Erdogan.
La Repubblica, 27 aprile 2022
L’ex leader, premio Nobel per la pace, ritenuta colpevole di corruzione. Dal primo febbraio 2021, giorno del golpe militare che rovesciò il suo governo, è detenuta ai domiciliari. Contro di lei pendono altre pesanti accuse.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 26 aprile 2022
Il Comitato europeo contro la tortura (Cpt), organo del Consiglio d’Europa, raccomanda agli Stati membri con persistente sovraffollamento carcerario di affrontare il problema con determinazione.
di Veronica Manca*
Il Dubbio, 26 aprile 2022
“Se parli ti ammazziamo”, quella minaccia sussurrata al collo, con tanto di lenzuola inumidite e la minaccia del coltello, nel terrore più buio il “topolino” immobilizzato, è solo un frammento della denuncia del Sindacato della Polizia Penitenziaria rispetto al fatto, che sarebbe avvenuto nel carcere di Regina Coeli. Un fatto, che ovviamente dovrà essere accertato e definito nella sede più opportuna, che è e rimane sempre quella del processo penale. Anche a tutela di coloro che oggi vengono dipinti come degli “aguzzini”.
di Gianfranco Falcone
L’Espresso, 26 aprile 2022
Chi è Marco Puglia?
Marco Puglia è un Magistrato di Sorveglianza napoletano che cerca di fare al meglio questo lavoro, che amo profondamente. È un magistrato che continua, nonostante il passare del tempo, a trovare compassione e motivo per perseguire l’obiettivo costituzionale.
di Fabio Ruta*
vita.it, 26 aprile 2022
È nato nel 2014 il premio per poeti della canzone riservato alle persone detenute. Si chiama “Parole liberate: oltre il muro del carcere” ed ora è anche un’opera discografica. Michele De Lucia: “Proponiamo ai detenuti non solo di scrivere una poesia, ma di essere co-autori di una canzone, perché la lirica vincitrice viene affidata a un artista già affermato, affinché la metta in musica e la interpreti. Il carcere ha senso se serve a preparare il dopo, altrimenti è solo una palestra del crimine”.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 26 aprile 2022
Oggi pomeriggio l’aula della Camera darà il via libera alla riforma Cartabia che contiene una delega al governo per la riforma dell’ordinamento giudiziario e norme immediatamente applicabili per quanto riguarda il sistema elettorale del Consiglio superiore della magistratura, il cui rinnovo è previsto per luglio.
di Errico Novi
Il Dubbio, 26 aprile 2022
Pochi lo ricordano. Era il 2004. Una settimana a Natale. Il governo Berlusconi più longevo della serie era da poco riuscito a ottenere in Parlamento il sì definitivo alla riforma della giustizia, a prima firma del guardasigilli Roberto Castelli. A Carlo Azeglio Ciampi, presidente della Repubblica, non tornavano però diversi passaggi del testo. Decise di rinviarlo alle Camere. Ciampi si avvalse della facoltà di chiedere una nuova deliberazione al Parlamento in virtù di quattro aspetti del ddl delega da lui ritenuti critici. Il secondo riguardava l’istituzione di un “Ufficio per il monitoraggio dell’esito dei procedimenti”.
di Francesco Damato
Il Dubbio, 26 aprile 2022
Fra i danni collaterali della maledetta guerra di Putin all’Ucraina è da mettere, in Italia, insieme con l’indebolimento della maggioranza di governo, divisa sugli aiuti militari a Kiev ben al di là delle distinzioni parlamentari venute alla luce, una certa distrazione dell’opinione pubblica da temi come la giustizia. Che pure erano stati avvertiti con tanta intensità l’anno scorso da aver fatto raccogliere facilmente le firme richieste per i referendum promossi dalla combinazione politica inedita di radicali e leghisti. Inedita soprattutto per questi ultimi, approdati su sponde garantiste da posizioni ben diverse, rappresentate da quell’osceno cappio sventolato nell’aula di Montecitorio ai tempi di “Mani pulite” contro gli imputati politici, neppure condannati ancora in primo grado, di finanziamento illegale dei partiti, concussione, corruzione e quant’altro.











