di Gianfranco Pellegrino
Il Domani, 2 aprile 2022
La discussione pubblica iper razionalistica e polarizzata di questi giorni è in realtà un gigantesco rito apotropaico, un’irruzione di pensiero magico, pre politico e pre razionale. Gran parte della nostra opinione pubblica è in preda a una sorta di “realismo politico intuitivo”: la guerra in Ucraina è effetto di interessi, squilibri mentali, errori strategici.
di Antonio Stango*
La Repubblica, 2 aprile 2022
Sarebbe un grave errore credere che la guerra condotta dal regime di Putin (intendendo non solo l’individuo Putin, ma il rigido apparato che ha costruito in 25 anni) sia ‘soltanto’ contro l’Ucraina - e in prospettiva, se ne avesse la capacità, contro altri Stati della regione. Se l’invasione su larga scala, dopo le sottrazioni di territorio iniziate nel marzo 2014, è già in sé un colpo mortale al quadro di sicurezza europeo di cui la stessa Federazione Russa è parte come membro dell’Osce, nelle ultime settimane il regime ha mostrato di essere in guerra con altri mezzi contro l’intero sistema delle organizzazioni internazionali incardinate sui princìpi fondamentali delle Nazioni Unite, e in particolare contro gli organismi giurisdizionali.
di Sergio Troisi
La Repubblica, 2 aprile 2022
Ora che la catastrofe si è compiuta, lo scorso 15 agosto con il rientro dei Talebani a Kabul, rivedere in una mostra tematica alcune delle foto che Steve McCurry ha scattato durante i suoi viaggi in Afganistan in un lungo arco temporale, dal 1980 al 2016, restituisce il senso della narrazione, i volti, i sorrisi, le speranze, i luoghi del paese dove il nuovo disordine mondiale ha avuto inizio nel 1979 con l’invasione sovietica, l’evento incubatrice della disgregazione dell’Urss e delle deriva islamista.
Corriere della Sera, 2 aprile 2022
Il Paese sta affrontando una grave carenza di beni essenziali, forti aumenti dei prezzi e frequenti tagli di corrente in quella che è considerata ormai la più profonda recessione dopo l’indipendenza del Paese dalla Gran Bretagna nel 1948.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 1 aprile 2022
Per i detenuti al 41 bis nessun accesso a benefici penitenziari. Questo il contenuto dell’emendamento approvato ieri in Aula alla Camera nel disegno di legge sulla nuova disciplina dell’ergastolo ostativo.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 1 aprile 2022
285 sì, 47 astenuti e un voto contrario. Bocciato l’emendamento Magi che correggeva la “stortura” della Spazza-corrotti nel 4 bis. Benefici esclusi anche per i reati contro la Pubblica amministrazione, come per i mafiosi.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 1 aprile 2022
Due cose importanti sono successe ieri alla Camera. La prima: la normativa sulla revisione dell’ergastolo ostativo è stata approvata con 285 voti a favore, un contrario e 47 astenuti. Si sono espressi a favore Pd, M5S, Lega, FI, Leu, Coraggio Italia. Astenuti Italia Viva, Azione, +Europa e Fratelli d’Italia con motivazioni opposte: testo troppo restrittivo per i primi, e all’opposto troppo permissivo per FdI. Ora passa al Senato che dovrà votarla entro il 10 maggio. Ma non si preannunciano scossoni. Poi toccherà alla Corte Costituzionale vagliarla per capire se risponde ai parametri dettati: solo allora scopriremo se siamo in presenza di ‘ un nuovo ergastolo ostativo’, come voluto dai Cinque Stelle, o se la norma può dirsi conforme a Costituzione.
di Angela Stella
Il Riformista, 1 aprile 2022
La modifica del regime ostativo passa tra moltissime assenze. Critiche per i tanti paletti. La dem Bruno Bossio: “Scempio costituzionale”. Antigone: “Occasione persa”. Soddisfatti i grillini. Il vero test sarà la Consulta.
di Antonella Mascali
Il Fatto Quotidiano, 1 aprile 2022
Parla Giulia Sarti, deputata e responsabile Giustizia del M5S. Approvata alla Camera la riforma del regime ostativo ai benefici per detenuti mafiosi e terroristi che non hanno collaborato con la giustizia. La normativa è passata con 285 sì, un contrario e 47 astenuti.
di Riccardo Polidoro
Il Riformista, 1 aprile 2022
Vivere nella speranza di un cambiamento, questo è il destino di chi si occupa di problematiche ritenute, a torto, non rilevanti per il benessere dei cittadini. Ciò avviene, certamente, per coloro che auspicano un’esecuzione penale conforme ai principi costituzionali e al rispetto delle norme in materia. Aspettative, nella maggior parte dei casi, tradite.
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