di Francesca Cipolloni
Avvenire, 20 maggio 2026
Una “sartoria sociale e sostenibile che trasforma scarti in risorse, e vite spezzate in nuove”, in cui protagonista è “una bellezza che rigenera, nel lavoro come strumento di riscatto e in una moda inclusiva, etica e consapevole”. E questo, per voce del suo fondatore, Marco Maria Mazio, il ritratto di Palingen (www.palingen.it), realtà che nasce “da un'idea semplice ma potente: restituire dignità attraverso il lavoro. Ispirata al concetto di “palingenesi - rinascita - la nostra realtà opera all'interno della Casa Circondariale di Napoli Secondigliano “Pasquale Mandato'; dove ogni giorno accompagniamo le detenute e, da metà 2026 anche i detenuti, in un percorso di formazione, crescita e trasformazione”.
di Francesca Chilloni
Il Resto del Carlino, 20 maggio 2026
Sala gremita al centro culturale Mavarta per l’incontro ’Il compito quotidiano di costruire la pace’, promosso dal circolo culturale ’Inventi di Strade’ con il patrocinio del Comune. Una serata intensa, dedicata alla possibilità di riaprire spazi di dialogo anche dove la storia ha lasciato ferite profonde. Protagonisti Giorgio Bazzega, figlio del maresciallo Sergio, ucciso dal brigatista Walter Alasia, oggi mediatore penale, e Franco Bonisoli, ex appartenente alle Brigate Rosse, oggi impegnato in percorsi di Giustizia Riparativa. Due biografie nate su fronti opposti, ma capaci di testimoniare come il confronto non cancelli responsabilità e dolore, bensì possa diventare strumento di riconoscimento reciproco e costruzione della pace.
L'Opinione, 20 maggio 2026
“Pensare fuori. Riflessioni e prospettive oltre il carcere” è il titolo dell’iniziativa in programma mercoledì 20 maggio alle ore 18 negli spazi della Fondazione Aem, dedicata al tema della condizione carceraria, ai percorsi di sostegno attivati negli istituti penitenziari e alle testimonianze dirette di chi vive o ha vissuto la detenzione. Un appuntamento che riunirà istituzioni, operatori sociali, mondo accademico e protagonisti di storie di reinserimento, con l’obiettivo di approfondire il valore del lavoro e della formazione come strumenti di recupero e reintegrazione. La serata prenderà il via con la proiezione del docufilm “Io spero paradiso” del regista Daniele Pignatelli, realizzato in collaborazione con Haibun. Il documentario racconta la vicenda reale di tre detenuti del carcere di Opera impegnati nella produzione artigianale di ostie, attività che nel film assume il significato simbolico di un percorso di cambiamento personale e rinascita.
Ristretti Orizzonti, 20 maggio 2026
Da giovedì 21 maggio a domenica 7 giugno, in occasione dell'appuntamento annuale del Premio Bancarellino, il palazzo del Tribunale di Pontremoli ospiterà MemOra - Mostra espositiva delle opere realizzate dalle giovani ristrette dell'Istituto Penale per Minorenni di Pontremoli. L'evento,
di Laura De Feudis
Corriere della Sera, 20 maggio 2026
Cosa c'è dietro i reati digitali. Nel libro “Senza consenso” l'avvocata Marisa Marraffino - penalista, esperta di diritto minorile, diritto di famiglia e diritto dell’informatica - racconta 23 storie di vittime e autori di reati nell'era dei social. “Nella vita di ciascuno c'è un momento che è una scintilla. Quando si accende questa scintilla tutto cambia. Mi è capitato di vederla in ogni ragazzina o ragazzino che ho incontrato nel mio studio. È un momento affascinante. Per i minorenni c'è sempre la possibilità di riscatto, di riprogrammare il futuro indipendentemente da cosa hanno subito o da cosa hanno messo in pratica”.
di Valentine Lomellini*
Corriere della Sera, 20 maggio 2026
La diffusione del modus operandi terroristico nella violenza individuale. Serve una resilienza democratica nell’epoca del contagio violento. Sono passati più di 50 anni da quando Brian Jenkins, uno dei principali esperti di terrorismo, scriveva: “I terroristi vogliono molte persone che guardano, non molte persone morte”. Alla base della sua analisi, vi era il convincimento che il terrorismo fosse una forma di teatro: un palcoscenico da cui poter raggiungere un pubblico che andava ben oltre quello delle immediate vittime. Un obiettivo da ottenere mediante la performance di una violenza accuratamente orchestrata, la sceneggiatura di una tensione drammatica ottimizzata al fine di raggiungere la massima visibilità.
di Alberto Iannuzzi*
Il Fatto Quotidiano, 20 maggio 2026
La responsabilità individuale resta. Ma continuare a fingere che questi fenomeni siano solo deviazioni personali significa bendarsi gli occhi. Anche dopo il folle gesto di Salim El Koudri alcuni partiti della maggioranza di governo non hanno perso l’occasione per polemizzare e rilanciare il cavallo di battaglia della sicurezza, ma solo a fini elettoralistici. Salvini ha proposto la revoca del permesso di soggiorno, dimenticando che, a dispetto del nome e dell’origine marocchina, l’autore del grave fatto criminoso è un cittadino italiano. Quindi, niente di nuovo sotto il sole. Oggi con un’auto che piomba sui passanti, ieri con l’accoltellamento all’interno di una scuola, la litania è sempre la stessa: più repressione, più slogan sulla sicurezza. Mai una domanda vera sul perché, mai che ci si interroghi sui motivi di ciò che accade.
di Valeria D'Autilia
La Stampa, 20 maggio 2026
La giornalista: “Antidemocratiche le proposte della destra. L’unica strada è l’integrazione”. “La vera svolta contro estremismi, violenza razziale e radicalizzazione si ottiene con più integrazione, collaborazione e alleanza con le comunità”. Rula Jebreal, giornalista e scrittrice italiana di origine palestinese, è esperta di politica internazionale e guarda ai fatti del mondo con un’analisi lucida che incrocia passato e presente. Dal suo osservatorio, c’è una linea sottile che attraversa i più recenti episodi di cronaca. E così l’omicidio di Bakari Sako a Taranto, la strage di Modena e l’attentato terroristico alla moschea di San Diego “hanno tutti un filo rosso comune”.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 20 maggio 2026
Una goccia alla volta, Forza Italia scava la roccia del fine vita. E punta all'obiettivo: portare in Aula al Senato un testo del centrodestra da condividere con le opposizioni. O almeno con chi sarà disposto a negoziare un nuovo accordo rinunciando al provvedimento firmato del dem Alfredo Bazoli. Che è anche l'unico, al momento, ad avere i titoli per approdare a Palazzo Madama il prossimo 3 giugno. Perché la mossa funzioni bisognerà trovare una sintesi sul ruolo del servizio sanitario nazionale. A partire dal testo firmato dall'azzurro Pierantonio Zanettin e dal meloniano Ignazio Zullo, che dopo mesi di stallo tornerà nelle commissioni riunite Giustizia e Affari sociali martedì prossimo.
di Emanuele Perrone
Il Manifesto, 20 maggio 2026
La war on drugs ha prodotto troppo spesso ciò stigma, marginalità, incarcerazione di massa, clandestinità dei consumi, solitudine tossica, isolamento. Ci sono parole che, negli ultimi decenni, sono state sequestrate dal linguaggio amministrativo e dalla politica istituzionale. “Cura”, “sicurezza”, “prevenzione”. Parole nate in senso cooperativo e finite troppo spesso per disciplinare, punire e marginalizzare. La riduzione del danno (RdD), invece, continua ostinatamente a sottrarsi a questa cattura. Rimane un sapere inquieto, laterale, attraversato dalla strada prima ancora che dalle istituzioni. Un sapere che non nasce nei ministeri ma nelle notti, nei margini urbani, nei rave, nelle unità mobili, nei drop-in, nei consultori informali, nelle relazioni costruite senza ricatto morale.
- Invecchia anche la popolazione carceraria: quasi il 3% dei detenuti in Europa è over 65
- Così i mercanti dell’insicurezza decidono cosa dobbiamo temere
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- Oltre 64mila persone detenute su 46mila posti realmente disponibili










