di don Salvatore Saggiomo*
giornalenews.it, 27 aprile 2026
L’appello del Garante dei detenuti. La notizia della volontà del Governo di realizzare un Centro di Permanenza per il Rimpatrio (Cpr) nel territorio di Castel Volturno suscita in me, quale Garante dei diritti delle persone detenute della Provincia di Caserta, una profonda preoccupazione e un fermo dissenso. Come autorità di garanzia, chiamata a vigilare sul rispetto dei diritti fondamentali e della dignità della persona, e come uomo di Chiesa, non posso accettare la realizzazione di una struttura che rischia di tradursi, ancora una volta, in un luogo di sospensione dei diritti, di marginalità e di sofferenza umana.
calabriainchieste.it, 27 aprile 2026
Fine di “U Mastru”: tra carcere duro, indagini e ombre sulla morte del capocosca di Siderno. Si chiude con la morte di Giuseppe Commisso, 79 anni, una delle pagine più complesse e controverse della storia recente della ‘ndrangheta calabrese. Conosciuto come “U Mastru”, soprannome che lui stesso ricondusse alla sua attività di sarto - “Mi chiamano ‘Mastro’ perché facevo il sarto, non per altro”. Commisso era detenuto al regime di carcere duro in un penitenziario del Nord Italia. Le circostanze del decesso restano tutt’altro che lineari.
di Giulia Ghirardi
fanpage.it, 27 aprile 2026
“Di notte arrivano degli agenti incappucciati, portano i detenuti in isolamento e li picchiano”, ha riferito la presidentessa Bo Guerreschi. “Arrivano di notte, incappucciati. Portano i detenuti in isolamento e li picchiano”. Non è la prima volta che a Fanpage.it arrivano racconti di questo tipo dal carcere milanese di Opera. Ogni testimonianza, però, aggiunge un tassello che sembra comporre un quadro di presunte “violenze” e “abusi” sempre più difficile da ignorare. A denunciare queste presunte spedizioni punitive notturne è Bo Guerreschi, presidentessa della Ong Bon’t Worry Ingo, che ha raccolto le testimonianze di alcuni detenuti, assistiti dalla Ong, per restituirle senza filtri. Il risultato è un racconto che stride con qualsiasi idea di rieducazione che dovrebbe essere sottesa alla pena.
di Marta Randon
Il Mattino di Padova, 27 aprile 2026
Il 58enne detenuto al Due Palazzi ha ricevuto il permesso dal giudice. “Lo sport mi aiuta moltissimo”. Ventuno chilometri della mezza, come gli anni dietro le sbarre. E il fine pena è lontano. Tra i partecipanti alla Padova Marathon c’era anche Felice (nome di fantasia), 58 anni, detenuto al Due Palazzi. Per partecipare ha dovuto avere il permesso del giudice, il certificato di attività agonistica sportiva e l’iscrizione ad un gruppo podistico, nel suo caso la Runner Padova. “Mi alleno da tempo”, racconta al traguardo in Prato della Valle. “Ho chiuso in un’ora e 50 minuti, l’obiettivo era stare sotto le due ore”.
ciranopost.com, 27 aprile 2026
Un nuovo gesto di apertura e responsabilità sociale attraversa il cartellone 2026 del Collegium Musicum, diretto artisticamente dal maestro Rino Marrone: lunedì 27 aprile, alle 10, farà ritorno nell’Istituto Penale per Minorenni “Nicola Fornelli” di Bari per un appuntamento speciale del progetto “Viaggio nella Musica”, già attivo da diversi anni. Nella sala teatrale dell’istituto - alla presenza anche del direttore del “Fornelli” Nicola Petruzzelli - si terrà un concerto pensato appositamente per i ragazzi detenuti, con un programma calibrato per l’occasione e affidato al quartetto dei Solisti del Collegium: Antonio Piccialli (pianoforte), Giambattista Ciliberti (clarinetto), Paolo Debenedetto (sassofono) e Stefano Baldoni (percussioni). Un organico agile e versatile, capace di attraversare linguaggi e suggestioni diverse, in una dimensione di ascolto ravvicinato e condiviso.
di Mauro Magatti
Avvenire, 27 aprile 2026
Dopo la crisi degli equilibri novecenteschi serve una nuova governance globale per orientare innovazione e decisione verso fini condivisi. Per una società più giusta, più libera, più umana. Il Novecento aveva consolidato una risposta - imperfetta ma tutto sommato efficace - all’eterna questione del potere. Dopo l’esperienza devastante delle guerre mondiali e dei totalitarismi - che il 25 aprile ci aiuta a non dimenticare - ad affermarsi è stata l’idea che il potere dovesse essere istituzionalmente contenuto e distribuito. Le costituzioni democratiche moltiplicatesi nel dopoguerra, la separazione dei poteri, l’Onu, il diritto internazionale, le organizzazioni multilaterali: tutto questo era nato per impedire la concentrazione eccessiva del potere e garantire forme di controllo incrociato. Questo assetto si fondava su due presupposti: il potere (infinito di “io posso”) è un elemento ineliminabile della vita sociale, espressione della capacità umana di agire nella realtà; il potere è strutturalmente ambivalente e ha la tendenza a trasformarsi in dominio. Da qui ne deriva una conclusione importante: i limiti definiti dagli assetti istituzionali e legali non sono ostacoli all’esercizio del potere, ma la condizione che ne impedisce la degenerazione.
di Luca Grecchi
Corriere della Sera, 27 aprile 2026
Con il termine “inclusione”, per quanto concerne le persone con disabilità, si intende, come risulta dalla Convenzione Onu Crpd del 2006, la loro partecipazione alla vita sociale su base di uguaglianza. Il vocabolo, tuttavia, nella lingua italiana, presenta un significato che poco si presta a delineare il concetto espresso dall’Onu e condiviso dalla comunità scientifica. Le parole inerenti alla disabilità, del resto, sono spesso problematiche, riflettendo, tramite il linguaggio, la problematicità insita nella realtà.
di Maurizio Tucci*
Corriere della Sera, 27 aprile 2026
L’uccisione a scuola di un ragazzo da parte di un compagno, il ferimento - sempre a scuola - di un’insegnante da parte di un suo alunno e l’uccisione di un uomo, da parte di un “branco” di adolescenti e giovani adulti, solo perché li aveva rimproverati mentre stavano lanciano bottiglie contro la vetrina di un negozio sono solo gli ultimi inquietanti casi di violenza che hanno per protagonisti dei giovanissimi. Ma c’è purtroppo una violenza quotidiana, non meno grave solo perché non sfocia sempre in tragedia, che gli adolescenti e i giovani adulti subiscono e agiscono, anche contro sé stessi, considerando che l’autolesionismo è, anch’esso, un fenomeno in netta crescita.
di Michele Bertelli
Il Domani, 27 aprile 2026
“Non appena cambiamo rotta, ci troviamo due o tre motovedette che ci seguono”. Il racconto di due mesi sulla nave di ricerca e soccorso di Emergency. A bordo della Life Support - Non sono ancora le sei del mattino quando una chiamata per radio butta giù dal letto tutto il personale della nave Life Support. “A tutto lo staff di Emergency, contatto diretto! Ci sono persone in mare! Prepararsi al soccorso”. È il 27 febbraio e l’imbarcazione di ricerca e soccorso si trova nelle acque internazionali di fronte alla Libia. Due motoscafi si sono appena avvicinati e hanno costretto 14 persone a saltare in acqua. I minuti per evitare che affoghino sono pochi. Dal retro della nave viene sganciato immediatamente il centifloat, un galleggiante lungo una decina di metri. Due gommoni di soccorso sono calati in mare. Alle 7.30, i soccorritori portano a bordo della nave i naufraghi provenienti da Afghanistan, Pakistan e Somalia. Infreddoliti, impauriti. Secondo la dottoressa Silvana Zaccardi, alcuni presentano segni di ipotermia, astenia e disidratazione, mentre due non si reggono in piedi.
di Gigi Riva
Il Domani, 27 aprile 2026
L’attentato alla cena dei corrispondenti con il presidente Trump mostra l’America oggi, diabolicamente spaccata in due grazie alla narrazione Maga che ha via via cancellato l’avversario per promuoverlo a nemico. Che sia stato un attentato a Donald Trump, oppure un attentato dove era presente anche Donald Trump, oppure una messinscena che contribuisca all’epica dell’unto dal Signore e vada a vantaggio della popolarità di Donald Trump, come sospettano gli iraniani, comunque sia insomma resta il dato di fatto di una nuova esibizione di violenza politica. Che ha purtroppo una sciagurata tradizione negli Stati Uniti ma che mai era stata esercitata con la continuità impressionante di questo periodo.
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