di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 1 aprile 2022
La Corte Costituzionale, con la sentenza numero 74, ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionale sollevate dal Tribunale di sorveglianza di Messina, nella parte in cui stabilisce che il giudizio sulle richieste di riabilitazione e quello di valutazione dell’esito dell’affidamento in prova si svolgano obbligatoriamente nelle forme del rito cosiddetto “de plano”, ovvero senza specifici approfondimenti sulla questione di fatto prospettata. Ma il fulcro di questa decisione, come ha relazionato il giudice Francesco Viganò, è il principio della ragionevole durata del processo. In sostanza, il rito “de plano” non solo non determina di per sé alcuna conseguenza pregiudizievole per il condannato, ma assicura una rapida definizione di procedimenti in cui non sono necessari, di regola, accertamenti complessi.
altalex.com, 1 aprile 2022
Pronunciandosi su un ricorso proposto avverso l’ordinanza con cui il tribunale di sorveglianza aveva respinto il reclamo proposto dall’Amministrazione penitenziaria avverso il provvedimento del giudice di sorveglianza che aveva autorizzato un colloquio tra un detenuto al “41-bis”, la sorella di quest’ultimo ed il convivente della donna, la Corte di Cassazione penale, Sez. I, con la sentenza 23 marzo 2022, n. 10298 - nell’accogliere la tesi dell’Amministrazione, secondo cui non vi sarebbe alcuna norma che equipari, nel settore penitenziario, i conviventi di fatto dei prossimi congiunti del detenuto ai parenti e affini di quest’ultimo - ha affermato il principio secondo cui deve escludersi che l’equiparazione tra la posizione della parte dell’unione civile al coniuge e tra il coniuge e il convivente del detenuto possa estendersi oltre tale ambito.
di Viviana Lanza
Il Riformista, 1 aprile 2022
In Campania si contano 165 detenuti in regime di semilibertà che, per effetto dei provvedimenti straordinari adottati per via dell’emergenza Covid e delle proroghe delle misure anti-contagio, da due anni hanno la possibilità, dopo il lavoro, di non fare rientro in carcere ma nelle proprie abitazioni. Da quando sono in vigore queste misure eccezionali nessuno di questi 165 risulta aver commesso violazioni, a nessuno risultano essere state contestate infrazioni.
di Umberto Baccolo*
Il Riformista, 1 aprile 2022
Ha raccontato su Facebbok di aver subito violenze a Foggia nella rivolta del 2020, ha invitato i detenuti a denunciare. Gli contestano diffamazione e istigazione a delinquere.
di Vincenzo Imperitura
icalabresi.it, 1 aprile 2022
I sintomi che lamenta Saladino vengono interpretati come una banale influenza. Ma muore poco dopo. I registri del personale sanitario, le testimonianze dei compagni tra le sbarre: tutti i punti oscuri. Mentre il pm ha chiesto l’archiviazione.
targatocn.it, 1 aprile 2022
L’ex sindaco della città oggi è Garante dei diritti delle persone private della libertà personale. E ha portato in Consiglio comunale lo spaccato attuale della casa circondariale, cogliendo sia gli aspetti positivi, ma anche le tante questioni ancora aperte e irrisolte. Plauso bipartisan di tutta l’assemblea per il lavoro svolto e per l’impegno
redattoresociale.it, 1 aprile 2022
A seguito di un corso effettuato nel carcere fiorentino di Sollicciano su bando regionale, il completamento della formazione si effettua ora per sette detenuti in altrettante aziende di pelletteria di Scandicci.
di Marcello Pesarini
Ristretti Orizzonti, 1 aprile 2022
Presso la libreria Affinità Elettive di Valentina Conti il 29 marzo è stato presentato il romanzo “La leggenda del santo ergastolano” dell’avv. Specializzato in Diritto del Lavoro Giuseppe Bommarito, libro edito sempre da Affinità Elettive di Ancona.
recensione di Federica Salvati
La Repubblica, 1 aprile 2022
“Tre metri quadri. Quattro anni di visite in carcere”, di Alessandro Capriccioli, ed. People. Raccontare il carcere significa soprattutto raccontare le persone che vivono lì dentro, dai detenuti agli agenti di polizia penitenziaria fino ai volontari che svolgono servizi essenziali.
recensione di Marcello Pesarini
Ristretti Orizzonti, 1 aprile 2022
Un titolo beffardo, quasi irriverente, proprio come vogliono essere le parole del figlio del protagonista, Ninì, il quale durante l’adolescenza scopre con estremo dolore l’appartenenza del padre a Cosa Nostra e si impegna con tutte le energie nei comitati antimafia che sorgevano a Palermo negli anni 90. Eppure la beffa dura l’attimo in cui viene pronunciata, svelando, appena scompaiono le parole, una narrazione sul dovere, anzi sui doveri umani.









