La Presse, 13 marzo 2015
Gli ospedali psichiatrici giudiziari, noti come Opg, chiuderanno il prossimo 31 marzo e l'Emilia-Romagna è pronta, secondo quanto prevede la legge, ad accogliere i pazienti psichiatrici con problemi giudiziari nelle Rems, le Residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza sanitaria. Lo ha confermato il sottosegretario alla presidenza della Regione, Andrea Rossi, in visita oggi alla struttura Opg di Reggio Emilia con il sindaco della città Luca Vecchi, il presidente della Provincia Giammaria Manghi e la consigliera regionale Ottavia Soncini.
"La nuova legge prevede che ogni Regione - ha detto Rossi - si doti di strutture in grado di accogliere queste persone secondo le modalità previste dalle nuove norme. Noi siamo pronti, e il 31 marzo sarà possibile procedere al superamento dell'Opg con la collocazione delle 24 persone di cui dobbiamo farci carico (sulle 136 ora presenti all'Opg) in due Rems provvisorie, per qualche tempo, in attesa del completamento delle strutture definitive".
"Con la realizzazione di queste strutture - ha aggiunto il sottosegretario - credo che possiamo cogliere l'occasione per recuperare nei fatti una funzione terapeutico-risocializzatrice, molto diversa dalla concezione di pena manicomiale. Ora occorre allargare gli strumenti di collegamento con la società, per abbattere le barriere e aprirsi alla comunità". Per rispondere a quanto prevede la legge, la Regione ha stanziato 11,5 milioni di euro, di cui 6 servono alla realizzazione delle Rems, mentre i rimanenti andranno a potenziare servizi e strutture esistenti. Superato il concetto di cella, la Rems si presenterà come una residenza psichiatrica, ma con maggiori caratteristiche di sicurezza.
di Tito Giuseppe Tola
La Nuova Sardegna, 13 marzo 2015
Macomer, i dati lo conteggiano ai fini della capienza Caligaris: "Un'incongruenza che crea sovraffollamento". Dal mese di dicembre dentro le mura del carcere di Macomer non c'è più un solo detenuto, ma per il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria è ancora operativo. Il 29 febbraio il ministero di Grazia e giustizia ha diffuso i dati sulla situazione delle carceri italiane e nell'elenco figurano ancora quello di Iglesias e quello di Macomer, che da alcuni mesi sono stati svuotati, ma sulla carta è come se fossero in funzione.
Le due strutture vengono conteggiate ai fini dell'indicazione della capienza regolamentare: Bonu Trau a Macomer 46 posti, Sa Stoia di Iglesias 62. Praticamente è come se fossero aperte. Maria Grazia Caligaris, presidente dell'associazione "Socialismo Diritti Riforme" ha rilevato l'incongruenza sottolineando che "a fronte di questa disponibilità risultano invece in sofferenza per sovraffollamento ancora tre istituti".
È comunque singolare che mentre il ministro Andrea Orlando risponde ai parlamentari e agli amministratori del comune di Macomer che portano avanti la battaglia per il carcere che ormai non c'è più niente da fare perché si è di fronte a scelte definitive, dall'altro si mettono in conto i posti delle due strutture carcerarie. "La Sardegna registra attualmente la presenza di 1.834 detenuti (40 donne e 421 stranieri) con 2.774 posti regolamentari - fa osservare Maria Grazia Caligaris -, tuttavia la distribuzione delle persone private della libertà risulta disomogenea con una concentrazione negli istituti di Oristano (285 detenuti, la maggior parte in regime di alta sicurezza, per 266 posti) e di Tempio Pausania (198 per 167 posti) dove per far fronte al sovraffollamento è stato necessario introdurre la terza branda in diverse celle destinate a due persone. In difficoltà anche Lanusei con 40 persone per 34 posti. Mentre la casa circondariale di Sassari-Bancali è al limite della capienza (331 detenuti per 363 posti).
Un'eccedenza di disponibilità di spazi si registra nelle colonie penali (complessivamente tra Mamone, Isili e Is Arenas si tratta di 561 posti) e nella casa di reclusione di Alghero (67 detenuti per 158) dove però è in atto un progetto innovativo trattamentale per il reinserimento sociale dei condannati". Per la presidente dell'associazione "Socialismo Diritti Riforme" le incongruenze sono evidenti. Mentre si continua a riempire strutture già sature, rimangono vuote quelle che sarebbero in grado di dare risposta ai problemi di sovraffollamento per i quali lo Stato italiano è stato in mora dalla Corte europea dei diritti dell'uomo e dalle associazioni umanitarie.
"Facendo un po' di conti - conclude Caligaris - la Sardegna non sembra quella felice realtà che il Dipartimento rappresenta con i numeri. È quindi opportuno un approfondimento sulle reali disponibilità e occorre fare chiarezza sul destino delle strutture penitenziarie di Macomer e Iglesias anche perché se come più volte ribadito dal Ministero devono restare chiuse, non si comprende perché risultino disponibili 108 posti ormai cancellati". Prosegue intanto la battaglia per riaprire il carcere anche con soluzioni alternative alla detenzione ordinaria.
www.monzatoday.it, 13 marzo 2015
L'alloggio, grazie alla collaborazione del comune di Brugherio con la cooperativa sociale Monza 2000, ospiterà detenuti con residuo pena ridotto, sottoposti a un percorso di reinserimento sociale e lavorativo grazie alla buona condotta dimostrata durante il periodo di reclusione. Mercoledì sera a Brugherio alla presenza del sindaco Marco Troiano c'è stato il taglio del nastro per un appartamento destinato a ospitare detenuti avviati a un processo di reinserimento sociale e lavorativo.
L'alloggio, situato in via Nazario Sauro 149, e confiscato alla criminalità organizzata, con la delibera n 236 del 27-10-2010 è stato ceduto alla cooperativa sociale Monza 2000 a r.l. per la realizzazione del "Piano Regionale per la promozione e lo sviluppo di una rete a favore delle persone sottoposte a provvedimenti dell'autorità giudiziaria e delle loro famiglie".
L'abitazione è stata destinata al reinserimento sociale e lavorativo di persone con esperienza di detenzione con residuo di pena tale da poter usufruire di permessi premiali e di misure esterne al carcere. Il progetto, realizzato in collaborazione con l'Ambito territoriale di Monza-Brugherio e Villasanta, si fonda su alcune abitazioni/alloggi, dislocati nei comuni della provincia, fra i quali, anche Brugherio. Le persone che verranno inserite negli appartamenti saranno accuratamente selezionate e godranno di questa possibilità grazie ai comportamenti corretti assunti durante il periodo detentivo. La loro permanenza avrà una durata massima di 12 mesi complessivi con sei mesi iniziali più una eventuale proroga.
La persona ospitata, al momento dell'ingresso, sottoscriverà il cosiddetto "Patto di Buona Convivenza", che definisce la permanenza nella struttura, e regolamenta i comportamenti reciproci da tenere sia all'interno sia all'esterno della casa. Oltre al primo cittadino brugherese alla cerimonia di inaugurazione era presente l'Assessore alle Politiche sociali Miriam Perego e il coordinatore referente del Progetto Paolo Piffer della Cooperativa Sociale Monza 2000.
"Grande inaugurazione di un nuovo appartamento sequestrato alla criminalità organizzata" - ha commentato soddisfatto Piffer - "Da oggi quel luogo ritornerà a vivere regalando a molti la possibilità di un riscatto sociale. La solidarietà dei vicini di casa è stata straordinaria. Un grazie particolare al Sindaco Marco Troiano e alla sua sensibilità".
www.campanianotizie.com, 13 marzo 2015
Ieri, 12 marzo 2015, una delegazione composta dall'On. Lucia Esposito, dall'avv. Mauro Foglia e da Antigone si è recata in visita presso la Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere. Il carcere sammaritano, al momento della visita, presentava 1050 detenuti effettivamente presenti, di cui 417 in alta sicurezza. Le donne detenute ammontavano a 77 unità.
"Stamane ho potuto constatare i gravi problemi riguardo l'approvvigionamento idrico nella Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere, un tema annoso che è presente già dalla nascita della struttura, dotata di un impianto di potabilizzazione, ma non allacciata alla infrastruttura idrica cittadina. Tutto ciò lede il diritto, dei detenuti e del personale, di fruire di acqua come gli altri cittadini, causando anche esborsi non irrilevanti per la direzione della struttura, in caso di emergenze e manutenzioni specifiche. Il Presidente della giunta regionale, tempo fa, ha siglato un accordo con il provveditorato regionale degli affari penitenziari, teso a finanziare le opere necessarie a restituire il diritto vitale all'accesso all'acqua per la popolazione detenuta nella casa circondariale sammaritana, impegnandosi al finanziamento dei lavori necessari.
È ora di mettere in atto ogni determinazione che possa rendere esecutiva questa disponibilità, e a questo proposito preparerò una interrogazione da presentare nel primo Consiglio Regionale utile. Ho avuto modo, inoltre, di verificare l'encomiabile impegno della direzione della casa circondariale, del personale della polizia penitenziaria, degli operatori sociali presenti. Mi riserverò, inoltre, una verifica presso l'Asl competente riguardo i servizi erogati ai detenuti con patologie psichiatriche ospitati nel plesso", ha dichiarato l'On. Lucia Esposito, Consigliera regionale della Campania.
"Nel carcere è presente una sezione destinata ad accogliere i detenuti con patologie psichiatriche: al momento della visita erano presenti 20 detenuti, di cui almeno due (C. R. e G. R.) in sezione da circa un anno: è una forma di internamento contraria alle norme in materia. Auspichiamo che tali illegittimità vengano preso rimosse". È quanto dichiara Mario Barone, presidente di Antigone-Campania e componente dell'Osservatorio nazionale sulle condizioni di detenzione.
Ansa, 13 marzo 2015
L'ex carcere di Buoncammino a Cagliari, che apre per la prima volta al pubblico, l'ospedale San Francesco a Nuoro, la chiesa di Santa Maria di Betlem a Sassari, le antiche carceri de La Rutunda a Tempio. Sono le quattro tappe sarde inserite nelle Giornate Fai di Primavera, la campagna in difesa dei beni culturali che giunge alla 23/a edizione.
Sabato 21 e domenica 22 marzo, da mattina a sera, volontari e ciceroni di ogni età, dagli scolaretti delle primarie sino agli studenti delle superiori, accompagneranno i visitatori lungo un percorso avvincente fra alcuni dei gioielli dell'isola, per lo più ancora sconosciuti al pubblico. "L'obiettivo - ha spiegato la presidente del Fai, Maria Antonietta Mongiu - è sensibilizzare al recupero dei luoghi, promuovere e valorizzare il patrimonio storico archeologico, paesaggistico e artistico". La tappa sassarese offre ai visitatori il complesso monumentale di Santa Maria di Betlem, custode dei candelieri, il convento e la ricca biblioteca.
A Nuoro apre le porte il vecchio ospedale, edificio storico nel centro città. Un altro luogo che è stato di sofferenza sarà meta dei visitatori in questo week-end: il carcere nel centro storico di Tempio. Nelle due giornate si esibiranno nella piazza antistante l'ex carcere di Buoncammino una serie di artisti locali. Sarà presente anche uno stand del Consorzio Pecorino Romano in collaborazione con gli alunni dell'istituto Enogastronomico Azuni.
Gazzetta della Spezia, 13 marzo 2015
In data 10 marzo c.a., il Prefetto, dott. Mauro Lubatti, si è recato in visita alla locale Casa Circondariale dove è stato accolto dal Direttore Maria Cristina Bigi e dal Comandante del Reparto della Polizia Penitenziaria Tiziana Babbini. Lo stesso ha avuto modo di visitare le aree detentive, le camere di pernottamento dei detenuti, le sale colloqui, l'infermeria dell'istituto, le scuole, le aree dedicate alle attività trattamentali, comprese le officine, nonché quelle di passeggio ed il campetto di calcio. Si è a lungo soffermato a colloquiare con il personale della polizia penitenziaria, con il personale sanitario e con i detenuti che stavano frequentando i corsi scolastici.
Durante la visita ha colto l'occasione per ringraziare il personale penitenziario per la professionalità e sensibilità dimostrata nello svolgimento dei delicati compiti, ha evidenziato la finalità educativa del periodo di detenzione che deve costituire, sia un arricchimento personale dal quale trarre insegnamento per il futuro, sia un utile apprendimento per il domani lavorativo.
La visita del Prefetto è un segno di vicinanza tangibile delle Istituzioni alle problematiche del mondo carcerario e di tutti i soggetti che operano ogni giorno, con senso del dovere e responsabilità, al fine di garantire una convivenza serena all'interno dell'Istituto penitenziario della Spezia. Il Direttore e il Comandante al termine dell'incontro hanno ringraziato il Prefetto per l'attenzione e la vicinanza dimostrata.
www.quinewsvolterra.it, 13 marzo 2015
Un incontro prima dello spettacolo al Teatro dei Rinnovati di Siena per conoscere la storia della Compagnia della Fortezza di Armando Punzo. In attesa di rivedere in scena la Compagnia della Fortezza con Santo Genet, in programma il 27 marzo al Teatro dei Rinnovati di Siena, la prossima occasione per chi vuole incontrare e conoscere la storia della Compagnia dei detenuti attori di Volterra, è per domani, venerdì 13 marzo alle 18 nell'Auditorium HB di Poggibonsi.
La storia di una compagnia che da 27 anni, sotto la direzione di Armando Punzo, ha totalmente rivoluzionato il Carcere di Volterra trasformandolo da Istituto di Pena in Istituto di Cultura e diventando un'esperienza teatrale unica nel suo genere e riconosciuta a livello internazionale.
L'evento di domani Mercuzio e altre utopie realizzate. Il teatro della Compagnia della Fortezza. sarà il preludio a una serie di attività preliminari che condurranno alla replica di Siena. Infatti, l'Associazione la Scintilla ospita nell'Auditorium HB un avvincente racconto teatrale che attraverserà i momenti più importanti della Compagnia, con la presentazione di estratti degli spettacoli più importanti fino ad oggi realizzati, interpretati da Armando Punzo e da Aniello Arena, con le suggestioni delle musiche di scena di Andrea Salvadori e la proiezioni frammenti di film e video di alcuni spettacoli storici.
Filo rosso della serata saranno, ancora una volta, le ultime pubblicazioni editoriali e musicali della Compagnia della Fortezza: Armando Punzo, È ai vinti che va il suo amore - i primi venticinque anni di autoreclusione con la Compagnia della Fortezza di Volterra, Clichy 2013; Aniello Arena con Maria Cristina Olati, L'aria è ottima (quando riesce a passare). Io, attore, fine-pena-mai, Rizzoli 2013; Andrea Salvadori, cd delle musiche di scena degli spettacoli Hamlice - Saggio sulla fine di una civiltà, Mercuzio non vuole morire e Santo Genet. La serata, a ingresso libero, sarà coordinata da Chiara Fabene con un intervento di Alessandro Fo.
Ristretti Orizzonti, 13 marzo 2015
"Oltre i tre metri quadri": XI Rapporto Antigone sulle carceri (Foto di Associazione Antigone). Martedì 17 marzo (ore 11.00) a Roma, presso il CESV (via Liberiana 17), Antigone presenta "Oltre i tre metri quadri", l'XI Rapporto sulle condizioni di detenzione nelle carceri italiane.
Verranno illustrati numeri, dati e storie riguardanti le condizioni di vita nei 206 istituti penitenziari del paese. Verrà inoltre presentato l'aggiornamento di Inside Carceri, il webdoc inchiesta sulle prigioni italiane iniziato nel 2012 dall'agenzia giornalistica indipendente Next New Media e Antigone. La nuova versione contiene nuovi dati sulle condizioni carcerarie e nuove infografiche che consentono anche il confronto storico con i dati di due anni fa. Inoltre sono state inserite nuove foto nel reportage e sono state aggiornate tutte le schede relative agli istituti per capire come sono cambiate le condizioni di vita nei principali carceri italiani.
Complessivamente il reportage conta circa 40 video e 200 foto che Next New Media e Antigone hanno deciso di lasciare liberamente utilizzabili dai mezzi di informazione (senza possibilità di alterarne i contenuti). Il webdoc, realizzato da Next New Media e Antigone, è navigabile con qualsiasi browser e device mobile. www.associazioneantigone.it.
Italpress, 13 marzo 2015
Quale futuro attende le circa settecento persone internate negli ospedali psichiatrici giudiziari, che il 31 marzo chiuderanno i battenti, secondo la legge 81/2014? Come avverranno le dismissioni? Quali regioni sono pronte a gestire i passaggi successivi? E la collettività cosa pensa di tutto questo? Sono gli argomenti al centro della puntata del programma di Radio1 Rai "La Radio ne parla", che venerdì 13 marzo, dalle 10.00 andrà in onda in diretta dall'Opg di Castiglione Delle Stiviere (l'unico che ha anche una sezione femminile), dando la parola a personale sanitario, volontari e internati.
In gioco il forte impatto che avrà sulla collettività il destino dei cosiddetti "folli rei" (le persone inferme di mente che hanno commesso gravi reati) tra paura e pregiudizi. Ilaria Sotis, in conduzione, fa il punto sull'applicazione della legge con interviste al Dipartimento per l'Amministrazione Penitenziaria, ai partecipanti al movimento Stop Opg e ai familiari delle persone con disabilità intellettiva.
La prima diretta di Radio Rai da un Ospedale psichiatrico giudiziario
La trasmissione "La Radio ne parla" trasmetterà dalle ore 10.00 dall'Opg di Castiglione delle Stiviere, l'unico con una sezione femminile. In discussione la chiusura di queste strutture entro il 31 marzo. Quale futuro per gli internati? Quale futuro attende le circa settecento persone internate negli Ospedali psichiatrici giudiziari, che il 31 marzo chiuderanno i battenti, secondo la legge 81/2014? Come avverranno le dismissioni? Quali regioni sono pronte a gestire i passaggi successivi? E la collettività cosa pensa di tutto questo? Sono gli argomenti al centro della puntata del programma di Radio1 Rai "La Radio ne parla", che venerdì 13 marzo, dalle ore 10 andrà in onda in diretta dall'Opg di Castiglione Delle Stiviere (l'unico che ha anche una sezione femminile), dando la parola a personale sanitario, volontari e internati. In gioco il forte impatto che avrà sulla collettività il destino dei cosiddetti "folli rei" (le persone inferme di mente che abbiano commesso gravi reati) tra paura e pregiudizi. Conduce Ilaria Sotis per fare il punto sull'applicazione della legge con interviste al Dipartimento per l'Amministrazione Penitenziaria, ai partecipanti al movimento Stop Opg e ai familiari delle persone con disabilità intellettiva.
di Andreina Albano (Arci)
Il Manifesto, 13 marzo 2015
Quanto si apprende sulle inchieste che riguardano il Cara di Mineo, aperte dalle procure di Catania e Caltagirone, dopo la denuncia di Raffaele Cantone sull'irregolarità della gara d'appalto per la gestione, non fa che confermare quel che da tempo andiamo denunciando.
Rifugiati e richiedenti asilo rischiano di diventare una merce su cui fare affari. Lo sono per i trafficanti di esseri umani, che solo con l'apertura di canali di ingresso umanitari e legali si potrebbero efficacemente contrastare. Ma potrebbero diventarlo anche per un sistema d'accoglienza che va profondamente ripensato, per evitare le infiltrazioni criminali nella gestione degli appalti e per garantire condizioni di vita dignitose e possibilità di integrazione per chi viene "accolto".
Non a caso lo scandalo ora è scoppiato al Cara di Mineo, il più grande d'Europa, dove il controllo sulle condizioni in cui sono tenuti i rifugiati e l'integrazione col territorio in cui è insediato sono praticamente impossibili. Controllo e integrazione sono infatti possibili solo in strutture piccole, inserite in comunità dove sia stato fatto un lavoro preventivo di sensibilizzazione, con personale preparato, che si occupi dell'inserimento sociale e lavorativo di chi vi è ospitato.
Auspichiamo che quest'ennesimo episodio di malaffare - se le accuse verranno confermate - serva a far aprire una riflessione seria nelle istituzioni, avendo ben chiaro che l'interesse da considerare prioritario dev'essere quello delle persone che vengono accolte. Così come ci auguriamo che per una volta chi, per propaganda politica, specula su queste vicende cercando di convincere l'opinione pubblica che migranti e rifugiati vanno semplicemente respinti - e magari lasciati affogare - abbiano il buon gusto di astenersi da qualsiasi commento razzista.
Il danno vero del nostro Paese sono la corruzione e il malaffare, non le persone che raggiungono le nostre coste per fuggire da guerre e violenze.
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