di Viviana Lanza
Il Riformista, 12 giugno 2022
A Poggioreale voteranno sedici detenuti su oltre duemiladuecento. Sedici, meno dell’1 per cento. Nel carcere di Secondigliano voteranno due detenuti, nessuna donna nel carcere femminile di Pozzuoli. La mappa degli aventi diritto al voto che domani si esprimeranno sui referendum sulla giustizia sembra la cartina di un deserto. Possibile che alle centinaia e centinaia di persone che si trovano rinchiuse in una cella e in attesa di giudizio non interessi dei quesiti che toccano nodi cruciali del sistema giustizia, possibile che non siano interessati ad essere giudicati da giudici terzi e imparziali, possibile che non sentano di esprimere il proprio voto sui limiti agli abusi della custodia cautelare o sull’equa valutazione dei magistrati affinché sull’operato dei pubblici ministeri sia esercitato un controllo più rigoroso di quello che esiste adesso?
di Angela Iantosca
viverenaturale.info, 12 giugno 2022
Un progetto che dà lavoro alle donne, agli uomini e ai minori carcerati, crea un’economia circolare, abbatte la recidiva, crea prospettive per il futuro. Può un luogo di reclusione essere sostenibile? La risposta è sì ed è ciò che dimostra da anni Made In Carcere, il progetto nato in Puglia da uno slancio di Luciana Delle Donne, ex top manager di successo nel mondo bancario che, nel 2004, ha lasciato tutto per tornare nella sua Lecce e restituire un po’ di fortuna a chi non ha ricevuto molto dalla vita, promuovendo un’azione imprenditoriale all’interno delle mura carcerarie attraverso “Officina Creativa”, una no-profit impegnata nel reinserimento delle persone svantaggiate, detenuti in particolare.
di Paolo Guzzanti
Il Giornale, 11 giugno 2022
Perché correre a votare sì ai cinque referendum? Per dare un segno di dispetto e uno di rispetto. Rispetto, per l’istituto del referendum che è una specie di quelle asce che si nascondono dietro a una lastra di vetro da rompere se c’è un incendio e prima che arrivino i pompieri.
di Giulia Merlo
Il Domani, 11 giugno 2022
Oggi si aprono le urne per i cinque referendum sulla giustizia: si voterà in un solo giorno, i quesiti sono molto tecnici e il quorum del 50 per cento più uno è considerato un miraggio anche dagli stessi promotori. Il sondaggio di Ipsos di fine maggio, infatti, ferma l’asticella dei votanti tra il 27 e il 31 per cento.
di Iuri Maria Prado
Libero, 11 giugno 2022
Non c’è nulla di male se un noto quotidiano, a un giorno dal voto, prende posizione a favore di uno schieramento politico o in avversione a quello opposto. Tutti ricorderanno quel che fece anni addietro il Corriere della Sera, augurandosi che vincesse il raggruppamento catto-comunista di Prodi, contro l’alleanza guidata da Berlusconi.
di Francesco Boezi
Il Giornale, 11 giugno 2022
L’ex presidente della Camera Luciano Violante a tutto campo sula Giustizia. Il centrosinistra, a differenza sua, non voterà Sì sull’abrogazione della Severino. “Pazienza (ride, ndr.). Però è stata giustamente riconosciuta la libertà di coscienza”.
di Gian Carlo Caselli
La Stampa, 11 giugno 2022
Questo sentimento può portare a un’insensibilità ai richiami della memoria e dell’etica. Le ultime indagini hanno evidenziato una rete di illegalità a Palermo, proprio nel 30° anniversario della strage di Capaci.
cronachedellacampania.it, 11 giugno 2022
Lo rende noto il Garante dei detenuti della Campania Samuele Ciambriello. È deceduto la scorsa notte per un infarto il 47enne Sinka Sada, detenuto a Napoli nel carcere di Poggioreale. Il 47enne, riferisce Ciambriello, intorno all’una di notte avrebbe avvertito un dolore al torace e all’addome, forte sudorazione e senso di nausea. È stato richiesto l’intervento del 118 che lo ha trasportato d’urgenza in ospedale, dove è deceduto intorno alle 5.
di Federica Cravero
La Repubblica, 11 giugno 2022
Cosima Buccoliero dirige il carcere di Torino da gennaio: “Io penso che pochissimi si ricorderebbero di disegnare il carcere, se dovessero disegnare la mappa di una città. Ci metterebbero magari l’ospedale, il tribunale, la scuola, il parco giochi, l’asilo, ma difficilmente si ricorderebbero del carcere. Perché il carcere lo guardiamo da lontano e lo consideriamo come qualche cosa di altro rispetto a noi”.
di Carlo Gregori
Gazzetta di Modena, 11 giugno 2022
Agenti che non sono accusati solo di lesioni ma in alcuni casi anche di tortura: i detenuti che li accusano, sette quelli presi in considerazione dalla Procura come parti offese, raccontano scene spettrali di violenza perpetrate subito dopo la sedazione della rivolta che aveva portato alla devastazione di buona parte del carcere di Sant’Anna e a un incendio.
- Venezia. Visita nelle carceri di Fp-Cgil: “Situazione al limite della decenza”
- Milano. Così nella favela di Via Bolla è nata la battaglia tra gli abitanti
- Foggia. Gli immigrati scendono in piazza: “Basta aggressioni e violenze razziste”
- Padova. L’anno accademico del Bo varca la soglia del carcere: inaugurazione al Due Palazzi
- Roma. A Rebibbia partita a calcio tra le madri detenute e i loro figli









