di Alice Dominese
Il Domani, 13 maggio 2025
La storia di Richard. Parla il membro dell’equipaggio di Humanity 1, la nave con cui l’Ong tedesca Sos Humanity dal 2022 ha soccorso più di quattromila naufraghi. “L’Europa è vista come un luogo dove tutto è possibile”. Quando Richard ha deciso di unirsi alle Ong che si occupano di soccorrere i migranti nel Mediterraneo non immaginava che ci fossero così tante persone disposte a rischiare la vita per raggiungere l’Europa. Nato e cresciuto in Ghana, Richard è un marinaio con una lunga esperienza sulle navi cargo alle spalle. Da quasi 10 anni ha cambiato vita e attualmente lavora come membro specializzato dell’equipaggio sulla Humanity 1, la nave con cui l’Ong tedesca Sos Humanity dal 2022 ha soccorso più di quattromila naufraghi.
di Monica Perosino
La Stampa, 13 maggio 2025
Tra i molti paradossi e le innumerevoli contraddizioni in cui la guerra costringe gli esseri umani ce n’è uno, in particolare, sorprendente. Un effetto secondario che solo chi ha il privilegio di averla vissuta, e di essere sopravvissuto, può sperimentare: le parole, anche quelle fruste, retoriche e abusate, ritrovano l’originaria purezza, tornano a scintillare. Proprio nel mezzo dell’orrore, parole come “libertà”, “odio”, “paura”, “amore”, “vita”, “morte”, ritrovano la corrispondenza necessaria tra reale e pensiero. Il primo discorso ufficiale ai media mondiali di Papa Leone XIV è stato potente e preciso - “agostiniano” direbbero i vaticanisti -, ci ha spinto a riflettere sul potere delle parole e sulla responsabilità che ciascuno di noi ha quando le usa.
di Marco Bascetta
Il Manifesto, 13 maggio 2025
In Ucraina si espande il fenomeno dei renitenti e disertori. In Russia anche una tiepida critica conduce in galera. In Israele aumentano i riservisti che non si presentano. Proviamo a mettere insieme alcuni fatti, con caratteristiche ben distinte, proporzioni e pesi incomparabili, che si sono manifestati nei due principali teatri di guerra del momento: la striscia di Gaza e l’Ucraina. Distinti dunque, ma che riconducono alla contraddizione tra governanti e governati, ossia tra chi la guerra la decide e chi la combatte sul campo. In alcuni casi si tratta di crepe e fratture allo stato iniziale, in altri di fenomeni imponenti che possono anche determinare l’esito dello scontro.
di Gianpaolo Contestabile e Simone Ferrari
Il Manifesto, 13 maggio 2025
Gli ultimi giorni di vita del cooperante Onu in una video-inchiesta che verrà presentata questa sera a Napoli. Per la prima volta emergono dettagli sulla riunione della Missione Onu che precedette la sua scomparsa nel 10 luglio 2020. Nella serata di martedì 13 maggio, la fondazione Foqus di Napoli ospiterà la proiezione in anteprima della video inchiesta di Fanpage dedicata agli ultimi giorni di vita di Mario Paciolla, giornalista e cooperante Onu trovato morto a San Vicente del Caguán (Colombia) il 15 luglio del 2020. La presentazione del documentario vedrà la partecipazione di Anna Motta e Pino Paciolla, genitori di Mario, che da cinque anni portano avanti una battaglia per ricostruire la verità sulla morte del figlio.
di Davide Lerner
Il Domani, 13 maggio 2025
La svolta arriva nell’ambito di una trattativa le cui modalità e i cui termini sono ancora avvolti nel mistero: il congresso straordinario della formazione, tenutosi nel quartier generale nel nord dell’Iraq, ha ufficializzato l’epilogo della sua battaglia. La ricercatrice curda Berfin Cockun: “Dopo la caduta di Assad in Siria, c’è un vuoto nella regione che la Turchia deve colmare all’interno dei suoi confini”. “Il dodicesimo congresso del Pkk ha deciso di sciogliere la struttura organizzativa del Pkk... e di porre fine alla lotta armata”. Con questa dichiarazione il movimento lunedì ha annunciato il proprio scioglimento dopo circa 40 anni di conflitto con la Turchia che ha provocato un numero di vittime stimato attorno alle 40mila.
di Antonella Mascali
Il Fatto Quotidiano, 12 maggio 2025
Il tam tam di via Arenula dà per imminente la nomina del nuovo direttore del Dap, il dipartimento per l’amministrazione penitenziaria, ma non sarà la facente funzioni Lina Di Domenico, vice capo Dap fino alle dimissioni, 5 mesi fa, di Giovanni Russo. Il nome che circola, secondo quanto ci risulta, è quello di Stefano Carmine De Michele, attuale direttore generale delle risorse materiali e delle tecnologie del ministero della Giustizia. Scelta che, se confermata, lascia perplessi gli addetti ai lavori dato che non si conoscono sue esperienze legate al carcere.
di David Allegranti
La Nazione, 12 maggio 2025
In un Paese in cui l’informazione è molto attenta al Vaticano e al Papa, con decine di pagine quotidiane dedicate alla morte di papa Francesco e alla scelta del suo successore, Leone XIV, ci sarà qualcuno che userà la stessa cura del Pontefice appena scomparso nei confronti dei detenuti? La domanda, invero retorica, andrebbe rivolta (anche) al Governo italiano. Specie dopo aver letto i dati recenti di Eurostat sul tasso di sovraffollamento delle carceri europee: l’Italia è l’Atalanta del sovraffollamento carcerario, al terzo posto.
criminologiaitaliana.it, 12 maggio 2025
La Società Italiana di Criminologia rileva che è stata introdotta nella prassi dei collocamenti dei detenuti minorenni in carcere una rilevante eccezione al principio generale per cui i minori devono essere separati dagli adulti: una nota del Capo del Dipartimento della Giustizia Minorile e di Comunità dello scorso 19 marzo 2025 suggerisce infatti, sfruttando il c.d. “decreto Caivano”, la recente modifica molto afflittiva del sistema della giustizia minorile, di trasferire soggetti detenuti in Istituto Penale Minorile presso Istituti penitenziari per adulti.
di Francesco De Masi
Ristretti Orizzonti, 12 maggio 2025
Non mi arrendo, ma sono stanco. Il carcere non può tornare a essere un luogo di morte. Di fronte alla recente decisione del ministro della Giustizia Carlo Nordio, spinta con forza dall’onorevole Andrea Delmastro, di reintrodurre la chiusura generalizzata delle celle, mi sento in dovere di alzare ancora una volta la voce. Perché chi conosce il carcere dal di dentro - non da una poltrona o da una conferenza stampa - sa bene che ogni serratura chiusa in più può significare una vita in meno. Con questo provvedimento siamo tornati indietro di vent’anni. Anni in cui, con fatica e senza armi, ma solo con le parole e con il senso profondo di umanità, ho cercato di contribuire a rendere il carcere un luogo almeno vivibile, dove fosse possibile rieducarsi, lavorare su sé stessi, pensare a un dopo.
di Roberta Barbi
vaticannews.va, 12 maggio 2025
La Chiesa dedica il mese di maggio alla Madonna, la madre di tutte le madri; la seconda domenica del mese in tutto il mondo si celebra la Festa della mamma. Per le mamme ristrette la condanna è come se fosse doppia: oltre alla privazione della libertà, anche quella dell’amore più grande. La testimonianza di Bruna, ex detenuta: “Il distacco dai figli uccide”. I momenti di festa in carcere, per le persone private della libertà, sono i più difficili: l’assenza della famiglia, il vuoto degli affetti mentre il resto del mondo si ritrova per festeggiare, si fanno sentire ancora di più. Non fa eccezione la Festa della mamma, oggi ricordata anche da Papa Leone XIV nel Regina Caeli, in un contesto dove già per le donne ristrette la lontananza dai figli è un dramma che si rinnova quotidianamente: “In carcere il distacco è la quotidianità - racconta ai media vaticani Bruna Arceri, ex detenuta del carcere romano di Rebibbia - i genitori, i fratelli, tutti vengono a trovarti, d’accordo, ma la mancanza della quotidianità con i figli, l’impossibilità di vederli crescere un giorno dopo l’altro uccide”.
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