di Andrea Galli
Corriere della Sera, 30 maggio 2025
Il viaggio del Corriere nel mondo degli adolescenti. In questa puntata, l’incontro con Kento, 48 anni, uno dei musicisti più impegnati con i ragazzini (e non soltanto). Gli incontri nelle scuole e le visite in carcere: “Io sto con Caino, tra i minori detenuti vedo anche talento e volontà”. E dunque carissimo Kento, ovvero il 48enne Francesco Carlo, qual è la prima esigenza, la prima urgenza, la prima richiesta dei ragazzini di oggi? “Detta così è molto semplice: essere ascoltati”. Poi, chiaro, ci passa l’infinito.
di Alberto Pellai
Avvenire, 30 maggio 2025
Come è possibile che quelle che un tempo chiamavamo cotte adolescenziali, oggi siano diventate vicende da cronaca nera? Il copione dell’amore tossico ha raggiunto i piccoli. Martina muore a 14 anni perché Alessio, da poco maggiorenne, non tollera che lei lo abbia lasciato. Erano ragazzo e ragazza. Poi non più. Ora Martina è morta. Alessio avrà davanti una vita fatta di carcere per un tempo che gli sembrerà infinito. I femminicidi negli ultimi anni hanno rappresentato narrazioni quasi quotidiane, all’interno delle nostre vite. Ma quasi sempre si trattava di storie che riguardavano “cose da grandi”. Uomini adulti che uccidono donne con cui hanno acceso relazioni amorose che poi diventano prigioni e infine si trasformano in condanne a morte.
di Laura Aldorisio
Corriere della Sera, 30 maggio 2025
La sorella di Silvana, uccisa 11 anni fa dal convivente, ripercorre la vicenda e insiste sulla prevenzione. Subito dopo l’omicidio ha chiesto in affido i due nipoti distrutti dalla violenza di cui sono stati testimoni. Undici anni fa l’omicidio di Silvana Allasia per mano del convivente ha riempito le prime pagine dei giornali. Poi è caduto il silenzio. Ma, mentre le luci dell’attualità si spegnevano, i due figli di Silvana, di 7 e 10 anni, che avevano assistito all’uccisione della mamma, hanno cercato di vivere. “Sono vittime superstiti del femminicidio”, dice la zia Agnese che, insieme al marito e ai suoi figli, nel giro di pochi minuti ha deciso di chiedere l’affido dei nipoti.
di Gianfranco Pellegrino*
Il Domani, 30 maggio 2025
I pronunciamenti della Corte costituzionale sull’adozione e la riproduzione assistita degli ultimi mesi sono un grande passo avanti e una significativa supplenza all’inerzia politica di questo governo, ma la Consulta registra, non può legiferare. La destra non farà mai la riforma. L’attuale papato chiude a ogni visione diversa della famiglia. Il compito rimane alla sinistra. I pronunciamenti della Corte costituzionale sull’adozione e la riproduzione assistita degli ultimi mesi sono un grande passo avanti e una significativa supplenza all’inerzia politica di questo governo, come sostiene Mariano Croce su questo giornale. Lo stesso vale per i ripetuti pronunciamenti della Corte sul fine vita. Ma non bastano. Le due sentenze più recenti in materia di genitorialità, per esempio, stabiliscono che la madre non biologica di una coppia di donne che ha avuto un figlio tramite procreazione assistita all’estero dev’essere automaticamente riconosciuta come genitrice (sentenza 68/2025) e che i singoli possano accedere all’adozione internazionale (sentenza 33/2025).
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 30 maggio 2025
Due rinvii alla Corte del Lussemburgo mettono in dubbio la compatibilità del Cpr di Gjader con il diritto Ue. La prima sezione penale ribalta una sua precedente pronuncia. Ora si bloccherà tutto, di nuovo. La Cassazione dubita che il Cpr di Gjader sia compatibile con la direttiva rimpatri e con la direttiva accoglienza. Per questo ieri ha rinviato due cause alla Corte di giustizia dell’Unione europea. Per la seconda fase del progetto Albania, quella che riguarda i migranti “irregolari” a cui il decreto di fine marzo (poi convertito in legge) ha esteso l’uso dei centri, si tratta di un colpo durissimo. I rinvii sono contenuti in due provvedimenti fotocopia nati dai ricorsi del Viminale contro altrettante non convalide del trattenimento oltre Adriatico. Le aveva decise la Corte d’appello di Roma. Anche se non ci sono automatismi, verosimilmente fino alla decisione dei giudici del Lussemburgo sarà molto complicato che un tribunale italiano possa dare il via libera alla detenzione nelle strutture del protocollo Roma-Tirana.
di Giulio Cavalli
Il Domani, 30 maggio 2025
Sono 16 i poliziotti per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio. Le indagini, avviate dalla squadra mobile, si sono basate su intercettazioni ambientali e telefoniche, che hanno documentato un clima di complicità e brutalità. Almeno due anni di abusi tra le mura della questura. La procura di Verona ha formalizzato nei giorni scorsi la chiusura delle indagini per altri nove agenti della squadra Volanti, portando a sedici il numero di poliziotti per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio, oltre a due per cui è stato chiesto il giudizio immediato. Le accuse vanno dalla tortura alle lesioni, dal peculato alla falsificazione di atti pubblici, con aggravanti legate all’odio razziale.
di Ilaria Blangetti
La Stampa, 30 maggio 2025
La denuncia della cuneese Giulia Marro, antropologa e consigliera regionale: “La legge prevede che persone come lui non possano andare in quei centri”. Lo scorso aprile la polizia è intervenuta in un condominio di via Nasetta, a Cuneo, dove da tempo un uomo di origine nigeriana, irregolare, bivaccava sulla rampa del garage accumulando oggetti e destando preoccupazione per i suoi comportamenti. Numerose anche le segnalazioni effettuate dai residenti. A carico dell’uomo erano già stati emessi provvedimenti di Daspo urbano. “In considerazione dell’elevata pericolosità”, l’uomo è stato portato al Centro di permanenza per i rimpatri di Torino.
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 29 maggio 2025
Il report di Antigone stima i rischi del nuovo reato di rivolta carceraria, che punirà anche atti di resistenza passiva. Sovraffollamento al 133%, servirebbero sei penitenziari in un anno, costo 180 milioni. I minori detenuti aumentati del 54% in due anni. È questione di giorni, di mesi al massimo, e un’altra mannaia potrebbe abbattersi sulle carceri italiane, già piene di problemi. E potrebbe portare a un allungamento delle pene per centinaia di persone che in carcere sono già recluse. Di cosa parliamo? Gli effetti del nuovo reato di rivolta carceraria, introdotto dal decreto sicurezza. Il reato era già stato molto contestato sin dalla prima stesura del provvedimento, innanzitutto perché le proteste e le rivolte in carcere sono nella stragrande maggioranza dei casi prodotte dal sovraffollamento e dalla carenza di personale, attività e spazi per i detenuti.
di Andrea Oleandri*
lavialibera.it, 29 maggio 2025
Il nuovo rapporto di Antigone fotografa un sistema penitenziario sempre più in affanno, dove il carcere è trattato come trincea e contenitore di emarginazione sociale: il sovraffollamento tocca il 133 per cento e gli istituti per minorenni non sono mai stati così pieni. Intanto, il governo crea nuovi reati e criminalizza le proteste non violente. Nelle celle delle carceri italiane si vive senza respiro. Lo raccontano i numeri, le immagini e le parole che descrivono un sistema penitenziario sempre più in affanno, in cui manca il respiro della legalità costituzionale, della dignità, del senso della pena come percorso di reinserimento sociale e non come vendetta.
di Lorenzo Attianese
ansa.it, 29 maggio 2025
Negli istituti quasi una persona su 2 fa uso di sedativi o ipnotici. Il report di Antigone, in 58 istituti tasso di affollamento oltre 150%. Esplodono le carceri minorili mentre, in generale, almeno in trenta istituti gli spazi per i detenuti si riducono a celle da meno di tre metri quadri per ogni persona. È “Senza Respiro” il titolo del dossier diffuso da Antigone: una sintesi che punta a descrivere così l’attuale situazione nei penitenziari italiani. Secondo i numeri raccolti nel rapporto, il sovraffollamento con la carenza di strutture adeguate resta uno dei problemi principali, connesso alla mancanza di un adeguato supporto psicologico e dell’effettivo reinserimento nel mondo del lavoro fuori dagli istituti.










