di Felice Manti
Il Giornale, 28 maggio 2022
Il premier sferza i giudici, invita le Camere ad approvare “con prontezza”. il testo Cartabia e guarda ai referendum per un segnale. Renzi freddo: norme inutili, scritte dalle toghe. Giorgetti: senza quorum perderebbe il Paese.
di Sergio Paparo e Vinicio Nardo
Il Domani, 28 maggio 2022
Per l’Organismo congressuale forense anche se il referendum punta ad abrogare del tutto o in parte singole norme, il suo obiettivo più ampio è affermare una visione della giustizia su un terreno in cui il Parlamento è restio a mettere mano.
di Alberto Giannoni
Il Giornale, 28 maggio 2022
Il penalista: “Il voto del 12 giugno non sarà la panacea, ma è un’occasione decisiva”. “La giustizia dai tempi di Tortora non è cambiata, o se è cambiata, è cambiata in peggio”. Tullio Padovani è docente di Diritto penale da 40 anni, avvocato e accademico dei Lincei, ma il prestigio accademico e forense, nel suo caso, si traduce in chiarezza adamantina, quando si tratta di analizzare lo stato del sistema giudiziario e l’effetto dei referendum del 12 giugno.
di Maria Giovanna Ruo*, Claudio Cecchella**, Cinzia Calabrese***
Il Dubbio, 28 maggio 2022
Gli avvocati di Aiaf (Associazione italiana degli avvocati per la famiglia e per i minori), Cammino (Camera nazionale avvocati per le persone, i minorenni e le famiglie) e Ondif (Osservatorio nazionale sul diritto di famiglia) rispondono volentieri all’appello alla responsabilità sulla giustizia, che riguarda le persone, i minorenni e le famiglie, sottoscritto dai presidenti dei Tribunali per i minorenni e dai procuratori della Repubblica presso i Tribunali per i minorenni.
di Francesca Sabella
Il Riformista, 28 maggio 2022
Lo sentite anche voi il tintinnio delle manette luccicanti? Sì, sono tornati loro, i politici dalla soluzione facile a portata di mano… anzi di manette. I giustizialisti dalla cella sempre spalancata. Anche se si tratta di bambini. Al diavolo le motivazioni che ci sono dietro quegli sbagli.
di Giovanni M. Jacobazzi
Il Dubbio, 28 maggio 2022
Ecco i risultati dell’approfondimento fatto a Brescia dalla Camera penale in collaborazione con i vertici di procura e Tribunale. Ma negli altri uffici giudiziari il dato rimane un mistero: impossibile calcolare il grado di appiattimento del giudice sulle richieste di misura cautelare. L’Ucpi: ora si cambi.
di Rita Sanlorenzo
Il Domani, 28 maggio 2022
Dopo lo sciopero delle toghe. I magistrati degli uffici di legittimità hanno partecipato in modo marginale allo sciopero indetto dall’Anm, con appena il 23 per cento di partecipazione. Significa che non gli interessano le sorti dei magistrati negli uffici di merito? Intanto, bisognerebbe prendere atto che molti magistrati non hanno scioperato non perché in accordo con la riforma, ma piuttosto per rifiuto dello strumento.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 28 maggio 2022
Il Dlgs che attua una direttiva Ue riguarda i cittadini di Paesi terzi. Draghi: Spero riforma della Giustizia sia completata con prontezza, serve anche alle toghe. Nella giornata di ieri, il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Mario Draghi e del ministro della giustizia Marta Cartabia, ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo di attuazione della direttiva (UE) 2019/884 del Parlamento europeo e del Consiglio del 17 aprile 2019 che modifica la decisione quadro 2009/315/GAI del Consiglio per quanto riguarda lo scambio di informazione sui cittadini di Paesi terzi e il Sistema europeo di informazione sui casellari giudiziali (Ecris), e che sostituisce la decisione 2009/316/GAI del Consiglio.
di Gian Domenico Caiazza
Il Riformista, 28 maggio 2022
Una lunga e approfondita puntata che la trasmissione “Le Iene” ha dedicato al delitto di Garlasco, dando ascolto al definitivamente condannato Alberto Stasi ed alla sua ferma, dignitosa e soprattutto legittima proclamazione di innocenza, ha scatenato la reazione furibonda del giornalista Gianluigi Nuzzi. La veemenza di quell’articolo (La Stampa, 25 maggio 2022), i toni sdegnati e sarcastici, l’ostentato compiacimento nel riferirsi “all’assassino” Stasi, mi ha lasciato senza fiato.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 28 maggio 2022
Il silenzio serbato dall’arresto alla fase di giudizio non può essere indice della colpa grave o del dolo dell’imputato. L’esercizio del diritto di difesa non può integrare quel comportamento gravemente colposo o doloso che è ostativo al riconoscimento dell’“ingiustizia” della detenzione subita e del relativo ristoro economico.
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