linkoristano.it, 5 aprile 2022
“Ancora una volta due Istituti Penitenziari della Sardegna, entrambi destinati all’Alta Sicurezza, Massama e Tempio, registrano un numero di detenuti oltre il limite regolamentare. Una conferma della costante crescita della presenza nelle carceri dell’isola di persone private della libertà appartenenti alla criminalità organizzata”.
di Alice D’Este
Corriere della Sera, 5 aprile 2022
“Stare in carcere è l’inferno. Ma io sono cambiata. Qui coltiviamo l’orto e poi con le piante officinali facciamo una linea di cosmetici buonissimi, come mi piacerebbe farveli provare”. Ha cominciato con una piccola frase, Katia, per raccontare alle sue figlie che stava diventando una donna diversa. “Mi alzo presto ogni giorno, abbiamo turni di lavoro precisi. lo li rispetto sempre, mi dicono che sono brava”.
casertanews.it, 5 aprile 2022
Nell’ambito della visita di due giorni della delegazione delle Nazioni Unite. Inizia dall’area industriale della provincia di Caserta il percorso dei detenuti verso una nuova opportunità. Un percorso che li conduce dal carcere all’esterno per svolgere lavori di pubblica utilità, perché nell’impiego al servizio della comunità possano trovare il senso del loro riscatto. È questo il percorso che sarà presentato alla delegazione delle Nazioni Unite nella visita di due giorni a Caserta organizzata nell’ambito dell’accordo di collaborazione internazionale tra Ministero della Giustizia, Unodc e Governo Federale del Messico per approfondire anche il modello adottato dal Consorzio ASI Caserta nell’ambito dei programmi di pubblica utilità.
di Francesco Tartoni
La Nazione, 5 aprile 2022
Dalla Casa circondariale l’idea di una raccolta fondi per gli ucraini in fuga. Una lettera aperta per provare a coinvolgere anche altri istituti penitenziari. Casa Circondariale La Dogaia, Prato. È partita da qui una raccolta fondi destinata all’Ucraina.
La Nazione, 5 aprile 2022
Lo sport arriva anche in carcere. È uno dei progetti del Coni in collaborazione con l’assessorato allo sport e la direzione della casa circondariale di Perugia. L’iniziativa è stata presentata ieri in Regione, da Domenico Ignozza, presidente del Coni Umbria e dall’assessore regionale Paola Agabiti.
di Marina Lomunno
La Voce e il Tempo, 5 aprile 2022
Venerdì 1° aprile 2022, coincide con il 77° anniversario della morte del beato Giuseppe Girotti. Nato ad Alba nel 1905, domenicano (ha vissuto nella comunità di via San Domenico a Torino), spese la sua vita per predicare Parola di Dio, servire i poveri, proteggere in particolare gli ebrei ed altri perseguitati per giustizia.
di Luigi Manconi
La Repubblica, 5 aprile 2022
La guerra in Ucraina, così come la pandemia di Covid e altre crisi estreme, pone domande radicali. Si tratta di dilemmi etici che mettono in gioco scelte morali destinate, in ogni caso, a produrre effetti di diseguaglianza. E ai quali dobbiamo provare a rispondere.
di Mauro Magatti
Corriere della Sera, 5 aprile 2022
Il legame tra guerra e religione è vecchio come il mondo: da Bin laden a Putin, le peggiori atrocità sono legittimate da un’aura di sacralità. Durante la roboante manifestazione tenuta allo stadio di Mosca, Putin ha giustificato l’invasione dell’Ucraina come un’azione in difesa di “compatrioti perseguitati”, arrivando a citare le parole del Vangelo: “non c’è amore più grande di chi dà la vita per i propri amici”. Nella prospettiva del leader russo, il richiamo religioso è strategico: per sostenere la sua narrazione sulla grande Russia e alimentare le nostalgie imperiali, Putin ha bisogno di riferimenti storici, culturali e religiosi.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 5 aprile 2022
Secondo il professor Marco Pedrazzi, “quanto è accaduto rappresenta una svolta nella brutalità della guerra”. Il colore della morte è nelle immagini di Bucha. Cielo plumbeo. Alberi brulli. Corpi di persone uccise disseminati qua e là lungo le strade della cittadina dell’oblast di Kiev.
di Andrea Lavazza
Avvenire, 5 aprile 2022
La Russia nega le stragi a Bucha e parla di falsi. Una strategia che mira a fare dubitare delle atrocità compiute. La Corte penale dell’Aja non è riconosciuta da Mosca, che all’Onu ha potere di veto.
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