di Valentina Reggiani
Il Resto del Carlino, 7 maggio 2026
Dal 14 al 17 maggio torna l’atteso appuntamento, alla settima edizione, con grandi ospiti. Guido Sola: “Quest’anno il tema centrale ci consente di dialogare anche con scrittori, filosofi e scienziati”. In un momento in cui l’opinione pubblica è scossa ma soprattutto divisa da casi giudiziari complessi, che hanno travolto le vite di tante persone, non ultimo il ‘caso Garlasco’ è più che mai opportuno confrontarsi, dibattere sul complesso tema della giustizia e, soprattutto, della difesa. ‘Difendere. L’innocente, il colpevole, i diritti’: è attorno a questi concetti, infatti, che ruota la settima edizione - la settima - del Festival della Giustizia Penale, in programma a Modena, Carpi, Sassuolo, Formigine, Mirandola e Pavullo dal 14 al 17 maggio.
di Giulia Carbone
Quindici, 7 maggio 2026
Il reinserimento sociale dei detenuti passa da attività formative e culturali. Le risse tra detenuti, l’autolesionismo, le molestie al personale carcerario, il senso di abbandono, le precarie condizioni igieniche e le “visite vuote” di politici e dirigenti ministeriali. Ma anche l’importanza della scuola, del lavoro, seppur dietro le sbarre, e della formazione: una nuova biblioteca, un progetto teatrale e una scuola di barberia. È lo spaccato dell’istituto minorile “Pietro Siciliani” di Bologna (conosciuto dai più come carcere del Pratello) e, in un certo senso, di tutti gli istituti penali minorili italiani. Perché sono simili le storie e le condizioni in cui vivono i giovani detenuti: minori italiani, italiani di seconda generazione e minori stranieri non accompagnati, accomunati tra loro da vicende di violenza domestiche, di abbandoni e vagabondaggi, di spaccio, bullismo e aggressioni dentro e fuori dall’istituto. Ad oggi sono 48 i ragazzi presenti all’interno del Pratello, a fronte di una capienza massima di 44 posti: un dato che segnala una situazione in linea con il recente passato. Solo nel 2025, per esempio, si registravano presenze ben oltre i limiti regolamentari, fino a 49 o addirittura sopra le 50 unità, con ripercussioni sull’organizzazione interna e sui percorsi educativi.
calabrianews24.com, 7 maggio 2026
Presentato il volume nato dal laboratorio creativo del progetto “Libri che camminano” promosso dal Comune di Cosenza. Nella casa circondariale di Cosenza è stato presentato il libro “Controluce, racconti dal carcere”, volume nato dai laboratori di scrittura creativa e autobiografica realizzati all’interno dell’istituto penitenziario nell’ambito del progetto “Libri che camminano”. L’iniziativa è stata promossa dal Comune di Cosenza grazie al finanziamento del Centro per il Libro e la Lettura del Ministero della Cultura, dopo il riconoscimento della città come Città che legge. Il progetto è stato sviluppato dall’associazione LiberaMente su impulso dell’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Franz Caruso e della consigliera delegata alla Cultura Antonietta Cozza. Il libro raccoglie racconti, prose e poesie scritte dai detenuti di alta e media sicurezza, molti dei quali stranieri, che attraverso la scrittura hanno intrapreso un percorso personale di introspezione e riflessione.
cronachetarantine.it, 7 maggio 2026
Nasce dalla convinzione che la musica possa diventare “strumento di espressione, ascolto e trasformazione” il laboratorio di scrittura rap promosso dall’APS Rublanum a Taranto, in collaborazione con Noi e Voi Onlus, all’interno del progetto “Oltre l’Ombra” sostenuto da Impresa Sociale Con i Bambini. Un percorso creativo che ha coinvolto persone in detenzione sostitutiva al carcere e che ha trovato il suo esito nel brano “099”, una canzone costruita a partire dalle loro parole, dalle loro fragilità e dal desiderio di riscatto. A guidare il laboratorio è stato Kiave, nome d’arte di Mirko Filice, artista cosentino tra le voci riconosciute dell’hip hop italiano. Da anni porta avanti un lavoro che unisce scrittura, performance e attività laboratoriali, con un’idea precisa: il rap come linguaggio capace di generare coscienza e relazione. La sua presenza, spiega Rublanum, è stata decisiva “non solo per l’autorevolezza artistica, ma per la capacità di accompagnare i partecipanti in un lavoro autentico sulla parola”. Dalla metrica alla costruzione del testo, fino alla ricerca di una voce personale, il percorso ha trasformato la scrittura in un esercizio di ascolto e consapevolezza.
di Rosario Tronnolone
vaticannews.va, 7 maggio 2026
Presentato ieri al Nuovo Cinema Aquila di Roma il documentario di Rosa Galantino e Luigi Ceccarelli realizzato col patrocinio del Dicastero per la Cultura e l’Educazione, del Ministero della Giustizia italiano, del Patriarcato e del Comune di Venezia e di diverse fondazioni e associazioni tra cui “Antigone”. Racconta l’eccezionale, ma non lo cerca. Scorre invece con la semplicità della quotidianità il documentario di Rosa Galantino e Luigi Ceccarelli “Le farfalle della Giudecca”, presentato ieri, 5 maggio, al Nuovo Cinema Aquila di Roma e introdotto con la stessa semplicità dallo sguardo diretto di Ottavia Piccolo.
di Andrea Venanzoni
Il Foglio, 7 maggio 2026
“A via de la Lungara ce sta ‘n gradino chi nun salisce quello nun è romano, e né trasteverino”. Lo scalino del famoso detto romanesco da tempo ormai è molto meno utilizzato. Una volta, infatti, si accedeva al complesso penitenziario di Regina Coeli da via della Lungara, dove sono ubicati i famosi tre scalini ridotti a uno solo nel detto, ma ormai l’ingresso più frequentato è quello di via San Francesco di Sales. Ma l’aura di purissima romanità del luogo rimane integra, a partire da antiche tradizioni che forse diradatesi nell’epoca dell’alta tecnologia rimangono spettrali a tramandarsi nella memoria di un certo romanticismo criminale: il colle del Gianicolo, sovrastante il carcere, per decenni è stato parlatorio informale, con famiglie che urlavano i loro incoraggiamenti e le notizie più importanti ai loro parenti ristretti tra le mura screpolate del carcere.
di Lisa Ginzburg
Avvenire, 7 maggio 2026
Dominik Moll - Il caso 137 Francia 2025. 115 minuti. Ordine e giustizia possono sovvertirsi in disordine e ingiustizia: se questo in astratto certo si sa, molto meno lo si sa quando il sovvertimento risulta interno all’ordine e alle “forze” che quell’ordine dovrebbero mantenere e tutelare. Nel film di Dominik Moll, il caso rubricato come “137” viene affidato a IGPN, una commissione di vigilanza istituita per controllare sui comportamenti della polizia francese. Lo stesso caso diviene così oggetto di un’indagine flagrante, che da subito e man mano di più trova ostacoli per ragioni che sono di ordine sociale tanto quanto politico. Nell’ottavo arrondissement di Parigi, nel corso di una manifestazione di “gilets jaunes” un ragazzo arrivato in città dalla banlieue per manifestare viene ferito alla testa da colpi a salve e avrà danni cerebrali permanenti. Un video mostra il momento degli spari, ma quale tra i poliziotti filmati ha sparato?
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 7 maggio 2026
Il Comitato delle Nazioni Unite contro la tortura ha adottato le sue osservazioni conclusive sull’Italia, dopo aver esaminato il settimo rapporto periodico del governo nelle sedute del 15 e 16 aprile a Ginevra. Il documento - quarantasette paragrafi di rilievi, raccomandazioni e preoccupazioni - fotografa un paese che fatica a rispettare gli obblighi internazionali che ha liberamente sottoscritto. Carceri sovraffollate, centri di detenzione per migranti in condizioni degradanti, respingimenti verso la Libia, tentativi parlamentari di abolire il reato di tortura e criticità sul Garante nazionale delle persone private della libertà. Sono i nodi principali attorno a cui ruota la valutazione del Comitato, conosciuto con la sigla CAT.
di Simona Ciaramitaro
collettiva.it, 7 maggio 2026
Stato delle carceri, centri di detenzione per migranti, uso della violenza, accordi con la Libia e con l’Albania all’attenzione del Comitato contro la tortura. Il Comitato contro la tortura (Cat) delle Nazioni Unite contesta al governo italiano, mostrando forte preoccupazione, le politiche in materia di immigrazione, uso della forza da parte delle forze dell’ordine e stato delle carceri. Per capire la valenza del rapporto dell’organismo dell’Onu è necessario sapere che viene stilato da un gruppo di esperti indipendenti che hanno il compito di vigilare sull’applicazione della Convenzione contro la tortura sulla base di visite sul territorio degli Stati aderenti e l’analisi dei loro rapporti in materia inviati al Comitato. Il Cat, che ha sede a Ginevra, ha il potere di avviare inchieste confidenziali ed anche è il destinatario di denunce da parte di chi ritiene di essere vittima di violazioni da parte di uno Stato. Infine, il Comitato emana indicazioni e commenti sull’applicazione delle norme.
ansa.it, 7 maggio 2026
Il Ddl S.1635 amplia i percorsi terapeutici in carcere includendo anche il gioco patologico. Prosegue al Senato l’esame del disegno di legge S.1635 sulle misure alternative alla detenzione per persone affette da dipendenze. Nelle ultime settimane sono stati depositati emendamenti che ampliano il testo includendo anche il contrasto al gioco patologico nei percorsi di recupero destinati ai detenuti. Il provvedimento, attualmente all’esame della Commissione Giustizia di Palazzo Madama, è intitolato “Disposizioni in materia di detenzione domiciliare per il recupero dei detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti” e punta a favorire programmi terapeutici e di reinserimento sociale attraverso misure alternative al carcere. Negli atti ufficiali del Senato si legge che gli emendamenti intervengono per estendere l’ambito applicativo anche alle dipendenze comportamentali, riconoscendo il gioco patologico come elemento da includere nei percorsi di cura e recupero.










