di Luca Grecchi
Corriere della Sera, 18 luglio 2026
Risulta ancora frequente, nella mentalità comune, sentir parlare, in rapporto a vari gruppi minoritari di persone, come gli stranieri, i poveri o i disabili, di “noi” e “loro”. Ritenersi parte del “noi” produce l’effetto rassicurante di costituire un’identità di appartenenza maggioritaria. La presenza di un “noi” richiede però, appunto, la presenza di un “loro”, ossia di un gruppo sociale che per vari motivi - culturali, economici, psicofisici - viene considerato inferiore, da cui prendere le distanze. Questo processo sociale di “alterizzazione”, ossia di creazione della figura dell’altro, recide tuttavia in modo artificioso l’unità sostanziale del genere umano, con effetti che sono sempre dannosi, i quali stanno all’origine di ogni discriminazione.
di Vitalba Azzollini*
Il Dubbio, 18 luglio 2026
La Cpi è oggi in difficoltà su più fronti. È colpita dagli Usa di Trump, che hanno adottato sanzioni contro suoi giudici e procuratori. Non è adeguatamente difesa dall’Ue. È indebolita dagli Stati che non ne eseguono gli ordini, Italia compresa. Il 17 luglio di ogni anno si celebra la Giornata mondiale della giustizia penale internazionale, istituita nel 2010 dall’Assemblea degli Stati parte dello Statuto di Roma per ricordare l’adozione, nel 1998, del trattato che ha creato la Corte penale internazionale. La Corte, con sede all’Aia, è competente a giudicare genocidio, crimini di guerra, crimini contro l’umanità e crimini di aggressione.
di Oliviero Mazza
Il Dubbio, 17 luglio 2026
All’inizio di ogni estate, puntualmente, si torna a denunciare l’emergenza carceri. Situazione intollerabile, ma ormai tragicamente endemica. Dalla storica sentenza Torreggiani del 2013 ad oggi sembra che non sia cambiato nulla: sovraffollamento, suicidi, condizioni di detenzione inumane e degradanti, forse gli unici elementi di relativa novità sono il sequestro di alcune sezioni del carcere fiorentino di Sollicciano e l’attesa di una pronuncia della Corte costituzionale che potrebbe essere di portata storica.
di Elisa Scaringi
stateofmind.it, 17 luglio 2026
La tutela della salute mentale nelle carceri è ancora segnata da difficoltà assistenziali e limiti nella presa in carico terapeutica delle Rems. La tutela della salute mentale rappresenta una delle principali criticità del nostro sistema penitenziario, segnato da logiche custodiali e non da reali opportunità di cura, come afferma il XXII Rapporto dell’Associazione Antigone sulle condizioni di detenzione in Italia nel 2025. L’ipermedicalizzazione sembra essere uno dei dati più allarmanti dell’osservatorio di quest’anno: i detenuti che assumono regolarmente farmaci sono suddivisi fra il 21,1% (stabilizzanti dell’umore, antipsicotici e antidepressivi) e il 46,5% (sedativi o ipnotici), nonostante le diagnosi psichiatriche gravi siano scese di tre punti percentuali dal 12,6% del 2024.
di Gianfranco Pellegrino*
Il Domani, 17 luglio 2026
Se davvero Valditara e il governo ritengono che tredicenni e quattordicenni siano abbastanza maturi da rispondere penalmente delle proprie azioni, dovrebbero accettare che siano anche abbastanza maturi da giudicare, con il voto, l’operato del governo. Le basi ideologiche di provvedimenti come l’estensione del fermo preventivo ai minorenni, contenuta nell’ultimo decreto Sicurezza, sono evidenti. La formulazione più chiara la offre un ministro di questo governo, Giuseppe Valditara, che ha spesso sostenuto che la responsabilità è sempre individuale, che la sanzione è essenziale e che bisogna ridare peso e fondamento all’autorità. La versione più compiuta di queste idee è nel suo libro La rivoluzione del buon senso.
di Ettore Jorio
Gazzetta del Mezzogiorno, 17 luglio 2026
L’esito referendario ha dimostrato ampiamente la fiducia e la pretesa verso la Magistratura. Tuttavia, manca, troppo spesso, la risposta della giustizia. È una differenza enorme. La prima nasce dalla società, la seconda dovrebbe essere assicurata dallo Stato. Da anni il dibattito pubblico si consuma in una contrapposizione che sembra dividere il Paese: garantisti contro giustizialisti. È un’espressione ormai entrata nel linguaggio corrente, utile ai talk show e alle polemiche politiche, ma priva di un autentico fondamento costituzionale. La Costituzione non conosce il garantismo come appartenenza ideologica, né il giustizialismo come modello di giurisdizione. Conosce, invece, il diritto di difesa, la presunzione di innocenza, il giusto processo, l’obbligatorietà dell’azione penale, la ragionevole durata del processo e l’indipendenza della magistratura. Sono questi i pilastri della giustizia. Non le etichette.
di Giovanni Bianconi e Monica Guerzoni
Corriere della Sera, 17 luglio 2026
Dal presidente della Repubblica un forte richiamo al governo a rispettare la Costituzione. Sarà pur vero che il faccia a faccia tra Sergio Mattarella e Carlo Nordio si è svolto in un clima “assolutamente sereno”. Ma già la scelta di “invitare” all’improvviso il ministro al Quirinale per un colloquio chiarificatore certifica quanto l’iniziativa del Guardasigilli sul caso di Mario Roggero abbia sorpreso, a dir poco, il capo dello Stato. Raccontano fonti parlamentari che alle 14.20, quando da via Arenula è arrivata la notizia che il Guardasigilli aveva “avviato l’istruttoria finalizzata alla concessione della grazia” al gioielliere, il capo dello Stato sia “saltato sulla sedia”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 17 luglio 2026
In Piemonte ci sono 4.351 persone detenute per 3.558 posti disponibili, con un tasso di sovraffollamento del 122 per cento. Non è la regione con più detenuti d’Italia, né quella messa peggio sui numeri, ma è quella dove si è concentrata la più alta densità di procedimenti per torture e violenze dietro le sbarre. Da qui parte “Vite recluse”, il primo rapporto regionale di Antigone Piemonte sulle condizioni di detenzione nelle carceri della regione, curato da Sara Coppola e Serena Ramirez, con la prefazione di Claudio Sarzotti.
firenzedintorni.it, 17 luglio 2026
“Bisognerebbe aprire al popolo le carceri, che la gente venisse a vedere. Basterebbe entrare una sola volta in una cella per rendersi conto di quanto si possa essere ingiusti anche nei confronti di quelli che hanno sbagliato. Anche se hanno sbagliato molto, sia chiaro. Io non mi fido della retorica della politica. In certe condizioni la politica è inevitabile che reagisca con atteggiamenti pieni sì di retorica: se la gente avesse la possibilità di vedere” quei luoghi “di persona si renderebbe conto anche della vacuità di questi interventi”.
di Cesare Bechis
Corriere del Mezzogiorno, 17 luglio 2026
Da Foggia al Salento sì all’accordo con gli atenei per il diritto alla formazione. Il rettore Bellotti: “Strumenti di crescita culturale e per il reinserimento sociale”. I numeri sono ancora bassi, ma destinati a crescere. Parliamo dei detenuti nelle carceri pugliesi che, matricole o già studenti universitari, intendono completare questo percorso di studi. In tutto sono una cinquantina, sparsi nelle varie carceri pugliesi e iscritti agli atenei regionali. Nella casa circondariale di Lecce le matricole dell’anno accademico 2025-2026 sono 7, frequentanti sociologia, management turistico, giurisprudenza e studi geopolitici, e 10 agli anni successivi mentre da altri istituti di pena, da comunità e dai domiciliari ne arrivano altri 13. L’età di questa categoria di studenti varia dai 24 anni ai 76. Un uomo di 76 anni studia sociologia, uno di 72 giurisprudenza, ma UniSalento annovera anche un 41enne iscritto a Ingegneria aerospaziale.
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