Ristretti Orizzonti, 6 marzo 2015
"Le strutture penitenziarie di Iglesias (Cagliari) e Macomer (Nuoro), benché senza detenuti, risultano ancora operative. Lo si evince dai dati diffusi dal Ministero relativi alla situazione delle carceri al 28 febbraio scorso dove vengono conteggiati, al fine di indicare la capienza regolamentare, sia i posti di "Bonu Trau" (46) sia quelli di "Sa Stoia" (62)".
Lo afferma Maria Grazia Caligaris, presidente dell'associazione "Socialismo Diritti Riforme" sottolineando che "a fronte di questa disponibilità risultano invece in sofferenza per sovraffollamento ancora tre Istituti".
"La Sardegna registra attualmente la presenza di 1.834 detenuti (40 donne e 421 stranieri) con 2.774 posti regolamentari. Tuttavia la distribuzione delle persone private della libertà - viene fatto osservare da Caligaris - risulta disomogenea con una concentrazione negli Istituti di Oristano (285 detenuti, la maggior parte in regime di alta sicurezza, per 266 posti) e di Tempio Pausania (198 per 167) dove per far fronte al sovraffollamento è stato necessario introdurre la terza branda in diverse celle destinate a due persone. In difficoltà anche Lanusei con 40 persone per 34 posti. Mentre la Casa Circondariale di Sassari-Bancali è al limite della capienza (331 detenuti per 363 posti). Un'eccedenza di disponibilità di spazi si registra nelle Colonie Penali (complessivamente tra Mamone, Isili e Is Arenas si tratta di 561 posti) e nella Casa di Reclusione di Alghero (67 detenuti per 158) dove però è in atto un progetto innovativo trattamentale per il reinserimento sociale dei condannati".
"Insomma facendo un po' di conti, la Sardegna - conclude la presidente di SDR - non sembra quella felice realtà che il Dipartimento rappresenta con i numeri. È quindi opportuno un approfondimento sulle reali disponibilità e occorre fare chiarezza sul destino delle strutture penitenziarie di Macomer e Iglesias anche perché se come più volte ribadito dal Ministero devono restare chiuse non si comprende perché risultino disponibili 108 posti ormai cancellati"
Dire, 6 marzo 2015
Nei giorni scorsi il carcere di Paliano (Fr) ha fatto parlare di sè "perché ospita un detenuto con un Fine Pena Mai che, in 20 anni di reclusione, si è laureato per ben tre volte". Ma la storia del plurilaureato - resa nota dal Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni- può essere considerata "l'emblema di quanto accade all'interno del carcere del frusinate".
Il garante spiega che "nella struttura ci sono 59 detenuti che provengono prevalentemente dal meridione d'Italia. Hanno tutti lunghe condanne da scontare ma la stragrande maggioranza di loro ha intrapreso un percorso di revisione critica della propria condotta criminale".
Per le caratteristiche climatiche della zona, "la struttura è l'unico sanatorio-convalescenziario dell'Amministrazione penitenziaria; attualmente, 4 detenuti sono in cura per patologie connesse alla Tbc. Tutti i reclusi presenti (sia uomini che donne) lavorano, chi in cucina, chi nella manutenzione del vecchio castello Colonna, altri ancora nelle ristrutturazioni delle celle detentive, tutte in regola con i requisiti europei (bagno in camera e acqua calda)".
L'attività trattamentale "prevede che i reclusi seguano la strada lavorativa o istruttiva a seconda delle proprie capacità ed attitudini. Oltre che in cucina, nella pasticceria e in pizzeria, è possibile ad esempio lavorare anche nel piccolo allevamento di animali presente".
Ancora, "le attività di formazione professionale sono legate alla falegnameria e al restauro; di recente è stato attivato anche un primo con un corso di iconografia. Per quanto riguarda cultura e istruzione, ci sono una compagnia teatrale e un coro formato da operatori e detenuti".
Infine, "la campanella dell'anno scolastico 2014-2015 è suonata anche qui. Oltre alla prima laurea, ci sono stati i primi diplomati in ragioneria, iscritti all'istituto tecnico di Anagni, che hanno deciso di iscriveranno all'università di Cassino".
Secondo Angiolo Marroni, "lavoro, istruzione e cultura sono i capisaldi del percorso di recupero sociale di coloro che perdono la propria libertà personale. Colpisce, in alcuni commenti la non comprensione della funzione della pena ai fini del reinserimento sociale di chi ha commesso un reato".
Per questo, conclude il Garante, "sotto questo punto di vista, Paliano, con le sue attività, rappresenta sicuramente un esempio di buone pratiche. L'emblema di come, pur fra mille difficoltà, si possa comunque perseguire quella funzione trattamentale prevista dall'articolo 27 della nostra Costituzione".
Ansa, 6 marzo 2015
Due detenuti stranieri hanno tentato il suicidio, mediante impiccagione, nei giorni scorsi nel carcere di Modena. Uno è stato salvato da un sovrintendente della Polizia penitenziaria che si è accorto che qualcosa non andava nel suo comportamento; l'altro, invece, è stato salvato da un primo intervento del compagno di cella e, subito dopo, dalla polizia penitenziaria e dai medici che ne ha disposto l'invio in ospedale. Lo racconta Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe con Francesco Campobasso, segretario regionale. "Sono sempre tanti gli eventi critici compiuti dai detenuti nelle carceri italiane e Modena non è da meno - ha detto Durante. Ciò dimostra quanto sia necessaria la presenza della polizia penitenziaria nelle sezioni detentive".
di Annalisa Lista
www.west-info.eu, 6 marzo 2015
I detenuti hanno il diritto di leggere? Una questione di cui si è occupata la Lila Toscana Onlus, avviando il progetto Leggere è un diritto? nella casa circondariale "Mario Gozzini" di Firenze per promuovere l'avvicinamento dei reclusi alla letteratura. Un ciclo di letture che durerà da marzo a novembre, durante le quali un gruppo di detenuti è chiamato a svolgere una serie di riflessioni su quattro testi di scrittori italiani. Con i quali si incontreranno alla fine di ogni ciclo di appuntamenti. Filo rosso nella scelta dei brani sarà il tema della diversità, come valore in sé ma anche come fonte di stereotipi. Un modo per sentirsi liberi e per diventare consapevoli dell'impegno necessario al reinserimento sociale. I testi scelti per il commento sono: A piedi nudi sulla terra (Mondadori 2011) di Folco Terzani, Lisario o il piacere infinito delle donne (Mondadori 2014) di Antonella Cilento, Ogni altra vita, storia di italiani non illustri (Il Saggiatore 2015) di Paolo di Stefano e, per finire, Pugni (Sellerio 2006) di Pietro Grossi.
www.savonanews.it, 6 marzo 2015
Acque agitate nel carcere di Savona per un sospetto caso di tubercolosi, patologia alla quale potrebbe essere incorso uno dei 55 reclusi nella casa circondariale di Savona, ma alla fine il ricovero si trasforma in evasione. La pensa bene un detenuto di origine marocchine recluso per reati collegati agli stupefacenti ad evadere dall'ospedale dove era stato ricoverato in quanto si sospettava affetto da tubercolosi, patologia poi rilevatasi infondata.
In questa evasione, secondo il parere di Michele Lorenzo segretario del Sappe il maggiore sindacato di categoria dei poliziotti penitenziari, non vi sono responsabilità da imputare a nessuno in quanto il detenuto non aveva obbligo di scorta benché prevista nella fase iniziale del ricovero ospedaliero.
il Sappe minimizzare quindi l'episodio ma ci tiene però a soffermarsi sull'aspetto della gestione dei detenuti affetti da patologia infettiva. Non è il primo caso sospetto in Liguria, e per questo sono stati molti i nostri interventi interessando anche l'assessore alla sanità Claudio Montaldo il quale aveva fornito garanzie affinché il personale di Polizia che opera negli istituti liguri potesse essere dotato di idonei strumenti di protezione per arginare e fronteggiare in sicurezza questi casi anche organizzando corsi di formazione. Ma ad oggi, a parte le promesse, non abbiamo visto ancora nulla e la medicina penitenziaria è una prerogativa delle Regioni - continua Lorenzo - casi come quello di Savona devono essere lo spunto per una buona prevenzione a favore del poliziotto che è a diretto contatto con i detenuti anche a tutela della salute degli stessi detenuti.
L'istituto di Savona non è dotato di un settore dove poter isolare casi sospetti inoltre non vi è la presenza costante del medico e, benché previsto, non vi sono le dotazioni protettive per trattare patologie infettive e questo non è più tollerabile mentre la Direzione non sembra ponga la giusta considerazione alla tutela della saluta in carcere e che il personale possa essere fornito di idonei strumenti e che i detenuti sospetti da patologie infettive possono essere trattati in sicurezza. Comunque una maggiore attenzione sul caso forse avrebbe impedito il ricovero e, di conseguenza, l'evasione. Ora sono in atto le ricerche anche da parte della Polizia Penitenziaria di Savona.
www.certastampa.it, 6 marzo 2015
La Segreteria Provinciale del Sappe, la prima e più rappresentativa organizzazione di categoria, riguardo alla mancata pulizia della neve e del ghiaccio di quest'oggi, del tratto stradale che da Villa Mosca porta all'istituto che ha comportato l'isolamento del carcere da tutto e per tutto con gravissimi disagi al servizio di traduzione dei detenuti e disfunzioni ai servizi d'istituto ponendo a grave rischio d'incolumità il personale di polizia e operatori amministrativi che si sono recati nonostante ciò in servizio per assolvere il proprio dovere e bloccando le visite dei familiari dei detenuti per colloquio, non può non esprime il proprio sdegno.
Non si comprende il perché ogni qualvolta nevica, l'unica strada che porta al carcere è sempre l'ultima ad essere pulita eppure, nonostante che, al pari di altre strutture pubbliche, dovrebbe essere tra le prime ad essere presa in considerazione. Come sempre, si spendono sempre belle parole per il pianeta carcere, nei fatti però, rimane sempre nel dimenticatoio di tutte le istituzioni cittadine. Auspichiamo che le autorità competenti, Sindaco Brucchi in primis, Prefetto e Presidente della Provincia si attivino con urgenza in considerazione che l'evento atmosferico continuerà anche per i prossimi giorni.
www.campanianotizie.com, 6 marzo 2015
Che c'è meglio di un buon caffè, se ti risvegli in una casa ospitale della città dai "mille colori", e sorbito come vuole la tradizione napoletana ma anche con un pizzico di solidarietà? L'Abbac, l'associazione dei B&B ed affittacamere della Campania sottoscrive una convenzione con la coop "Lazzarelle" che rende protagoniste con la produzione di caffè, detenute ed ex detenute della casa circondariale femminile di Pozzuoli.
"Si tratta di una convenzione a cui teniamo molto, nei nostri bed and breakfast sarà possibile degustare il caffè torrefatto da operatrici che con impegno tentano di garantirsi una nuova opportunità dopo l'esperienza carceraria".
L'accordo è in linea con le tematiche di sostenibilità e identità che l'Abbac persegue fin dalla sua costituzione. "Accogliamo ospiti provenienti da ogni parte del mondo e che scoprono la nostra città e lo facciamo con la consapevolezza di garantire un'ospitalità non standardizzata - dichiara Agostino Ingenito. Offrire il caffè prodotto dalle ex detenute è l'occasione per dimostrare che turismo e solidarietà possono e devono trovare maggiore interazione".
Hanno preso parte alla conferenza stampa anche alcune operatrici della coop Lazarelle accompagnate dalle referenti, Paola Maisto e Imma Carpiniello.
"Siamo felici di questo accordo che premia il progetto di inclusione sociale che abbiamo avviato già dal 2010 nella convinzione che le prigioni non dovrebbero essere un luogo buio e dimenticato ma che è possibile garantire un riscatto sociale".
All'incontro hanno preso parte anche il Presidente Federconsumatori Campania, Rosario Stornaiuolo che ha inteso condividere la proposta dell'Abbac di aprire verso una più ampia rete di commercio equo e solidale. Anche per Legambiente Campania, presente con il consigliere Nabil Pulita, è opportuno condividere tali buone prassi in linea con il turismo responsabile ed eco sostenibile.
Il Centro, 6 marzo 2015
Verranno esposte e vendute domenica prossima, in piazza Rossetti, le Pigotte, le bambole di pezza dell'Unicef, realizzate da alcuni internati della Casa lavoro. Un'iniziativa di alto valore sociale che va di pari passo con il trattamento rieducativo.
"L'esperienza, coordinata dal capo area educativa Lucio Di Blasio, rappresenta un altro dei piani strategici degli interventi rieducativi che consentono ai reclusi di avere un ruolo ed una partecipazione attiva, di rimettersi in discussione e soprattutto confrontarsi", si legge in una nota della Casa Lavoro diretta da Massimo Di Rienzo, "impegnarsi per una iniziativa tanto nobile partecipando, quindi, agli obiettivi che il progetto, sin da subito, si era prefissato, è da considerarsi un altro percorso virtuoso e che risponde in pieno alle indicazioni dell' articolo 27 della Carta costituzionale". Le bambole fatte dagli internati verranno esposte in uno stand allestito per l'occasione in piazza Rossetti, domenica dalle 9 alle 18,30.
www.irpinianews.it, 6 marzo 2015
"Tutti devono entrare all'Expo, ma anche l'Expo deve andare da tutti": è questa la filosofia che ha ispirato il Progetto "Liberi dentro" ideato da Rai Expo, la struttura della Rai creata per raccontare all'Italia e al mondo tutto ciò che gira attorno a "Expo Milano 2015".
L'iniziativa intende promuovere alcune esperienze attivate all'interno delle carceri italiane e incentrate sulla produzione di eccellenze agroalimentari e sull'educazione alimentare. In queste realtà, il progetto servirà a testimoniare anche come l'amore e la passione per il cibo possono agevolare il reinserimento nella società di chi nella vita precedente ha sbagliato, meritando la giusta punizione.
Tra gli istituti carcerari selezionati per l'occasione c'è anche la Casa di Reclusione di Sant'Angelo dei Lombardi dove si producono prodotti di autentica eccellenza, tra i quali un ottimo miele biologico e pregevoli bottiglie di vino tratto da antichi vitigni del territorio; prodotti che hanno già meritato successi e consensi alle diverse rassegne a cui sono stati presentati. Ai giornalisti e ai tecnici di Rai Expo, il direttore del carcere altirpino, Massimiliano Forgione, ha mostrato sia il tenimento agricolo sia il lavoro che compiono i reclusi per produrre quelle eccellenze agroalimentari: un lavoro supportato dall'aiuto ed il concorso della Cooperativa Sociale "Il Germoglio" che ha assunto tutti i detenuti che lavorano nel tenimento agricolo.
Una bottiglia del vino prodotto nel carcere santangiolese è stata consegnata di recente anche a Papa Francesco, che ha mostrato molta attenzione al percorso lavorativo che sta dietro l'etichetta emblematica "Frescodigalera", con cui viene commercializzato il prodotto. Di particolare interesse, durante la visita, l'intervento di alcuni ristretti che al microfono della troupe Rai hanno raccontato le loro storie di vita, senza enfatizzare la propria vicenda umana ma ponendo l'accento sull'esperienza che stanno maturando all'interno delle mura del carcere santangiolese.
"A questi uomini, che hanno una gran voglia di riscatto, il lavoro è servito e serve sia per prendere coscienza degli errori commessi sia per creare i presupposti per il loro successivo reinserimento nella società", ci tiene a ribadire il direttore del carcere. Un obiettivo assolutamente condiviso dalla struttura di Rai Expo che, con "Liberi dentro", miniserie di sei documentari patrocinata dal Ministero della Giustizia, intende accendere i riflettori sul mondo del lavoro agricolo e delle eccellenze enogastronomiche presenti nelle carceri italiane perché, per assecondare il tema portante dell'Esposizione Universale di Milano 2015. I mini-documentari, prossimamente inseriti e visibili sul portale web di Rai Expo, saranno presentati in una serata dedicata al tema durante Expo 2015 e quindi trasmessi nel palinsesto della Rai, in armonia con la mission di servizio pubblico.
Ristretti Orizzonti, 6 marzo 2015
"La psicologia penitenziaria tra interventi attuali e prospettive future" è il titolo del convegno organizzato dagli Ordini degli psicologi dell'Emilia Romagna e del Veneto per sabato 7 marzo a Bologna, in piazza San Domenico 13 (dalle 9 alle 18 al convento di San Domenico). L'incontro intende approfondire il ruolo dello psicologo nel restituire dignità ai detenuti e nel favorirne il reinserimento sociale. Nell'occasione verranno presentate le esperienze condotte in Emilia-Romagna e in Veneto. Interverranno al convegno esperti nazionali del tema, psicologi professionisti, giuristi, docenti e responsabili di strutture sanitarie. Tra i temi trattati: la genitorialità in carcere (ore 10,15), il trattamento dei sex-offenders (ore 15,45), il reinserimento sociale degli ex-detenuti (ore 16,15).
- Siena: "Ti regalerò un sorriso", Cristicchi canta nel carcere di Santo Spirito
- Brasile: si prepara lo scambio di Battisti con Pizzolato, ma "ci vorranno anni"
- Brasile: non era lì, non sparò... ma di cosa è accusato Cesare Battisti?
- Brasile: intervista a Battisti "se l'Italia non avesse detto tante balle, ora sarei in cella"
- Tunisia: ministro Giustizia preoccupato per lo stato delle carceri










