di Giulio Cavalli
Left, 5 aprile 2022
Vicino alla città ucraina di Lutsk c’è un centro di detenzione per migranti finanziato anche dall’Unione Europea che sembra continui a trattenere un numero non precisato di migranti nonostante la guerra. Situato in una pineta nel nord-ovest dell’Ucraina, vicino al confine con la Bielorussia, il Zhuravychi Migrant Accommodation Center della regione di Volyn è un’ex caserma dell’esercito costruita nel 1961 che è stata trasformata in un centro di detenzione per migranti nel 2007 con fondi dell’Ue.
di Youssef Hassan Holgado e Giovanni Tizian
Il Domani, 5 aprile 2022
Soldati esasperati, visti ritardati, viveri bloccati nel porto dai libici e presunte trattative per farli passare. La storia del contingente italiano della missione Miasit con base a Misurata è diventato un caso diplomatico tenuto sotto traccia per non alimentare polemiche su un’operazione in un territorio strategico ma conteso dalle potenze mondiali.
di Riccardo Noury*
Il Fatto Quotidiano, 5 aprile 2022
Negli ultimi quattro mesi l’Agenzia per la sicurezza interna, i servizi di sicurezza libici basati a Tripoli, ha avviato una vasta campagna repressiva col dichiarato scopo di proteggere “i valori libici e islamici”. Ne hanno fatto le spese molti giovani, costretti a “confessare” in video di aver propagato il “disprezzo per l’Islam” e aver avuto contatti con organizzazioni internazionali, tra cui Amnesty International.
ansa.it, 5 aprile 2022
Paul Rusesabagina, protagonista del film “Hotel Rwanda”, ha evitato l’ergastolo. Non era presente in aula al momento della sentenza. L’accusa è di aver supportato attacchi mortali nel Paese nel 2019
di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 4 aprile 2022
Oggi il vertice per uscire dallo stallo. Draghi chiede di salvaguardare il governo da problemi. L’ultima trattativa sulla giustizia partirà stamattina, con la consapevolezza che il tempo stringe ma le visioni sono ancora troppo distanti. Un vertice di maggioranza è stato convocato per le 10. E, nelle intenzioni del governo, bisognerà sciogliere in giornata tutti i nodi ancora irrisolti, che non sono pochi. Andando avanti “ad oltranza” per arrivare a un testo condiviso. Soprattutto sulla riforma del Consiglio superiore della magistratura. Ma come? Ne ha parlato il presidente del Consiglio, Mario Draghi, sabato, in un colloquio telefonico con Silvio Berlusconi. Chiedendo al leader di Forza Italia di salvaguardare il governo da problemi. In questo momento delicato l’esecutivo non può essere sottoposto a fibrillazioni, gli ha fatto capire il premier, richiamando il senso di responsabilità di ciascuno per raggiungere un accordo.
di Vincenzo Imperitura
Il Dubbio, 4 aprile 2022
Per la Lega: tirare a sorte i collegi elettorali. Ma Zanettin e Costa frenano: “Effetto boomerang, finirebbe per rafforzare le correnti”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 4 aprile 2022
Eriberto Rosso, segretario dell’Ucpi: “Norme eccezionali giustificate con la pandemia sono state prorogate in nome dell’efficienza: assurdo”.
di Otello Lupacchini*
Il Riformista, 4 aprile 2022
Aristotele, nei Topici [VIII 164b], raccomanda di non discutere con chiunque, perché, in realtà, quando si discute con certe persone, le argomentazioni divengono necessariamente scadenti: quando ci si trova di fronte a un interlocutore, che cerca con ogni mezzo di uscire indenne dalla discussione, lo sforzarsi di concludere la dimostrazione sarà certo giusto, ma non risulterà comunque elegante.
di Viviana Lanza
Il Riformista, 4 aprile 2022
“La notizia dell’election day per i referendum è sicuramente una notizia positiva. Garantire l’afflusso degli elettori per un appuntamento così importante è cosa buona e giusta. Già alla presentazione del libro di Luca Palamara con gli amici radicali e di Nessuno Tocchi Caino ribadimmo con forza questa necessità per una riforma della giustizia e della magistratura in senso ampio”, commenta Marcello Lala, avvocato e segretario di Riformismoggi. “Questi - aggiunge Lala - saranno referendum non contro la magistratura, sia ben chiaro, ma per la magistratura, al fine di rendere finalmente equi i rapporti tra i poteri dello Stato che dal ‘93 hanno visto un totale sbilanciamento a favore del potere giudiziario e a scapito di tutti gli altri, tanto da far rivoltare Montesquieu e i padri della patria”.
di Anna Maria Greco
Il Giornale, 4 aprile 2022
L’ex toga: “Il risparmio dell’election day è relativo, la lentezza dei processi costa il 2% del Pil e le intercettazioni bruciano milioni”. Carlo Nordio indossa la toga anche ora che formalmente l’ha tolta, dopo 40 anni in magistratura. E la giustizia vuole riformarla, anche a colpi di referendum.
- Luigi Manconi: “Con i nomi di chi subisce gli abusi di Stato, da 20 anni”
- Milano. La colletta dei carcerati per i rifugiati ucraini: “Rispondere al male col bene”
- Reggio Emilia. “Liberi Art”: dal carcere di un progetto contro il bullismo
- Roma. Teatro-carcere: “Destinazione non umana” al Teatro Tor Bella Monaca
- Capriole: storie di persone, fallimenti e rinascite









